Intolleranza alimentare

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(Rimpallato da Intolleranze alimentari)
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Il titolo di questa pagina non è il titolo di questa pagina perché così ci tirava il culo. Il titolo corretto è Intolleranze alimentari in naturopatia.


« Prima mi sentivo tutta gonfia. Poi il mio naturopata m'ha detto che ero solo intollerante a qualche alimento e che bastava che non li mangiassi più per dimagrire. Mi ha fatto eliminare dalla dieta carne, pesce, uova, latte e derivati, patate, farinacei, zuccheri, alcolici, bevande gassate, frutta, verdura verde, verdura rossa, verdura arancione (insomma, tutta la verdura in genere)... Ebbene, è appena una settimana che vado avanti solamente ad acqua e mi sento già molto più leggera! Prima dubitavo, ma devo dire che è proprio un genio. Lo consiglierò a tutte le mie amiche! »
(Donna grassa il giorno prima di morire di fame)
« Secondo i miei accuratissimi test lei risulta essere intollerante a quella banconota da 200€ che tiene nel portafoglio. Me la dia e vedrà che, se si mette a dieta e inizia a fare sport, in soli due anni perderà fino a tre etti »


L'intolleranza alimentare è universalmente riconosciuta come la patologia più diffusa e devastante da quando è stato debellato il comunismo.
Lo scopritore delle intolleranze alimentari
Infatti essa, in tutte le sue numerosissime varianti, ogni anno porta alla morte in tempi brevissimi circa duecentomila donne nel solo emisfero occidentale. A questo proposito alcuni diffamatori hanno fatto notare una curiosa coincidenza: ogni anno, nel solo emisfero occidentale, duecentomila nuovi naturopati si comprano la loro prima Porsche. È però evidente a tutti che tra i due fatti non esiste alcuna analogia. Comunque la cosa che più sconvolge la scienza medica è lo stranissimo modo in cui sopraggiunge il decesso: queste donne, all'apparenza sanissime fino al giorno della visita, muoiono tutte per deperimento e consunzione tra i sette e i dieci giorni dopo l'avvenuta diagnosi[1].
Per quelli che non hanno il senso dell'umorismo, su Wikipedia è presente una voce in proposito. Intolleranze alimentari

Sintomatologia

Queste disfunzioni, chiamate anche allergie non allergiche[2] affliggono normalmente solo le donne.
Lei non è grassa, è solo ritenzione idrica!
Per maggiore precisione si può dire che colpiscono solo le donne che sono (o ritengono di essere) in sovrappeso. Ancora più in particolare si è notato che esse compaiono solo nelle donne che sono (o pensano di essere) in sovrappeso, e in più sono dotate di un Quoziente Intellettivo uguale o minore a quello di un tarzanello di Luca Giurato.

Per verificare se la paziente appartiene a questa ristretta élite intellettuale non sarà necessario sottoporla ad alcun test psico-attitudinale, ma basterà porle la domanda: "Scusi, lei guarda Uomini e Donne?". Se la risposta sarà affermativa si avrà la condizione necessaria e sufficiente per poter dire con sicurezza di aver di fronte una futura possibile malata di questa patologia. Se comunque, per eccesso di zelo, si desidera avere altre conferme basterà indagare nella sua vita. Così facendo si scoprirà immancabilmente che la paziente lamenta di sentirsi sempre gonfia nonostante faccia ampio uso dello yogurt Activia. Degno di nota anche il fatto che non faccia il più minimo riferimento che, assieme allo yogurt, si mangia pure una porchetta intera ripiena di impepata di cozze. Inoltre essa confesserà di essere ricorsa più volte all'ausilio di diete dalla sicura efficacia (come quella della banana, o della zucchina o del cetriolo) senza mai trarne giovamento per quanto riguarda il peso, ma affermando altresì che ne era stata gratificata almeno a livello morale. Approfondendo un po' l'argomento si potrà facilmente capire il perché: la paziente non assumeva mai questi ortaggi nella maniera più ortodossa.

A questo punto si avrà la certezza matematica di trovarsi di fronte a una candidata alle intolleranze alimentari. Però, affinché la malattia compaia, si ha bisogno di un altro fattore altrettanto fondamentale: l'incontro con l'amica.
Lei è l'amica di cui si parlava! Alle sue spalle il naturopata.

Da notare che l'amica in questione ha sempre pesato, sin dalla fase embrionale, l'esatta metà della nostra paziente. Questo fatto scatena in lei un senso di rosicamento inconcepibile, pari solo al sentir dire che i programmi di Maria de Filippi non sono poi così colti. È in questo momento che avviene il contagio: l'amica le racconta di come, grazie ai consigli di un bravissimo naturopata, è riuscita a perdere quei dieci grammi di troppo che aveva sui fianchi e che l'assillavano da tutta la vita. Al sentir queste parole, la nostra paziente esclude anche l'ultimo neurone rimastole attivo dopo la maratona di 12 ore di Grande Fratello a cui si era sottoposta la sera prima: ecco che avremo un'intollerante.

Non c'è più niente da fare: la paziente è oramai convinta che se pesa quanto una femmina di ippopotamo incinta di sette gemelli non è assolutamente colpa del fatto che mangia a ogni pasto quanto tutti i giocatori di due squadre di rugby durante un terzo tempo[3]. La realtà è che lei è solo gonfia, nonché affetta da ritenzione idrica, in quanto non ha ancora scoperto le sue intolleranze alimentari. A questo punto si recherà più convinta che mai dal suddetto naturopata che, al prezzo di ottomila euro più la macchina, la casa e l'anima, le diagnosticherà dalle cento alle centomila intolleranze alimentari.

Vediamo come...

Diagnosi

Il test d'eccellenza per scoprire eventuali intolleranze consiste fondamentalmente nell'inserire il cibo da esaminare direttamente nell'ano della paziente. Se nel farlo essa dichiara una sensazione come di piccolo disturbo, fastidio o bruciore ecco che si potrà affermare con certezza che è intollerante a quel dato alimento.

Tre naturopati vestiti di tutto punto festeggiano il conseguimento della laurea, appena acquistata su internet da un'università di Trinidad e Tobago.
Purtroppo recentemente vari detrattori stanno mettendo in discussione la veridicità di tale test basato sulla penetrazione anale. Infatti essi hanno sottolineato come spesso i risultati siano un po' troppo simili e uniformi tra le diverse pazienti. Questi disfattisti hanno messo l'accento sul fatto che tutte le donne risultano essere intolleranti (condizione ben capibile dalle smorfie che fanno) alle angurie e ai meloni, mentre praticamente nessuna sembra esserlo ad alimenti quali pistacchi, mirtilli o noccioline. Inoltre essi hanno anche fatto notare che parecchie pazienti si mostravano tolleranti (anzi, veramente molto tolleranti, tanto da supplicare di lasciarglieli dentro ancora un po' e, magari, di muoverli pure in su e in giù) a cibi normalmente considerati pesanti, come il cotechino, il salame cacciatorino e, persino, la zampone di Modena.

Alla luce di questi fatti la comunità scientifica è rimasta piuttosto interdetta e confusa: valle un po' a capire le donne!

Per ovviare a questa empasse si sta provando a sperimentare un innovativo test diagnostico. Questa nuova metodologia prevede di indurre la paziente in stato di ipnosi e farsi confessare i dieci piatti preferiti. A questo punto bisogna risvegliarla e dirle che è intollerante a ogni singolo ingrediente di quei piatti.

Prognosi

Purtroppo è sempre infausta.

Infatti, come si è già accennato, la paziente, privata di qualsiasi fonte di sostentamento, morirà entro pochi giorni per denutrizione e anoressia.

Questo perché la poverina scoprirà dopo poche ore dalla visita che l'unica cosa che può mangiare è il miglio per i canarini (sempre in piccole quantità). Non di rado succede che, con l'ultimo sprazzo di forze residue prima del trapasso, la moribonda (ma dalla linea invidiabile) tenti di divorarsi il canarino stesso.
Per potersi permettere una bottiglia di quest'acqua (formato mezzo litro) la paziente si dovrà prostituire solo dodici volte[4]. Non c'è dubbio che ne valga la pena!
Purtroppo ella non è mai in grado di riuscirci, soccombendo alla superiore forza bruta del pennuto, il quale finisce normalmente per mangiarsela lui.

Questo però nella migliore delle ipotesi. Infatti se la donna si accorge che la Vitasnella e la Valsoia[5] producono un'intera linea di prodotti che lei può tranquillamente mangiare (sono a base di breccino e ghiaia) la morte sopraggiungerà solo quando lei, già indebitata fino al collo per la parcella del ciarlatano luminare, verrà uccisa dall'usuraio a cui deve tre milioni di euro, tutti spesi in crackers[6].

Talvolta però non si arriva fino a questo punto. Se il marito si accorge di avere tre ipoteche sulla casa e una moglie sempre più grassa a forza di mangiare gelati alla soia, può decidere liberamente di ucciderla lui stesso. In questo caso verrà sempre assolto da qualsiasi giudice, in quanto si tratta di eutanasia, tra l'altro praticata per legittima difesa.

Terapia

Non esiste una vera cura per questa piaga che affligge l'umanità.

Si può provare con l'elettroshock alla cinese, il lavaggio del cervello alla Arancia meccanica e i messaggi subliminali alla Silvio Berlusconi, ma i risultati non sembrano essere soddisfacenti[7].

Maggior successo sembra invece riscuotere un'altra tecnica sperimentale. Questa consiste nel dire alla paziente che si è parlato con il mentore del suo naturopata; il quale, ricontrollando i risultati dei test, le ha diagnosticato anche un'intolleranza al cazzo e che, quindi, deve rinunciare anche a quello per tutta la vita.
Se sentite dire da vostra moglie che sta per andare dal naturopata questa è l'unica soluzione che vi resta per impedire che le insorgano delle intolleranze alimentari
Siccome le intolleranze o si rispettano tutte oppure è meglio lasciar perdere, vedremo tornare alla normalità la donna nel giro di pochi giorni

La miglior terapia resta comunque la prevenzione.

Per impedire che a vostra moglie insorgano delle intolleranze alimentari bisogna curiosare nella sua agenda e scoprire il giorno e l'ora dell'appuntamento con il naturopata, per poi impedirle di andarci. Le tecniche migliori per questo scopo sono: bucarle le ruote della macchina, spezzarle entrambe le gambe o organizzarle, proprio per quella data, un'orgia con tutta la nazionale di basket della Nigeria[8].

Un altro efficace metodo di prevenzione è indagare nella cronologia del browser della donna. Se si riscontrano termini come medicina alternativa, ayurveda o medicina naturopatica si ha il diritto costituzionale e l'obbligo morale di ucciderla per impalamento. Così facendo le si eviterà di incorrere in tutte quelle patologie che da lì a poco sicuramente scoprirà di avere.

Polemiche

Qualche losco figuro, senza nessuna conoscenza al riguardo, sicuramente in malafede e che mente sapendo di mentire, ha fatto notare lo strano fatto che questi luminari non menzionino mai le molecole[9] colpevoli di queste intolleranze, ma parlino sempre di alimenti[10]. Qualcuno, pur di sapere per quale motivo biochimico non potesse più mangiare il suo piatto preferito[11], si è spinto fino al punto di rapire il gatto del naturopata, strappargli tutte le unghie e con quelle rigargli completamente la fiancata della sua nuovissima Porsche. Ma niente, lo scienziato non ha parlato[12].

Note

"Lei è affetta da una terribile intolleranza al ravanello che la ucciderà. Ma, se mi darà soli 400€, io potrò salvarla... D'accordo?!" Naturopata nell'esercizio delle sue funzioni
  1. ^ Vedere la prima citazione...
  2. ^ Questa è vera! Lo so che è pazzesco, ma lo giuro su tua madre!
  3. ^ Compresi riserve, allenatori e massaggiatori (e, nelle occasioni speciali, quanto tutti i tifosi accorsi allo stadio)
  4. ^ Ricordatevi che è una MOSR: i suoi prezzi oscillano tra i due e i tre euro a prestazione!
  5. ^ Fondatrici e sponsor dell'Associazione Italiana Naturopati
  6. ^ A trenta euro il pacchetto non ci vuole poi molto!
  7. ^ Lei solitamente sopravvive
  8. ^ Questa funziona veramente sempre!
  9. ^ Giusto per dire due mostruosità: il lattosio o la gliadina del glutine (ma questa è blasfemia!)
  10. ^ Ad esempio le caccole, la carne di gnu o lo strűdel di mele (ma solo quello della zia Gina)
  11. ^ Panino alla merda
  12. ^ Ovviamente perché è inutile parlare di queste cose con chi, evidentemente, non le può capire: perle ai somari!

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