Nonsource:Sfuggire alle avances di un gay dal ciuffo platinato sulla tratta ferroviaria Venezia Santa Lucia - Verona Porta Nuova

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« Non mi è mai capitata una situazione simile. Di rifiutare le avances di un gay dal ciuffo platinato, intendo. »
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Dover sfuggire alle avances di un gay dal ciuffo platinato sulla tratta ferroviaria Venezia Santa Lucia - Verona Porta Nuova è una cosa che è capitata a tutti, tranne forse al gay dal ciuffo platinato che bazzica la tratta ferroviaria Venezia Santa Lucia - Verona Porta Nuova.

Capitolo 1[edit]

Sembrava un normale viaggio in treno... E POI FU SOLO UN LUNGO TERRORE INIMMAGINABILE!

È agosto. C'è un clima così arido che sputarsi addosso è l'unico modo per avere un po' di refrigerio.

In una scala che va da zero a stanchino, io sto su "ridotto a una merda".
Ho passato tutta la giornata a Bologna per un importante corso di aggiornamento professionale, incentrato sul tema di chi sia più porca tra Belén Rodríguez e Elisabetta Canalis.
Secondo me Belén, per inciso.

Il caldo, la stanchezza e il kebab al plutonio che ho mangiato a pranzo stanno congiurando per uccidermi.
Come se non bastasse, mi trovo in un treno che è stato usato dai nazisti per trasportare gli ebrei ad Auschwitz. Non è un'esagerazione a scopo umoristico, l'ho letto su una targhetta vicino alla porta.

D'improvviso, mi accorgo che le mie gambe sono fredde e insensibili. Le manipolo con un terrore crescente, sperando in una reazione.
Niente.
Preso dal panico, estraggo il coltellino svizzero dallo zaino e mi pugnalo le gambe urlando: "Perché non rispondete, maledette? PERCHÉ?"
"Mi scusi, giovanotto", dice la vecchietta seduta alla mia sinistra, "potrebbe smetterla di pugnalarmi le gambe? Mi dà un po' fastidio."
Il sollievo mi invade. Ma subito mi abbandona, effimero quanto un voto di castità pronunciato da Jenna Jameson.
Una brezza gelida si infila nello scompartimento. Sarebbe quasi piacevole, se solo non sapessi a cosa è dovuta. Con un cigolio sinistro, la porta si apre ed entra Lui.

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Capitolo 2[edit]

Lui.
Un concentrato vivente di sadismo, crudeltà ed efficienza teutonica.
Un essere talmente cattivo da far scappare in preda al terrore anche i più truci dipendenti delle Poste.
Una figura mitologica a cui sono esplicitamente ispirati i Dissennatori di Harry Potter, con l'unica differenza che i Dissennatori sono molto più rispettosi della vita umana.
Il controllore del treno.

"Io sono un controllore. Le vostre peculiarità biologiche e tecnologiche saranno assimilate. La resistenza è inutile."

Si dice che i controllori del treno siano così spietati da multare anche le loro madri, ma è una bugia. I controllori del treno non hanno madri, vengono fabbricati in serie in uno stabilimento a Mordor. Lo dimostra la fessura orizzontale che hanno nel petto, che usano per obliterare i biglietti dei passeggeri, e la pinza d'acciaio cromato, innestata chirurgicamente al posto della mano destra, che usano per strangolare i viaggiatori a scrocco.
Viaggiatori a scrocco come il sottoscritto.

Mi guardo attorno febbrilmente alla ricerca di un'ascia, un estintore, qualcosa che possa usare come arma. L'unica cosa vagamente minacciosa che trovo sono due signore che stanno discettando sul modo migliore per traghettare l'Italia fuori dalla crisi.
"... perché a me sembra che i giovani d'oggi non abbiano voglia di lavorare. Ma io dico: vai a scaricare cassette della verdura in nero. Guadagnerai cinque euro al giorno, ma almeno hai cinque euro!"
"Ha ragione, signo'! E poi lo Stato non fa altro che spremerti. È per questo che non pago le tasse dal '75!"
È davvero un peccato che il posto di ministro dell'Economia sia già occupato.

I passi pesanti del controllore risuonano sul pavimento in eternit. E si fanno sempre più vicini.
Per me è la fine.

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Capitolo 3[edit]

È LUI! È LUI! MI SUSSURRAVA COSE SCONCE E LE SUE MANI ERANO DAPPERTUTTO!

È allora che un urlo lacera il silenzio.
"GUARDATE, UN PANDA GIGANTE! E SENZA BIGLIETTO!"
Ci giriamo tutti. In fondo alla carrozza, nascosto alla meglio dietro un sedile, c'è effettivamente un panda. L'imbarazzo sul suo muso certifica che non ha pagato il biglietto.
Con l'urlo di guerra tipico della sua razza, il controllore gli si lancia contro.
"Presto!" mi sussurra all'orecchio una voce che profuma di preservativo alla fragola, "se vuoi vivere, vieni con me!"
Sotto shock, seguo il mio misterioso soccorritore fuori dalla carrozza. Le urla di dolore del panda ci accompagnano durante la fuga. Il WWF piangerà un altro urside, stasera. "Grazie, mi hai salva..." inizio a dire, ma mi blocco. Davanti a me sta una specie di folletto. Jeans a frangie, altezza un metro e sessanta con le zeppe, brillantino al dente, capelli ossigenati con spolverino alla Cristiano Malgioglio.
Basta un'occhiata per capire che la cosa più etero che ha fatto nella sua vita è stato travestirsi da Zorro a Carnevale quando aveva otto anni.
E solo perché sua mamma non voleva comprargli il costume di Sailor Moon.

"Ciao bello," mi fa, e si lecca le labbra.
"Ciao," rispondo riluttante. Una sequenza di immagini orribili mi affolla la mente.
Violenza carnale.
Degradazione fisica.
Offerta del giorno di Mediashopping.
All'improvviso il rischio di prendere una multa non mi sembra più la cosa più brutta della giornata.

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Capitolo 4[edit]

"Sai che mi piaci molto?" dice il clone di Malgioglio, e si avvicina danzando leggiadro sulle punte come Fred Astaire. Un Fred Astaire gay.
Le possibilità che ha di sopraffarmi sono le stesse di trovare un parlamentare non colluso con la mafia all'interno della commissione antimafia, per cui provo con la via del dialogo.

"Pronto, potete mandarmi un taxi alla stazione di Mestrino? E che il tassista sia etero, mi raccomando!"

"Ascolta, tu nella tua vita fa' quello che vuoi," gli dico nel tono più pacato possibile, "ma io non sono interessato."
"Oh, ma tu non devi fare niente. Faccio tutto io." E facendomi l'occhiolino, aggiunge nove, terribili parole: "Che ci posso fare se mi piace succhiare cazzi?"

Il tempo del dialogo è decisamente finito.
Senza rendermene conto mi ritrovo a urlare: "BRUTTO FROCIO DI MERDA PROVA SOLO A TOCCARMI E GIURO SU QUEL DIO IN CUI NON CREDO CHE TI FACCIO SALTARE TUTTI I DENTI!"
Che se non sbaglio è il titolo di una canzone dei Pooh.
Colpito dalla mia raffinata retorica, il clone di Malgioglio si ferma. Sembra aver capito. Abbassa la testa, come un bambino down che viene sgridato per aver cagato sul divano. Poi, di colpo, sorride. Il suo brillantino manda un riflesso malvagio.
"Che ne dici se andiamo ad appartarci?"

Il terrore mi blocca. Guardo fuori dal finestrino. Siamo quasi arrivati alla stazione. È proprio quando sto per soccombere che mi viene un'idea.
"GUARDA, UN CULO GIGANTE!"
Malgioglio si gira per un istante, ma a me è sufficiente. Apro la porta e inizio a correre come un nerd che è riuscito a mettere le mani su un Galaxy S6.
Solo dopo un quarto d'ora mi accorgo che sono sceso alla stazione di Mestrino e che casa mia dista trenta chilometri.

E che il treno da cui sono sceso era l'ultimo della giornata.


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Postfazione[edit]

L'autore di quest'articolo non ha mai ricevuto molestie da parte di un gay dal ciuffo platinato sulla tratta ferroviaria Venezia Santa Lucia - Verona Porta Nuova.
Mai.
Davvero.
Sul serio, non è mai successo.
Ma proprio mai mai mai.
È inutile che insistete, ho detto che non è successo!

Voci correlate[edit]

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Icona cacca oro.png Questo è un libro in latrina, sgamato come uno dei libri meno illeggibili evacuati dalla comunità.
È stato punito come tale il giorno 25 gennaio 2015 con 83.3% di voti (su 12).
Naturalmente sono ben accetti insulti e vandalismi che peggiorino ulteriormente il non-lavoro svolto.

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