Yukio Mishima

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Per quelli che non hanno il senso dell'umorismo, su Wikipedia è presente una voce in proposito. Yukio Mishima
Yukio Mishima, mentre cerca di assumere una posa affascinante per Play Boy
« La vita umana è breve, ma io vorrei vivere per sempre. »
(Yukio Mishima nel suo ossimoro meglio riuscito)
« Il giocattolo rizzava inoltre la testa verso la morte e le pozze di sangue e le carni nerborute. »
(Ipse dixit sui suoi gusti sessuali)
« Nel cinismo, che giudica ridicola ogni forma di eroismo, è senza dubbio presente un complesso di inferiorità fisica. »
(Mishima sul suo essere diventato, da scricciolo che era, un simil-Goku)

Yukio Mishima (Tokyo, 14 gennaio 1920 - Tokyo, un balcone di un edificio statale, 1975) è un qualunque frequentatore dei gay-bar della Tokyo del dopoguerra. Ah, già, scusatemi: è anche un mediocre scrittorello part-time con la monomania del suicidio.

Vita[merdifica facile | merdifica]

L'opera "Sete d'amore" non fu accolta animosamente dalla critica giapponese.

Il piccolo Yukio nasce in una famiglia agiata, presso la casa dei suoi nonni paterni. La nonna, appena dimessa dal più grande ospedale psichiatrico di Tokyo, lo sottrae sin da subito alle cure della madre, una geisha sposata dal figlio a Las Vegas.

Alla morte dei rispettivi mariti, nonna e madre creano un giro di prostituzione, nascosto dalla poco credibile copertura di spettacoli teatrali Kabuki. Il bimbo cresce quindi fra maschere, trucco pesante e puttane, fra cerimonie religiose shinto e bestemmie pronunciate in dubbio francese.

Nel 1931 inizia a frequentare la scuola Gakushuin, un istituto per giovani nobilotti perditempo. Proprio fra le mura del collegio il giovine Mishima inizia a sviluppare le sue tendenze gaye, derivate principalmente da esperienze passive di nonnismo.

Nel 1941 Yukio finisce la sua prima raccolta di novelle: "La foresta in fiore". L'opera non è apprezzata dalla critica, che lo accusa di aver plagiato altri scrittori giappi di cui è inutile ricordare il nome. In seguito a questa cocente delusione, si rinchiude in casa a leggere Baudelaire, Sade e altri corrotti francesi.

Nel 1944 si inscrive a giurisprudenza per volere dei familiari, e inizia la sua doppia vita: funzionario di giorno, uomo in calzamagli..., ehm, scrittore la notte. Questa situazione tesa si risolve dopo che il nostro eroe tenta di buttarsi sotto un treno: per la disgrazia della letteratura mondiale tutta, la famiglia decide di fargli fare l'imbrattacarte a tempo pieno. Nel 1946 Mishima incontra Yasunari Kawabata, uno scrittore di cui sarà sempre profondamente invidioso, tanto da bucargli, la notte, le porte scorrevoli di casa. Kawabata riuscì ad ottenere tutto quello che Mishima desiderava, come il premio Nobel per la letteratura ed un suicidio riuscito al primo tentativo.

Dopo aver tentato per l'ennesima volta di togliersi la vita per esser stato giudicato non idoneo alla visita militare, Mishima entra nel mondo intellettuale di sinistra, fingendo di essere un comunista, logorroico e populista.

Mishima nel pieno della sua virilità.

Nel 1949, ispirato dalla sua ipocrita adesione al movimento progressista e dalla sua omosessualità repressa, scrive "Confessioni di una maschera", un romanzo autobiografico che schizza subito in cima alla top-ten dei libri più venduti in Giappone.

La sete di successo lo invoglia a scrivere altri libri, di cui alcuni pregevoli ("Colori proibiti", "Musica", "Il padiglione d'oro" e varie raccolte di racconti), altri composti solo per potersi procurare i soldi con cui pagare i suoi prostituti minorenni ("Sete d'amore", "Stella meravigliosa", "Una virtù vacillante")

Nel 1951 inizia un lungo viaggio, che tocca l'America e l'Europa. Di quest'ultima lo colpisce soprattutto la Grecia, nella cui antichità riscontra quell'amore per i giovanetti, comune alla via dei samurai.

Tornato in Giappone, Yukio si dedica al culturismo e inizia a doparsi, sino a diventare bozzuto come una frittata di patate

Lo scrittore in un momento d'intimità coniugale.

Nel 1958 sposa per soldi Yoko Sugiyama, dalla quale ha due figli. Nello stesso periodo viene sempre più frequentemente avvistato da riviste scandalistiche come 誰? mentre si diverte nei gay-bar della capitale.

Nel 1966 dirige il mediometraggio "Patriottismo" (Yukoku), in cui recita e anticipa quella che sarà la sua morte mediante suicidio rituale: il 25 novembre 1970, dopo aver occupato con la sua forza armata privata l'ufficio del generale Mashita, pronuncia un discorso in cui condanna duramente il Giappone, che sta perdendo il suo spirito tradizionale per trasformarsi nel paese di Hello kitty, delle NIkon e delle pornobimbe cosplay. Disgustato da tutto ciò, lo scittore compie seppuku con il suo amante Morita. Le sue ultime parole furono: "Scusate lo sporco."

Il pensiero e l'azione in campo politico[merdifica facile | merdifica]

Mishima, durante l'ultima parte della sua vita, si dedica ad un duro addestramento militare e recluta un centinaio di giovani studenti, con la speranza di riuscire ad effettuare un colpo di stato con quattro piscialetto. Nello stesso periodo inizia un'intensa relazione epistolare con gli esponenti dell'estrema destra giapponese, con i quali organizza il Deponi un fiore sulla tomba di Hitler, in occasione dell'anniversario della morte del dittatore. Nel tentativo di emulare Gabriele D'Annunzio, il 3 ottobre 1968 affitta un velivolo, con cui inonda l'indifferente Tokyo di centinaia di volantini con rudi slogan nazionalisti e antiamericani. L'anno successivo, durante una parata dell'esercito d'occupazione, tenta un fallimentare attacco al generale americano, provocando il riso della soldataglia straniera. Queste e altre esperienze, qui non riportate per non tediare oltre misura il lettore, dimostrano come il letterato non sia tagliato per la vita politica, e che è preferibile che non scassi i cabbasisi, occupandosi di cose con le quali ha la familiarità di Di Pietro con la grammatica.

L'opera[merdifica facile | merdifica]

Lo scrittore fa il superuomo, ma in realtà si caga sotto all'idea del seppuku
  • La foresta in fiore: In cui racconta i primi timidi risvegli ormonali di alcuni ragazzini, repressi dalla dura etichetta tradizionale giapponese.
  • La dimora delle bambole: In cui descrive la sua donna ideale: una bambola gonfiabile che sforni eredi, da utilizzare al bisogno.
  • Confessioni di una maschera, in cui sfoga la sua omosessualità repressa.
  • Il padiglione d'oro: Storia delle sue crisi mistiche.
  • Una virtù vacillante: Che narra i suoi primi approcci al culturismo.
  • Trastulli di animali: Scandalosa critica dell'amore etero.
  • Stella meravigliosa: In cui spera che gli alieni scendano sulla terra per disamericanizzare il Giappone
  • La voce degli spiriti eroici: In cui dimostra di "sentire le voci".
  • Lezioni spirituali per giovani samurai: Raccolta delle sue menate sul superuomo giapponese.

Curiosità[merdifica facile | merdifica]

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Però è meglio se certe curiosità te le tieni pe' ttìa... o forse vuoi veder crescere le margherite dalla parte delle radici?

  • Mishima racconta, in "Confessioni di una maschera", di masturbarsi davanti alle immaginette di San Sebastiano, trovate nella sua parrocchia: dice che lo eccitano tutte quelle frecce che trafiggono la carne del giovine, sensualissimo santo. Purtroppo non può sapere che a nessuno importa...
  • Yukio Mishima è adorato dagli emo, che non hanno letto nulla di suo, ma sanno che si è suicidato.
  • Si racconta che sua moglie, dopo la morte dello scrittore, si sia data alle orge più fastose della Tokyo-bene.
  • Pare che, per via dei suoi immensi muscoli del collo, degni del miglior lottatore di Wrestling, la decapitazione che concluse il seppuku richese una decina di colpi, per la gioia degli spettatori.

Vedi anche[merdifica facile | merdifica]


L'Accademia della Crusca e della Segale è lieta di presentarvi...

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