Doomsday - Il giorno del giudizio

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« Un assoluto capolavoro... Il panda che fa kung fu, poi, è meraviglioso... Come?!? Non c'era nessun panda? Neanche un koala che fa capoeira??? Ah, non era Doomsday allora! »
(Un fan confuso su Doomsday)

Doomsday - Il giorno del giudizio o Doomsday è un capolavoro assoluto dell'arte cinematografica.

Per quelli che non hanno il senso dell'umorismo, su Wikipedia è presente una voce in proposito. Doomsday - Il giorno del giudizio

Il film è uscito nel 2008, per comprare le sigarette, e non è più tornato.

Non ci crederete mai, ma il titolo originale della pellicola era Doomsday: che fantasia questi traduttori!

Il film è stato finanziato dagli Stati Uniti, a patto che le vicende fossero ambientate nel Regno Unito. Da quando la pellicola è uscita nelle sale, in effetti, il turismo in Gran Bretagna è crollato.

L'idea originale

Il colpevole regista del film è Neil Marshall, che ne è anche sceneggiatore. In pratica, a parte quello di essere untore e di mangiare i bambini, è stato accusato di ogni atrocità e di tutti i peggiori crimini contro l'umanità.

Fatto sta che, dopo il successo[citazione necessaria] di Dog Soldiers (2002) e di The Descent (2005), i produttori gli fecero la proposta della vita: budget pressoché illimitato, triplo rispetto alla somma dei precedenti film, e possibilità di fare loro qualsiasi richiesta volesse.

Anziché richiedere giovani e piacenti ragazze disinibite e cocaina a fiumi, come avrebbe fatto qualsiasi persona dotata di un minimo di raziocinio, Neil Marshall si ricordò di essere un regista[citazione necessaria].

« Io sono un regista! Io sono un regista! Io sono un regista! »

Si decise a creare un film che fosse definitivo e inarrivabile.

Nessun altro film avrebbe potuto eguagliare per bellezza quello di Neil Marshall, che si affrettò a recuperare da un cassetto la trama di alcuni film che aveva ideato: un film d'azione, uno di fantascienza, uno dell'orrore, un western, un comico, un drammatico, un giallo.

Il problema è che la domestica filippina aveva invertito irrimediabilmente l'ordine delle pagine mentre spolverava. Neil Marshall, che non aveva alcuna intenzione di perdere tempo riordinandole, si limitò a creare la sceneggiatura seguendo le pagine scombinate.

Ne è venuta fuori un'accozzaglia di generi diversi, inserita però in un contesto poco esplorato[1] come la fantascienza post apocalittica.

Trama

Attenzione, da qui in poi questo articolo contiene spoiler.

Gli spoiler rendono il testo più aerodinamico aumentandone la velocità, quindi attenzione ai colpi d'aria.

Le tribù primitive e antropofaghe spesso festeggiano al Cocoricò.

La vicenda è ambientata 30 anni dopo la diffusione in tutta la Scozia di una terribile epidemia del virus denominato "Il Mietitore", perché chi viene infettato crede di essere una mietitrebbia.

In realtà un vaccino esisterebbe, ma gli scozzesi sono troppo tirchi e orgogliosi per poterlo acquistare, quindi accettano di buon grado che la loro popolazione venga decimata dal morbo e che il loro paese venga isolato dal resto del mondo da un grande "Muro di Berlino".

Nel 2035, quando ormai gli Inglesi sperano di essersi liberati di tutti gli scozzesi, sofisticate[citazione necessaria] apparecchiature rilevano che esistono ancora forme di vita (quasi) intelligenti che sono sopravvissute e hanno ricreato una loro civiltà semi-primitiva.

Con la scusa di scoprire se questi cavernicoli hanno ideato un vaccino, ma in realtà per distruggere ogni scozzese superstite, l'Inghilterra manda una sgangherata banda di soldati al di là del Vallo di Adriano Muro di Dublino Muro.

La squadra, entrata da un varco del muro, comincia l'esplorazione con due mezzi blindati, ma va subito a sbattere contro un ostacolo insormontabile: una mandria di vacche. No, non tua madre e le sue colleghe, proprio vere mucche.

I militari perquisiscono l'edificio in cui uno scienziato stava studiando un vaccino. Ben presto, però, l'allegra e sprovveduta comitiva viene attaccato da alcuni sopravvissuti.

Lo scenario pauroso che si presenta ai protagonisti quando varcano la soglia del Castello medievale.

Qui il ritmo è tanto avvincente che, in genere, lo spettatore si addormenta sulla scena di una tribù di primitivi cannibali che catturano il maggiore.

Quando il pubblico si risveglia, sperando che questo strazio di film sia terminato, sfortunatamente ci sono ancora mille avventure interessanti che lo aspettano.

Il maggiore, che nel frattempo si suppone sia riuscito contro ogni logica e verosimiglianza a fuggire, ha incontrato la figlia dello scienziato. Invece di bombarsela, introducendo nel film l'unico genere mancante - che avrebbe forse dato un senso alla pellicola - cioè il porno, prosegue la gita alla cazzo di cane.

Il gruppo[2], dopo i primitivi, incontra un sovrano che vive in un castello con i propri sudditi, in una perfetta[citazione necessaria] ricostruzione del Medioevo, tanto che, nelle segrete del Castello, sono conservate numerose automobili, tutte perfettamente funzionanti dopo trent'anni.

I protagonisti rubano un cellulare e una Bentley, per fuggire.

Incontrano, però, una banda di indiani metropolitani dotati di motociclette Harley-Davidson e creste da mohicani, con i quali hanno un duro scontro in stile western.

Dopo interminabili minuti di inutili e inconcludenti peripezie, i sopravvissuti vengono prelevati da un elicottero[3] che li porta in salvo.

Il 90% della squadra è morto e non hanno trovato il vaccino, ma riportano a casa una bella gnocca cioè la figlia dello scienziato.

Tutto è bene quel che finisce bene.

La trama è finita, leggete in pace.


Il Cast

La locandina cerca di rassicurare, mentre purtroppo la fine (del film) non è affatto vicina.

Già si è detto del regista-sceneggiatore-autore del soggetto-groupie di una delle comparse: Neil Marshall, che ha ammesso di aver concepito il film in preda ad un'allucinazione lisergica:

« Ho avuto questa visione futuristica cioè di questi soldati cioè con armamenti ad alta tecnologia e giubbotti antiproiettile cioè ed elmetti - chiaramente dal futuro - di fronte cioè a un cavaliere medievale a cavallo. »

La scelta degli attori è ricaduta su:

  • Malcolm McDowell, conosciuto per aver esordito nel film La povera vacca e aver poi lavorato con il Genio Tinto Brass.
  • Rhona Mitra, scritturata per errore sul cognome, mentre il regista ordinava su Ebay un carico di mitra per le scene di combattimento.
  • Bob Hoskins, scelto per par condicio, perché mancava un attore comunista.
  • Alexander Siddig, caso di nepotismo, essendo il figlio della sorella minore dell'attore[citazione necessaria] Malcolm McDowell.
  • David O'Hara, scelto solo perché, essendo scozzese, abitava vicino al luogo delle riprese.
  • Sean Pertwee, habitué dei film[citazione necessaria] di Neil Marshall, ormai faceva parte della tappezzeria.
  • Nora-Jane Noone, perché una gnocca ci voleva.
  • Adrian Lester, vi ricorderete di lui per pellicole memorabili come Documentario sulla fauna del parchetto sotto casa mia e Televendita della macchinetta del caffè.
  • Rick Warden, noto per... ehm... sì, insomma... be' dai...
  • Langley Kirkwood, più noto come triatleta che come attore, il che è tutto dire.

Inutile dire che i poveri sventurati hanno visto rovinata la propria carriera cinematografica: quando uno partecipa al cast di un capolavoro non potrà mai più toccare simili vette.

Il Pubblico e la Critica

L'accoglienza nei confronti del film è stata controversa, come spesso avviene per i capolavori di tutti i tempi, destinati ad essere tramandati ai posteri come un'eccellenza della civiltà moderna.

Lo spettatore medio dopo due minuti del film Doomsday.
« Un pregio del film? È a colori. »
(Critico cinematografico su Doomsday)
« Ma come "dura solo 105 minuti"? Ho fatto in tempo ad addormentarmi 6 volte. »
(Spettatore entusiasta su Doomsday)
« È uno dei casi in cui non c'è distinzione tra un cinefilo e un cinofilo: tutti gli attori recitano da cani. »
(Vecchio rompicoglioni su Doomsday)

A parte questi commenti positivi, tuttavia, ce ne sono stati anche di negativi:

« Ma come?!? Vietato ai minori di 18 anni e non si vede neanche una donna nuda? »
(Bimbominkia su Doomsday)

Il film è stato girato in due mesi fra Sudafrica e Scozia, ma le scene migliori sono state tutte tagliate.

Per truccare le vittime del virus Mietitore, il truccatore si è fatto pagare dalla produzione una vacanza di un mese in un bordello, con il pretesto di "studiare gli effetti di malattie sessualmente trasmissibili".

Il film doveva essere distribuito da Focus Features sotto Rogue Pictures, ma la casa di distribuzione se ne vergognò a tal punto da girarne i diritti agli Universal Studios, che accettarono solo a patto di ricevere anche altri film un minimo interessanti.

Il film è uscito nel 2008, incassando in Canada e Stati Uniti 11 milioni, contro i 18 spesi. Un successone. Ma, si sa, non sempre i capolavori vengono subito compresi.

Voci correlate

Note

  1. ^ Al regista purtroppo non avevano detto che erano già usciti Io sono leggenda (2007) e decine di altri film uguali, tra cui Zulu (1964), 2000: la fine dell'uomo (1970), 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra (1971), Un ragazzo, un cane, due inseparabili amici noto anche come Apocalypse 2024 (1975), I guerrieri della notte (1979), Interceptor (1979), Interceptor - Il guerriero della strada (1981), 1997: fuga da New York (1981), Excalibur (1981), Metalstorm (1983), La leggenda del re pescatore (1991), Waterworld (1995), Il gladiatore (2000) I figli degli uomini (2006).
  2. ^ Non si sa bene quando, ma si sono ricompattati, anche quelli morti nelle scene precedenti.
  3. ^ Ma lo spazio aereo sopra la Scozia non era stato chiuso?!?