Manganello

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Un manganello di ben 20 cm

Il manganello è un comodo dildo in dotazione alle forze dell'ordine come benefit, utilizzato occasionalmente per dare piacere a loschi figuri che girano col volto coperto di nero.

In caso di estrema necessità può essere utilizzato come arma da difesa, in caso però viene considerata arma impropria e si rischiano delle conseguenze anali penali.

La legge italiana riserva l'uso, il possesso e l'acquisto di manganelli alle forze dell'ordine statali, tuttavia un'eccezione è prevista per la ridente Predappio, dove ne è ammesso il libero porto, in onore delle tradizioni locali.

I vigili urbani, invidiosi del non poter avere il manganello, si sono inventati la mazzetta di segnalazione, ossia un manganello bianco, che dicono di utilizzare per dirigere il traffico, e che ha anelli dolorosi che ne impediscono l'uso erotico.

La Delegazione Unitaria Costruttori Europei di manganelli sostiene che tre modelli coprano più del 75% del mercato italiano:

  • DVX MVSSOLINI
  • Boia chi Molla
  • Credere Obbedire Combattere
Per quelli che non hanno il senso dell'umorismo, su Wikipedia è presente una voce in proposito. Manganello

Storia

La creazione

Il manganello viene inventato verso la fine del '700 dal comandante della Polizia Borbonica Gennarino Pio Esposito, detto "Manganello" perché aveva vinto il concorso dicendo al concorrente, tal Nello, che la sede d'esame era stata spostata e affermando ai commissari che "Manga Nello", ottenendo dunque per diritto la carica.

Egli, stanco di ricevere continue chiamate d'emergenza dai monasteri che richiedevano aiuto per le suore che si infilavano dentro carote, cetrioli e alle volte zucche o cocomeri con gravi conseguenze, cosa che distraeva la gendarmeria dai propri compiti, costringendola ad affidarsi al controllo del vicinato per vigilare sul territorio, inventò un oggetto fallico resistente e di legno cerato, che permise infine alle monache di soddisfare le proprie voglie di cappella[1] in piena sicurezza.

Il Re Borbone venne presto a conoscenza di tale innovazione e decise per decreto di riservarla a clero e nobiltà (che all'epoca corrispondeva alla forza armata): tale decisione fu alla base dei malcontenti che, poco dopo, portarono Giuseppe Garibaldi a guidare la rivolta, arrivando in pochi giorni a Napoli con mille sbandati, tanto l'esercito borbonico era impegnato a fare deviati giochi erotici.

L'unità d'Italia

L'eroe dei due mondi voleva liberalizzare il manganello ma Vittorio Emanuele II no, e con il noto "Ubbidisco" i diritti del manganello passarono a Casa Savoia, scatenando altro malcontento nel Meridione, che così si diede al banditismo. Molti, inoltre, scoprirono le gioie della lupara, unendosi ad una pia associazione che ne diffonde il verbo.

Nel mentre un ubriacone romagnolo, tal Alessandro Mussolini, scopre in gita a Napoli le gioie del manganello e decide di abbandonare la propria piadineria[2] per produrre gli oggetti, sfuggendo alla strettissima normativa in materia denominandoli "piega-piada": in verità venivano utilizzati principalmente nei confronti degli emiliani, rei di soggiogare i romagnoli in una regione inesistente pur essendo dei milanesi taroccati, dominati dai longobardi e non dai bizantini e dunque legittimi sudditi della Lombardia[3].

Il fascismo

Il Sigillo di Approvazione, presente su ogni manganello omologato

Purtroppo Alessandro muore presto, complice l'alcolismo: dunque il figlio Benito, un giovane socialista anticlericale con la passione per l'associazionismo, fu incaricato di portare avanti l'azienda di famiglia. Egli, vedendo un'Italia depressa dalla Grande Guerra e desiderosa di divertimento, tanto da portare a un'epidemia di emorroidi nota come Biennio Rosso, fondò dei gruppi che vennero dotati di manganello, manette e olio lubrificante, così da poter praticare festini divertenti. Esse erano vestite di nero, per parodiare la talare dei preti, e spesso andavano a denudarsi nelle chiese.

Benito diventa comunque una giovane promessa della politica e, dunque, deve giungere a patti con la chiesa: i suoi uomini vengono inquadrati in parte come ronde padane, in parte come associazione per delinquere e in parte come chierichetti e i manganelli vengono usati anche come oggetti religiosi. Il diritto al manganello viene inserito nello Statuto Albertino e anche nelle scuole viene fornito ad ogni studente. Il Vaticano, in cambio della congrua[4], riconobbe anche l'iconica Madonna del Manganello.

Con la seconda guerra mondiale i cittadini hanno altro a cui pensare e la morte di Mussolini in un incidente di bungee jumping danneggia la popolarità del manganello, associato a guerra e violenza.

La repubblica

La Prima Repubblica Italiana, uno stato mafioso fondato sull'omertà e sulla Democrazia Cristiana, restringe il possesso dei manganelli solamente ai propri affiliati, rendendolo addirittura più ristretto di quello dei fucili, che si potevano acquistare al mercato del paese previa autorizzazione del capobastone locale. Con Tangentopoli e la creazione della Seconda Repubblica tale status non cambia, anche se viene accettata una riforma che permette il possesso di manganelli di piccolo calibro per i civili incensurati.

Con l'arrivo del COVID-19 e la scarsità di tamponi, acquistati prima tutti dai Paesi che avevano capito che andavano fatti, le forze dell'ordine mettono gentilmente a disposizione i propri manganelli per fare tamponi gratuiti a chiunque faccia attività ad alto rischio, come passeggiare da solo a 200 metri di distanza da casa con la mascherina, ridando popolarità all'oscuro oggetto.

Sentenze di rilievo

  • 1823: il Regio Duosiciliano Borbonico Tribunale, condanna un civile trovato in possesso di manganello per fellonia ad essere appeso per le palle in piazza a Napoli per 3 giorni
  • 1860: la Corte di Cassazione sarda condanna un soldato tornato da Napoli con un manganello come preda di guerra a 25 frustate per aver violato la Sharia
  • 1866: l'Alta Corte del Regno d'Italia ordina al governo di dare un manganello a ogni agente di polizia, il governo lo farà nel 1881 in attesa della gara d'appalto
  • 1911: la Corte di Cassazione stabilisce che il manganello è valido sostituto dell'asta virile e non annulla un matrimonio per impotenza
  • 1925: il Tribunale Speciale per la Sicurezza dello Stato dichiara il manganello simbolo patrio, insieme alla Bandiera italiana, all'inno e al ritratto del Padrino
  • 1933: la Santa Inquisizione del Canton Ticino scopre un manganello a Lugano e lo scomunica in quanto "bizzarro oggetto italiano"
  • 1947: la Corte Costituzionale italiana legittima le restrizioni al manganello
  • 1955: un uomo viene condannato dal Tribunale di Ivrea per essersi infilato nel retto un manganello in pubblico, trascorrerà tre mesi in un manicomio criminale
  • 1992: la Corte di Cassazione condanna per peculato un agente di polizia che aveva usato il manganello con la propria donna, ritenendo che debba essere usato solo sulla propria persona
  • 1993: la Corte di Costituzionale, su richiesta del tribunale del riesame di Napoli, declina di estendere quel principio alle manette
  • 2001: il Tribunale di Genova estende il peculato a qualsiasi uso non sessuale del manganello, eccentuando la tortura compiuta nelle scuole contro chi manifesta

Oggetti simili

  • Tonfa: un manganello giapponese usato nelle arti marziali giapponesi per sodomizzare lo sconfitto: esso ha anche un braccio aggiuntivo per il piacere del vincitore
  • Tarell: una sorta di randello tipico della Lombardia utilizzato per procurarsi piacere da soli picchiando un terrone
  • Manganello telescopico: antenna da radiolina rinforzata che viene usata da guardie giurate e buttafuori per difendersi (e anche per offendere)
  • Cucchiaio di legno: utilizzato dalle mamme per menare i figli
  • Mazza chiodata: particolarmente diffusa nella comunità Medieval-BDSM

Riferimenti

  1. ^ e non quella religiosa...
  2. ^ invero non particolarmente di successo
  3. ^ O di chiunque se li pigli, basta che ci sia la Romagna regione
  4. ^ L'otto per mille dell'epoca, ma tutti lo versavano alla chiesa cattolica