Giovanni Boccaccio

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Boccaccio è conosciuto in tutto il mondo per aver vinto il primo premio in un concorso maschile di sosia della Monna Lisa.
« In Frioli, paese, quantunque freddo, lieto di belle montagne, di più fiumi e di chiare fontane, è una terra chiamata Udine, assai piacevole e di buona aria »
(Una vera citazione di Boccaccio su Wikipedia)
« Ma chi se ne frega? »
(Ragionevole reazione del lettore medio)
« E ora come faccio a fare una battuta sporca su Boccaccio? »
( Chiunque, dopo aver letto "Frate Cipolla")

Giovanni Boccaccio è uno degli autori di maggior rilievo della letteratura italiana: è così importante che tutti ne conoscono il nome. Ma solo quello.

Biografia[merdifica facile | merdifica]

Infanzia e gioventù[merdifica facile | merdifica]

Boccaccio il giorno del suo diciottesimo compleanno. Cultura made in Italy.

Frutto di una relazione extraconiugale tra il padre Boccaccino da Chellino (non Chiellino!!) e una sguattera non identificata, Boccaccio iniziò la sua vita da bastardo e decise di proseguire su quella via.
Il padre si accorse subito delle scarse capacità del figlio illegittimo, perciò decise di non sprecare denaro nel tentativo di istruirlo; tuttavia il giovane si fece una cultura alternativa alimentata dall'intensa lettura di riviste di critica letteraria come il Cioè. Erano gli anni dell'adolescenza e Boccaccio scopriva l'universo femminile, che dal suo canto si rifiutava di scoprire lui. Questo ebbe l'effetto di spingere il giovane artista verso la letteratura, unica consolazione della sua vita; egli, dedicandosi alla scrittura, scoprì una talentuosa inclinazione al racconto di stampo erotico, con cui si sarebbe masturbato disperatamente appena terminata la stesura, ma soprattutto alla supercazzola:

- Boccaccio: “Suole a' miseri crescere di dolersi vaghezza, quando di sé discernono o sentono compassione in alcuno. Adunque, acciò che in me, volonterosa più che altra a dolermi, di ciò per lunga usanza non menomi la cagione, ma s'avanzi...”
- Il suo panettiere: “Eh?”
- Boccaccio: “Prrrrrrr!”

Maturità[merdifica facile | merdifica]

Col passare degli anni e l'aumentare dell'astinenza, Boccaccio capì che non aveva proprio un cazzo da ridere e scherzare, quindi ammorbidì un po' lo stile della supercazzola e si diede alla stesura di opere vere, che nessuno avrebbe letto, ma che tutti avrebbero comprato per sentirsi intellettualmente adeguati.
La maggioranza dei critici considera Boccaccio al livello di autori come Petrarca e Dante: cioè fa cagare e non si capisce una mazza di quello che scrive. Così la vita di Boccaccio trascorre in modo abbastanza piatto, tra un'opera di merda e l'altra, finché, nel 1375, arriva finalmente la svolta: muore.

Opere[merdifica facile | merdifica]

Giovanni Boccaccio scrisse moltissimi versi e poemi, ma anche opere in prosa. Ma il nocciolo della questione non è questo, è il fatto che facessero davvero cagare. Roba che proprio non si poteva leggere, le peggiori supercazzole che si possano immaginare, tant'è che nemmeno le professoresse di italiano ne sono a conoscenza. Quindi citeremo l'unica opera che, non si sa bene per quale motivo, è diventata famosa.

Il Decameron[merdifica facile | merdifica]

Exquisite-kfind.png   La stessa cosa ma di più: Decameron.

L'opera narra le vicende di dieci giovani che per sfuggire ad un'epidemia di piattole si rinchiudono in una casa. Tutti pensano di essere stati invitati da un lontano conoscente, ma è solo una trappola: i ragazzi iniziano a morire uno ad uno, finché la casa rimane vuota. L'assassino è il giudice.
Ah no aspetta... questo era un libro di Agatha Christie...

Ah, già! No cioè, niente di che... l'incipit è uguale, solo che anziché uccidersi con le armi, cercano di uccidersi di noia raccontandosi le favole più brutte che si possano inventare. Roba del calibro di Chichibio e la gru, per intenderci.
Dall'opera è stata tratta una commedia sexy, Decameron pie. Chissà quant'è contento Boccaccio che ora ci osserva dall'alto.

Fiammetta e la concezione dell'amore[merdifica facile | merdifica]

Incantato dall'influenza del Dolce Stil Novo, con tutta la storia dell'amore platonico e la donna angelo e bla bla bla, Boccaccio, per non essere meno stronzo degli altri, si cerca una donna da amare senza essere ricambiato e alla quale dedicare versi penosi. Dopo una lunga ricerca la scelta ricade sulla bella Fiammetta, condannata ad essere mignotta dal nome che le fu appioppato. E fin qui, niente di diverso da Dante e Petrarca. Però, mentre questi scrittori giuravano e spergiuravano di non voler toccare nemmeno con la punta del dito mignolo l'amata (figuriamoci col cazzo), Boccaccio esprime una concezione dell'amore diversa:

L'amata di Giovanni Boccaccio; dallo sguardo si capisce che è pura e immacolata.
« Oh ma non hai capito? Io Fiammetta me la voglio bombare! »
(Boccaccio al suo editore)

Lei, d'altro canto, non sa nemmeno chi sia Giovanni Boccaccio, presa com'è dagli spot pubblicitari per la Tim e dalle puntate al Chiambretti Night in cui il conduttore la sfotte per la sua incapacità musicale. Ma quando nell'ultima pubblicità per la compagnia telefonica Fiammetta limona duro con un ragazzo della band, Boccaccio se la prende a morte e decide di lasciarla. Sempre idealmente parlando, s'intende.

« Ed essa che con otto uomini forse diecemilia volte giaciuta era, allato a lui si coricò per pulcella, e fecegliele credere che così fosse; e reina con lui lietamente poi più tempo visse. »
(Boccaccio si comporta da ex ragazzo rosicone)

Curiosità[merdifica facile | merdifica]


L'Accademia della Crusca e della Segale è lieta di presentarvi...

D'Annunzio Superdotato.jpg

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