Gaio Plinio Secondo

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« Giocate con le banane sempre protetti »
(Traduzione di una massima di Plinio il Vecchio a opera dello studente medio)
« Ma che minchia significa!? »
(Tipica reazione di uno studente dopo aver tradotto una versione di Plinio il Vecchio)
« Nulla dies sine linea. »
(Plinio il Vecchio su dipendenza da cocaina)
« L'occhio del padrone è il miglior fertilizzante. »
(Plinio il vecchio mentre incita i contadini a seviziare i latifondisti)

Gayo Plinio Secondo, conosciuto anche come Gaio Plinio il Vecchio (Tor Vaianica, 23 avanti Buddha - Pompei, 23 dopo Messia Ebreo), era uno scrittore di fanfiction yaoi, un accanito sostenitore della fazione sadista BDSM, generale dell'esercito napoletano, ma fu soprattutto un vero genio. Gli avvenimenti che lo resero celebre furono il suo rapporto segreto con una finestra e la sua morte.

La biografia[edit]

L'istruzione e le prime tendenze[edit]

Plinio il vecchio in un identikit del I secolo d.C. L'espressione di ieratica saggezza serve a dissimulare il fatto che il vento gli ha scompigliato il riporto, lasciandolo con una basetta di un metro e mezzo sul lato destro della faccia.

Fin dalla giovane età Plinio è dedito alla natura, attratto in particolare da: cetrioli, zucchine, patate, mazze di fiori, carote, pannocchie, baguettes e da tutti gli altri generi di oggetti parallelepipoidali, piramidali, conici e cilindrici (più lunghi che larghi), con la punta arrotondata.
Ribelle e irricettivo, a sei anni viene spedito in un collegio di Orsoline, dove scopre e apprezza la tortura.
A tredici anni, durante una gita a Cartagine, lo scrittore scopre nuovi vegetali come le banane e le noci di cocco.

Il lavoro e la maturità sessuale[edit]

A quindici anni esce dal collegio e i genitori, stufi di pagare gli studi al figlio, lo vendono come schiavo a un mercante napoletano di telefonini col mattone dentro.
Il mercante capisce le tendenze sessuali del ragazzo e lo unisce al suo gruppo BDSM nella categoria di: quelli che fanno la parte del servo che subisce.
Gaio, lavorando arduamente, diventa lo schiavetto preferito e leccaculo del mercante, così riesce ad avere la libertà.

L'esercito[edit]

Sfruttando le sue doti artistiche, nel 3 a.C. Gaio inventa la prima bicicletta senza sellino e si arruola nell'esercito napoletano dove viene inserito nella cavalleria dei ciclisti senza sellino con l'arco.
Nella battaglia di invasione della Britannia, che naturalmente persero (finché non arrivò quel cazzone di Gneo Giulio Agricola), Plinio perse altresì una gamba.

Era appunto il 3 a.C. e Plinio il vecchio con i suoi compagni si preparava ad assediare una fortezza di Highlander, quando improvvisamente il non-sellino andò troppo a fondo nel retto di Plinio, il quale distese la gamba per fermarsi, poggiando la pianta del piede a terra, ma il piede venne pestato da un'altra bicicletta.
Come se non bastasse, il ciclista si sbilanciò e la corona della bicicletta strusciò sul ginocchio di Plinio il Vecchio, strappandogli lentamente i legamenti, di conseguenza, con l'effetto del nervo la gamba si alzò da sola spezzandosi.

La scrittura[edit]

Plinio il vecchio fu anche un decoratore di interni. Nella foto, un particolare dal tinello della sua villa pompeiana.

Durante l'ultima parte della sua vita, non avendo nulla da fare, scrisse una serie di capolavori.

  • "L'eiaculazione equestre", libro sull'arte di masturbare un cavallo stando a cavallo, frutto della sua esperienza di ufficiale di cavalleria.
  • "La vita dei Pomponii Secundi", due libri sulla sua vita di una famiglia celebre per la propria arte oratoria.
  • "Bella! Germano", venti libri sulle bestemmie usate durante le guerre in Germania.
  • "Dubius servo", otto libri sui problemi di lingua e sulle pratiche orali che presentavano oscillazioni e incertezze nell'uso.
  • "IL, Dizionario Italiano-Latino, Castiglioni-Mariotti".

La morte[edit]

Nel 23 dopo Messia ebreo, durante l'eruzione del Vesuvio, Plinio il Vecchio era a Pompei. Nel caos generale la folla spaventata dallo strano fenomeno naturale gridava

« Damosela, regà, damosela... »

Plinio, un po' spinto dalla sua curiosità, un po' spinto dalla sua voglia di sadomaso, un po' spinto dalla folla che scappava, decise di entrare a contatto con l'habitat naturale del Vesuvio, facendo pratiche BDSM all'aperto e allo stesso tempo osservando l'innocuo (almeno secondo lui) evento.
Il resto lo possiamo immaginare: insieme ai suoi amici autolesionisti, Plinio morì tra le esalazioni solfuree dell'eruzione vulcanica del Vesuvio, che distrussero tra l'altro le città Erculano e Pompei.
In suo onore viene usato il termine di eruzione Pirliana per definire una cazzata esplosiva, tipo quella fatta da lui.

Voci correlate[edit]


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