Atarassia

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ARTICOLO RISERVATO AD UN PUBBLICO DI NICCHIA
Nel caso vi interessi l'argomento trattato sappiate che potreste rientrare in un'esclusiva cerchia di estimatori,
forse un paio.
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ΑΤΤƐΝΖΙΏΝƐ: ΠΆΓΙΝΑ ΑΔ ΆΛΤΩ ΚΟΝΤƐΝΟΎΤΟ ƐΛΛƐΝΙΖΖΆΝΤƐ!
Questa pagina tratta argomenti legati al mondo degli antichi greci. Quindi, a meno che tu non abbia fatto il classico, non prenotare una visita oculistica perché vedi lettere strane e non scandalizzarti troppo una volta scoperto il significato del verbo ῥαφανιδόω.


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Per quelli che non hanno il senso dell'umorismo, su Wikipedia è presente una voce in proposito. Atarassia
Atarassia è restare indifferenti se il Presidente del tuo Stato ha scelto un asciugamano come vestito per il discorso di insediamento. Le medaglie sul petto sono per quello.
« Atarassia unica via! »
(Anarchico confuso)
« Che roba è? La zuppa che si fa col tarassaco??? »
(Tua sorella su atarassia)
« Tutto il resto è atarassia »
(Franco Califano nella versione originale della canzone)

L'atarassia, in greco antico ἀταραξία, significa imperturbabilità, tranquillità, ma che te lo dico a fare, dato che sei stato bocciato in seconda asilo? Diversamente da quello che pensi, infatti, l'atarassia non si mangia, non è contagiosa e non è una forma di governo.

È un vocabolo usato oggi solo dai filosofi o dai nerd come Frankie HI-NRG.

L'atarassia nella filosofia greca[edit]

L’atarassia è un concetto filosofico di tranquillità, inventato da Democrito per evitare di menare sua moglie:

« Democrito stai calmo, Democrito conta fino a 10 prima di risponderle! »
(Democrito davanti allo specchio)

Fu nelle scuole post-aristoteliche stoica, epicurea e scettica che l'atarassia fu adoperata come metodo per ricercare la felicità, assieme alla cocaina, per raggiungere la perfetta pace dell'anima attraverso la liberazione dalle passioni terrene.

In particolare, i filosofi post-aristotelici che avevano elaborato questa filosofia si riconoscevano perché la mattina, pur incolonnati nel traffico per raggiungere la Stoà, non bestemmiavano ma restavano calmi e imperturbabili, limitandosi ad augurare una morte straziante all'automobilista che li precedeva - solo col pensiero - e a trombargli la moglie alla prima occasione utile.

I filosofi post-aristotelici imbottigliati nel traffico.
« Cosa fa Aristotele nel traffico? »
« Training autogeno! »

Secondo i filosofi greci, l'atarassia rappresenta il benessere, la serenità, il pieno, concetto contrapposto al serbatoio in riserva, al vuoto, al disordine, al Kaos.

In pratica, nella loro ricerca della felicità, prima di scoprire le spogliarelliste ungheresi, i filosofi greci ci davano dentro con l'apeiron e con altre sostanze che avrebbero fatto impallidire un fattone giamaicano-olandese dei giorni nostri.

Mentre Democrito sostanzialmente se ne sbatteva di ciò che gli capitava e andava coraggiosamente incontro a quell'arpia di sua moglie, per Epicuro l'atarassia divenne la capacità di sopportare i dolori grazie a doping e analgesici mischiati a cocktail gustati a bordo piscina.

Pirrone, invece, scambiava l'atarassia per indifferenza, fingendo di non riconoscere per strada le persone che gli stavano antipatiche e chiudendo il proprio profilo Facebook.

Antistene propose di applicare l'atarassia come distacco dagli altri e soprattutto dalle altre, per potersi dedicare alla masturbazione.

Per Zenone di Cizio l'atarassia era l'assenza di emozioni e di espressività: infatti Zenone si guadagnava da vivere facendosi fotografare come mimo pitturato di bianco nelle piazze.

Fu in epoca Ellenistica, dopo la crisi economica della Grecia del 2009, che trovò maggiore sviluppo il concetto di atarassia. Per gli Epicurei - udite udite - è meglio stare bene che soffrire. I seguaci dello Scetticismo, invece, non ne erano tanto convinti, perché non si fidavano di nessuna percezione, neanche della propria. Infine, per gli Stoici, l'atarassia equivale al controllo delle proprie pulsioni.

L'atarassia in Seneca[edit]

Seneca, in giacca, indifferente davanti a una modella strafiga: atarassia o omosessualità?
« Aoh! Che roba è? Un'infezione? Una malattia?... »
(I Romani su atarassia)

Va da sé che nemmeno i Romani capivano cosa fosse l'atarassia, fino a quando Marco Aurelio ebbe l'idea geniale di tradurla con la parola latina tranquillitas.

Finalmente, ignoranti come Lucrezio, Orazio e Epitteto poterono usare questo termine nei salotti chic.

Lucio Anneo Seneca, invece, aveva la fama di essere un grande intellettuale, ma, in realtà, non capiva niente di filosofia. Perciò, mescolò tutti i vari concetti sin qui esposti per pubblicare i propri best seller De Tranquillitate animi, De vita beata e De brevitate vitae. Per fortuna, la televisione romana non trasmetteva in Grecia e Seneca la fece franca per alcuni anni. Quando gli eredi dei filosofi greci plagiati lo scoprirono e lo raggiunsero per batter cassa, Seneca decise di togliersi la vita, optando per un suicidio lento e doloroso, ingerendo cicuta mentre moriva dissanguato in una vasca di acqua bollente, ma morendo solo a causa dei vapori.

L'atarassia ai giorni nostri[edit]

Oggi l'atarassia è concepita, dai pochi che sanno cosa sia, come imperturbabilità e capacità di rimanere indifferenti davanti alle avversità della vita.

Come nel gioco in cui perde chi ride per primo.

Per atarassia si intende l'imperturbabilità dello spirito di chi resta lontano dalle emozioni, dal desiderio e dal dolore.

Se te lo stai chiedendo, la risposta è no: tu non sei atarassico ma solo rincoglionito.

Voci correlate[edit]