Tinder

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Il maschio medio su Tinder dopo l’ennesimo invito a uscire rivolto a una ragazza caduto nel vuoto.
« Sono per una sessualità espansa e sudaticcia… Ma cos'è questo mezzo così meccanico, così freddo, che ci allontana invece di avvicinarci? »
(Nanni Moretti commenta la propria esperienza su Tinder)

Tinder rappresenta l’ultimo espediente dell'evoluzione per garantire la prosecuzione della specie umana. Con risultati non molto incoraggianti.

In concreto, è un'app per dispositivi mobili che facilita l'incontro di utenti interessati a chattare tra di loro, il che ovviamente su internet si traduce in "trombare", ovvero fantasticare in merito.

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Per quelli che non hanno il senso dell'umorismo, su Wikipedia è presente una voce in proposito. Tinder

Storia[edit]

L'esistenza di arcaiche forme di contatto tra esseri umani di sesso differente nell'era pre-Tinder è ampiamente documentata nella storia della letteratura, dell'arte, della musica, della drammaturgia e del cinema. Tuttavia, sociologi e antropologi non sono del tutto concordi nel considerare queste primitive manifestazioni sentimentali come "affetti stabili", secondo l'interpretazione prevalente del D.P.C.M. 26 aprile 2020 emanato dal governo Conte. In poche parole, l'esistenza del concetto di amore prima della comparsa di Tinder è ancora oggetto di dibattito tra gli studiosi.

L'antesignano dell'app fu lanciato negli anni '70 dall’azienda italiana ItalPetrolCemeTermoTessilFarmoMetalChimica, da un'idea del geometra Calboni, consistente in una rete di telefoni fissi collegati tra loro all'interno di un club per soli uomini, che permetteva agli avventori di comunicare facilmente con le spogliarelliste del locale e di accordarsi per un appuntamento romantico. Tale prototipo, sperimentato per la prima volta dal ragioner Fantozzi nel locale denominato "L'ippopotamo"[1], possedeva già tutte le caratteristiche fondamentali della futura app di dating: le finalità licenziose, il fattore casuale e la forte presenza di zoccole.

Funzionamento[edit]

In Italia[edit]

L'app Tinder è nota per funzionare in modo diverso in Italia e nel resto del mondo. In ben 192 Stati membri dell'ONU, Tinder assolve infatti la funzione di app di incontri tra uomini e donne, con percentuali di successo particolarmente elevate registrate nei Paesi dell'Europa dell’Est e del Sud-est asiatico. Un unicum a livello globale è costituito dal caso dell'Italia, dove la rivoluzione dei rapporti sociali introdotta da Tinder ha dovuto fare i conti con i problemi atavici che affliggono il Belpaese, quali l'influenza del cattolicesimo, il nazifemminismo e la piaga sociale rappresentata dal fenomeno endemico della figa di legno. Tali fattori rendono Tinder uno strumento inefficace per il 98% degli uomini che utilizzano l'app in Italia.[2]

Estensioni a pagamento[edit]

  • Tinder Plus: tramite questo upgrade, è possibile avere match con utenti da tutto il mondo, provando così l'ebbrezza unica di iniziare una storia d'amore con un cacciatore Inuit della Groenlandia o una guerrigliera curda.
  • Tinder Gold: come Tinder Plus, ma in aggiunta viene recapitato a casa un dildo per le donne e una bambola gonfiabile per gli uomini.
  • Tinder Sorpresa: attivando questa funzionalità, l'algoritmo di Tinder combinerà un incontro al buio con un partner casuale, scelto tra una gamma che va da Pierfrancesco Favino a Ted Bundy per le donne e da Belén Rodríguez a Teresa Bellanova per gli uomini.

Tipologie di utenti[edit]

Donne[edit]

  • Femme fatale: animata da irrefrenabile narcisismo e sadismo, il suo hobby su Tinder è collezionare le avances degli uomini, i più fortunati dei quali si vedranno rifilare un due di picche, mentre tutti gli altri saranno semplicemente ignorati. Rappresenta in media il 70% della popolazione femminile presente su Tinder, con punte di oltre il 95% nella Città Metropolitana di Milano.
  • Quella che non ha capito a cosa serve: nella propria biografia precisa che le relazioni non le interessano e di essere su Tinder unicamente per fare nuove amicizie. Un po' come guardare un film porno solo perché appassionati alla trama.
  • Quella già fidanzata: sottospecie della precedente.
  • Suffragetta: femminista impenitente, infarcisce la propria biografia con frasi del tipo "Siamo donne, oltre le gambe c’è di più" e con invettive contro gli uomini e il patriarcato. Su Tinder. C’è da aggiungere altro?
  • Badante peruviana: signora cinquantenne che dal proprio villaggio disperso tra le Ande ha scaricato Tinder per mettersi alla ricerca di giovani uomini single dall’altra parte del mondo. Riuscendo anche a trovare uomini disponibili.

Uomini[edit]

  • Tronista: maschio alfa declassato dopo essere andato in bianco o per un congiuntivo azzeccato, si è iscritto a Tinder per riacquistare l'autostima perduta. Sebbene il suo profilo sia una galleria di foto di serate in discoteca e sessioni di allenamento in palestra, dalla sua biografia traspare una personalità sensibile e inquieta, condensata in massime esistenzialiste, quali: "Le donne di oggi sono tutte troie" o "I capisaldi: la femmina, il danaro e la mortazza".
  • Intellettuale: ama accompagnare le proprie foto che lo ritraggono a torso nudo nella curva di uno stadio con aforismi di Charles Bukowski estrapolati direttamente da Facebook.
  • Nevrotico: le poche volte in cui ottiene un match con una donna, vanifica tutto inviandole citazioni tratte dai film di Woody Allen ("Io amo la pioggia… Sciacqua le memorie dal marciapiede della vita"). Quasi sempre viene scambiato per uno psicopatico o per un elettore deluso del Partito Democratico e bloccato.
  • Mitomane: si autodefinisce "amante dei viaggi". La sua biografia è condita da aneddoti improbabili come: "Un bel giorno, senza dire niente a nessuno, me ne andai a Genova e mi imbarcai su un cargo battente bandiera liberiana. Feci due volte il giro del mondo e non riuscii mai a capire che cazzo trasportasse quella nave, ma forse un giorno lo capii: droga!".
  • HR: generalmente laureato alla Bocconi, ha confuso Tinder per LinkedIn. La sua biografia è un copincolla del curriculum vitae ed è redatta rigorosamente in inglese maccheronico.

Note[edit]