S.C.A.P.I.T.O.

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(Viaggiatore molto malato durante un viaggio in un autobus sovraffollato)


La Sindrome Claustrofobica da Attacco di Panico Immotivato e Tendenzialmente Omicida (per i suoi effetti a scapito degli altri passeggeri) è una malattia del sistema nervoso che colpisce principalmente signore anziane, ma anche giovani nevrotiche nonché uomini di mezza età estremamente corpulenti.
Essa consiste nella distorsione visiva della realtà, che porta il soggetto appena salito sull'autobus a vedere spazi vuoti dappertutto fuorché intorno a lui, rompendo di conseguenza le palle a tutti i passeggeri che gli stanno intorno. Ma vediamo nel dettaglio le fasi di un attacco della sindrome.

Fase 1: avvistamento dell'autobus

Un bus con gli stivali. Il terrore per le persone affette da S.C.A.P.I.T.O.

Il soggetto è facilmente riconoscibile (e di conseguenza evitabile, se lo avvistate in tempo) a causa della sua voglia matta di salire sull'autobus, addirittura compulsiva, che lo porta a muoversi avanti e indietro lungo lo spazio di fermata. Alcuni hanno perciò ravvisato un collegamento tra lo S.C.A.P.I.T.O. e la Sindrome del treno che scappa. Non sono ancora del tutto chiari i meccanismi che portano da quest'ultima alla prima, ma gli scienziati giapponesi stanno lavorando alacremente per svelarli. Altri sostengono invece che questa prima fase della sindrome sia assimilabile all'orgasmo e derivi dal bisogno di ammucchiata che il soggetto avverte alla vista dell'autobus pieno. Come vedremo, questa ipotesi è completamente priva di fondamento, e palesemente in contrasto con le fasi successive di un attacco. Quindi andiamo avanti.

Fase 2: entrata in autobus

Una volta che il soggetto riesce, sgomitante e sbuffante, a salire sull'autobus, dopo pochi secondi si guarda intorno e comincia a strabuzzare gli occhi (talvolta si evidenzia anche la comparsa di bolle) accompagnando il tutto con affermazioni del tipo "Madonna santa quanta gente!" oppure "Ma porca puttana quanta gente" o ancora "mai visto un autobus così pieno". Da qui si scatena la parte più violenta della sindrome.

Fase 3: protesta per avvistamento di spazio negato

A questo punto il soggetto, dopo un tempo compreso tra 10 e 45 secondi, comincia a guardarsi intorno e incorre nell'abbaglio fatale: comincia infatti a vedere spazio vuoto dappertutto fuorché intorno a sé e accusa le persone più vicine a lui di soffocarlo. Se questo può essere comprensibile nelle signore anziane che non arrivano al metro e mezzo (per quanto esse, vedendo solo la gente intorno a loro causa la limitata altezza, non dovrebbero arrischiare asserzioni sul livello di saturazione dell'autobus), tale atteggiamento è del tutto incomprensibile nelle altre due categorie principalmente colpite: giovani signore con la puzza sotto il naso che non hanno mai preso un autobus nell'ora di punta in vita loro, e corpulenti cinquantenni in completo da ufficio. Fatto sta che, dopo la fase 2 il processo è avviato e completamente irreversibile. Il soggeto comincia a esternare ad alta voce le sue proteste, rompendo i coglioni a tutti quelli che gli stanno intorno. La frase tipica è "Ma vada più in là che c'è spazio", "Ma perché state tutti ammucchiati qua?" pronunciata con accento iracondo e cipiglio minaccioso. A questo punto gli altri passeggeri hanno 2 scelte: o eliminare il soggetto fisicamente (o quantomeno ridurlo all'impotenza verbale e fisica) o accondiscendere benignamente alle sue richieste. I medici che hanno in cura i soggetti consigliano clemenza e di adottare quest'ultima tecnica per rispetto dei loro assistiti. Tali medici verranno calciorotati dal Sommo nel giorno del giudizio.

Fase 4: Passaggio alle vie di fatto

Se non siete stati abbastanza abili, o veloci nel mettere a tacere le proteste del soggetto, questi passerà alle vie di fatto. Comincerà dunque a cozzare (raramente scozzare) contro di voi con violenza e ripetute volte onde farsi spazio verso l'agognato metro quadro libero. Spesso il sito del fugace miraggio è occupato da un negrone alto 2 metri o da consimili individui nerboruti che il soggetto andrebbe inevitabilmente a urtare, ma di questo ci occuperemo dopo. Resistere alla carica non serve più a questo punto. Il soggetto sgomita e si divincola, e non va da nessuna parte, beninteso, perché il rimpiccolitore atomico è stato inventato solo in quella merda di film che è "Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi" e sequel. L'autobus è pieno zeppo ma egli continua imperterrito nelle sue proteste, alza la voce e minaccia. Se non lo avete ancora terminato, fatelo ora, oppure lasciatelo passare alla fase 5 e divertitevi.

Fase 5: Apertura della folla

Se in qualche inspiegabile modo il soggetto riesce infine a raggiungere il sito desiderato (dopo indicibili contorsioni per voi e quelli che vi stanno intorno e conseguenti malumori e improperi nel confronti del soggetto colpito dalla sindrome) deve sempre fare i conti col negrone o chi per esso. Questi di solito guarda sbigottito la vecchietta che lo carica (in senso rugbystico) soddisfatta. A questo punto le cose sono tre: o il soggetto fa una brutta fine (caso tipico del signore corpulento) o si arrende (la giovine nobildonna) o si innesca in esso un nuovo ciclo che lo riporta alla fase 3 (caso tipico della vecchietta). Questa tendenza del possibile reiterarsi della sindrome all'interno della stessa vettura ha portato alcuni scienziati giapponesi ad affermare che gli autobus hanno la struttura di un frattale; alcuni dottori inglesi hanno però ribattuto che sembrano più un infrattale. La questione è tuttora dibattuta, ma torniamo a noi. Molto più spesso il negrone risolve per tutti e tre i casi fottendosene.

Casi critici

Quando due soggetti affetti dalla S.C.A.P.I.T.O. si ritrovano sullo stesso autobus è la fine!!

Da notare che i due individui non si osteggiano, ma anzi si coalizzano contro il resto dei passeggeri. In tal caso indossate i giubbotti di sicurezza e tuffatevi dai finestrini (anche se l'autobus è in corsa).

Come un individuo affetto da S.C.A.P.I.T.O vede un normale viaggio in Autobus




Notate come si distinguano bene i sintomi della malattia: difficoltà respiratorie, panico con morbosa preoccupazione dell'occupazione del proprio spazio da parte degli altri passeggeri, allucinazioni visive (Dinosauri e idraulici), presunta ipersensibilità olfattiva e tattile che trasforma ogni contatto fisico in un pressante attentato a sé. Notate anche come alla fine i passeggeri si sbarazzino di lui tirandolo sul tetto.

Personaggi famosi affetti dalla sindrome

Voci che forse c'entrano qualcosa ma anche no