Servizio sanitario regionale (Lombardia)

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   La stessa cosa ma di più: Servizio sanitario nazionale.
San Roberto, patrono della Sanità Lombarda

La sanità lombarda (sulla fedina penale Servizio sanitario regionale (Lombardia)) è la migliore d'Italia, e ciò dice molto[1] sullo stato del Servizio Sanitario Nazionale.

I suoi tre principi fondamentali sono:

  • La libertà di scelta del paziente, specie se ha i danee
  • L'uguaglianza tra pubblico e privato, anche se qualcuno è più uguale degli altri
  • La separazione delle funzioni di programmazione, cura e finanziamento

Questi principi sono collettivamente noti come modello lombardo, per quanto il termine venga genericamente usato dal centrodestra come sinonimo di "modello di civiltà da esportare in ogni dove" e dal centrosinistra come sinonimo di "sistema fallimentare quasi come l'America che serve solo a rubare". L'autore di questo articolo, che di sanità ci capisce qualcosa, ritiene che invece il modello lombardo non sia affatto male, ma che sia impossibile da esportare poiché deriva dalle specialità storiche della Regione.

Storia

Le lontane origini

L'idea di sanità in Italia nasce proprio in Lombardia, all'epoca includente anche mezza Emilia (ragione per cui anche in Emilia-Romagna la sanità è ottima[senza fonte]), probabilmente per influenza delle potenze straniere che la governavano. Nel resto d'Italia i malati venivano trattati con riti propiziatori, preghiere, segni magici o alle volte uccisi, in quanto ritenuti il Diavolo. Esistevano delle strutture denominate "ospedale" ma erano dei manicomi, dove venivano internati matti, oppositori del governo e donne con idee strane, tipo l'avere diritti.

Creato lo stato unitario, e con la Santa Sede che negava l'accesso ai propri nosocomi dopo la breccia di Porta Pia, fu priorità del nuovo governo istituire ospedali per curare la popolazione, non solamente internandola, che sequestrò dunque i conventi alla chiesa così da poterli convertire in ospedali, chiamando consulenti dalla Lombardia per farli partire.

Tuttavia lo stato non avrebbe pagato le cure dei cittadini ma solo la costruzione degli ospedali, dunque i lavoratori avrebbero pagato una mutua a tal fine, i disoccupati avrebbero potuto farsi curare dal medico del comune o pagare in natura un medico ospedaliero.

Nel mentre la Lombardia diventerà una sorta di Silicon Valley della sanità, con medici che da tutta l'Europa che vengono nella regione per aprire i propri ospedali, complici anche le particolari caratteristiche dei lombardi, ossia l'essere sia particolarmente longevi che particolarmente malati, grazie al bell'ambiente di merda dove vivono.

Questa situazione di anarchia costruttiva continuerà sino agli anni '70, passando indenne rivolte sociali, dittature, cambi istituzionali e decine di governi.

Il Servizio Sanitario Nazionale

Negli anni settanta la ministra della salute Tina Anselmi, viste le spese enormi per curare la sessuomania dei medici abituati al pagamento in natura, decide di istituire un sistema sanitario pubblico, come quello inglese. A tal fine vengono istituite le regioni, previste dalla Costituzione del 1948 ma mai attivate e collezionate come figurine. Così la Lombardia, che riprende ad avere una dimensione politica dopo più di cento anni, torna a gestire la propria sanità, in principio facendo veramente poco: gli ospedali vengono denominati "Aziende Ospedaliere" e vengono create le utilissime ASL: prima innumerevoli, poi millanta, poi appena ventordici.

L'era Formigoni

Le ASL prima della celestiale razionalizzazione

Tutto cambia nel 1995, quando Roberto Formigoni sale al soglio pirellonico. Nello stesso periodo il governo italiano decide che la Lega Nord ha ragione e che bisogna fare il decentramento, a patto che non riduca gli introiti fiscali romani, dunque la sanità passa quasi totalmente alle Regioni, escludendo alcuni compiti vestigiali in caso di emergenza sanitaria, magistralmente[senza fonte] utilizzati durante l'emergenza COVID.

Il Celeste inizia dunque una serie di riforme precise, aumentando l'autonomia degli enti ospedalieri, rendendo la procedura di accreditamento identica per pubblico e privato, riformando la sanità territoriale migliorando le ASL[2] e, soprattutto, introducendo l'obbligo di camice hawaiiano e, per le infermiere, di cintura di castità.

Tali riforme portano la sanità lombarda a divenire un modello ammirato nel mondo, specie per quanto riguarda il coniugare finanziamento universale e libertà di scelta, il cosiddetto semi-mercato. Tutto ciò capita in un momento in cui il miglioramento delle ferrovie e il calo di prezzi nel settore aereo permette a sempre più persone del resto d'Italia di curarsi negli eccellenti ospedali lombardi, aprendo per la prima volta molti residenti a culture forestiere e dando loro un'utile leva nelle discussioni politiche, che possono concludere dicendo sempre "tornatene al Cardarelli, terone"

Giustamente e comprensibilmente il Formiga decide di dare un premio produttività a due dei migliori ospedali[senza fonte] per aver raggiunto tale obiettivo, che per ringraziarlo gli regalano qualche gita in barca. Le solite toghe rosse decidono che si tratta di corruzione, probabilmente invidiose perchè i comunisti non riescono a mettere le loro mani sulla Regione, e ciò causa il crollo della giunta e il temporaneo internamento del Formigoni come prigioniero politico.

La riforma Maroni

Gli eventi del 2013 portano l'opinione pubblica a convincersi della necessità di cambiare le cose, tuttavia era difficile modificare il sistema, dato che generalmente funzionava e il marcio era stato tolto durante le naturali variazioni dovute allo spoils system[3]. Dopo anni di lavoro nel 2015 Roberto Maroni se ne esce con una riforma da sogno, letteralmente, se l'è sognata di notte. Tale riforma, nota nella cabala come 23/2015, prevede quanto segue:

  1. Divieto per i medici di indossare colori sgargianti, camicie hawaiiane e, nel dubbio, magliette celesti
  2. Le ASL vengono abolite e sostituite dalle ATS: Agenzia Tutela Salute, che ha vari compiti quali negoziare l'acquisto delle prestazioni e pagarle quando vengono effettuate, oltre a provare a convincere gli anziani che vogliono prenotare una visita costosa a scegliere, invece, l'eutanasia
  3. Il ruolo territoriale delle ASL, quindi poliambulatori e simili, viene dato agli ospedali
  4. Istituzione di un assessorato unico al welfare su competenze come salute, assistenza pubblica, sussidi, aiuto ai disoccupati e anche assistenza morale ai soli: tale assessorato viene dato a Giulio Gallera, noto sex symbol e podista ambrosiano

Inoltre, resisi conto che la mobilità sanitaria è anche una maledizione visto che le regioni del Sud non pagano in tempo le fatture e i pazienti extraregione occupano posto pur non votando, gli ospedali vengono rinominati ASST: Aziende Sviamento e Sconfondimento Teroni. Il governo regionale proverà a ridurre il numero di trasferimenti con alcuni trucchetti, tra i quali:

  1. Collegare il numero del CUP a linee erotiche ad alto costo, di proprietà di aziende della Regione
  2. Tradurre i siti istituzionali in dialetto stretto, nascondendo l'opzione del cambio lingua nelle pagine dell'ASST di Mantova
  3. Fingere che la Regione sia stata annessa all'Emilia-Romagna, invitando a chiamare Bologna per prenotare la visita, o mai esistita
  4. Imponendo la dieta alpina ai pazienti extraregione, servendo ampie libagioni di polenta, stracchino, castagne e carne di vitello, servendo ogni portata col gorgonzola e fingendo di ignorare l'esistenza della pasta e dell'olio d'oliva. In caso di intolleranza al lattosio il gorgonzola è sostituito con la robiola[4]
  5. Sostituire tutti i canali della televisione con un'edizione speciale di Telelombardia che trasmette solo I Legnanesi, Canta Lombardia e, occasionalmente, le repliche di "Qui Stadio a Voi Studio"[5]

Tali sforzi si riveleranno vani e, alla fine del mandato di Bobo il 157% dei pazienti della Regione verrà da fuori.

In ogni caso, nonostante molti dubbi espressi su questo nuovo, particolare modello i primi anni vanno a gonfie vele, con Maroni che primeggia nei sondaggi di gradimento con percentuali da Unione Sovietica.

Il Covid e la riforma Moratti

Il presidente Attilio Fontana con Letizia Moratti mentre discutono la riforma

La pandemia da COVID-19 mette a dura prova il sistema sanitario lombardo: secondo la maggioranza la gestione lombarda è stata perfetta ed è stato il virus, cinese dunque comunista, a colpire più duramente per ripicca contro il sistema di quasi-mercato lombardo, secondo l'opposizione invece dimostra il totale fallimento della sanità dal tempo della costruzione dell'Ospedale Maggiore, nel 1456[6], la necessità di eliminare il privato e che se ognun si considerasse suo fratello il mondo ne sarebbe assai più bello, secondo chiunque abbia più di due neuroni funzionanti invece è un mix tra una sanità fortemente incentrata sull'ospedale, l'alta urbanizzazione della Lombardia, la forte produttività della Regione e l'elevato numero di movimenti dato dal pendolarismo e dai commerci.

Specie durante la campagna vaccinale Palazzo Lombardia si rende conto di non avere alcuna rete territoriale che non sia l'ospedale, una cosa realizzata da chiunque avesse letto la 23/2015. Dunque Letizia Moratti, nominata assessora a gennaio 2021 dopo che Giulio Gallera si era trasferito in Svezia per un acuto caso di rottura di coglioni dato dalle restrizioni, sentita la ministra per le autonomie Mariastella Gelmini e esclusa l'ipotesi iniziale di rinominare gli ospedali in licei sanitari, torna parzialmente sui passi di Maroni, creando entità autonome col fine di rappresentare la Regione sul territorio: le case di comunità che, a dispetto del nome, non hanno dentro drogati che vivono di metadone ma fungono invece da centri medici di prossimità che possono fare visite programmate, esami di routine, visite non preventivate per piccole urgenze e, dietro compenso, falsi certificati medici per non dover portare la suocera all'IKEA.

Per via della crisi dei medici di famiglia, che da anni mancano in tutta l'Europa occidentale, è ben probabile che entro vent'anni tali case di comunità sostituiscano totalmente la medicina di base, anche se con la guerra in Ucraina un certo flusso di profughi, e anche profighe, con lauree in medicina hanno permesso di dare sollievo alla situazione, garantendo ad ogni dipendente pubblico l'importante diritto ad una settimana di malattia senza nemmeno dover andare in guardia medica.

Organizzazione

L'Assessore

Drappo dell'Assessore, che combina il Biscione Visconteo, simbolo della Regione, allo stile americano. Proprio come la sanità

L'assessore al welfare è ai vertici della sanità lombarda e comanda la quasi totalità del bilancio regionale, escludendo i fondi per il trucco e parrucco del presidente e quelli per le sagre locali: un po' come un monarca europeo teoricamente ha tutti i poteri, in pratica conta molto poco e si limita ad alcune nomine formali.

Il primo assessore (2016-2021) è stato il già citato Giulio Gallera, seguito da Letizia Moratti, che ha curato una campagna di distribuzione record di latte vaccino. Dopo le sue dimissioni per ragioni politiche viene nominato il sempreverde Guido Bertolaso, che decide di spostare la sede dell'assessorato in una tenda della protezione civile in zona Forlanini, costruita in origine per una visita di Gheddafi.

Le ATS

Le ATS, ossia Agenzie Tutela Salute, sono il braccio armato della Regione: esse si occupano di andare di ospedale in ospedale acquistando le prestazioni sanitarie di cui necessitano i cittadini, per poi rivendergliele, alle volte con metodi persuasivi se c'è qualche radiografia vicina alla scadenza. Nel caso di prestazioni urgenti o non programmabili si fanno degli accordi in base a prezzi fissi, ovviamente. Ad ogni prestazione corrisponde un piccolo pizzo[7], che tuttavia può essere evitato se si rientra in una categoria protetta.

Le ATS si occupano anche di medicina veterinaria: ciò porta alle volte a confusioni e gli umani vengono curati da cani. Inoltre in ognuna vi sono anche tre unità segrete:

  • Ufficio Sinistri, si occupa di controspionaggio per evitare che le azioni di sabotaggio delle vicine regioni invidiose, spesso di sinistra, vadano a buon fine
  • Ufficio Medicina Alternativa, si occupa di procurarsi medicine alternative presso curatori tradizionali in caso di carenze nella medicina tradizionale
  • Ufficio Complicazione Cose Semplici, che serve a depistare soggetti sgraditi (come meridionali, fuorisede, anziani e comunisti) tramite inutile burocrazia, così che si curino pagando o che vadano incontro al loro destino

Le ASST

Le ASST sono fondamentalmente il figlio bastardo di un ospedale e di un sistema ambulatoriale: ogni ospedale ha alle sue dipendenze:

  • Una sede centrale, che solitamente dà il nome all'ASST, anche se alle volte tali sedi sono due[8]
  • Alcune sedi periferiche, ossia degli ospedali dimenticati da Dio ma non dagli elettori
  • La rete territoriale, composta da ambulatori, centri assistenziali, case di comunità, strutture di recupero per tossicodipendenze e simili
  • Il Comitato di Salute Pubblica, residuato della rivoluzione francese mai abolito, nemmeno dai decreti Calderoli e che funge da alternativa al dopolavoro per medici pensionati

L'unico contatto tra pubblico generale e l'ASST è il pronto soccorso: ogni altra interazione deve avvenire tramite il temutissimo CUP, che indirizzerà il povero coglione consapevole cittadino verso il dipartimento corretto, prevenendo lo spreco del prezioso tempo dei dipendenti pubblici.

Il CUP

È pratica comune chiamare il CUP da una gabina telefonica, per ridurre il rischio di ritorsioni

Il CUP, formalmente Centro Unico Prenotazione ma più probabilmente la sigla di un'associazione segreta, è il più temibile ente dell'intera sanità lombarda: un singolo numero, valido per tutta la regione, con operatori con la cortesia e la pazienza di Dario Greggio. Essi hanno già tutti i dati necessari anche per prenotare il funerale del chiamante, ma si rifiuteranno di fornire qualsiasi informazione senza che vengano forniti nome, cognome, nome del padre e della madre, certificato di battesimo (o di circoncisione, per gli ebrei), codice della ricetta e numero seriale di quest'ultima. In virtù di una circolare, tra l'altro, ogni forma di spelling deve avvenire utilizzando solo comuni lombardi con meno di 50'000 abitanti, a pena di prenotazione della visita in Basilicata.

I centralinisti, per puro sadismo, fingono spesso di rispondere da remoti paesi come l'Albania, la Romania o Salerno, producendo false interferenze per obbligare a ripetere più e più volte e, infine, per dispetto bloccano le ricette pretendendo un riscatto per sbloccarle. La cosa divertente è che sono pagati a prenotazione!

Dopo un'ora e mezza di attesa e tre cambi di operatore infine vengono offerte tre opzioni al cittadino consapevole:

  • Una in una grande città lontana, raggiungibile realisticamente solo con i mezzi pubblici in un paio d'ore
  • Una in una bettola spacciata per centro clinico nelle sue vicinanze, gestita da Gigi il Troione e convenzionata per decreto di Maria Teresa d'Austria come "barbiere cerusico"
  • Una in un buon ospedale di un ridente paesino prealpino con nomi tipo Scudisciate, Sburrago, Incidentate, Cascasco o Peperonata nel Retto

Si può evitare il CUP in due modi: il primo è, se si è in possesso di SPID, webcam, tessera della Lega Nord elettronica, impronta digitale registrata in Questura e dichiarazione giurata del medico, consiste nell'utilizzare la comoda piattaforma online, che consente anche di accumulare i Punti Fedeltà per ottenere cose come un defibrillatore da scrivania o, per farsi venire l'infarto, un tappetino per il mouse con Formigoni con le tette; il secondo è chiamare una struttura privata non aderente al CUP per vedere se ha posto col Servizio Sanitario Nazionale...

Sperimentalmente, dopo l'emergenza Covid, è possibile prenotare visite in farmacia, ma tale possibilità è comunicata solo a pochi eletti, appartenenti al Grande Complotto Internazionale, oppure è scritto sul sito della Regione, che nessuno si degna di leggere prima di rapportarsi con la sanità.

I privati

Chiunque, in Lombardia, può trovarsi questo gentile signore come compagno di stanza in ospedale

In base all'inversione padana la sanità privata è pubblica. Ciò vuol dire che in Lombardia è possibile presentarsi in un ospedale privato ed essere curati alle medesime condizioni del pubblico, spesso anche meglio[senza fonte], oppure chiamare la Regione e prenotare una visita in una struttura privata come de nulla fosse. Addirittura, essendo la Lombardia, geograficamente parlando, i coglioni della Mitteleuropa, esistono pronto soccorso privati, dove chiunque, in caso di emergenza, può costituirsi, di sua spontanea volontà o portato da una cellulare sanitaria.

In ogni caso, nonostante gli ospedali privati siano aperti a tutti ciò non vuol dire che con un po' di olio non si possano avere servizi migliore... Corruzione? No, semplice libero mercato. Un classico esempio di tariffario della sanità privata è:

  • Servizio Sanitario Nazionale: il minimo indispensabile, pagando il ticket. I medici sono appena laureati (e scelti dal SSN in base ai ritardatari sulla ruota di Milano), le infermiere brutte, i mezzi diagnostici adeguati e, in caso di degenza, si ottiene giusto una branda e, se si è fortunati, un kebab offerto da Istanbul Döner di Mehmet Islamoglu
  • Tariffa agevolata (o bronze): permette di fare le stesse cose del SSN, ma pagando un po' di più e in tempi minori, inoltre si riceve un pasto caldo se ricoverati, cucinato da Suor Germana
  • Tariffa Silver: la più scelta, garantisce libertà di scelta del medico, infermiere gnocche, camera semiprivata, pasti cucinati dal cuoco Guerrino e, in caso di problemi muscolo-scheletrici, un massaggio con happy ending
  • Tariffa Gold: il massimo del massimo, camera privata, catering e frigobar, visita quotidiana del primario o del direttore sanitario, l'Arcivescovo di Milano come cappellano, inserti aurei un po' ovunque e morfina omaggio, anche per amici e parenti in visita. Per i bambini c'è un asilo didattico gestito da Tata Lucia
  • Tariffa Silvio: disponibile solo al San Raffaele per una persona, permette di fare uno speciale trattamento di tre giorni sviluppato da un medico della Galilea

Note

  1. ^ e nulla di buono
  2. ^ che vengono ridotte in numero
  3. ^ In sostanza quando va via uno e il successore nomina tutti i suoi sodali
  4. ^ che ne ha molto di più
  5. ^ Soprattutto quelle dove le squadre del Sud perdono
  6. ^ Il cui fondatore, Francesco Sforza Duca di Milano, era evidentemente colluso con i grandi gruppi della sanità privata
  7. ^ detto ticket, anglicismo, peccato che quello gli inglesi lo chiamino "copay"
  8. ^ Ad esempio Santi Paolo e Carlo, in onore di due santi molto bestemmiati nella Regione

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