Premio Strega

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« Il vincitore del Premio Strega è... Oh, mio Dio! Ma siete sicuri? »
(Tipica reazione di chi deve annunciare il vincitore del premio Strega)

Il Premio Strega è un ambito premio letterario che viene assegnato annualmente a un romanzo italiano abbastanza lungo e palloso da poter essere spacciato per "libro da intellettuali".
Attualmente la casa editrice che si è aggiudicata più Premi Strega è la Mondadori, che casualmente è anche l'organizzatore e finanziatore del riconoscimento fin dal 1983.

Le origini

Maria e Goffredo Bellonci assieme ai membri del loro salotto letterario.

Il Premio Strega venne creato nel 1947 dagli intellettuali Maria e Goffredo Bellonci in un noioso pomeriggio in cui in televisione non trasmettevano "Lascia o raddoppia". L'intento dei due era quello di ravvivare l'atmosfera, ma si accorsero subito di non esserci riusciti e per dimenticare il fallimento si ubriacarono con sette bottiglie di Liquore Strega.
Solo dopo aver smaltito la sbornia i Bellonci si resero conto che stranamente l'iniziativa era stata gradita dai membri del loro salotto letterario, e decisero pertanto di dare al premio un valore nazionale e d dargli il nome del loro amato nettare.
Da quel giorno il Premio Strega assunse via via sempre maggior importanza, tanto da rivaleggiare in prestigio con il Festivalbar e la Festa dell'Unità.

Il regolamento

Un normale confronto di idee fra Amici della Domenica.

Le modalità di conferimento del Premio Strega seguono un antico rituale tramandato nei secoli.
Per prima cosa vengono scelti, mediante apertura casuale delle Pagine Gialle, 400 giurati da tutta Italia: non ha importanza se essi sono analfabeti, rozzi o fermi al grado evolutivo di un piccione morto.
Questi giurati hanno il compito di circoscrivere la lista di romanzi votabili all'esigua cifra di 5 libri. Una volta eseguito questo prezioso compito, i giurati diventano testimoni scomodi in quanto sanno troppe cose: vengono pertanto eliminati dal personale addetto e fritti nell'olio insieme a patate e cardamomo, divenendo così parte dello squisito buffet servito durante la serata della premiazione.
Avete capito adesso perchè i giurati vengono sostituiti ogni anno?

A questo punto entrano in scena i "veri" giurati, ossia i cosiddetti Amici della Domenica (un gruppo di dipendenti statali fancazzisti che non vedono l'ora che arrivi il week-end per riposarsi dalle loro immani fatiche lavorative).
Questi membri sono gli stessi fin dalla prima edizione del Premio Strega del 1947, e forse è a causa dei loro gusti antiquati e fuori moda che il suddetto premio viene spesso consegnato ai libri più merdosi meno meritevoli.
Gli Amici della Domenica votano infine la cinquina finale, e il libro che ottiene più voti favorevoli vince: un po' come succede nell'Articolo della settimana, solo che al Premio Strega scorre meno sangue e più alcool (del resto lo sponsor è pur sempre un produttore di liquori).
La votazione termina con la consueta consegna del premio (un cappello da strega ricolmo di monetine da cinque centesimi) al fortunato vincitore e con l'altrettanto folkloristica friggitura dei quattro scrittori perdenti.

Requisiti per vincere il Premio Strega

  • Essere italiani. Non è un problema non conoscere l'inno nazionale.
  • Saper leggere, scrivere e possibilmente saper far di conto.
  • Aver scritto un libro il cui contenuto non sia esclusivamente costituito da immagini.
  • Essere schierati dalla parte del partito politico al governo al momento della votazione, o almeno far finta di esserlo.
  • Essere piacenti e disponibili.
  • Essere i cugini di qualche membro della giuria.

I vincitori e le opere

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Una donna che ha appena scoperto di aver vinto il Premio Strega.
  • 1952 - Chic Bipapo, "Nonciclopedia è un mostro commerciale di marketing e denaro sottoposto alla dittatura degli stessi utenti"
  • 1954 - Gaetano, "Confessioni di uno sbattitore di porte"
  • 1959 - Giuseppe Tomasi Cobolli Gigli della Rovere delle due Sicilie di Lampedusa, "Ho un nome così lungo che ho scordato il titolo"
  • 1960 - Yoghi, "La ragazza di Bubu"
  • 1966 - J.K. Rowling, "Harry Potter si lava i denti"
  • 1967 - J.K. Rowling, "Harry Potter va a dormire"
  • 1968 - J.K. Rowling, "Harry Potter va a fuoco"
  • 1969 - J.K. Rowling, "Harry Potter viene spento, seppur troppo tardi"
  • 1970 - J.K. Rowling, "Il vaso delle ceneri di Harry Potter"
  • 1973 - Ugo Fantozzi, "Il suo è culo, la mia è classe, caro il mio coglionazzo!"
Anche quest'individuo ha reagito male alla vittoria del prestigioso riconoscimento.
  • 1976 - Gianni, "L'ottimismo è il profumo della vita"
  • 1979 - Primo Levi, "L'Olocausto è una balla, mi sono inventato tutto"
  • 1999 - Roberto Benigni, "La merda della maiala degli stronzoli nel culo delle poppe pien di piscio co' gli stronzoli che escan dalle poppe de' budelli de' vitelli con le cosce della sposa che gli sorte fra le cosce troppe seghe dentro il cazzo troppi cazzi dentro il culo che gli spuntan dalle cosce che gli tornan dalle gambe con la mamma ne' ppompino della nonna che gli schianta da il suo corpo che gli leccano la schiena poi gli sputa ne' coglioni e gli lecca ni' ggroppone co' schiantassa tra le zolle che si striscia 'n mezz'all'erba che mamme tutte gnude che si struscian dalle file e si sgruppan con la schiena co' le poppe sbatacchiate senza latte che si scopran tra le mucche che si infila che gli sorte 'n mezz'all'erba che gni gira 'n mezz'a'denti che gli sputa tan'de'n'terra e gli mettano le seghe nella fica e si gode con tutti insieme e si gode tutti insieme e lo guardan da lontano co i'ggroppone 'nsudiciato e le cosce la su sposa co' i'mmarito i'pparente gnele schianta gni piglia d'ipparente con la carne dentro il corpo co i'ccorpo nella carne e la mamma sdraiata tra le zolle che gli mena le zolle che gli tornan sulla terra e gli schiantano i'parenti gliele levano tre volte gliele sortano diciotto"