Pioggia di animali

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Antica incisione che dimostra come nel medioevo i pesci fossero molto più grandi di oggi.
- Moglie: “Caro! Ma i pesci volano?”
- Marito: “No, amore, non volano.”
- Moglie: “Ah, ecco perché stanno cadendo!”

La pioggia di animali è un comune fenomeno atmosferico provocato principalmente da forti venti, ira divina e diffusa anoressia tra la fauna locale. Dal nome si potrebbe pensare che si tratti semplicemente di acqua reclamata da certe bestie, ma non è così. Si chiama pioggia di animali perché gli animali fanno parte delle precipitazioni, ma non di loro spontanea volontà (a meno che non si tratti di lemmini).

Per quelli che non hanno il senso dell'umorismo, su Wikipedia è presente una voce in proposito. Pioggia di animali

Cause

A causare la pioggia di animali possono partecipare diversi fattori. L'ingrediente principale è un tempo di merda. Uragani, tempeste, trombe d'aria e il prestissimo fanno volare in aria un sacco di roba: case di paglia, case di legno, case di lego, veicoli, poetiche buste di plastica, aquiloni, tasti del pianoforte e specialmente animali. Gli animali sono esattamente il secondo ingrediente di una pioggia di animali. Senza di essi sarebbe soltanto pioggia. Molti animali hanno un cervello troppo poco sviluppato per comprendere le previsioni meteo e quindi prendere le dovute precauzioni in caso di mal tempo. Contemporaneamente, molte bestie sono pure piccole, di scarso peso e aerodinamiche; caratteristiche perfette per volare. Nessuno degli animali coinvolti in una pioggia di animali si aspetta mai di volare. Forse alcuni lo sognano, alcuni ci provavano pure facendo la fine di Icaro. Eppure un giorno eccoli là, nel blu dipinto di blu a librarsi come uccelli, a vedere il mondo dall'alto, non sapendo che quella è solo una parte del viaggio. Il vento è crudele. Prima li prende, li solleva in aria con la sua furia, li porta oltre le vette dei più alti monti, li fa sognare. Poi li abbandona. «Ecco, hai volato, ma non sei una creatura del cielo. Torna a casa, piccolo angelo». E giù, migliaia di animali tornano alla loro terra, o a una terra che non è la loro perché una volta vivevano a mare, o anche il contrario. Fatto sta che ad un certo punto cadono. Punto. È la pioggia di animali, baby.

Effetti collaterali

Durante la pioggia di animali, gli animali tendono a cadere. Ogni caduta è caratterizzata da due tempi: il viaggio e l'arrivo. Il viaggio è l'intervallo di tempo/spazio tra il momento in cui il fattore di trasporto decide di lasciar andare il corpo che trasportava e il momento in cui questo corpo tocca il suolo, che è l'arrivo. Ovviamente quando un animale arriva a terra si spiaccica. Se una rana si spiaccica in un bosco e nessuno la sente, si è davvero spiaccicata? Questo non possiamo saperlo, a meno che di non chiedere agli scoiattoli che vivono nel bosco. Ma se una rana, anzi mille rane [1] cadono fuori dal bosco - magari in piazza durante il mercato del mercoledì che qualcuno ha voluto fare nonostante il tempo di merda - allora queste rane qualcuno le sentirà. Parliamo di rane per fare un esempio, ma una pioggia di animali può far precipitare tanti altri tipi di bestie minute. Pesci, mammiferi, rettili, ananas. È ovvio che la caduta di numerosi animali in un luogo frequentato scateni certi effetti indesiderati. Già è brutto essere pigliati a pesci in faccia, ma almeno quando succede uno se lo aspetta. Trovarsi d'un tratto con dei salmoni che ti picchiano sulla testa non è sicuramente meglio. Qualunque altro animaletto fa lo stesso effetto. Quanto meno, però, si può dire che una pioggia di animali, seppur fastidiosa, raramente è letale, se non ci scivoli sopra. Anzi, può anche essere una bella alternativa alla solita spesa al supermercato [2]. L'unica volta in cui una pioggia di animali fu percepita in modo totalmente negativo fu la volta della pioggia di vitelli dell'Arkansas nel 1981 in Oklaoma. Lì però la colpa fu di un aereo cargo con i portelloni rotti, e infatti questo avvenimento non è considerato canonico.

Varianti della pioggia di animali e percezione di questa da parte degli stessi

Pioggia di rane avvenuta in Francia. Ne seguì subito un lauto banchetto.

"Pioggia di animali" è un temine generico che indica semplicemente una pioggia di animali. Ma gli animali son tanti, tutti belli a modo loro, e ognuno percepisce in modo diverso un'eventuale caduta libera non programmata[3]. Grazie agli studi condotti da biologi, zoologi, meteorologi, orologi e linguisti particolarmente dotati, si sono potute catalogare le diverse tipologie di piogge con le dettagliate opinioni dei diretti interessati.

Pioggia di pesci

Innanzitutto sarebbe molto simpatico far notare al lettore una certa curiosità che manco quelli della Settimana Enigmistica: in tutte le piogge di pesci finora studiate, non si è mai trovata traccia di pesci volanti. Vedi tu l'ironia della sorte. Che i pesci finiscano in cielo è una cosa assai difficile, per far sì che una cosa del genere capiti ci vuole per forza una tromba d'aria, ché queste infatti succhiano tutto, e quindi anche i pesci dal mare. Per i pesci, più che per qualsia altra creatura, questo fenomeno rappresenta un grosso trauma. I poveri animaletti vengono innanzitutto trasportati in un habitat completamente estraneo a loro: l'aria. Il trauma è così forte da ucciderli in poco tempo. Oltre il danno la beffa, perché durante il volo i pesci si trovano ad avere a che fare con gli uccelli, che li canzonano e li mangiano senza remore[4]. Alla fine precipitare è per i pesci un sollievo. Le piogge di pesce sono comunque molto apprezzate dall'uomo perché si sa che il pesce piace ma costa troppo e pescare è una rottura di mandolini.
Conclusione: ai pesci non piace piovere.

Pioggia di rane

Alle rane piace tanto saltare, possiamo quindi affermare senza tanti problemi che un po' ci provano a volare. Ma tra i giocosi tentativi di superare i record di salto in alto e il trovarsi sospinti da venti maligni su nel cielo, c'è una bella differenza. Le rane, che se ne vanno spesso a passeggiare in terreni umidi e acquitrini senza alcuna protezione, sono tra gli animali che più di tutti cadono vittime del maltempo, diventando a loro volta il maltempo. Nella cultura ranitica viene chiamato "il grande balzo" questo fenomeno. Molte rane lo vedono come un'adozione divina, un esodo verso il Paradiso. Altre avevano appena puntato una mosca e si sono un po' indispettite.
Conclusione: si può dire che in generale alle rane piaccia diventare pioggia, ma solo secondo quelle intervistate prima di volare. Le altre sono tutte morte e i morti non parlano.

Pioggia di lemmini

Non è raro che piovano balene e vasi di petunie. Una volta è sicuramente successo.

I lemmini (meglio conosciuti come lemming) sono piccoli roditori dai capelli verdi conosciuti al grande pubblico per le loro tendenze suicide. In realtà i lemmini sono sempre stati un popolo felice e gioviale, prima che un crudele mockumentary della Walt Disney ne diffondesse questo ritratto autolesionista. Da allora i lemmini si sono sentiti costretti a cambiare il loro stile di vita per accontentare le aspettative degli spettatori, e sono diventati tutti suicidi. Solitamente amano gettarsi da una scogliera e via, ma negli anni recenti ha preso sempre più piede tra i lemmini la moda di lasciarsi trasportare dalle tempeste e diventare pioggia. Per fare ciò essi usano delle tute alari cucite su misura per loro da un sarto di Panama. I lemmini sono quindi, per necessità, anche esperti meteorologi; studiano ogni giorno il tempo, per farsi trovare preparati in caso di uragani e tempeste, così da coronare il loro sogno di suicidio volante.
Conclusione: i lemmini amano piovere.

Pioggia di tutti gli altri animali

Ci sono tanti animali che piovono, tra i più noti ci sono:

Curiosità

Note

  1. ^ Una pioggia di animali si chiama pioggia perché gli animali, oltre che cadere, sono anche in numerosa compagnia. Una goccia di pioggia infatti non è mai da sola.
  2. ^ Ma qui parte la teoria della relatività, che dice che ai pescivendoli non piace che piovano trote senza manco fare lo scontrino.
  3. ^ Come si vedrà più avanti, solo i lemmini si organizzano a questo scopo.
  4. ^ Anche perché le remore hanno un saporaccio.