Drakengard

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Drakengard
videogioco
Titolo nipponese, nonché pessimo gioco di parole
Titolo originaleDrag-On Dragoon
PiattaformaPlayStation 2, Telefono cellulare
Data di pubblicazione2003
Genereleggi&picchia, picchia&picchia
TemaFantasy
OrigineJPN
PubblicazioneSquare Enix
DirezioneYoko Taro
Fascia di etàper tutti, soprattutto la parte dove si ammazzano bambini
SerieDrakengard
Seguito daDrakengard 2

Drakengard è una storia contorta travestita da videogioco del 2003, risultato di una serata alcolica finita male di Yoko Taro e soci. Uscito due anni dopo il primo Devil May Cry, in confronto Drakengard sembra essere stato sviluppato da bambini taiwanesi sottopagati. L'intero gioco è un minestrone che mescola Berserk e Il signore degli anelli ma, che ci si creda o no, è tecnicamente il precursore del ben più famoso[1] NieR: Automata.

Per quelli che non hanno il senso dell'umorismo, su Wikipedia è presente una voce in proposito. Drakengard

Trama

Niente dice "dark fantasy" come un drago arancione su uno sfondo sfocato di colore indefinibile

Drakengard è ambientato in uno strambo mondo fatato in cui, in pieno stile Star Wars, è in corso una guerra tra due fazioni: la Confederazione e l'Impero. Il protagonista, Caim, è un principe alleato dei confederati che, mentre sta lottando contro le controfigure degli orchi di Sauron, viene leggermente fiocinato. Entrato nel castello vicino al campo di battaglia, vede che i nemici hanno incatenato una draghessa, Angelus, anch'essa ferita. Invece di morire in silenzio, risparmiando ai giocatori sei ore di monotonia, i due decidono che non hanno tanta voglia di schiattare inutilmente, e poi ad Angelus mancano due mesi alla pensione. Decidono così di stringere un patto uomo-drago, tanto per scimmiottare anche quella bimbominkiata di Eragon. E questo nonostante Caim sia notevolmente razzista contro i draghi, da quando uno di loro ha (Yoko Taro attiva il generatore casuale di trame) ucciso i suoi genitori.

Il patto prevede che Caim perda la voce, così, giusto per togliergli quel poco di personalità che avrebbe potuto sviluppare. Questo poiché nel mondo di Drakengard, per ottenere qualcosa da una creatura magica bisogna dare in cambio qualcosa del medesimo valore. Ma non come in Fullmetal Alchemist, dove funziona in modo totalmente diverso[senza fonte].

Caim poi ritrova sua sorella Furiae insieme all'amico Inuart. Furiae è una sorta di sigillo vivente, infatti se dovesse morire, il mondo finirebbe. Quindi, intelligentemente, anziché muovere le chiappe e portare la ragazza fuori da lì, si mettono a suonare una melodia strappapalle con l'arpa per festeggiare la vittoria.

Ad ogni modo i tre fuggono dal castello e iniziano a cercare gli altri sigilli che mantengono stabile il mondo, ma sono troppo nabbi e non fanno mai in tempo. Il più nabbo però risulta essere proprio Inuart, che si fa catturare dall'antagonista Manah da cui subisce il lavaggio del cervello, diventando malvagio. Così malvagio che stringe un patto con un drago nero, più precisamente quello che ha massacrato la famiglia di Caim, che rischia così di diventare razzista non solo contro i draghi ma anche contro i neri. Il patto di Inuart prevede che perda il suo talento di suonare l'arpa. Caim non lo sa ma già rosica per l'evidente differenza di trattamento. In silenzio.

Ora passato dal rango di terzo incomodo a quello di cattivo secondario, Inuart torna dai suoi ex amici per rapire Furiae, nella speranza di ficcare almeno una volta nella vita. I protagonisti, demoralizzati e indeboliti[2], si ritrovano quindi ad intraprendere un'alquanto improvvisata spedizione di salvataggio per recuperare la ragazza/dea/sigillo/sorella[3] e fermare i veri cattivi, il "Culto dei Messaggeri". Questi testimoni di Geova 2.0, capitanati dalla piccola (in tutti i sensi) Manah, sono i veri capi dell'Impero e desiderano distruggere i sigilli e scatenare l'apocalisse facendo scendere gli dei sulla terra[4]. Se questo accadesse, niente potrebbe fermarli dal romperci le palle citofonandoci la domenica mattina.

Finali

Come tutti i giochi di Taro, anche questo capitolo ha finali multipli. Ci è voluto meno a costruire l'intera muraglia cinese che a sbloccare tutti i finali.

Finale A

Caim e Angelus riescono a sconfiggere la cattiva, Manah, in una boss fight che cerca di essere epica ma che proprio non ce la fa. Manah chiede a Caim di ucciderla, ma Verdelet suggerisce che uccidere una bambina è un atto peccaminoso e che sarebbe una punizione molto più adeguata legarla ad una sedia e farle guardare Pomeriggio 5 24 ore su 24. Inoltre, Angelus si sacrifica, offrendosi come nuova Dea del Sigillo per riportare l'equilibrio nel mondo. Sì, Caim ha buttato la sua voce nel cesso e non potrà averla mai più. Non che avesse niente di interessante da dire.

Finale B

Furiae si suicida. Se si decide di seguire quel malato di figa di Inuart, si scoprirà che egli ha messo il cadavere in un Bozzolo della Rinascita, uno dei semi che causerà l'apocalisse se schiuso. Ciò riporterà in vita Furiae sotto l'aspetto di un terribile mostro, che insieme ad altre sue copie distrugge l'umanità. Così impara a inseguire le ragazze.

Finale C

Caim trova Furiae prima che Manah la uccida, ma la perfida bambina, che aveva imparato a leggere nella mente da Akinator, rivela i sentimenti incestuosi che prova per il fratello, cosa che induce la Dea del Sigillo a pugnalarsi. Caim e Angelus fermano il tentativo di Inuart di resuscitare Furiae ma nel frattempo Manah sta cercando di imporre il volere dei Messaggeri a dei draghi. Uno di questi aveva un leggero languorino, e si pappa Manah. A questo punto, completamente a caso, I draghi, Angelus compresa, si ribellano agli umani scatenando una guerra tra le due razze. Mai una gioia per Caim.

Finale D

Caim e Angelus si sacrificano per permettere a Seere di rinchiudere sé stesso e la Bestia Madre in una dimensione priva di tempo e spazio dove si farà le seghe per l'eternità. FINE. Ma almeno il mondo è salvo.

Finale E

Per sbloccare questo finale, il giocatore deve sbloccare tutte le armi del gioco, nascoste nei posti più assurdi. Caim e Angelus si fiondano sulla statua gigante della Bestia Madre (il boss finale) ed entrano in una specie di portale extradimensionale, che li porta nel nostro mondo. Praticamente questo finale è un isekai giapponese, ma al contrario. I protagonisti combattono duramente contro questa enorme statua grigiastra sopra la città di Tokyo in una lotta che in realtà appare più come un rhythm game che una boss fight, solo per poi essere inceneriti da un F-35 che passava di lì, e venire infilzati dalla Tokyo Tower. Tutto sembra essersi risolto, ma nessuno sa che la cenere della Bestia Madre ha portato nel nostro mondo una terribile malattia. Questo finale porta agli eventi di quell'altro gioco per famiglie, ovvero NieR.

Personaggi

Caim guarda a un futuro in cui non sarà più un personaggio inutile di un videogioco ingiocabile

Caim

Protagonista assoluto del gioco. È un po' psicopatico ed ha il carisma e lo spessore di un foglio di carta. Uno dei lati positivi del personaggio è che, non parlando, riduce di uno il numero di personaggi che fanno discorsi noiosi. Ha uno sfracasso di armi e non si sa dove le tenga, forse nella tasca segreta sul retro. Col tempo, abbassa il suo livello di razzismo contro i draghi e impara ad affezionarsi ad Angelus, perché a questo gioco mancava solo la zoofilia.

Angelus

Finisce in Drakengard dopo essere stata scartata per il ruolo di Drago in Bakugan. È fondamentale richiamarla quando ci si ritrova sommersi dai 5 000 nemici che gli sviluppatori hanno messo per coprire le mappe troppo spoglie. Nel doppiaggio giapponese è maschio, in quello inglese è femmina; non si conosce il motivo di questo cambio di sesso, ma tanto, essendo un drago, non può reclamare i suoi diritti su Twitter.

Inuart

Simp di Furiae e migliore amico di Caim, ma prima di tutto simp di Furiae. Come quasi tutti gli altri personaggi di Drakengard, è utile quanto una collana per Maurizio Costanzo. Il suo star dietro alle ragazze non gli giova molto, visto che crepa in quasi tutti i finali.

Verdelet

Capo spirituale della Confederazione, è un monaco che si diverte a sparare supercazzole spacciandole come preghiere e non fare una beneamata mazza per aiutare Caim e amici. E' l'acerrimo rivale di Padre Pio.

Furiae

La sorella incestuosa di Caim. Non presta attenzione all'amore di Inuart perché troppo presa a sbavare dietro al fratello. È un peso e una rottura di coglioni per tutto il gioco. Come se non bastasse, termina la sua inutilità suicidandosi, mettendo nella merda il mondo intero.

Seere

Fratella maggiore di Manah. Non veniva picchiato dalla madre ma in compenso viene molestato sessualmente da Leonard. Anche lui ha stretto un patto con una creatura fatata, che invece di fargli dimenticare come si suona uno strumento gli fa vedere Two girls One cup. Questo gli blocca la crescita, condannandolo ad essere un tappo per l'eternità. È essenziale la sua sgradevole presenza per sbloccare alcuni finali.

Manah

Sorello minore di Seere e principale antagonista del videogioco. Non si sa come, né perché, ma una bambina evidentemente può diventare capo di un movimento religioso alla guida di un impero che vuole la distruzione e rinascita del pianeta. E questo solo perché, a differenza del fratello Seere, Manah veniva picchiata dalla madre e crede che gli dei le possano darle l'affetto che non ha mai avuto; e se ciò comporta un genocidio, meglio.

Arioch

Elfa che ama i bambini. Ma proprio tanto. Li ama così tanto che se li mangerebbe... Letteralmente. In effetti sono ottimi sui toast. Non si sa perché Verdelet le abbia concesso di unirsi al gruppo, ma visto il suo fisico procace, un'idea sorge spontanea.

Leonard

Il pedofilo del gruppo e, paradossalmente, uno dei personaggi più interessanti e profondi. Mentre si reca nella foresta a molestare bambini insieme a Don Matteo, dimentica di aver lasciato incustoditi i suoi fratelli e questi vengono trucidati dagli stormtrooper imperiali. Fa un patto con un folletto che passava di lì per caso che gli costa la perdita della vista. Avrebbe preferito perdere il talento di suonare il piffero ma gli va di sfiga. Nel tempo libero si concede comunque di "infastidire" Seere.

Modalità di gioco

Riassunto del gameplay.

Inizialmente, Drakengard/Drag-On Dragoon doveva essere sviluppato come videogioco di ruolo d'azione, ricco di combattimenti epici e avvincenti. Poi Yoko Taro decise che sarebbe stato molto più divertente rendere l'intero gioco un tiro al poligono con nemici dal Q.I discutibile e mappe senza nemmeno un ciuffo d'erba[5], dove non bisogna far altro che bombardare i nemici dall'alto salendo in groppa ad Angelus. Quest'ultima, una volta raggiunti determinati livelli nel gioco, digievolverà, cambiando aspetto e diventando ancora più devastante di quanto non fosse già.

Se il giocatore, però, è così smanioso di accarezzare la faccia a qualche avversario sul terreno, può far uso di sessantacinque armi tutte uguali, vari attacchi di magia da far invidia a Harry Potter e altri attacchi fisici in grado di scaraventare i nemici in aria come fossero palline da baseball.

Alcuni livelli vanno affrontati esclusivamente in volo, a cavallo del drago, livelli talmente confusionari che rincoglionirebbero anche il più asiatico dei giocatori. Quando il giocatore è in difficoltà può evocare i propri compagni, che tiene nel taschino. Essi sostituiscono Caim per un breve arco di tempo, giusto per concedere al protagonista di bersi un tè e sgranchirsi le gambe.

Drakengard comprende due livelli di difficoltà, "facile" e "normale", ma tanto il gameplay è talmente facile che cambiare modalità non serve a una fava.

Accoglienza

Yoko Taro (al centro) in tutta la sua sanità mentale. Se solo si fosse ricordato di lavarsi la faccia la mattina.

Drakengard, straordinariamente, non è stato completamente incenerito da critica e pubblico. Alcuni hanno elogiato la trama per la sua complessità e profondità, e il suo stile dark fantasy. Altri, invece, sostengono sia stato solo culo. Tutti sono però concordi sul fatto che il gameplay sia una chiavica. Il videogioco, tuttavia, vende una dozzina di copie in tutto il mondo, ed è tutt'ora incomprensibile come a Square-Enix sia venuto in mente di lasciar fare a Yoko Taro altri capitoli di questa disagiata saga videoludica.

Curiosità

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  • A Leonard venne proposto di diventare Don a Bibbiano, ma rifiutò l'offerta perché, a detta sua, non c'erano abbastanza bambini carini.
  • Furiae vinse il premio come personaggio femminile più futile del decennio.
  • Il sequel di questo gioco in realtà narrativamente non c'entra un cazzo.

Note

  1. ^ per OVVI motivi
  2. ^ Come se non fossero già abbastanza pippe
  3. ^ e chi più ne ha più ne metta
  4. ^ Mosconi faceva scendere gli dei per molto meno
  5. ^ probabilmente perché l'erba se la sono fumata tutta gli sviluppatori, e non ne è rimasta più per i livelli