Roberto Donadoni

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Roberto Donadoni.
« Avete aspettato che me ne andassi via per cedere quella sega. »
(Fabio Capello contro la dirigenza del Milan sul giocatore Roberto Donadoni)
« Ma chi lo ha messo alla guida dei Campioni del Mondo sto pirla?!? »
(Gigi Riva sul nuovo CT della Nazionale)
« Non credo di aver sbagliato la formazione. »
(Roberto Donadoni su ennesima batosta)
« Io non mi accontento mai del pareggio. Voglio solo la sconfitta. »
(Donadoni su tattiche di gioco)

Roberto Donadoni nasce a Vergate sul Membro intorno al 1900. Ex giocatore del Milan, quando militava nei campionati dilettantistici, grazie a Dio non è più il Commissario Tecnico della Nazionale Italiana. È il terzo allenatore migliore al mondo dopo tua madre e Oronzo Canà.

Nonquote contiene deliri e idiozie (forse) detti da o su Roberto Donadoni.


Carriera da giocatore (ridicola)

Roberto Donadoni quando gioca una partita di calcio sulla fascia destra

Comincia la sua carriera relegato sulla panchina dell'Atalanta, che in quel periodo era impegnata a disputare il difficilissimo campionato di Serie B. Il suo esordio avviene all'inizio degli Anni Ottanta quando la squadra, non riuscendo a passare di categoria, è costretta vendere tutti i giocatori buoni mantenendo in rosa solo quelli scrausi come Donadoni, che diventa capitano della squadra per la propria assoluta incapacità di giocare a calcio mista all'abilità dimostrata come giocatore di tressette solitario.

Con l'aiuto del giovane Luciano Moggi, quella squadra riesce a qualificarsi per la prestigiosa Coppa Calciopoli per meriti sportivi. Dopo solo due anni, grazie alla vittoria della Coppa Italia, che gli portò in cassa diversi milioni di denaro sporco, acquistò i migliori centrali del Circo Orfei.
Alla fine degli anni Ottanta, Donadoni, viene acquistato per 30 danari dal Milan, e qui finisce la carriera sfigurando anche in un gruppo di pippe. Grazie alla politica del Presidente Silvio Berlusconi e di Adriano Galliani, la squadra riesce a rubare tra il 1986 e il 1996 i seguenti trofei:

  • 6 volte la Coppa Calciopoli
  • 3 Champions League
  • 2 volte la Coppa Intercontinentale, battendo ella finalissima celeberrime squadre sudamericane quali Espaciadores Medellìn e Narcos Lima.
  • 4 volte la Supercoppa Italiana, rubandola all'Internacional de Puerto Alegre
  • 1 Trofeo Birra Mortacci (ai danni di Sporting Pavia e Robur Villapizzone)
  • 1 Mundialito di Subbuteo under 12
Roberto Donadoni perplesso sull'arrivo dell'Italia ai quarti di finale degli Europei

Fu valutato come uno dei peggiori calciatori dell'intero universo dai suoi ex allenatori Arrigo Sacchi e Fabio Capello; persino un'aquila come Giuseppe Materazzi ne notò l'inutilità tattica. Robertino venne anche chiamato a giocare in Nazionale, quando ci fu un'epidemia di peste bubbonica dopo i Mondiali in USA nel 1994. Privo di qualunque visione di gioco (praticamente orbo), veloce come una tartaruga zoppa sulla fascia, si divertiva a impappinarsi sulle finte e in qualunque giocata che provava, mettendo a repentaglio la propria vita. Fu il peggiore giocatore allenato da Fabio Capello che, oltre a tenerlo in panchina, per fargli fare qualcosa lo promosse magazziniere, portaborse e raccoglitore di saponette per lo spogliatoio.

Tra i ruoli difensivi venne anche testato come terzino e portiere, ma riscosse ben più successo sulla fascia. Come guardalinee.
Del tutto incapace nel gioco a centrocampo, gli allenatori, per fargli toccare un pallone, provarono a fargli svolgere ruoli come ala, trequartista, centrale e centro-boa, riscontrando solo insuccessi a causa dei piedi storti di Donadoni che non era molto abile a tirare senza mandare il pallone in tribuna; famoso un suo tiro su punizione che finì in orbita colpendo un satellite che andò in frantumi e precipitò sull'Indonesia causando un violento tsunami. Venne anche mandato a giocare in prestito negli USA, dove nessuno conosceva il calcio. Il nostro riuscì a sfigurare anche lì dove Dave Fighetto sembra un calciatore. Dopo due stagioni (primavera e estate) venne rispedito al Milan con la fattura per il rimborso dei danni procurati al club statunitense e agli Stati Uniti in generale.

Donadoni tornò in campo col Milan sotto la guida di Alberto Zaccheroni che per la sua saggezza di stile orientale era detto "chicazzè" e che, come lo vide, lo mise in vendita. Ad accaparrarselo per una manciata di centesimi, fu un club dell'Arabia Saudita gestito da un gruppo di talebani terroristi. Grazie alla delinquenza del posto, riuscì a portarsi a casa il prestigioso Scudetto dell'Arabia Saudita del Sud. Nel 2000 ritorna al Milan, che lo convince a ritirarsi dal calcio giocato col metodo Silvio Berlusconi.

Carriera da allenatore (pessima)

Roberto Donadoni nei suoi normali trasvestimenti per nascondersi da Aldo Spinelli dopo una sconfitta del Livorno.

Dopo il ritiro da calciatore, comprò dalla Gea il patentino per allenatore e gli fu rifilata una tessera dell'Azienda dei trasporti di Milano (scaduta).
Iniziò la nuova carriera dirigendo il Lecco dimostrando subito la sua inadeguatezza al ruolo. La squadra, che militava in C1, retrocesse immediatamente. Esonerato e sodomizzato, finì al Livorno che lottava per la promozione. In pochi mesi, oltre a non avere un buon rapporto con tutta la squadra, fu di peso perfino alla dirigenza livornese, che nel 2003 lo esonerò. Successivamente guida il Genoa e, dopo tre partite (tre sconfitte e tre figure di merda), viene esonerato. La società ligure, retrocessa e in pieno scandalo Calciopoli, lo citò in giudizio. Donadoni perse la causa e fu costretto a diversi mesi di reclusione nel carcere di San Siro Martire, fino all'assoluzione in Appello per incapacità di intendere e volere.

Nel 2005 ritorna a Livorno e sfugge per miracolo al linciaggio da parte dei tifosi inferociti. La squadra questa volta è nella massima serie, e grazie a una Rivoluzione Comunista scoppiata in città con a capo Cristiano Lucarelli, la squadra chiude il campionato con una classifica dignitosa.

La Nazionale (affonda)

Nel 2006 si ritira in quanto il presidente della società Aldo Canne, gli dice esplicitamente che gli sta sulle palle e, in seguito all'addio di Marcello Lippi dopo la vittoria dei Mondiali 2006, per sbaglio viene chiamato da Demente Albertini per ricoprire il ruolo di lavapiatti della Nazionale. Dopo aver dimostrato la propria inettitudine anche in quel ruolo, viene proposto come giardiniere, lustrascarpe, riparatore di tacchetti, addetto all'acquisto della Coca-cola nonché cortigiana della Nazionale. La sua innata incapacità spinge i dirigenti della FIGC (in cerca di un modo per far tornare Lippi in panchina) a conferirgli l'incarico di Commissario tecnico della Nazionale. [

Roberto Donadoni mentre rischia la vita durante una sua finta su Gattuso.

Alla prima partita viene sconfitto dalla fortissima Nazionale della Crautazia, ancor oggi avversaria temibile per nazionali di alto livello come la Lettonia e l'Azerbaijan. In quella partita fu notevole la sua scelta di convocare campioni come Massimo Ambrosini invece che i Campioni del Mondo di Berlino.

I due risultati successivi dimostrarono in pieno il suo carattere dubbioso; riuscì a pareggiare contro la temibile Lettonia ed a subire una pesante sconfitta dalla Francia, squadra notoriamente composta da soli dilettanti.

Grazie ai Campioni del Mondo, riesce poi a pareggiare con i francesi (a culo) e a battere la Scozia in casa distraendo gli avversari gettando sul terreno di gioco monetine da dieci centesimi di Euro. Grazie a queste due partite, L'Italia si qualifica per gli Europei e riesce a fare una figura di merda degna dei Mondiali del 1966.

Grandi scoperte di questo CT sono Giorgio Chiellini, Alberto Aquilani, Fabio Quagliarell, Antonio Di Natal, il fuoriclasse Massimo Ambrosini e il giovanissimo e promettentissimo Christian Panucci. Il modulo scelto è il 5-5-5 modificando il modulo a farfalla (6-1=5) ideato da Alberto Sordi per la Borgorosso F.C.

L'avventura agli Europei di Donadoni (figura di cacca)

Roberto Donadoni in una foto con un dirigente dell'Italia che gli comunica l'esonero

Roberto Donadoni, per preparare il difficilissimo torneo degli Europei, ha deciso di mandare la Nazionale Italiana in ritiro presso una discoteca nei pressi di Vienna. Qui i giocatori hanno studiato, a suon di drink e balli, le strategie da adoperare per le partite contro Olanda, Romania e la Francia guidata dall'alter ego di Borat. Durante un party, abbiamo perso purtroppo il nostro capitano Fabio Cannavaro, che per i troppi litri di Coca Cola, ha avuto un blocco intestinale e ha dovuto dare forfait. Al suo posto il nostro CT, sorprendendoci, ha lasciato Cannavaro tra i giocatori disponibili anche se non camminava, e inoltre ha chiamato anche il fuoriclasse della difesa Alessandro Gamberini, che attualmente gioca presso un club della Svervegia. Il nostro CT, già per la prima partita contro l'Olanda, ha preparato proprio una rosa fantastica. Infatti il suo undici titolare vede:

  • Buffon. Dovrà fiondarsi su tutti i palloni che la difesa Materazzi - Barzagli gli lascerà passare centralmente e lateralmente. In poche parole sarà un martire italiano sotto i fuochi olandesi.
Roberto Donadoni che viene mandato via dalla guida dell'Italia dopo Italia - Spagna dell'Europeo, finita in sconfitta per noi
  • Panucci. Il suo ruolo è più simile a quello del guardalinee che a quello di un terzino. Infatti dovrà essere un palo immobile della fascia e mettere in gioco qualunque giocatore in fuori gioco olandese andando fuori dal campo a fare il finto acciaccato.
  • Barzagli. Per lui il compito non è di difendere, bensì di raccogliere le margherite sul campo li dove ci fossero.
  • Materazzi. Proverà a gestire il vuoto di Barzagli insieme al suo ruolo di spacca gambe.
  • Zambrotta. Dovrà fornire gli assist vincenti agli attaccanti azzurri come Christian Mutu.
  • Gattuso. Donadoni, anche se lo mette sull'esterno, a lui gli chiede di acciaccare più avversari possibili olandesi, e anche di racimolare se ci riesce il rosso diretto.
  • Pirlo. Lui dovrà ricoprire tutti i ruoli che non vengono ricoperti dagli altri. Dovrà anche rivestire il suo ruolo, che consiste nel cercare con passaggi a cazzo Luca Toni che ora sta facendo colazione nell'area di Van Der Saar. Inoltre avrà l' importante compito di sbagliare tutte le punizioni.
  • Ambrosini. Dovrà fare il fenomeno. Queste le indicazioni precisissime di Donadoni per la partita contro gli orange.
  • Camoranesi. Anche se gioca in Nazionale, è un argentino che non sa l'italiano. A lui Donadoni ha chiesto solo di fare presenza in campo, andando se vuole a cercare le margherite con Barzagli.
  • Toni. Il suo ruolo è quello di intrattenere una briscola con Van der Sar nell'area olandese.
  • Di Natale. Anche qui Donadoni ci sfoggia il suo miglior fuoriclasse. Il suo ruolo ancora è segreto, ma alcuni sostengono che abbia il compito di divertire gli italiani passando sotto le gambe dei giocatori avversari.


Roberto Donadoni che cerca di calmare i tifosi italiani che lo vogliono linciare di legnate perché ha fatto perdere la squadra.

Con questa formazione, e con i veri fuoriclasse in panchina, l'avventura di Donadoni all'Europeo comincia subito male. Infatti subisce un pesantissimo 3-0 contro gli olandesi, restandoci male perché aveva preparato quella partita con tanto amore, e aveva trovato un ruolo preciso per ogni giocatore. Il proseguo dell'avventura sarà ancora più amaro. Infatti l'Italia perderà anche con la selezione Zingari, conosciuta col nome di Romania. L'ultima partita poi sarà una tragedia.

La partita era finita da qualche millisecondo e già circolava quest'immagine

Fortunatamente l'Italia passerà il girone battendo i francesi e con la complicità degli olandesi che, guidati dalla Lega Nord, stermineranno gli Zingari. La successiva partita è contro la Spagna contro la quale l'Italia non perde da quattromila anni, ma Donadoni pensa di poter infrangere la tradizione e manda in campo questa formazione con i relativi compiti:

  • Buffon. Dovrà salvare l'Italia da un altra figuraccia...
  • Zambrotta. Donadoni da lui vuole un assist, possibilmente non per gli spagnoli
  • Chiellini. Disorientare gli avversari che cercano di capire chi cazzo sia.
  • Panucci. Gli stessi compiti di Barzagli nella scorsa partita.
  • Grosso. Correre come un matto.
  • Ambrosini. Fare la spia a Donadoni se qualche giocatore gli parla alle spalle.
  • De Rossi. Ha il compito di sbagliare i rigori e di prendere le mazzette dagli spagnoli.
  • Aquilani. Giocare col suo aquilone
  • Perrotta. Servirà per tirare le borracce ai giocatori assetati
  • Cassano. Tenersi pronto per il rinfresco post-partita...
  • Toni. Catturare farfalle nella metà campo spagnola.


Intercettazione shock Donadoni Van Basten sulla formazione[1]

Donadoni mentre si concentra per fare una formazione più schifosa di quella contro l'Olanda.
- Donadoni: “Pronto?”
- Van Basten: “ Sono Marco.”
- Donadoni: “Materà, è inutile che mi chiami, non posso farti giocare in attacco. Casomai farai l’esterno di centrocampo se si infortunasse Camoranesi”
- Van Basten: “Sono Van Basten Roberto, ti chiamavo per farti gli auguri prima della partita”
- Donadoni: “Ah, ma non è mica il mio compleanno…”
- Van Basten: “Gli auguri erano per la partita, Roberto”
- Donadoni: “È il compleanno della partita?”
- Van Basten: “Ehm sì vabbè…. mi sembri un po’ teso Roberto, sei per caso sotto pressione?”
- Donadoni: “Come un palombaro a 20000 metri di profondità caro Marco. Ho ancora molti dubbi sulla formazione da mandare in campo.”
- Van Basten: “Allora la mia telefonata capita a fagiolo… se vuoi posso darti qualche consiglio.”
- Donadoni: “Te ne sarei davvero grato Marco, ho diversi nodi da sciogliere. Ad esempio, non ho ancora deciso il modulo di gioco, stavo pensando al classico 4-3-3-1…”
- Van Basten: “3 centrali e 3 mezzepunte a ridosso di Toni?”
- Donadoni: “No, 3 esterni a destra e 3 a sinistra.”
- Van Basten: “E al centro chi ci gioca?”
- Donadoni: “La punta, mi pare ovvio.”
- Van Basten: “Già, certo, come ho fatto a non capirlo subito… che indicazioni hai dato ai ragazzi in piano tattico?”
- Donadoni: “Eh? Marco ti odio quando parli in olandese!”
- Van Basten: “Ti ho chiesto quale stratagemma hai suggerito ai ragazzi per vincere il match......”
- Donadoni: “Sono un tipo a cui piace il calcio semplice di una volta: lancio lungo per Toni e goal assicurato! ”
- Van Basten: “Hai sempre la visione di gioco di un tempo, Roberto! chi mi preoccupa davvero è De Rossi, l’ho visto molto in forma ultimamente, sono sicuro che ci darà parecchio filo da torcere.”
- Donadoni: “Eh sì, ha molto fiato da spendere, le sue urla dalla panchina saranno preziose per i compagni in campo.”
- Van Basten: “Vuoi dire che non lo farai giocare?”
- Donadoni: “Assolutamente no, è troppo in forma e non voglio rischiare che si affatichi troppo. Meglio gettarlo nella mischia più avanti.”
- Van Basten: “Decisione lungimirante… e che mi dici di Del Piero?”
- Donadoni: “Che è il numero 10 della Juventus, ha 34 anni ed è leggermente più basso di me.”
- Van Basten: “Intendevo, lo farai giocare?”
- Donadoni: “Penso di no, in campionato ha segnato troppi goal rispetto al resto della rosa e ciò potrebbe far saltare gli equilibri della squadra.”
- Van Basten: “Cavolo Roberto, hai proprio pensato a tutto… in difesa come stai messo?”
- Donadoni: “Eh, quello è il reparto messo peggio, Cannavaro è infortunato e Chiellini è squalificato…”
- Van Basten: “Come squalificato?”
- Donadoni: “Sì, l’ho espulso in partitella dopo l’intervento su Cannavaro, dovrà saltare due gare.”
- Van Basten: “E chi farai giocare?”
- Donadoni: Materazzi di sicuro, mi ha pregato di metterlo in campo perché deve chiedere a Van Der Vaart il numero di cellulare di sua sorella.”
- Van Basten: “E poi?”
- Donadoni: “Poi non so, probabilmente Barzagli: ci vuole uno che faccia perdere la concentrazione agli avversari facendoli ridere fino alle lacrime.”
- Van Basten: “Grosso?”
- Donadoni: “Beh, piccolo non è.”
- Van Basten: “Volevo dire, Grosso lo fai giocare?”
- Donadoni: “Penso di no, corre troppo e fatico a dargli le indicazioni. Meglio Panucci, almeno quello si piazza da una parte e non lo smuove neppure il terremoto.”
- Van Basten: “Senti, ma in porta? Gioca Buffon oppure Amelia?”
- Donadoni: “eheheh Marco mi dispiace, non posso darti anticipazioni sulla formazione che manderò in campo.”
- Van Basten: “Vecchia volpe, sempre la bocca cucita eh? Vabbe' va', posso almeno suggerirti di mandare in campo Cassano?”
- Donadoni: “No, Antonio mi serve nel secondo tempo, se perdiamo ho bisogno di qualcuno che mandi a quel paese arbitri e compagni al posto mio.”

Il Napoli (lo avevamo detto che durava poco...)

Durante la Piedigrotta del 2009, Donadoni è stato allenatore della Società Scippi Calcistici Napoli e, durante la sua permanenza a Napoli, ha stimolato sensibilmente l'artigianato locale: la vendita di cornetti ed amuleti vari è infatti aumentata del 3500% da quando lo jettatore è arrivato all'ombra del Vesuvio ed è anche fiorito il giro di scommesse sulla durata del suo mandato da allenatore che però è terminato bruscamente prima che fosse finita la raccolta di scommesse. Al suo posto è arrivato a Napoli l'allegro Walter Mazzamauro ed in città oltre due milioni di persone sono scese in piazza per festeggiare il lieto evento.

Prospettive future (poche e orrende)

Dopo l'addio al Napoli, per Donadoni si sono aperte nuove prospettive con allettanti offerte di lavoro da parte di imprenditori che ben hanno compreso il talento del "Mister". Pare ormai certo che Donadoni possa essere testimonial del prossimo calendario di "Cofanifunebri.it" nonché conduttore del nuovo reality L'isola dei disoccupati. Altre fonti affermano che il Don potrebbe continuare la "carriera" da allenatore alla guida del Sansepolcro o del Mortara, squadre che ambiscono al trapasso in categoria superiore.

Video Donadoni (VM18)

Qui una normale intervista calcistica al nostro CT della nazionale:


Il nostro CT che si cimenta in una figuraccia parlando inglese:


Voci correlate

Note

  1. ^ Intercettazione liberamente scopiazzata da: Cristiano76-Blog