Radici (miniserie televisiva 1977)

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Radici
"Si può avere il servizio in cabina?"
Paese: Stati Schiavisti d'Amerika
Regista: Un tizio con la cinepresa
Casa produttrice: Ku Klux Klan
Sceneggiatura: Nero razzista
Anno: 1977
Genere: Sadomaso
Colore:
Suono: Frusta Surround
Interpreti e personaggi
Parecchio abbronzati
Quote rosso1.png In questa stiva non si respira! Nella mia prossima crociera prenderò una cabina col balcone! Quote rosso2.png
~ Kunta Kinte che ancora non ha realizzato la gravità della situazione.


Radici (Roots in inglish, Radiche in romanesco, Raighinas in sardo) è una miniserie televisiva realizzata nel 1977, basata sul romanzo omonimo di Alex Haley.
La serie, inizialmente ambientata nel Gambia del 1767, racconta la storia della nobile famiglia africana dei Kinte e in particolare del giovane guerriero Kunta, deciso a raggiungere l'Europa servendosi delle navi ONG (Organizzazione Negrieri della Gran Bretagna).
Complice la cattiva dimestichezza con la lingua dei ciucciapudding, nonché le pessime informazioni avute da un operatore di call-center albanese, Kunta Kinte finisce per sbagliare nave e sbarcare nel porto di Lamp Duse, nella colonia britannica del Maryland.
La situazione peggiora rapidamente. La sua abbronzatura genera l'equivoco che egli sia un prestatore di manodopera a costo zero, viene omaggiato di una pregevole e pesante collana in ferro, battuto all'asta come un manzo e condotto successivamente in Georgia.
In quel posto fatica ad integrarsi e capire le regole, soprattutto quella di avere un impiego per il quale riceve bastonate anziché soldi.
Prodotta in 8 puntate, l'avvincente saga dei Kinte è anche uno spaccato sulle aziende agricole dei sudisti e sulla loro particolare gestione delle risorse umane.

La miniserie è sostanzialmente aderente al romanzo originale, salvo alcune scene inventate di sana pianta, utili per lo più per dare lavoro ad attori semisconosciuti e per contestualizzarla all'interno del mercato televisivo internazionale: ad esempio, vi appare Pelé in un cameo, nel quale gioca (e vince) a calcio balilla contro un cugino di Kunta Kinte.

Sia nel libro sia nelle successive pellicole cinematografiche, si trova imperitura la famosa scena delle frustate, resa famosa dal fatto di essere incomprensibile nel messaggio che vuole trasmettere, di modo che viene utilizzata più che altro per ingenerare nei telespettatori una sorta di falso buonismo scevro da ogni logica, se non addirittura morbosità[citazione necessaria].

Puntata 1: Piccoli guerrieri crescono[modifica]

La tribù dei Kinte.

Anno 1750, quartiere residenziale Firstvalley del villaggio mandingo di Juffure (Gambia): nasce il protagonista Kunta Kinte, ultimogenito di una stirpe illustre di cacciatori di tigri dai denti a motosega. Il nobile lignaggio cui appartiene gli imporrebbe di proseguire l'attività di famiglia, ma il giovane Kunta preferisce ascoltare rap neomelodico, farsi le canne coi compagni di scuola e importunare le sue coetanee dei quartieri popolari.
All'età di quindici anni viene sottoposto, secondo il rituale cattoislamico metodista all'epoca in vigore, alla circoncisione: con quel che avanza del suo prepuzio viene confezionato un set di camere d'aria per gli pneumatici del carrosuv di famiglia.
Due anni dopo, nel 1767, si reca nella foresta alla ricerca di un albero adatto per fabbricare una serie di bonghi da regalare al fratellino, intenzionato a darsi alla musica entrando a far parte di un complesso emergente pugliese, allo scopo di pagarsi gli studi all'università. Poco distante, alcuni slatì, appartenenti a una tribù vicina che barattava carne fresca in cambio di ecstasy con un'agenzia di import-export europea chiamata taubob, stavano cercando possibili partecipanti a un importante rave che doveva aver luogo presso la vicina spiaggia sull'Atlantico.
Gli slatì faticano non poco a coinvolgere Kunta Kinte: alla fine egli cede dopo la somministrazione di due pastiglie rosa e la promessa di figa a volontà nell'esclusivo privé della location.

Puntata 2: La cattura[modifica]

File:Radici - Kunta Kinte catturato.jpg
"A che ora apre 'sta discoteca del cazzo?! Non vedo l'ora di scatenarmi!"

Impasticcato a dovere, Kunta viene condotto in riva all'oceano, dove è già stata radunata una considerevole folla. Qui viene riconosciuto dal suo maestro di karate Oroto Limuri, che cerca di riportarlo alla realtà: non c'è niente da mangiare, la birra è calda e sgasata e il dee-jay mette musica di merda. Insomma, il rave è un pacco. Meglio andare altrove.
I due tentano di allontanarsi, ma non si accorgono di essere stati uniti d'America a tutti gli altri tramite una lunga catena. Per conseguenza l'intero gruppo di quasi duecento persone si muove insieme a loro, rallentando notevolmente l'andatura. Gli slatì riconducono a fatica il gruppo nel luogo prestabilito, facendosi aiutare da un pastore sardo. A tutti viene spiegato che la festa si terrà a bordo di un'imbarcazione: gli intervenuti avranno così la possibilità di partire per una fantastica crociera. L'entusiasmo sale alle stelle: tutti gridano felici, lo stesso Kunta esprime la sua gioia demolendo uno scoglio a craniate. Ma quando la nave giunge nella rada molti storcono il naso: sulle sue fiancate campeggia minacciosa l'enorme scritta Tirrenia. Nonostante ciò, Kunta Kinte continua a ostentare gioia: doveva essere proprio quella la nave, di cui aveva sentito parlare, che l'avrebbe condotto all'Erasmus in Europa. Ci teneva tanto ad andarci, ma i genitori gli avevano sempre negato il permesso perché lì fa un freddo cane, i prezzi sono alle stelle e poi, in mezzo a tutti quei bianchi, che schifo!
Ma ormai è fatta, fanculo i bonghi e pure il fratellino. Gli organizzatori imbarcano alla svelta tutti e la nave salpa alla volta delle colonie inglesi d'oltreoceano dove, giurano, i turisti africani sono attesi a braccia aperte e, una volta arrivati, non se ne vogliono più andare[da verificare].
La traversata, complici il comfort della nave e le premure dell'equipaggio, si svolge in un clima sereno e festoso: all'attracco al porto di Lamp Duse solo un terzo dei passeggeri non è sopravvissuto al viaggio.

Puntata 3: Il mercato[modifica]

File:Radici - Kunta Kinte incatenato.jpg
:- Violinista: “Come te la senti di collo?”
- Kunta Kinte: “Un po' larga, non avete una sedici e mezzo?!”

Kunta Kinte, insieme ai compagni di viaggio, viene rapidamente schedato: gli vengono prese le impronte digitali e gli viene marchiato a fuoco un codice a barre sul gluteo destro. La tracciabilità della merce era un affare serio già a quei tempi.
Al gruppo di futuri schiavi viene sostituita la catena "da viaggio" che portano al collo, perché tale modello è proprietà dello spedizioniere, con una (invero più comoda ed elegante) "da soggiorno". Il fatto che un vero soggiorno non lo avrebbero visto mai costituisce un dettaglio irrilevante.
Il gruppo viene condotto su un grande palco, alla base del quale staziona una turba vociante e rumorosa assomigliante ai sorcini durante un concerto di Renato Zero. Si tratta di coltivatori di cotone, intervenuti a quella fiera del bestiame per investire i loro capitali in innovazione e progresso tecnologico-professionale[chiave di lettura vagamente plausibile].

Quote rosso1.png Ci portano al mercato? Bene, avevo giusto bisogno di un paio di calosce e di un chiletto di verza! Quote rosso2.png
~ Kunta Kinte non ha ancora capito di essere lui in vendita.

Quando Kunta viene presentato dal banditore si scatena la bagarre: il fisico possente del ragazzo promette prestazioni lavorative eccezionali, inoltre è dotato di una terza gamba che gli consentirebbe di svolgere più mansioni contemporaneamente. Almeno, questo è il pensiero dei compratori, stimolati all'acquisto anche dalle loro signore ivi presenti.
Alla fine la spunta Massa (deformazione dialettale di master) John Reynolds, che si aggiudica Kunta Kinte per 750 dollari e lo mena, menandolo, seco alla sua fattoria. Qui conosce altri schiavi, tra cui Violinista, zotico e puzzolente ma dotato di fine sensibilità musicale: tutte le sere concilia il sonno al gruppo di schiavi eseguendo brani bluegrass con lo stomaco, facendo la parte del basso con l'intestino.

Puntata 4: Cinquanta vergature sul nero[modifica]

File:Radici - Kunta Kinte frustato.jpg
"Ahó, non sarà che ce stai a prende gusto?!"

Il compito principale di Kunta Kinte consiste nello spezzarsi la schiena nelle sconfinate piantagioni di cotone di Massa Reynolds. La sua busta paga gli consente di guadagnare:

  • una razione giornaliera di polenta al burro di cotone, da far bastare per colazione, pranzo, merenda e cena;
  • un sigaro alla settimana;
  • una media di cento scudisciate sulla schiena, giornaliere anch'esse.

Alle sue rimostranze per uno stipendio così irrisorio, Reynolds acconsente a rivedere i termini contrattuali, portando a duecento il numero delle scudisciate. Kunta Kinte non è comunque soddisfatto: gli sembra di essere uno studente finito nel tunnel dell'alternanza scuola-lavoro ed è certo che nella vita si può aspirare a qualcosa di meglio. Certo, avere la pelle un po' più chiara aiuterebbe parecchio, ma non finisce qui.
Il processo di integrazione in uso prevede l'anglosassonizzazione la sostituzione dei nomi stranieri con equivalenti in lingua inglese. Dietro consiglio di Violinista, Kunta Kinte viene ribattezzato "Toby". Lo stesso termine, in lingua mandinka, significa "verginello sculettante", a Kunta proprio non va giù e finge ripetutamente di dimenticarlo. John Reynolds conosce però un ottimo sistema per far tornare la memoria: una tecnica che prevede la ripetizione continuata del termine che si fa fatica a ricordare, sottolineata ogni volta da uno schiocco di frusta. Se poi la frusta colpisce la schiena dello smemorato, ancora meglio, perché frustata dopo frustata, il ternime da ricordare viene indelebilmente tatuato sulla pelle. Secondo le moderne teorie questo metodo, pur essendo efficace, richiede molto tempo e fatica, infatti Kunta Kinte ricorda di doversi chiamare Toby solo alla cinquemillesima frustata del terzo giorno di trattamento.

Puntata 5: I tentativi di fuga[modifica]

"Stavolta non mi prendono!"

Negli anni successivi Kunta Kinte-Toby prova ripetutamente a fuggire da quella condizione di lavoro disumana, con stratagemmi sempre più ingegnosi, ma ogni volta viene ripreso e punito più severamente. Aveva sentito parlare della Terra dei Fuochi, della raccolta dei pomodori e delle angherie della camorra, ma anche da quelle parti non ci vanno affatto leggeri.

  • Mezzogiorno di fuoco - Il primo tentativo lo effettua durante la pausa pranzo, ossia nei cinque minuti concessi agli schiavi per bere. È stata però una giornata davvero calda e la puzza di sudore che emana è una traccia troppo facile per i cani, tanto che potrebbe addirittura inseguirlo Has Fidanken[1]. Puzza talmente tanto che le zanzare lo pungono dopo aver fatto l'aerosol con uno zampirone. Una volta acciuffato viene trattato in modo benevolo dal sorvegliante, che appare quasi divertito da tanta ingenuità e si limita a scrivere (con la frusta) "non devo scappare dalla piantagione" sulla schiena di Kunta. Per cento volte.
  • Fuga di mezzanotte - Resosi finalmente conto di essere nero, almeno quanto l'ano del Moro di Venezia in una notte senza luna, Kunta decide di approfittare del favore delle tenebre. La sua assenza viene scoperta al mattino dopo e questo gli ha concesso un discreto vantaggio. Durante la fuga ripensa al suo addestramento da guerriero, a quando stupidamente scherzava con i suoi compagni su quanto fosse inutile la lezione "Orientarsi con le stelle". Se solo avesse prestato attenzione non si sarebbe confuso tra la costellazione del Bucentauro e quella della Pistrice. Dopo sei ore di corsa a perdifiato inizia ad avere qualche déjà vu, soprattutto quando gli sembra di riconoscere il gatto di Miss Dorothy, ancora alle prese con la lucertola della sera prima. Stavolta la scritta dietro la schiena recita: "῞ǭuantὁ‖soᾐo`¸ḈØglɨoṉe ", anche se leggermente confusa dai segni precedenti il messaggio appare chiaro.
  • Pranzo di ferragosto - La scelta di scappare il 15 agosto, approfittando del ridotto servizio di vigilanza di quel periodo, sembra inizialmente una formidabile idea, che si rivela comunque sbagliata. Durante la fuga non trova un bar aperto nel raggio di 30 km, si disidrata e sviene per un colpo di calore. Rinviene grazie ai sali, quelli gettati sulla sua schiena dal sadico sorvegliante tra una frustata e l'altra.
  • Natale a Baltimora - L'occasione giusta sembra presentarsi a fine anno, quando il boss parte con la famiglia per festeggiare il Natale a Baltimora da suo fratello, il Dottor William. Kunta si offre per guidare il calesse e come facchino per scaricare i bagagli. Una volta sul posto coglie al volo una grande opportunità: fa notare che manca il tradizionale ceppo per il camino e si offre di andarlo a tagliare, con l'idea di darsi invece alla macchia. Un piano ben congegnato, che tuttavia non tiene conto del fattore sfiga: la neve. Un negro, per di più corpulento come lui, è visibile a circa 2 km di distanza, le tracce sono evidenti e la sua corsa ne risulta fortemente rallentata. Dopo la sua cattura, il sorvegliante calca la mano:
"Vieni negro, non aver paura. Stavolta non userò la frusta!"
Quote rosso1.png Signor Waller, questo negro non ha procurato il ceppo per il camino, ma come lei ben sa è un mandingo... Quote rosso2.png
~ Il sorvegliante mentre guarda insistentemente Kunta nella zona inguinale

Per sua fortuna interviene la padrona di casa, che inizia a parlare di deprezzamento, della necessità di tutelare l'investimento, di peccato e doni del Signore, per poi aggiungere:

Quote rosso1.png ... e comunque, con tutta la fame che c'è in giro la roba non si deve sprecare! Quote rosso2.png
~ La moglie del dottore che prende a cuore la cosa.

Tuttavia, è innegabile che Kunta debba essere punito, se non altro per dare l'esempio. Il Dottor William ha la soluzione che mette tutti d'accordo:

Quote rosso1.png Io ho bisogno di un cocchiere, puoi tagliarli un piede e poi vendermelo. A prezzo scontato ovviamente. Quote rosso2.png
~ Il formidabile fiuto per gli affari della gente del sud.

Waller non ci pensa più di tanto, si toglie quella testa calda dai coglioni e rifila la patata bollente a suo fratello.

Puntata 6: Il nuovo principale[modifica]

Il Dottor William è considerato in tutta la contea un buon medico, ma è costretto a combattere ogni giorno con i frequenti tagli alla sanità, inoltre, le condizioni igieniche in cui opera sono davvero precarie. Per uccidere i batteri deve mettere sopra la ferita dell'alcol, ma quei maledetti sono talmente robusti da prendersi solo una leggera sbornia e scappare portandosi via un seghetto per le ossa. Se non altro Kunta è uno che possiede un'ottima tempra, non è certo il tipo a cui deficita il ritmo cardiaco, anche se al momento la sua faccia è parecchio bianchina. Ha già rischiato di morire un palio di volte, o comunque più duna. Ce la farà anche stavolta.
Grazie alle amorevoli cure della cuoca Mamy Bell, così chiamata perché notevolmente sorda, l'africano sopravvive. Durante la convalescenza le racconta tutta la sua vita, giacché solo la tradizione orale potrà far conoscere in seguito la storia dei Kinte. Appena realizza che lei non ha sentito una sola parola decide di sposarla e farci un figlio, sperando che il difetto non sia ereditario.
A causa del piede tagliato non potrà più correre, ma anche i suoi spermatozoi non sono delle schegge, tant'è che impiega diciassuno anni per rendere pregna Mamy Bell. Dopo un'esistenza di grosse disgrazie finalmente una piccola sfortuna: nasce una femmina. Kunta decide di chiamarla Kizzy, che in lingua mandinka significa "colei che rimane". Infatti, ci rimarrà parecchio male quando scoprirà di essere una schiava, assai negra e che l'approvazione dello ius soli si è arenata in Senato. Crescendo Kizzy apprende dal padre delle sue origini africane, sarà educata secondo la tradizione della sua tribù e quindi circoncisa, seppur con enormi difficoltà.
La ragazza fa amicizia con la figlia del dottore, ma il dottore si ammalò Ambarabaciccicoccò, imparando da Missy Anne a leggere e scrivere, cosa che mantiene segreta perché è "leggermente" proibita agli schiavi, e in particolare alle donne di colore[2].
Dieci anni dopo Kizzy si innamora di Noah, un balordo che scopre il suo segreto e ottiene di farsi preparare da lei un lasciapassare falso, in cambio di abbondante nerchia riconoscenza.
Noah viene però catturato. Il suo documento, intestato a Gunnar Svensson nato a Stoccolma, per quanto ben contraffatto, genera qualche perplessità. Viene interrogato per scoprire l'autore del falso ma tiene duro, per circa 30 secondi. Appena il tono diventa minaccioso Noah sputtana Kizzy, rivelando il suo nome, l'indirizzo, l'albero genealogico risalendo fino al trisavolo, il segno zodiacale, la posizione dei nei e il suo gusto di gelato preferito. La ragazza viene venduta ad un'asta di schiavi e non vedrà mai più i suoi genitori.

Puntata 7: Padre-Padrone[modifica]

File:Radici - Gallo George.jpg
"♫ Funky gallo, come sono bello stamattina... ♪
♪ Non c'è più la mia morosa... ♫"

Kizzy viene acquistata da un galantuomo del Nord Carolina dedito all'alcol e alle scommesse, Tom Lea. In realtà il suo vero nome era Tomislav Leapošić, un criminale serbo che organizzava combattimenti clandestini tra cani quando viveva a Belgrado. Durante la traversata oceanica aveva riflettuto a lungo e si era pentito delle sue scelte, quel business era profondamente sbagliato: un rottweiler mangiava circa 4 kg di carne al giorno, costava troppo. Giunto in America aveva deciso di allevare galli da combattimento.
Quello delle scommesse non è comunque il suo unico hobby, trova anche piacevole ubriacarsi tra uno stupro e l'altro, e Kizzy lo scopre appena arrivata. Dopo nove mesi e spicci, a soli 17 anni, Kizzy diventa madre di un bel mulattino di nome George, così chiamato da Tom in onore di suo nonno Gheorghe. Il ragazzo cresce forte e amato, ma inizia presto a chiedersi chi sia suo padre perché la storiella della cicogna non regge proprio, soprattutto da quando ha iniziato a trombare come un gallo in un pollaio. Per questo motivo, e per il fatto di essere diventato un bravo addestratore dei galli del padre-padrone, ricevere il soprannome di "Chicken George".
Per ogni vittoria nei combattimenti riceve da Tom una percentuale pari al 10%. Quando arriva ad avere il 148.000% chiede alla madre che diavolo sia questa benedetta percentuale, perché nel frattempo non ha visto un dollaro. Kizzy gli fa un corso accelerato di matematica e gli spiega anche che Tom è molto bravo a metterlo nel culo al prossimo, senza badare ai vincoli sentimentali. George inizia uno sciopero ad oltranza, sostenuto dal sindacato CAGATA (Confederazione Allevatori di Galli Americani per Tornei Amatoriali), ma Tom ha già sperperato i guadagni acquistando sessantadieci barili di Jack Daniel's. Come indennità di buonuscita George riceve uno dei barili e un pezzo di carta che lo dichiara libero.

Puntata 8: Finalmente liberi[modifica]

File:Radici - Gallo George anziano.jpg
:- Gallo George: “Finalmente avremo una casa nostra...”
- Kizzy: “... co' trent'anni de mutuo!”

Con la vendita del whisky George ricava abbastanza per comperare qualche gallo e mettersi in proprio. Raggiunta la sicurezza economica sposa Matilda, conosciuta ad un torneo e figlia di un predicatore americano che sviene la gente. Grazie agli insegnamenti della madre ha capito che negli affari bisogna diversificare, quindi affitta i galli anziani che erano stati dei validi combattenti come animali da riproduzione, con quelli particolarmente scarsi apre invece una catena di rosticcerie. Dopo aver avuto otto figli, e messo da parte un considerevole gruzzolo, l'atavica sfiga dei Kinte si ripresenta con rinnovato vigore: scoppia la Guerra di secessione americana.
Dopo aver combattuto dalla parte dei nordisti, che in campagna elettorale promettevano di liberarsi dei neg... liberare gli uomini di colore, George torna a casa e la trova rasa al suolo dai cannoneggiamenti. La madre lo accoglie a braccia aperte mentre sua moglie è in giardino, impegnata a veder crescere le petunie dalla parte delle radici. Il suo quarto figlio Tom, Tomislav in onore del nonno[boh], è diventato un apprezzato fabbro e si è sposato con Irene, dalla quale avrà sette figli. Radunata tutta la famiglia, alla quale si uniscono altri ex-schiavi, una carovana simile alla fila sulla Salerno-Reggio Calabria ad agosto parte per il Tennessee, dove forse li aspetta un futuro migliore. E il Ku Klux Klan per linciarli.

Gallo George : Quote rosso1.png Ora che siamo in viaggio vi parlerò del vostro antenato africano Kun... Quote rosso2.png
I nipoti in coro : Quote rosso1.png NONNO, NON DIRE QUEL NOME CHE PORTA SFIGA! Quote rosso2.png

Curiosità[modifica]

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L'abuso della sezione «Curiosità» è consigliato dalle linee guida di Nonciclopedia.

Però è meglio se certe curiosità te le tieni pe' ttìa... o forse ti incuriosisce sapere com'è dormire coi pesci?

  • Nella serie compare l'ex giocatore di football americano O. J. Simpson. Dopo aver lasciato l'attività sportiva si era dedicato al cinema, al furto con scasso, ai sequestri, alle truffe e alle rapine. Per l'omicidio della moglie e del suo amante invece fu assolto, il letto dove furono trovati i cadaveri si rifiutò sempre di testimoniare sull'accaduto. L'esperienza in Radici gli era servita comunque per abituarsi a stare dietro le sbarre e allora, per non mandarla sprecata, si fece arrestare e condannare per rapina a mano armata.
  • La scelta degli interpreti di Kunta Kinte, da giovane e da vecchio, richiese molto tempo. Ovviamente dovevano assomigliarsi, quindi furono vagliati centocinquantundici attori. Questo enorme lavoro alla fine fu premiato: i due si somigliano quanto Monica Bellucci e Luciana Littizzetto.
  • LeVar Burton (Kunta da giovane) interpretò in seguito l'ingegnere cecato Geordi La Forge nella serie Star Trek: The Next Generation. John Amos (Kunta da vecchio) fu invece il generale infame e traditore nel secondo capitolo di Die Hard.

Note[modifica]

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ Per capire questa bisogna avere almeno 40 anni, oppure aver visto una puntata di Drive In.
  2. ^ Per certe cose i sudisti erano peggio dei talebani.

Voci correlate[modifica]

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