Statistica

Da Nonciclopedia, l'enciclopedia sporcacciona.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Persino i cani la capiscono meglio di te!
« 63 statistiche su 100 sono false. Compresa questa. »
(Qualcuno che ne sa di statistica)
« Ci sono le bugie, le bugie sfacciate, e le statistiche... Nell'ordine »
(Qualcuno che ne sa di statistica)
« Le statistiche sono come i bikini. Ciò che rivelano è suggestivo, ma ciò che nascondono è più importante.  »
(Aaron Levenstein, parlando delle statistiche)
« La morte di una persona è una tragedia, la morte di milioni è una statistica. »
(Stalin, personalissima interpretazione dell'uso della statistica)
« La statistica è quella scienza per cui se due persone hanno un pollo a testa e uno mangia tutti e due i polli, entrambi hanno mangiato un pollo a testa.  »
(Ricercatori Oral-B su statistica)
« La statistica è quella scienza per la quale se hai la testa in frigo e il culo in forno, mediamente stai bene. »
(Ricercatori Oral-B sulla statistica)
Tranquilli, le statistiche dicono che c'è un incidente col paracadute ogni 500 lanci e voi siete solo il cinquantesimo gruppo di 10 persone.


La statistica è una tecnica occulta di divinazione, caratterizzata da un gergo deliberatamente inventato per rendere oscuri i suoi metodi ai non addetti.

In pratica, si tratta di giustificare manipolazioni misteriose, talora bizzarre, dei dati di un esperimento per nascondere il fatto che i risultati non hanno significati generalizzabili per l'umanità. In genere si usano i computer: ciò conferisce un'aura addizionale di mistero.

La statistica maggiormente nota va sotto il nome di media, strumento atto a descrivere in un numero l'informazione proveniente dal campione o dalla popolazione: questo porta a risultati evidenti, come il fatto che l'umano medio abbia una mammella e un testicolo.

Il fine ultimo della statistica è mentire, supportando le tesi più assurde, che generalmente fanno riferimento a milioni di nuovi posti di lavoro. Oppure a fare sondaggi, in cui il committente risulta immancabilmente in vantaggio sul concorrente di turno...

Legge di Mosè sull'erroneità delle statistiche

Il famoso fisico, azzeccagarbugli e maghetto di Hogwarts Mosè nel 156 a.C. (o, a scelta, nel 1789 durante i moti a Parigi) dimostrò come le scienze statistiche, al pari della Casa delle Libertà, fossero nate con il solo scopo di abbindolare la gente. Nel suo trattato "I 100 modi di cuocere il pollo" dice infatti: "Fin dall'antichità gli scienziati dei call center hanno sostenuto che l'uomo sia mortale, e che ognuno prima o poi crepi, senza eccezioni. Ecco, noi invece sappiamo che l'uomo, superata la soglia d'età dei cent'anni, non muore se non in casi eccezionali. Possiamo affermare questo con dati alla mano: sono infatti veramente pochi i casi di decesso dopo i cento anni. Ecco che insorgono gli statistici della rinomata scuola "Ronald McDonald", sostenendo che anche se pochi, i decessi sono il 100% dei casi: Bubbole (termine tardo romano per dire "cazzate immani"), è noto come le statistiche siano errate; se io mangio un pollo e Santa Teresa nessuno abbiamo mangiato il 50% del pollo a testa; non è che Berlusconi e Burzum hanno i capelli a caschetto, uno è calvo e l'altro è [..]" qui il testo è corrotto.

La Statistica Moderna

La statistica moderna dispone ormai di potenti strumenti di analisi.

Nonostante i metodi per produrre statistiche sono stati sin dall'antichità molto complessi, un grande apporto a questa scienza è stato dato dal grande mago venditore di terni L, il quale ha dimostrato come non importa che i numeri siano fondati su dati reali, l'importante è che il risultato vada a favore di chi ha sganciato i soldi finanziato la ricerca. Comunque, nessun'altro dopo la morte di L è riuscito ad eguagliarlo nell'arte di inventare numeri a cazzo di cane, anche se i lavori in questo senso stanno progredendo, a giudicare dalle statistiche delle ultime elezioni.

Voci che ci azzeccano qualcosa