Brindisi

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« Nui simu brindisini la la la la la, e addò sciamu sciamu la la la la la la, lu cori vi lassamu la la la la la la, e lu culu vi spaccamu la la la la la la »
(Inno della città)
« LA VERITÀ BISOGNA DIRLA »
(Arara)
Brindisi
"UÉ MA, CCE MI FACI LI STACCHIODDI CU LI PURPETTI?"

(Motto)

Posizione geografica SCP-094 occidentale
Anno di fondazione 800 a.C.
Abitanti Arare (99,99999%); scimmiette (0.09%); pecori (0,00000000000000001%)
Etnia principale Cacafave, meglio noti con il nome di "Valli"
Lingua Urla
Sistema di governo Dittatura dei cacafave
Moneta Banconote mascherine
Attività principale Gare clandestine di Ararune telecomandate
Patrono san Ghiatòru
Logo di Wikipedia sballonzolante.gif
Per quelli che non hanno il senso dell'umorismo, su Wikipedia è presente una voce in proposito. Brindisi

Brindisi è un ridente del giudizio (ahahahahha) sobborgo della città pòppita, ma ai brindisini non importa: tanto hanno una voce più bella sia su Nonciclopedia che su Wikipedia.

I leccesi credono che Brindisi sia il nome dell'aeroporto di Lecce, ma ai brindisini non importa: è sempre meglio che viaggiare con le ararune a gasolio come fanno i poppiti.

Storia[merdifica facile | merdifica]

La città è famosa ai più per vari fatti di rilievo storico avvenuti sul suo suolo.

Il primo, all'incirca 2000 anni or sono, ossia la morte del poeta Virgilio
; e il secondo, avvenuto all'incirca il 7 Giugno 2020, ovvero l'invasione della città da parte di alcuni loschi figuri provenienti dalla città di Ilio, in Turchia, che hanno fondato il famoso Circo Arárico.

Brindisi al tempo di Roma era un importante porto di collegamento con l'Oriente e la via Appia fu creata apposta per questo.

Durante la fuga di Vittorio Emanuele III, alla fine della II guerra mondiale, Brindisi è stata capitale d'Italia (questo è vero, ma fa ridere quindi è giusto che stia qui).

Dagli anni '70 agli anni '90 Brindisi è stata nuovamente capitale, ma del contrabbando di sigarette.
Questo ha lasciato un profondo influsso sulla lingua brindisina: il termine che gli indigeni usano per indicare l'azione del correre, cosa che il brindisino notoriamente paddone fa solo in casi di estrema necessità, è "scappare". Proprio perché se si corre è solo per scappare da qualcuno, di solito la finanza.

Altro retaggio di questo periodo storico si ha nella sala di rappresentanza della provincia, in cui è presente un affresco che illustra in maniera allegorica le ricchezze di Brindisi: il mare con i suoi pescatori, le vigne, ed il dio Mercurio, notoriamente protettore di mercanti, ladri e contrabbandieri.

Il 19 dicembre 1980, però, accadde un fenomeno che avrebbe ridestato il fascino di Brindisi agli occhi del mondo: SCP-094, un aereo britannico colmo di ararune per le pulizie, stava trasportando dalla Grecia (e non dall'Australia) un divino oggetto d'oro a forma di boomerang, la Farfallizza, forgiata nell'Etna miliardi di anni fa da Efesto in persona e usata come strumento musicale dagli dei dell'Olimpo, che la persero (sarebbe stata ritrovata dal fondatore della Wharfedale Pio, il celeberrimo "Don Engin Arararus"!). A un certo punto, l'aereo, però, fece un incidente e si schiantò a Brindisi, generando un mistico enorme cratere a forma di formaggio, quello che oggi è il Lago Formaggino; la Farfallizza andò perduta e il cratere venne riempito d'acqua formando un lago artificiale, assieme a un altro più piccolo riempito dal sangue dei piloti della cabina caduta sopra la diga, il Formagginonoide Rosserde, detto anche "Di Giematria".

La Farfallizza ha fatto aumentare esponenzialmente (dalle esponenziali matematiche utili per la vita di uno studente) il turismo a Brindisi e oggi è ancora un grandissimo mistero il cui scioglimento è bramato da molte pecori e politici. Così, finisce la Storia interessante di Brindisi.

Geografia[merdifica facile | merdifica]

Brindisi fa parte del Salento, sebbene se ne vergogni.

La ridente cittadina sorge su un porto naturale dell'Adriatico meridionale che, guarda caso proprio all'altezza della città, forma un'insenatura a forma di corna di cervo. Il porto, a partire dalla caduta del muro di Berlino, ha conosciuto un turismo sempre crescente di Albanesi e altri popoli ricchissimi d'oltremare, i quali apprezzano così tanto le bellezze della città che tendono a rimanervi anche diversi anni.

Altra peculiarità del mare brindisino è la pulizia. Chiazze nere ondeggiano sull'acqua del porto 25 ore su 24, mentre di inverno gli stessi brindisini vanno sulle spiagge con i loro cavalli a farli cagare in mezzo alla sabbia. D'estate invece non c'è un giorno dove non te ne esci dalle spiagge con i piedi sporchi di petrolio scaricato a mare dalle navi.

Di grande rilievo è il parco urbano del Cillarese, la cui attrazione principale è data dal Lago Formaggino, con il suo emissario, noto come Formaggino delle Amazzoni. Tale corso d'acqua, è regolarmente percorso da ararune nere (ancora non abbiamo capito cosa sono) che navigano allegramente, con servizio traghetto regolare, con corse ogni 10 minuti da e per il mare (solo il weekend, dalle ore 5 alle ore 23 in caso di coprifuoco, fino alle 24 in periodo normale). Per l'acquisto dei biglietti ci si può rivolgere presso le Scuole Pie, in via Duomo, o presso un Punto STP. Si segnala inoltre il Dirupo Michelin ove appaiono, senza alcuna ragione apparente, moto guidate da omini invisibili.

Società[merdifica facile | merdifica]

Le donne[merdifica facile | merdifica]

Miss Sant'Anna 2009

Di sabato, le brindisine usano bighellonare sul lungomare (abbasciu alla marina) o sui corsi piene di paiette, stivali di pelle, giubbotti verniciati rosa e minigonne rasopiccione, per rimorchiare tutti i monopolitani, poppiti e baresi che passano per la ridente cittadina.

Se un esemplare maschio brindisino si accosta ad una brindisina, per salutarla o semplicemente complimentarla, la risposta di rigore per la brindisina è

« CE CAZZU UEI!? Ci no ti ndi vai amprima mo chiamo frauma cu ti crepenta ti mazzati![1] »

Essendo così caldamente ricevuti, i maschi brindisini concludono che l'unico modo di accedere al tanto ricercato "piccione" è quello di trattare le brindisine come delle troglodite. Quindi, più sono attratti dall'esemplare femminile, più lo insultano.

Non è chiaro il motivo per cui i brindisini maschi vogliano accedere al famigerato piccione, in quanto è risaputo che le femmine brindisine sono notoriamente ignoranti della propria anatomia e raramente si sentono in dovere di manutenere il proprio equipaggiamento genitale. È luogo comune la storiella della tipica brindisina che al terzo anno di scuola media, quando è incinta per la terza volta, si senta in dovere di correggere professori e compagni circa la lezione di anatomia genitale femminile, essendo convinta che ci sia solo un buco "dda ssotta", e non tre.

Gli uomini[merdifica facile | merdifica]

Da questa predisposizione del sesso femminile originario di Brindisi, nasce l'indole violenta del truzzo brindisino, meglio noto al mondo con l'aggettivo di cacafave. Il tipico cacafave si atteggia a persona erudita, frequenta i locali più in della città, abita a Sant’Elia (più precisamente piazza Raffaello), veste solo Prada, D&G, Richmond, Gucci (tutti ovviamente taroccati). Adorna la sua automobile con fari al neon dei colori più sgargianti, e sveglia tutta la città con canzoni napoletane propagate dai subwoofer, posti nel bagagliaio dell'auto più diffusa sul territorio adriatico: la Punto nera, degna erede delle ormai estinte Uno Turbo e Punto GT e ancora prima la mitica Alfetta.
Tutto ciò avviene solo al sabato sera, allorquando l'amministrazione comunale apre le gabbie dei ghetti dove i cacafave sono stati confinati sin dai tempi di Virgilio.

Il luogo di maggior proliferazione naturale di questa specie è la Curva Sud del campo sportivo della città, dove, ogni domenica, avviene il raduno cittadino dei cacafave per fare il tifo per la squadra locale. La riunione speciale con cadenza annuale avviene, invece, durante la prima settimana di settembre, allorquando il truzzo brindisino sfoggia tutta la sua bravura nel corso della festa patronale. Appostatosi nei pressi delle giostre (attese per 364 giorni), aspetta il suo turno per esibirsi nel "salto sul tagadà in movimento", lo sport più praticato in città e il miglior metodo di rimorchio, viste le innumerevoli ricottare che sbavano sotto la giostra per accaparrarsi il saltatore di tagadà più bravo.
Va ricordato che nella maggior parte dei casi chi si cimenta in questo sport estremo finisce nel pronto soccorso cittadino dopo essere stato deriso, picchiato e oltraggiato (con la tipica frase: "mannagghia chitestramuèrtu ma fattu cateri puru a mei!") dagli altri cacafave.


Un esemplare di cacafave marittimo Mummificatus spiega al telegiornale locale usi e costumi della microsocietà brindisina dinnanzi al ritrovamento di bombe inespolose della seconda guerra mondiale proprio in quel ritaglio di mare in cui egli suole fare il bagno.

Diventato padre di famiglia, il truzzo brindisino raggiunge lo stadio di cacafavis mummificatus: distrutto da una vecchiaia malportata, d'estate infesta la costa, andando avanti e indietro per la spiaggia ad inveire contro le autorità e cercando costantemente rituali di violenza con altri esemplari della propria specie. Non smette mai di rimpiangere "I bei tempi del contrabbando di sigarette, quando tutti stavano bene" e quando parla non si capisce niente, perché utilizza una forma dialettale risalente al 1815, ormai incomprensibile ai più.

Il pranzo[merdifica facile | merdifica]

Una delle caratteristiche tipiche del brindisino è l'ossessione rituale per il cibo. Tutti i brindisini "A mmenzatdia" si radunano con urla scimmiesche e proteste a tavola.
Ci sono due tipi di pranzi, i pranzi quotidiani e i pranzi della domenica. Il pranzo quotidiano è un semplice raduno di un nucleo famigliare di cacafave, la domenica, invece è un raduno esteso di un branco di cacafave. Nei pranzi giornalieri si assiste alla solita scena nonchè pantomima di una realtà praticamente immodificata dai tempi in cui gli uomini erano maiali.

Il figlio arriva a casa presto, inventandosi una scusante per l'ennesimo giorno di "zumpo" a scuola. Il padre, che solitamente è disoccupato, è semplicemente tornato dal bar, dove va a parlare con i suoi quattro conoscenti di malaffare sui problemi di Brindisi, senza rendersi conto di essere egli stesso il problema della città.
Appena i due si incontrano scoppia la rissa: il padre è incazzato perché il figlio

« Teni la capustorta e ti mberda e non ci vola vai alla scola cussi faci nù futuru »

E non vuole che il figlio finisca come lui, povero in canna, ignorante e incazzato con la repubblica italiana perché non gli da denaro gratis. La rissa tra padre e figlio si estende per mezz'ora all'incirca. Il dialetto si infittisce, scompaiono le parole di senso compiuto, la tipica cadenza finale con la U diventa sempre più simile ad un urlo di gibbone inferocito delle pampas inferiori.

Figlio : Quote rosso1.png Aouu papai ma ciè cazzzuuuuu uheeeeiii? Quote rosso2.png
Padre : Quote rosso1.png Cussiiii si rispondiiii a ttanuttaaa, chitemmuerthuuuu! Quote rosso2.png
Figlio : Quote rosso1.png Ahei ma no si po' diri nienti intra shta casa ahou! Quote rosso2.png
Padre : Quote rosso1.png Ahheeeeiii! Vagno' Ohuuu? Ce t'ha misu a'ncampu? AHOOUUU!? Quote rosso2.png
Figlio : Quote rosso1.png Aheyyyy! Ahouuu?! Quote rosso2.png
Padre : Quote rosso1.png AHOOOOUUUUUUU! AHEEEE! Quote rosso2.png
Un gruppo di brindisini che fanno un brindisi a Brindisi.

Nel momento in cui la lite è più accesa arriva la madre, che butta a terra le buste della spesa e si aggiunge alla rissa in supporto al marito. La madre si incazza, urla, si fa rossa e indica il figlio, invitando il padre a colpirlo ripetutamente.
Se il figlio è piccolo la madre inciterà il padre a colpire il figlio "Addai, addo' no si veti" o esclamando "Danci a'nculu!"
Se il figlio è adolescente la donna inciterà il padre ad atti di violenza più clamorosi e che rischiano di sfociare in un pestaggio vero e proprio al grido di "Spacchici li musi a dda capu ti gnanda!" Oppure "Fanci sputari sangu a ddu chinu ti mberda!"

Dopo le urla si passa alla forza bruta: il padre colpisce più volte il ragazzo con ripetuti pugni, schiaffi e calci. Il rumore delle percosse è sempre molto forte, perché sia il padre che il figlio, non si sa come, appena superano la soglia di casa sono automaticamente in mutande, sia in estate che in inverno, quindi il contatto con la pelle umana amplifica il rumore delle mazzate.
Le urla e il casino finiscono quando la madre dice di non farcela più perché ogni giorno della sua vita è identico e merdoso e che quella scenetta la rende triste.

Il padre smette di menare il figlio, lanciando contro quest'ultimo un messaggio che ha terrorizzato centinaia di brindisini in tenera età

« POI SCUNTAMU QUANDU NO NCI STA' MAMBITA, SÀ. »

A questo punto, la madre si morde una mano fissando il figlio e ripetendo come se fosse una preghiera: "Mammmammmaaaammmaa mammmaaa maaaammmaaa ce ti facía ci no nci stava leggi!"
Continua a ripetere la stessa litania, aggiungendoci qualche parolaccia o bestemmia nei confronti del santo locale, San Teodoro martire[2], intanto cucina nervosamente facendo un baccano assurdo con i piatti.

La madre in quel momento inizia ad agitarsi dicendo che non sa che pene di fine abbia fatto sua figlia di quattordici anni. Il padre la chiama al telefono urlando

« Si po' sapèri cie cazzu ti fini ha fattu?! Ca 'qquai sta mangiamu! »

La figlia risponde che sarà lì presto.

Passa mezz'ora. La figlia non si vede.
Passa un'ora. La figlia non si vede.
Passa un'ora e mezza, e la figlia arriva.
Appena arriva a casa la figlia viene picchiata dal padre, dal fratello e dalla madre che sono affamati come mandrilli e proprio come questa razza di scimmie mordono, sputano, colpiscono con pugni la ragazza.

La ragazza piange e viene minacciata perché fa la zoccola con quello stronzo che l'ha accompagnata col motorino truccato e perché passa tutto il tempo "CON QUEL CAZZO DI CELLULARE!"

Finalmente, sono tutti a tavola. Iniziano le preghiere di ringraziamento al buon gesù e si mangia.. Macché! Naturalmente scoppia un'ennesima lite. Questa volta per il possesso della televisione. Tutti vogliono vedere un programma e ognuno ha una sua buona ragione.
Ennesima rissa, urla urla e ancora urla. Il padre la vince con un gesto di superiorità sul branco di bestie agitando il telecomando come suo nuovo scettro di potere.


Piccolo esempio di pranzo brindisino, con un aiuto iniziale per capire la complessità dell'idioma locale.

Si inizia a mangiare: per mezz'ora c'è silenzio, tutti puntano con uno sguardo vuoto ed ebete la tv mangiando la solita pasta al sugo tracannandola con tre forchettate. Tre bottiglie di coca cola finiscono all'istante, prosciugate da uno spirito divino ignoto. Il padre aiuta lo spirito divino a far sparire una bottiglia di vino scuro come il sangue del diavolo e il figlio fa sparire senza spirito divino tre quattro birre. La figlia beve acqua perché sta a dieta.
Inizia un lieve brusio: il figlio chiede dei soldi per aggiustare la moto, la figlia chiede soldi per fare la zoccola. Scoppia un'altra rissa con urla e piatti sbattuti sulla tavola. Il padre manda a quel paese il figlio dicendogli di andare a lavorare, cosa che lui, tra l'altro, in cinquanta anni di vita da vagabondo non ha mai fatto. Con la figlia è più delicato e paterno, consigliandole di andare a defecare a mare.

Si arriva al secondo piatto. Tutti si ingozzano ancora in silenzio, guardando TelePuglia e discutendo di quanto siano stronzi quelli del comune, che non gli hanno ancora dato la quinta casa popolare gratuita per il figlio. Non quello seduto a tavola, perché la coppia brindisina che si rispetti, di figli, ne ha almeno quattro. Di questi, almeno uno o lavora al battaglione San Marco, o è in carcere, o è morto schiantandosi con la macchina o è andato al nord per studiare/lavorare, per poi non farsi sentire mai più dai suoi consanguinei. Se è femmina si è semplicemente sposata con l'animale peloso che l'ha messa incinta a quattordici anni, e ora ha bisogno di una casa popolare, possibilmente vicino a casa della mamma.

Il pranzo si conclude solitamente con un ferito, una madre piangente, un padre che fuma settantanove sigarette di contrabbando una dietro l'altra e una figlia che va a parlare con un'amica di quanto faccia schifo la sua famiglia.

Il pranzo domenicale è una versione gigantesca di questo Caos. Di solito, si fa a turno se andare a casa dei genitori del padre o dei genitori della madre. Naturalmente c'è la famiglia al completo che urla, inveisce, ruba polpette e alla fine mangia tre quintali di cozze crude per cercare di contrarre il tifo e morirne.

Economia[merdifica facile | merdifica]

Lavoro[merdifica facile | merdifica]

Un brindisino tipo.

Dopo il florido periodo dei Romani e della valigia delle Indie, dal 1900 in poi Brindisi basa la sua fiorente economia su un'associazione parapolitica denominata SCU (Sacra Corona Unita), che garantisce un'occupazione a buona parte dei maschi brindisini. Tra le altre professioni ricordiamo

  • Il pensionato
  • L'emigrato
  • Il carcerato
  • L'operaio socialmente utile (alias l'ex-carcerato)
  • Il pilota di Ararune
  • Il cacavafe

Accanto alla SCU, la maggior fonte di lavoro (per i brindisini che non scappano via appena compiuti i 18 anni) sono le industrie del capoluogo (Enel, Montedison), le quali garantiscono ai propri lavoratori uno stipendio da nababbi e una morte sicura per cancro prima del compimento del sessantesimo anno di età.

In alternativa ci si può sostentare con la redditizia pesca nelle salubri acque del porto interno, grazie alla dilettevole caccia del cefalo gigante o cefalo merdarulu, specie tipica delle acque brindisine, dei cuggiuni, degli sparatieddi, i cazzi ti rre, li saraghi, le rascie o del lu caùru o dei suoi gustosi cugini caùru pilusu e caùru paddoni.

Inoltre, è possibile richiedere un'occupazione presso il celeberrimo Circo Arárico, il quale si occupa del reclutamento e dell'addestramento dei Cacafave del futuro, oltre che del loro sostentamento.


Turismo[merdifica facile | merdifica]

Dopo che l'amministrazione comunale ha scoperto sul dizionario il termine turismo, la città ha cambiato completamente faccia.
Sono stati creati servizi unici: guide turistiche locali che pubblicizzano altre città, strade con speciali buche 3D di 89cm di profondità, e caratteristici itinerari urbani con visita agli ameni parcheggi abusivi.

I servizi turistici prevedono inoltre bellissimi tour su lussuose e sintillanti Ararúne, dove si dice abbia perso la vita Mary Poppins, e full immersion culturali nel Circo Arárico. Si potrà partecipare a corsi accelerati di truzzismo, di bestemmiologia, microcriminalità ed estorsione, sino all'ambito "giro in Ararúna per tutta la città", che riproduce l'abitudine locale di parcheggiare il proprio mezzo sin dentro l'attività commerciale che si vuole raggiungere, salvo poi imprecare per il traffico sul Formaggino delle Amazzoni.

Curiosità[merdifica facile | merdifica]

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Però è meglio se certe curiosità te le tieni pe' ttìa... o forse vuoi veder crescere le margherite dalla parte delle radici?

  • Il piano regolatore prevedeva un uso smodato di Denominazioni di Santi per quelli che sarebbero poi diventati i nuclei abitativi, successivamente diventati i Rioni che a tutt'oggi conosciamo. L'equazione matematica, utilizzata al tempo e rispettata ai giorni nostri, è semplice: la concentrazione di cacafave è inversamente proporzionale alla popolarità del santo in questione. La percentuale di rischio nel recarsi in questi quartieri non accompagnati dai locali è inversamente proporzionale ai Santi in Paradiso in concessione all'individuo.
  • Il brindisino medio risente ancora della presenza delle truppe di occupazione americane, in quanto ha copiato da queste l'abitudine di andare in tuta a fare la spesa e di usare termini come Joking o Walking anziché corsa o passeggiata.
  • A Brindisi è assolutamente sconsigliato l'uso della bicicletta, o di qualsiasi altro mezzo di locomozione non provvisto di motore a scoppio. Rende il conducente del mezzo indegno di rispetto, risvegliando nel brindisino medio l'insano istinto di attaccabrighe col debole della situazione. Il suddetto consiglio è rivolto anche a podisti e jogger.

Note[merdifica facile | merdifica]

  1. ^ In tempi passati, la frase si confomrava al linguaggio più colorito ed antiquato: "CE CAZZU UEI?! Ci no la spicci mo chiamo frauma cu ti sbarra tantu di siddoni!"
  2. ^ Delle bestemmie della sua città.