Succubo

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Sarà pure un demone, ma dovesse capitarti nel letto: "Scansa la coda e fai il tuo!"[1].

Nelle leggende di Roma antica, e successivamente del Medioevo, un succubo è un demone di aspetto femminile che, approfittando del sonno pesante del malcapitato[da verificare], seduceva gli uomini per avere rapporti sessuali senza preservativo. Lo scopo di quell'essere maligno era infatti quello di appropriarsi del liquido seminale del soggetto, stoccarlo in un'apposita banca e rivenderlo al mercato nero agli incubi, che lo avrebbero poi utilizzato per ingravidare ignare fanciulle.

« De sicuro è lo Dimonio che abet avuto cotal pensata!
Puranco lo me medesimo ebbe a cadere ne lo sortilegio. »
(Monsignor Sgrullone da Trombata, vescovo di Piacenza, sorpreso a giacere con una meretrice.)

I succubi facevano sicuramente comodo a qualcuno, oltre ad essere dei perfetti capri espiatori, assieme agli incubi davano un senso a diverse cose:

Inoltre, dando la colpa al succubo, il marito trovava il coraggio di chiedere alla moglie qualcosa che andasse oltre il sesso canonico.

« Stanotte un succubo mi ha fatto una cosa parecchio strana e peccaminosa, ovviamente contro la mia volontà, l'ha chiamata "piccola pompa", o qualcosa del genere. Vuoi sapere com'era? »
(Muflone Della Pecorella, bargello di Sutri, alla tiepida moglie Immacolata da Sulmona.)

Etimologia[edit]

Si è discusso per secoli riguardo le origini della parola, oggi le teorie più accreditate sono un paio:

  1. proviene dal termine latino "succuba" (amante);
  2. deriva dalla locuzione circassa "succu boh" (qualcuno me l'ha succhiato mentre dormivo).

Il glottologo tedesco Karl-Auer Bayerschmidt, titolare della cattedra di "Mimiche statiche delle parole morte" all'Università Mario Kart di Lipsia, ha cercato di prendere una posizione in merito. Purtroppo, mentre era in posizione, qualcuno gli ha tirato giù i calzoni e ne ha approfittato, in barba alla buona creanza ed alle elementari norme di rispetto dovute ad un professore emerito.
Da allora, nonostante altri abbiano tentato di approcciare con estrema cautela al problema, o con prudenti riflessioni solitarie, la questione rimane sospesa.

Il punto di vista della Chiesa[edit]

Differenze tra succubus e incubus.jpg

Ovviamente[citazione necessaria] quando si parla di sesso la Chiesa vuole dire la sua, che è come se Mario Balotelli si esprimesse sulla Congettura debole di Goldbach, ossia c'entra come la coratella a colazione.
Secondo il Malleus Maleficarum, simpatico libello che descriveva minuziosamente gli scarsanta modi di "sgamare"[2] le streghe (tipo andare a far cicoria alle prime luci dell'alba), i succubi giacevano con gli uomini fino a sfinirli, per poterne raccogliere il seme. La tradizione demonologica sosteneva infatti che i demoni, pur trombando come Franco Trentalance, non potessero procreare per mancanza dello stesso. I due monaci benedettini autori del Malleus, nella parte del trattato in cui si affronta la questione procreativa, sostengono:

« In primo luogo che questi diavoli commettono sconcissimi atti venerei non per godimento, ma per infettare l’anima e il corpo di coloro dei quali sono succubi o incubi. »
(Trad: Quei bastardi uniscono l'utile al dilettevole.)
« In secondo luogo che, con un atto simile, ci può essere una completa concezione o generazione da parte delle donne, perché i diavoli possono portare il seme umano nel luogo conveniente del ventre della donna e accanto alla materia qui predisposta e adatta al seme. »
(Trad: Non sappiamo una minchia di anatomia della donna, però le viene il pancione.)
« In terzo luogo, nella generazione di siffatte cose ciò che avviene attribuito ai diavoli è solo il moto locale e non la stessa generazione, il cui principio non è una della capacità del diavolo o del corpo da lui assunto ma di colui al quale appartenne il seme, per cui chi è generato non è figlio del diavolo ma di un uomo. »
(Trad: Se Satana vuole un figlio, tirasse fuori le sue di palle.)

Sempre secondo gli autori, i succubi prediligono in special modo i monaci, e si presentano a loro sotto forma di giovani donne di enorme bellezza, capaci di ineguagliabili arti seduttive ed erotiche derivanti dalla loro natura diabolica. Inoltre, pur cimentandosi in numeri sessuali a cui risulta anche difficile dare un nome, hanno tariffe decisamente economiche.

Note[edit]

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ non esimerti dal ripassartela a dovere
  2. ^ smascherare

Voci correlate[edit]


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Icona cacca argento.png Questa è una voce di squallidità, una di quelle un po' meno pallose della media.
È stata miracolata come tale il giorno 11 gennaio 2015 col 44.4% di voti (su 9).
Naturalmente sono ben accetti insulti e vandalismi che peggiorino ulteriormente il non-lavoro svolto.

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