Linea Verde

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Una tipica Linea Verde.
« NOOOO! Lascia lì! Io voglio vedere i cartoni animati! »
(Bambino dei primi anni '90 che implora il babbo di lasciargli vedere i Simpson, che ai tempi venivano trasmessi alla domenica mattina, invece che Linea Verde.)
« E ora andiamo alla consueta tavolata finale. »
(La frase che indica che da lì a poco Linea Verde finirà, per fortuna.)


Linea Verde è uno di quei mali che ogni anno, puntualmente, ammorbano il pranzo domenicale del teledipendente italiano medio. Suddetto male altro non è che un rotocalco televisivo dedicato al mondo dell'agricoltura, non per nulla è realizzato dalla RAI, una rete televisiva che di braccia strappate all'agricoltura se ne intende parecchio.

Trasmissione record di longevità, dato che alla Rai non conoscono il concetto di rinnovo dei palinsesti, Linea Verde raccoglie l’eredità di omologhi programmi televisivi del passato il cui nome è tutto un programma:

  • La tv degli agricoltori del 1955: con un titolo simile sarebbe stato un programma da vedere anche solo per fare un paragone con Amici di Maria de Filippi.
  • A come agricoltura del 1970: balàn, parlano male della tv moderna, ma come roba di nomi imbecilli non ci scherzavano manco prima.
  • Agricoltura domani del 1978[1]: «quando?» verrebbe da chiedere.

Descrizione[merdifica facile | merdifica]

Una delle incomprensibili vedute delle previsioni del tempo di Linea Verde.

Ogni episodio viene trasmesso su Rai 1 ogni sacrosanta domenica intorno all'ora di pranzo, in modo da rovinare la degustazione del companatico; normalmente il tema delle varie puntate analizza alcuni aspetti della complessa realtà agricola di un paesino a caso con i suoi punti di forza[buona questa!] e le sue troppe debolezze. Tra gli interessi che ruotano intorno all'agricoltura, vengono esaminati i prodotti tipici eno-gastronomici, le tradizioni, la ricettività rurale dell'agriturismo e la salvaguardia ambientale; tutte cose che se si visitano i luoghi presi in esame non si trovano neanche cercandole con un telescopio stellare.

Mentre negli anni '80 Linea Verde ha raggiunto quote d'ascolto record, con il passare del tempo, forse per il mutare del grado di approfondimento e delle tematiche trattate, forse per l'arrivo dei canali satellitari e del digitale terrestre, o forse (quasi sicuramente) per il fatto che la gente si è un cicinino rotta le balle di vedere sempre le solite cose, il programma ha visto scendere gli ascolti fino a una media di 4 telespettatori. Oltre a questo va segnalato il proliferare di programmi fac simile trasmessi in concorrenza di orario su altre reti quali Rete 4 e La 7, che hanno polverizzato lo share della domenica mattina, ma diciamoci la verità: chi è che nel 2021 sta a perdere del tempo a vedere dei programmi simili?

Ogni episodio è caratterizzato da una introduzione che spiega dove si svolgerà l'episodio, dopodiché viene trasmessa mezz'ora di pubblicità al termine della quale parte la sigla e la puntata entra subito nel vivo. Tralasciando i contenuti, alla fine di ogni episodio c'è la consueta tavolata finale, essa è una mostra dei prodotti tipici del luogo visitato ed è anche il momento più atteso dagli spettatori, poiché decreta la fine del supplizio.

Un discorso a parte meritano le previsioni del tempo trasmesse all'interno della trasmissione. Nelle prime stagioni esse erano un tipico cartellone dell'Italia con le varie nuvolette in cima, ma quando entrò al timone Vannucci si volle strafare realizzando una versione in 3D della nazione con tanto di nuvole in sospensione e fumo che esce dall'Etna. Ora, detta così potrebbe sembrare un tentativo della Rai di dimostrare una sua presunta inclinazione alla modernità, ma nei fatti facevano meglio a rimanere con il vecchio cartellone. Infatti queste previsioni in 3D erano del tutto indecifrabili, con la cartina sempre inquadrata di lato, la telecamera che si spostava in continuo impedendo allo spettatore di capire dove cazzo sbattesse di preciso la pioggia o anche solo di capire com'erano posizionate le nuvole rispetto al territorio, facendo pure venire il mal di mare alle persone più sensibili. Inutile dire che queste previsioni erano sempre sbagliate. In ogni caso questo modo incomprensibile di mostrare le previsioni rimarrà invariato per la bellezza di 20 anni! Solo nel 2013 si deciderà di ritornare alle origini con un semplice, chiaro e soprattutto fermo tabellone con la povera Italia sullo sfondo.

Evoluzione del programma negli anni[merdifica facile | merdifica]

Il programma è rimasto sempre lo stesso dal 1981 a oggi. I cambiamenti più importanti che la trasmissione ha avuto si possono contare sulle dita della mano di uno che ha tenuto ben stretto un petardo acceso e sostanzialmente consistono:

  • nel cambio della sigla: nell'era Fazzuoli la sigla d'apertura pareva la canzone di uno di quei film catastrofici degli anni '80, mentre nell'era Vannucci si pensò di inserire invece qualcosa di più soave, puntando a una composizione di Rossini; in seguito la sigla divenne un tristo ritornello campagnolo totalmente privo di mordente, come le precedenti, d'altronde;
  • nell'introduzione di Linea Verde estate, la cui unica cosa originale era la presentazione iniziale di un minuto fatta dal presentatore, mentre tutto il resto del programma altro non era che una spudorata replica dei peggiori episodi della stagione;
  • nelle cosiddette schede, introdotte ed eliminate durante la conduzione di Vannucci: si trattava di mini cartoni animati che spiegavano alcune cose inerenti alla puntata di turno; queste schede erano disegnate così grottescamente male da risultare involontariamente divertenti, non per nulla a un certo punto sono state eliminate altrimenti ci sarebbe stato il rischio che gli spettatori, soprattutto i bambini, si entusiasmassero troppo;
  • la creazione di Linea Verde Sabato, che sostituisce la straziante quanto inutile puntata del sabato de La prova del cuoco, quella dedicata ai mocciosi; la conduzione di questa nuova metastasi di Linea Verde è affidata a due tizi presi a caso dalla strada.

Conduttori di Linea Verde[merdifica facile | merdifica]

L'indimenticabile Federico Fazzuoli. A 55 anni vive ancora a casa con i genitori.

Nel corso della sua vita, Linea Verde è stato condotto da diversi sfigati presentatori, di seguito riportiamo l'elenco completo:

Curiosità[merdifica facile | merdifica]

  • Federico Fazzuoli nel periodo in cui conduceva Linea Verde conduceva anche Verde Fazzuoli su TMC nel tempo libero, a quei tempi il doppio lavoro non era ancora un problema di carattere politico-sociale.
  • Per quanto possa risultare inconcepibile, Linea Verde ha avuto diversi plagi spudorati, il più famoso è senza ombra di dubbio Melaverde di Edoardo Raspelli.
  • Anni addietro andava in onda un programma calcistico chiamato Linea Verde Sport Irpinia, che non c'entrava una mazza con Linea Verde e parlava solo dell'US Avellino, ma su Youtube trovate più video di questa trasmissione che non di quella Rai.
  • A partire dalla stagione 2013, tra le varie musichette di sottofondo che si sentono durante i vari servizi si può riconoscere una volgare trasposizione del gingle del primo Super Mario per NES.
  • Dalle parti di Israele "Linea Verde" non è un programma tv con vacche e porchi, ma la linea di confine tra lo stato sionista e quelli talebani; in ogni caso cornuti e suini non mancano.
  • L'autore di questo articolo, conosce molte più cose di Linea Verde che la malefica Wikipedia. Il motivo di tali profonde conoscenze è da ricercarsi nel fatto che il suo capo famiglia è uno di quegli uomini nostalgici dei bei tempi andati in campagna, il quale obbliga il resto della famiglia a sorbirsi questo genere di programmi.
  • Il programma ha fatto una puntata sull'agricoltura in Molise, facendo credere che esiste.
  • Per chi è comunista esiste una puntata sull'Emilia Romagna.

Voci correlate, ma neanche tanto[merdifica facile | merdifica]

Note[merdifica facile | merdifica]

  1. ^ Data tirata a caso.
  2. ^ Sì è successo.
  3. ^ Non che ci voglia molto comunque.


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