Giorgio Faletti

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« Il miglior scrittore italiano vivente insieme a Fabio Volo. »
(Critici letterari in evidente stato d'ebbrezza)
« Già a guardarlo in faccia si capisce quanto sia intelligente Giorgio Faletti. »
(Aleandro Baldi)
« Se la smetti di scrivere libri ti regalo un giumbotto. »
(La cognata, quella con due Roberti così, alla moglie di Giorgio Faletti.)
« ...che se sapevo che ci diventavi scrittore, vivo te l'avrei fatto mangiare il vocabolario. »
(Vito Catozzo rivolgendosi all'eclettico Faletti)
La moglie di Giorgio Faletti al lavoro.

Giorgio Faletti (Asti 1950 – Spal 1949[1]) è un poliedrico artista italiano, qualsiasi cosa voglia dire "poliedrico", "artista" o "italiano".
Deve il suo nome a entrambi i genitori e il cognome esclusivamente al padre, che lo ereditò dal nonno, che lo ebbe a sua volta in lascito dal proprio bisnonno, artigiano mobiliere.
La sua vita scorre avvincente come una puntata di Protestantesimo ed emozionante come una partita di rugby tra gli All Blacks e la nazionale di Malta fino all'incontro che gli cambia la vita, quello con Agatha Christie, che diventerà sua moglie[2].

Dopo gli esordi monoedrici come comico Faletti, una volta superati i 220 punti felicità grazie anche ai duri allenamenti, si è evoluto dapprima in cantante, poi in presentatore televisivo, quindi in scrittore e infine in attore cinematografico, inframezzando brevi stagioni da venditore di frutta e verdura nei mercati rionali e da palombaro da sbarco.
La critica, inizialmente scettica sul comico che non faceva tanto ridere e sul presentatore che faceva piangere, l’ha finalmente apprezzato in qualità di fruttarolo e, dopo un accurato revisionismo storico[citazione necessaria], rivalutato le performance precedenti ed esaltato quelle presenti di cantautore ispirato e giallista sopraffino.
Nonostante l'evidenza, resistono ancora alcune frange di maligni[3] che ritengono Faletti troppo idiota per svolgere una qualsiasi attività che implichi l'utilizzo del cervello, e indicano nella moglie la vera autrice dei suoi libri.

La poliedricità[merdifica facile | merdifica]

La moglie di Faletti, in tutti questi anni di strepitosa carriera è passato da un ruolo all'altro con una naturalezza incredibile, senza portarsi appresso alcun retaggio dei vecchi ruoli, come si evince dalla comparazione sinottica fra le varie arti nelle quali si è cimentato.

Comico[merdifica facile | merdifica]

Quando nel programma di approfondimento scientifico Drive In apparve per la prima volta vestito da suora, nessuno ne avrebbe potuto sospettare, non dico la poliedricità, ma nemmeno la vena comica!
Il personaggio di suor Dalisa dell'ordine delle Gine abbastanza scialbo e il pubblico non ancora maturo ne determinarono un provvisorio flop, ma la moglie di Faletti non si perse d’animo e capì che se il pubblico era – diciamo così – stupido, bisognava dargli battute - diciamo così - stupide e lui in questo era - diciamo così - un maestro. Tirò fuori dal cilindro il personaggio dello psicopatico che diceva cose senza senso intervallate dalla fulminante battuta
« Suoooooooraaaaa! »
un tormentone[4] che fece presa sul raffinato pubblico di Canale 5 come la Bastiglia sui rivoluzionari francesi.

Sull’onda della popolarità ormai raggiunta, la moglie di Faletti costruì due personaggi ancora più indimenticabili: l’ingenuo Carlino e la guardia giurata terrona Vito Catozzo.

« È qui che ci sono le donne nude? »
« Se non ci dici niente a tuo fratello, ti regalo un bel giumbotto! »
« Mia cognata c'ha due Roberti!  »
(gesto a indicare tette abbondanti)
« A me mi piacciono le donne nude perché c'hanno l'esterno in pelle!  »
« Pieerooo! Ma non c'è mai quello lì...!  »

Questi gli esilaranti tormentoni di Carlino e questa, se già non vi fa male la pancia per le risate, la battuta di maggior successo Vito Catozzo:

« Che se io saprei che mio figlio mi diventerebbe un orecchione, porco il mondo che c'ho sotto i piedi, viva ce la faccio mangiare la borsetta.  »

Per competere con dei mostri sacri[citazione necessaria] come Enzo Braschi (spettacoloso il suo personaggio del paninaro con le salaci battute sulle squinzie), Carlo Pistarino e Sergio Vastano (lo yuppie calabrese distaccato alla Bocconi), Faletti fu costretto a ripetere le stesse cose tutti i giorni per dodici anni. La durata di Drive in effettivamente fu più breve, circa quattro anni, ma lui proseguì da solo ammorbando un'intera nazione con la cognata dai due Roberti.

Cantante[merdifica facile | merdifica]

Satollo degli onori ricevuti nell'ambito teatral-televisivo[5], si improvvisa scopre cantante e comincia la nuova carriera subito dal top, un duetto a Manchester Sanremo con Ozzy Osbourne Orietta Berti e prosegue irrefrenabile con una partecipazione da BIG sempre a Sanremo con l'intensissima canzone Minchia, signor tenente, dedicata ai Carabinieri vittime delle stragi di mafia, che gli vale il secondo posto assoluto, il premio della critica e due bastonate sui coglioni da parte del presidente dell'Accademia della Crusca.

Il testo di Minchia, signor tenente, vede una moglie di Faletti non più scherzoso e giocherellone, ma impegnato socialmente e lontano anni luce da quello di Drive in. Ecco una delle strofe più sofferte:

« Minchia signor tenente
che siamo usciti dalla centrale
con il giumbotto anti proiettili
e all'incrocio con via Gioberti
abbiamo scorto mia cognata
quella con i due Roberti.
Minchia signor tenente.  »

Venditore di frutta e verdura[merdifica facile | merdifica]

Faletti in un periodo dei confusione mentale e mancanza di ispirazione artistica

Provvisoriamente senza la necessaria ispirazione artistica[6], Faletti mette su una bancarella.
È qui che tutti si accorgono della sua poliedricità: il sapersi districare abilmente tra banane e mele, ma anche ravanelli e carciofi, sedano e patate, gli vale una citazione necessaria accorata nell'arguta nota politica di Augusto Minzolini e, a catena, le proteste dell'opposizione, la proposta di candidatura al Parlamento europeo per il PdL, un Tapiro d'oro da Striscia la notizia, un chiarimento dello stesso Minzolini sull'opportunità politico-sociale del suo precedente intervento, un dietrofront dell'opposizione con relativa proposta di candidatura a Presidente della Regione Lazio, l'offerta di diventare attore e/o scrittore e/o opinionista e/o dirigente Fininvest da parte di un portavoce di colui che non deve essere nominato.

Attore cinematografico[merdifica facile | merdifica]

Tra le varie proposte la moglie diGiorgio Faletti sceglie di iniziare col cinema e subito arriva l'exploit col suo primo film Giumbotto armato per la regia di Piero Turchetti.


Stop hand.png
Attenzione, da qui in poi questo articolo contiene spoiler.

Gli spoiler rendono il testo più aerodinamico aumentandone la velocità, quindi attenzione ai colpi d'aria.

Una sordida storia di sesso e ricatti nella quale Giorgio interpreta un ingenuo giovanotto, Carlino, che casualmente scopre che la cognata - un'avvenente signorina con dei seni prosperosi (chiamati metaforicamente Roberti) - tradisce con regolarità suo fratello.
Il silenzio del ragazzo è sistematicamente comprato dalla cognata con la promessa del regalo di un giumbotto.
La critica lo saluta come un attacco feroce alla piaga della corruzione minorile, il Vaticano mette in evidenza quanto i continui messaggi sessuali possano portare i giovani lontano dalla figura di Cristo, il ministro Stefania Prestigiacomo lo legge come tacita ammissione di colpa da parte del Governo Precedente.

Scrittore[merdifica facile | merdifica]

Terminata brillantemente[l'ha detto mio cugino] la carriera cinematografica, sgamato come cantante, superato come comico, i prezzi di frutta e verdura ormai divenuti troppo alti, Faletti si interroga sul proprio futuro e - dopo aver valutato pro e contro - capisce di non avere alternativa al suicidio.
Ha già la corda insaponata e il tubo di scarico della 126 bis ficcato in bocca[7] quando Agatha rientra inaspettatamente a casa[8] e ferma l'insano gesto.[citazione necessaria]
Ed ecco la svolta della carriera:

Agatha: : Quote rosso1.png Potresti diventare scrittore di Gialli. Quote rosso2.png
Giorgio: : Quote rosso1.png Ma cara, ci sei già tu per questo, e poi non so nemmeno scrivere. Quote rosso2.png
Agatha: : Quote rosso1.png Niente paura, io detto e tu scrivi. Quote rosso2.png
Giorgio: : Quote rosso1.png Ma se ne accorgeranno tutti...il tuo stile... Quote rosso2.png
Agata: : Quote rosso1.png Sta' tranquillo, scriverò tante di quelle troiate che nessuno sospetterà di me. Quote rosso2.png
Giorgio: : Quote rosso1.png Un delitto perfetto, ahahahahah Quote rosso2.png

Nasce così Io uccido che diviene immediatamente un successo interplanetario[risata necessaria] consegnando Faletti alla storia della letteratura[9].

Una serie di omicidi insanguinano la tranquilla Montecarlo. La mano è sempre la stessa, quella di un pazzo che scuoia le vittime con precisione chirurgica.
Le indagini sono affidate a Vito Catozzo, ispettore di polizia originario del Sud Italia. Questi, con l'aiuto inaspettato di un ragazzo affetto da problemi psichici (dice cose senza senso e ogni tanto grida "Suoooraaaaa!"), dopo alterne vicende che portano il lettore a sospettare via via di un certo Piero - che per sua fortuna ha l'alibi di essere sempre assente - , del calciatore Simone Inzaghi e addirittura della cognata dello stesso Vito Catozzo, un'avvenente signorina con due seni prosperosi metaforicamente chiamati Roberti che tradisce il marito regolarmente. La matassa del thriller finalmente si dipana e il colpevole arrestato. Per chi volesse saperlo l'assassino è Enzo Braschi.

Il secondo libro di Faletti, pur restando un "giallo", cambia completamente ambientazione e - diciamolo pure, magari vergognandoci un po'[10]- modus operandi. Si intitola Niente di vero tranne i roberti e la trama la sputtaniamo qui di seguito.

Già dal titolo, Faletti mette in chiaro che lo scrittore non ha più nulla a che spartire con il comico.

Questa volta la storia è ambientata in un centro di chirurgia estetica dove si eseguono segretamente esperimenti genetici e i personaggi sono molto più complessi che nel precedente libro.
Una semplice guardia giurata originaria del sud Italia, Vito Capuozzo, viene casualmente a conoscenza che due donne, morte in circostanze tragiche e misteriose e apparentemente non collegate tra loro, avevano frequentato lo stesso centro di chirurgia.
Siccome anche sua cognata, una donna bruttissima ma con due tette roberti così (gesto), da qualche settimana lo frequenta, Vito decide di indagare e lo fa con l'insperato aiuto di un ragazzo un po' ritardato, Carletto, che ogni tanto, per sfogarsi, grida "suooooraaaa!".
Durante il periodo dell'investigazione, nuove morti si susseguono e parallelamente la cognata si trasforma da mostro in donna sempre più avvenente e procace. Dapprima i labbroni, poi via via una piallata alle rughe, una liposuzione di trenta chili di grasso, una ceretta invasiva, ed eccola alla fine del romanzo, al climax della suspence, trasformata in una figa stratosferica con però, niente di vero tranne i roberti.
La guardia giurata, con un ragionamento sottilissimo a base di Porco il mondo che c'ho sotto i piedi e che se sapevo che mi diventavi un'assassina, vivo te lo facevo mangiare il botulino, inchioda la cognata a la costringe a confessare di aver commesso gli omicidi per pagarsi le operazioni. Con lei, sarà arrestato anche il medico complice e amante della donna: Sergio Vastano.

Riconoscimenti[merdifica facile | merdifica]

Molteplici i riconoscimenti ricevuti negli ormai venticinque anni di carriera.
Tra i più prestigiosi ricordiamo:

  • Premio Bomber per il Miglior Giumbotto
  • Premio Carlo Pistarino per la moglie più brava a scrivere romanzi al posto vostro
  • Premio Q8 per aver completato la scheda con i bollini

Hanno detto di lui[merdifica facile | merdifica]

« Certo, anche il vostro Faletti è in lizza per il Nobel per la Letteratura. Almeno quanto lo è il criceto di mio figlio. »
(Il presidente della Reale Accademia di Svezia)
« Faletti è il più autorevole candidato al Nobel per la Letteratura 2010. »
(Carlino, appena prima di prorompere in un liberatorio "suooooraaaa")

Note[merdifica facile | merdifica]

  1. ^ Dopo una serie infinita di rigori.
  2. ^ e gli è andata bene! Se avesse incontrato Mike Tyson invece che Agatha Christie, oltre alla vita avrebbe avuto cambiati anche i connotati.
  3. ^ I soliti malati che vedono complotti dappertutto.
  4. ^ sì, esistevano ancora prima della Svervegia!
  5. ^ Per non dire che non se lo cagava più nessuno.
  6. ^ Anche i discografici ne avevano avuto abbastanza di questo cialtrone.
  7. ^ Probabilmente utilizzava una prolunga perché, a detta dei testimoni, la macchina era parcheggiata in un altro quartiere.
  8. ^ C'era sciopero dei ferrovieri e l'Orient-Express era stato soppresso.
  9. ^ Anche questo me l'ha detto mio cugino
  10. ^ sopratutto perché non c'entra un cazzo!


L'Accademia della Crusca e della Segale è lieta di presentarvi...

D'Annunzio Superdotato.jpg

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