L'innominabile sorella

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« Avanti Yu, vieni a dare un bacino alla tua onee-chan. »

L'innominabile sorella - The sister of the woods with a Thousand Young (姉なるもの - Zio, cazzo combinavi in quel magazzino?) è l'ennesimo uso improprio di un'entità dei racconti di Lovecraft un manga slice of life che narra le allegre giornate di un adolescente giapponese imparentato con un orrore extradimensionale, opera della mangaka Pochi Iida, conosciuta dai più come "La tizia che ha fatto il manga del ragazzino in un MMORPG con la mamma milf e OP"[1].

Trama[merdifica facile]

Yu è un ragazzino giapponese come tanti, che ahilui ha avuto la sfiga di perdere entrambi i genitori all'età di cinque anni, evento che lo costrinse a chiedere ospitalità a ogni parente di cui aveva memoria, che lo sopportavano a fatica nonostante non facesse nulla di particolare per risultare odioso.

A chi non ispirerebbe fiducia un faccino così rassicurante?

Il destino vuole che tra i parenti a perdere a morra cinese questa volta sia un cugino della madre, quindi toccherà a costui occuparsi di Yu. Curiosamente questo parente sembrerebbe essere l'unico a sopportare la presenza del ragazzino[2], affermando che finché sarà in casa sua potrà fare un po' quello che vuole, basta che non vada a curiosare in magazzino.
Dato che un giorno quest'ultimo verrà ricoverato in ospedale per qualche motivo, Yu verrà mandato in casa a recuperargli la tessera sanitaria, e il furbo fanciullo, non trovandola da nessuna parte, penserà bene di cercarla in magazzino. Magazzino dove, una volta scese le scale, si ritroverà in una stanza con strane scritte e simboli sui muri, facendogli venire il vago sospetto che i canti che sentiva in piena notte forse non erano canti religiosi e la strana lingua sentiva non era sicuramente latino, e tutti quei tizi incappucciati che entravano nel magazzino non erano i coristi della Chiesa locale. In genere uno di fronte a un simile spettacolo correrebbe via a chiamare la polizia, ma lui no, lui rimane lì perché ci deve essere sicuramente qualche spiegazione valida per quello a cui sta assistendo. Mentre il turbato Yu è perso nei suoi pensieri, ecco spuntare fuori da un pentacolo una tizia dallo sguardo sadico che non ispirerebbe fiducia manco per errore, che si rivelerà essere nientepopodimeno che Shub-Niggurath, aka il capro nero dei boschi dai mille cuccioli. Dato che ci troviamo in un'opera giapponesa, sarebbe superfluo dire che il suo aspetto sarà quello di una fregnona dalle tette enormi.
Il demonio lovecraftiano, dopo le dovute presentazioni, ovviamente non tarderà nel proporre un contratto faustiano al ragazzo, e Yu, senza rifletterci troppo, come desiderio chiederà che l'essere diventi sua sorella. Del resto, chi, sano di mente, non chiederebbe a un essere fatto per il 100% di malvagità e che si diletta nel causare estinzioni di massa di diventare un suo parente? Forse il giovane Yu ha fatto tutto ciò per evitare di morire tra atroci agonie e trovare in seguito un modo per ricacciare il nero capro da dove è venuto? Anche no, il desiderio di Yu era sincero, voleva davvero essere il fratello minore di Shub-Niggurath[3].
Da quel giorno i due passano le loro tranquille giornate come fratello e sorella, con di tanto in tanto la visita sgradita di qualche bestiaccia infernale.

Personaggi[merdifica facile]

Yu: allegro adolescente odiato da parenti vari perché sì. Dato che ha passato la maggior parte della sua vita schifato da qualsiasi parente, non dovrebbe stupire più di tanto se alla fine abbia preferito vincolarsi a un demone pur di non dover più dipendere da loro.

Shub-Niggurath: il nero Capro della foresta dalla prole innumerevole, c'è bisogno di dire altro? Iä! Shub-Niggurath!

Demoni vari: demoni vari la cui durata media è quella di un capitolo, che finiscono tutti inevitabilmente barbaramente trucidati da Chiyo.

Curiosità[merdifica facile]

  • Prima di essere un manga serio[senza fonte], L'innominabile sorella era un hentai. Esseri non umani, tette giganti, tentacoli e incesto, praticamente tutto ciò che piace ai giapponesi in una sola opera.
  • Non è morto ciò che può attendere in eterno, e col volgere di strani eoni anche la morte può morire.

Voci correlate[merdifica facile]

Note blasfeme dei flauti[merdifica facile]

  1. ^ Non è dato sapere se Iida apprezzi tale nomea, ma se anche avesse fatto dei commenti a riguardo, chi ha contribuito alla scrittura di questa pagina non capisce il giapponese.
  2. ^ Nel senso che se ne strafrega proprio di quello che fa.
  3. ^ O Chiyo, come ama farsi chiamare.
  4. ^ Perché ai giapponesi rovinare le opere di Lovecraft sembrerebbe procurare particolare diletto.


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