Identità di genere

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L'identità di genere, conosciuta presso i preti e casalinghe impanicati come giender, è uno dei tanti aspetti della vita umana di cui non si capisce un cazzo. Tratta degli argomenti preposti a giustificarsi, dopo una battuta fuori luogo, intervistati a proposito dei: diritti di "madri transgeneder" di avere la "conservazione dell'utero", di qualcun'altra "transgeneder padre"; si veda inoltre il caso di Mario, operaio, ora Marie De La Roue, CEO di Toyota, per maggiori sottolineature al concetto che non esitono discriminazioni di genere, solo crimine in genere.

Se dovessi approfondire troppo l'argomento dovrai affrontare il GENDER DRAGON

Perchè la gente si azzuffa su sta roba?

In italiano "gender" si traduce letteralmente come "genere", quella cosa che si usa in grammatica per distinguere nomi, articoli, aggettivi, eccetera eccetera, in maschile e femminile.

Tuttavia qualcuno trova che, nei millenni, gli esseri umani ci abbiano posto vicino una montagna di stronzate che non ci azzeccano niente né con la grammatica né con qualsiasi cosa abbia un senso.

Gli esseri umani sono tutti dotati di cazzo o di vagina (rare volte di simpatici incroci), e a causa di chi vuole dirti come essere un "vero uomo" o una "vera donna", dalle autorevolissime Università di Tumblr e Università della Strada è stata partorita in risposta una fantastica teoria.

La teoria dell'identità di genere prende una svolta a U che manco Michael Schumacher a riguardo, e sostiene che sesso e genere non siano sinonimi, ma siano due cose distinte e separate e che, se il sesso è binario[1], maschio o femmina, il genere invece è uno spettro[2] di gradazioni infinite e ognuno può identificarsi come più gli pare.

Pertanto, pur di rispondere a quattro preti di merda, si arriva ad uno scenario simile all'inizio dei videogiochi quando devi creare il tuo personaggio, ma scegliendo a caso dei termini da un vocabolario inglese: "Maverique", "Novigender", "asexual gangbanger", "dodecasexual polyhedral aardvark", "Texas Chainsaw Massacre Special Edition"...

E quindi?

Da un lato, chiunque abbia a che fare con l' uomo medio e la donna media, oltre al chiedersi per quale ragione dovrebbe essere mai attratto da ognuno dei due, o perchè debba punirsi avendoci a che fare, nota che l'uomo ha momenti in cui frigna come una checca e che la donna ha momenti da camionista. [3]

Si potrebbe quindi intuire che magari alcuni dei concetti che ci vengono spiegati su maschi e femmine siano fantasiose approssimazioni, palese causa di confusione di genere e domanda proibita di Indovina chi.

Tuttavia, dagli egemoni culturali dei puritanesimi a cazzo di cane, l'idea che arriva riesce ad avere esattamente lo stesso difetto di pensiero ma in senso completamente opposto.

Si propone di risolvere il problema creando talmente tante di quelle etichette da poterci costruire dei frattali di autismo, in modo che invece di incasellare le persone in due categorie che sono definite in modo troppo restrittivo, le persone stesse ti risparmiano il lavoro di crearti pregiudizi oppressivi verso di loro e si etichettano da soli, autochettano, in modi che loro non hanno assolutamente le conoscenze per definire propriamente, e che tu non potrai mai neanche lontanamente comprendere. Capisci come alla fine, filosoficamente permettendo, nessuno ne capisce una beata figa sull’argomento/a, conseguentemente, non sa come interfacciare alla questione/i.

Curiosità

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L'abuso della sezione «Curiosità» è consigliato dalle linee guida di Nonciclopedia.

Però è meglio se certe curiosità te le tieni pe' ttìa... o forse vuoi veder crescere le margherite dalla parte delle radici?

  • L'avvocato dell'autore di questo articolo gli ha consigliato di dichiararsi genderfluid, quindi se osate prendervela con lui siete transfobici, omofobici, orobici e pure ricchioni.

Note

  1. ^ I treni non c'entrano, a meno che tu non sia Rocco Siffredi o John Holmes.
  2. ^ Non nel senso di fantasma, anche perché le basi scientifiche dell'esistenza dei fantasmi sono più solide.
  3. ^ E come si dice sempre, tra scorreggia di donna e fregnacce di marito; non naso e udito.