Lev Tolstoj

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« C'erano momenti in cui, sotto il dominio di questa idea fissa, arrivavo a un tal punto di follia, che mi voltavo rapidamente a guardare dietro di me, dalla parte opposta, nella speranza di cogliere alla sprovvista il mio peto, lì dove io non c'ero... »
(Uno sbronzo Lev Tolstoj, borbottando sulla senilità con un albero.)
« Rimane per molti versi il primo profeta del nostro tempo [...][1]. Non c'è oggi nessuno che abbia il profondo discernimento e la forza morale di Tolstoj, senza contare che mi ha offerto quel Vodka Lemon! »
(Albert Einstein su Tolstoj)

Lev Nikolàevič Tolstòj, in russo: Лев Николаевич Тuйz-тuйz, in italiano anche noto come "quello che non sapeva decidersi tra guerra e pace" o Leone Tolstoj. Nato in quel di Ясная Поляна, nella sorridente manco per ipotesi Щёкинский район, vicino a, vicino ad un cazzo di niente che valga la pena ricordare.

È venuto al mondo nel 1828 per restarci sino al 1910, anno della sua dipartita su di una panchina nella famosissima stazione di Àstapovo, mentre aspettava il diretto per scappare dai creditori. La città, nota all'epoca per la sua stazione e giusto per il colore sfumato della neve sulle cartoline, venne in seguito ribattezzata Lev Tolstoj, in memoria dell'unico morto di polmonite per essersi seduto sulla panchina mai pulita da che uomo rimembri.

Divenne famoso in patria per dei romanzetti rosa sulle vicende dei soldati al fronte, ma ebbe risonanza mondiale con i voluminosi "Guerra e pece", un romanzo noir sulle vicende della guerra al petrolio e "Anna canina", un romanzo su di una donna metà cane al tempo della castrazione obbligatoria per gli animali[2]. Leone Stoltoj è stato definito: uno scrittore inesauribile, un filosofo instancabile, un educatore encomiabile e uno stronzo che non si rade, dal Santo Sinodo del 1901.

Tolstoj - Astapovo, attesa dell'ultimo treno, pastelli su biglietto treno.

Biografia[merdifica facile | merdifica]

La vita di Tolstoj fu come uno dei suoi tanti romanzi: lunga, tragica e senza indice.[3] Tolstoj lottò con se stesso e con il mondo per via di questa sua anima tormentata e, per dei brutti crampi al pirolo. Come scrisse un certo Igor Sibaldi, la biografia tolstoiana necessita impegno e fatica, perché un po' è stata una vita di merda, un altro poco perché soleva scrivere mentre sbronzo.

Forse la ragione di questa difficoltà sta nel fatto che abbiamo un'infinità di appunti tutti sparpagliati, infatti lo scrittore era solito scrivere nei posti più impensabili, la prima versione di Guerra e pace fu redatta cerchiettando parole a caso da un'intera collezione enciclopedica. Notare come questa sezione sia la parte biografica, ma non v'è ancora scritto da quale rapporto incestuoso sia nato, tuttavia sarà Leone stesso a darci una definizione della sua vita attraverso queste sue parole, lasciate scolpite su di una patata:

« [...][4] quel primo tempo poetico, meraviglioso, innocente, radioso dell'infanzia fino ai quattordici anni. Poi quei venti anni orribili di grossolana depravazione al servizio del vizio, della vanità e soprattutto di Nonciclopedia. Non dimentichiamoci ovviamente le puttane. Il terzo periodo, di diciotto anni, va dal matrimonio fino alla mia rinascita spirituale: il divorzio. Il mondo potrebbe anche qualificarlo come morale, giacché sempre esserci una morale ad ogni buona storia; senza cedere a nessuno dei vizi che l'opinione pubblica condanna, mi sono concesso qualche libidinoso gioco di ruolo ogni tanto[5]. Tutti i miei interessi però erano limitati alle preoccupazioni egoistiche per la mia famiglia, il benessere, il successo letterario [6]e tutte le soddisfazioni personali. E Ancora giù di puttane. Infine il quarto periodo è quello che sto vivendo adesso, dopo la mia rigenerazione morale, tutto mi è sembrato più bello, poi mi accorsi di avere cambiato lenti, tutto era peggio di prima; senza contare la scomunica da parte di quei froci del Sinodo [...][7]  »

Infanzia[merdifica facile | merdifica]

Lev Nikolaevič Stoltoj nasce il 9 settembre del 1828 da un padre e pensate un po', da una madre-lingua; crebbe nella tenuta di famiglia nel governatorato di Tula, i genitori erano originariamente di antica nobiltà e come tale nessuno ricordava chi fossero, il loro maggiordomo più volte chiamò la polizia, scambiandoli per malintenzionati.

Essendo come pocanzi scritto, la sua vita può essere paragonata ai suoi romanzi, così all'età di due anni perse la madre, mentre pochi anni dopo, anche il padre tirò le cuoia e come se non bastasse, perse pure una gara di pernacchie… fu lasciato maleodorante da alcune zie religiosissime ed educato da due maestri: uno francese che correggeva il tedesco e uno tedesco che correggeva il francese, non si capirà mai il perché, dato che Tolstoj pare fosse di lingua slava.

Giovinezza e prime opere[merdifica facile | merdifica]

Tolstoj - Autoritratto di famiglia, aveva ragione il Sacro Sinodo.

Nel 1844 si iscrive all'università di Kazan (nell'attuale 'Ndokazzstan), prima alla facoltà di filosofia con indirizzo filosofie orientali[8], poi accortosi che già all'epoca i filosofi venivano additati come "gente che non arriva alla fine del mese", optò per la classica giurisprudenza.

Per via della sua indole anarchica non riuscirà mai a completare i CFU necessari. La giovinezza dello scrittore è disordinata e tempestosa: A Kazan organizza orgy-party a tema animale, da cui nacque in seguito la sua opera magna "Animal House", qui inoltre sperpera il denaro nel gioco d'azzardo, causando un vortice di prostituzione e sniffate di lucido per scarpe[9], riassunto nell'opera: "La confessione". In questo periodo legge molto, soprattutto filosofi e mormoni, particolare influenza sarà per lui scoprire Jean-Jacques Rousseau[10]:

« Rousseau e il Vangelo hanno avuto un grande e benefico influsso sulla mia vita. Rousseau non invecchia… dei due consiglio comunque il vin forte. »

Nel 1851 completa l'opera Infanzia, come sopravvivere all'epoca della diarrea fulminante, mentre ultima un racconto rimasto incompiuto per la fretta, intitolato Storia della giornata di ieri, si deduce dall'incompletezza che l'autore non abbia poi fatto granché ieri.

Queste opere riflettono i cardini dell'espressione tolstoiana, una rappresentazione di introspezione dell'animo, in un contesto cinico e reale[citazione necessaria], o per meglio dire: Seghe mentali voluminose sulle cazzate altrui. Stoltoj era un fermo e convinto realista, trascendendo e dando una realtà propria al pensiero, fu visto più volte nudo, urlare "non sono nudo" nei parchi cittadini.

L'esperienza della guerra[merdifica facile | merdifica]

Correva l'anno 1851 verso la guerra nel Caucaso, così come il nostro beniamino correva con il fratello Nikolaj[11] verso l'ufficio di reclutamento, da prima viene reclutato come volontario, ma dalle enormi cazzate che lanciava semplicemente parlando, fu promosso ad ufficiale d'artiglieria, senza artiglieria.

Nel 1853 scoppia per una battuta fuori luogo sui turchi, la guerra russo-turca, previa richiesta, Tolstoj chiede di essere riassegnato in Crimea, perché volveva un po' d'azione in più e qualche braccio in meno. Nel Diario del 1854 scriverà: "La cosa più importante per me è liberarmi dai miei difetti: la pigrizia, la mancanza di carattere, l'irascibilità... porca troia, se trovo quello che mi ha svegliato ieri sera... ma che dico, tanto non me ne importa... FAFFANCULO!"

Nel 1855, dopo attenta meditazione, decide sul da farsi della sua vita: "La carriera militare non fa per me, e prima me ne tirerò fuori, meglio sarà... continuano a chiedermi di lucidare la canna per bene per passare di grado, ma mi sfugge a cosa si riferiscano, è da mesi che pulisco il fucile".

La sensibilità verso i miserevoli[merdifica facile | merdifica]

Sempre grazie alla sua buona stella (in realtà collassata in un buco nero massivo, portatore di indicibile distruzione), assiste sino la morte avvenuta per tubercolosi il fratello Dmitrij, anche lui come Nikolaj e lo stesso Tolstoj sofferente della maledizione della J finale, maledizione si vociferò tramandata da ere in ere dall'intera stirpe.

Pare infatti che uno degli avi di Tolstoj abbia in un remoto passato insultato una veggente, questo episodio è descritto al meglio nel componimento mai insultare una vecchia a caso, redatto nella notte di un giorno mensile e apparso nel mensile di una giornata notturna. Non sappiamo come questo racconto dell'epoca possa avere in qualche modo contribuito al titolo del seguente paragrafo, ma di sicuro una persona di siffatta condizione famigliare non poteva non sviluppare la "sindrome della crocerossina", per di più amante del gioco di ruolo come era, l'immedesimazione con inclusi autoreggenti era pressoché scontata.

Inoltre in questo imprecisato periodo prova ad aiutare un gruppo di contadini dal nome inscrivibile, questi però compresero l'intenzione celata dello scrittore, farsi il bestiame, costringendolo ad una rapida fuga verso l'orizzonte delle steppe desolate.[12] Si apre per Stoltoj un periodo di grandi riflessioni e un crescente interesse per l'istruzione delle masse, cosa che lo porterà a maturare un interesse per le questioni sociali, finendo per diventare giudice di pace per acclamazione, sposerà una cernia e uno zoofilo, ma questa è un'altra storia.[13] Un certo Ignazio Silone leggendo il celebre Polikuška, mai mangiare solo crusca, commenterà Tolstoj celebrandolo nel modo seguente:

« Sapevo che Tolstoj era celebrato come un grande scrittore, ma non avevo mai letto niente di lui. Cominciato a leggere andai avanti dimenticando il tempo e l'appetito, poi mi accorsi era Alzheimer... In realtà avevo già letto i suoi libri. Ero turbato e commosso. Mi colpì soprattutto la storia di Polikuška, mai mangiare solo crusca, ma la cosa che più mi colpì fu l'anta della finestra in veranda, dimenticai di chiuderla... come doveva essere stato buono e coraggioso lo scrittore che aveva saputo ritrarre con tanta sincerità la sofferenza intestinale per troppa crusca. Quella triste lentezza nel raccontare mi rivelava una compassione divina, la compassione che non sottrae la creatura al dolore, ma... ma cosa stavo dicendo? Lei chi è?! Che ci fa in casa mia?! »

Matrimonio e figli[merdifica facile | merdifica]

Il 23 settembre 1862 dopo soli sette giorni di folle sesso, sposa appena diciottenne, ma esperta come una quarantenne[citazione necessaria], Sof'ja Andrèevna. La classica figlia del dottore citata in una famosissima cantilena che ebbe rapporti a tre su di un trespolo, uno dei tre era per l'appunto Tolstoj. Lo scrittore non volendo finire malmenato, rivelò alla futura moglie prima del matrimonio i suoi diari più intimi e segreti, questa ricolma d'amore, lo deriderà di fronte alle amiche per il resto dei suoi giorni. Avranno tredici figli dei quali cinque non raggiungeranno la maggiore età, mentre i restanti vivranno precariamente fino a morire.

  • Sergèj: 1863 - 1947, marciapiede comunale di Mosca, diventerà compositore e critico musicale con lo pseudonimo di S. Brodinskij, muore di stenti o stentò a morire.
  • Tat'jana: 1864 - 1950, buca delle lettere nei pressi di Roma, dirigerà il Museo tolstoj a Mosca e poi emigrerà in Francia e Italia dove morirà imbucando una lettera.
  • Il'jà: 1866 - 1933, freezer di un sottoscala newyorkese, sarà scrittore, attore, regista sceneggiatore e noto barbone, il suo cadavere verrà trafugato da un collezionista di vittime assiderate.
  • Lev: posizione del catamarano - 1945, in un posto orribile, diventerà scrittore e scultore, leggendo il marmo e scolpendo poesie, sarà il più talentuoso dei figli.
  • Andrèj: 1877 - Rabarbaro, scatola di cioccolatini rinvenuta senza cioccolatini, combatterà come volontario in guerra per vincere un posto come impiegato a Tula, morirà per insoddisfazione in una scatola di cioccolatini.
  • Michaìl: 1879 - Anno pari, rinvenuto in un sacchetto di plastica, intraprenderà la carriera militare per poi svignarsela nel momento del bisogno, morirà per cause da chiarire, ma ben riciclato.
  • Aleksèj: 1881 - 1886, poco si sa perché morto in fretta.
  • Aleksandra: Anno della trota - Anno del carpaccio, corpo ancora da trovare, dirigerà delle scuole tolstojane ed imparerà a tostare il caffè.
  • Ivàn: 1888 - 1895, anche questo durerà poco.

Guerra e pace[merdifica facile | merdifica]

Incipit

Ormai Genova e Lucca non sono più che appannaggio, che dominio della famiglia Buonaparte… in buona parte. Vi avverto che, se non mi dite che abbiamo la guerra, se vi permettete ancora di giustificare tutte le infamie, tutte le piccole atrocità di questo Anticristo, (in fede mia, ci credo), non vi conosco più, non siete più il mio amico, non siete più il mio fedele schiavo sessuale, come dite! Ebbene! Buon giorno, buon giorno! Vedo che vi ho fatto paura; sedete e discorriamo. [Parlerà per ore da sola con una teiera]

Così diceva, nel luglio 1805, Ana L. Pavlona, damigella d'onore e persona molto, MOLTO vicina all'Imperatrice Maria Feodorovna, andando incontro ad un evidente attacco psicotico, addenterà un dentista che morrà di sifilide, contagiando tutto il villaggio.

« Allungai una mano, aprii il libro verso la metà e cominciai a leggere Guerra e Pace di Tolstoj. Niente di nuovo. Era ancora un brutto libro. »
« Cambia metà la prossima volta o come nelle seghe dispari, cambia mano; coglione! »
(❌ A Tolstoj non piace questo elemento.)
« Omero rimase vivo duemila anni. Guerra e pace, che forse non è meno bella dell'Iliade, è invecchiata dopo cinquant'anni; un paio di domande me le farei su sti additivi! »
« Omero è finzione, sul serio, non sappiamo se sia esistito o meno, comunque se ti piace l’epica estinta, ti consiglio tua moglie! »
(❌ A Tolstoj non piace questo elemento. ✅ A Omer-0 piace questo elemento.)

Anna Karenina[merdifica facile | merdifica]

Ed ecco Anna, profilo #Instagram

Incipit

Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo. Qui, [indicando caseggiati rurali comunali], pensiamo tutti ai cazzi nostri.

In casa Oblonski tutto era sossopra. La moglie aveva il cazzo ed era marito, il marito aveva bei capelli e si sentiva donna. Il tetto era la cantina e la cantina, il tetto… ha sempre spiovuto di dentro. Questa situazione durava da giorni e si faceva sentire in modo penoso, ma materno, tanto dai due coniugi quanto dagli altri membri della famiglia e sinanche dal personale di servizio, che giustamente da com’erano le cose, servivano i vicini.

Tutti provavano l'impressione che la loro vita in comune non avesse più senso e che l'unione della famiglia e dei familiari di casa Oblonski fosse più effimera di quella delle persone che si trovavano casualmente riunite in qualsiasi contesto, dopo avere donato gli organi.

La moglie non usciva dalle sue stanze, giacché sprovviste di porte; il marito era sempre fuori… per la medesima ragione; i bambini correvano per la casa abbandonati a se stessi in corridoi popolari stile Shining; l'istitutrice inglese aveva litigato con la governante francese e aveva scritto a un'amica sudamericana pregandola di trovarle un altro posto; nessuno riusciva più a capirsi… letteralmente, la sguattera e il cocchiere si erano licenziati, il cocchiere era stanco di cocchiare pentole e la sguattera di sguatturare i cavalli.

« È un'opera d'arte perfetta, che arriva assai a proposito; un libro assolutamente diverso da ciò che si pubblica in Europa: la sua idea è completamente (MIA!!!)… russa. »
« Ho venduto una sola copia a Parigi… »
(❌A Tolstoj non piace questo elemento. ✅A Dostoevskij piace MOLTO questo elemento.)

L’unica opera venduta, viene ancora oggi usata per livellare un tavolo Luigi XVI, mozzo di gamba, il consiglio di Dostoevskij di pubblicare in idioma originario non ha pagato, dal canto suo, nemmeno mozzare la gamba di un tavolo, ma a Dostoevskij quel giorno garbava così.

La scomunica[merdifica facile | merdifica]

« Che qualcuno provi solo a toccare Tolstoj, il mondo intero urlerà e la nostra amministrazione sarà costretta ad abbassare la cresta! »
(Amministrazione gestione pollame su scomunica ad un ruspante Tolstoj.)
« Che qualcuno provi solo a toccare Tolstoj, il mio mondo interiore urlerà… di godimento! Vi sfido!! »
(Tolstoj incita alla propria violazione sessuale.)

Il 20 febbraio iniziò, ciecamente, il processo ai danni di Tolstoj da parte del Sacro Sinodo del 1901, riunitosi d’urgenza per discutere sul da farsi… s’accorsero di avere sbagliato aula e di avere condannato all’indice, (taglio del), un certo Jacobus Henricus van 't Hoff; da questo enorme sbaglio ancora oggi molti medici russi ignorano il concetto di osmomolarità, iniettando quindi soluzioni ipertoniche a ipotesi e ipotoniche a iperattivi.

Il 22 febbraio ri-iniziò, stavolta celermente, il dibattimento Tolstoj, denominato: caso jotsloT contro Nando Inodo, 1091 Ano Dominee… ovviamente fu condannato all’evirazione con risata pubblica un certo Nando Inodo di Vergate sul Membro, nato il 1091. Il Sacro Sinodo, che qui vedrete rappresentarsi con SS, non volle arrendersi, conseguentemente presentarono una “Epistula Insultatoriae” con tanto di marca da bollo, direttamente a Tolstoj, sbagliando di poco e fanculando il cugino islandese, che per altro pare fosse analfabeta… al SS non giunse mai risposta.

Il giorno subito dopo, tri-iniziò il processo, che a questo punto nominò direttamente Tolstoj a deporre, il SS lo condannò in contumacia, perché avanti con l’età e senza occhiali. Il nostro eroe, a metà tra delirium tremis e demenza senile e a metà della sua arringa, si dimenticò il motivo per cui fosse in quella sala, lo stesso il SS, ci vollero molte ore per spiegare il di che ai presenti; fu una guerra verbale senza esclusioni di colpi: di tosse, di pleura, di anca, etc… etc…

In conclusione: Il SS, non potendo condannare a morte Stoltoj, perché in effetti tentarono, ma nella forte miopia, condannarono una bruschetta e delle triglie, mentre la procura aveva chiesto di toglierli il pane e di rifarsi sulle figlie; comunque Tolstoj ne uscì più pulito di prima, forse causa anche la pioggia incessante all’esterno del tribunale. Oggi il suo nome riecheggia nei cuori di chi in cerca di conoscenza, si ritrova nei suoi voluminosi romanzi e perdendosi, si ritrova a perdersi, trovando la perdita e… e… che tuttavia vengono sovente venduti per finanziare instabilità in Africa.

Effetti collaterali[merdifica facile | merdifica]

Note[merdifica facile | merdifica]

  1. ^ I punti in sospensione indicano che è una cazzata...
  2. ^ Un finale castrante!
  3. ^ Pare infatti avesse perso l'uso dell'indice...
  4. ^ Ladra maiala, dov'è la penna?!
  5. ^ Sempre...
  6. ^ MUORI DOSTOEVSKIJ!!!
  7. ^ Concludo per troppe ingiurie.
  8. ^ Che credo chiamarsi solo filosofia in oriente...
  9. ^ Droga pesante all'epoca.
  10. ^ Nel senso che defrauderà la salma per indicibili atti di necrofilia, in tutte le pose!
  11. ^ Era la j finale a renderlo tale...
  12. ^ Pestando un centinaio di escrementi lungo la via... il tutto riepilogato magistralmente nel famoso "Un chicco grande come un uovo di gallina e come non pestarlo".
  13. ^ Riassunta celermente nel racconto "Le memorie di un pazzo".