Tapiro

Un tapiro immortalato mentre cerca di individuare il proprio naso
Classificazione scientifica
Regno El Dorado
Phylum Premi televisivi
Famiglia Staffelli
Genere Neutro


Il tapiro è un mammifero ottenuto sommando algebricamente un elefante, un cavallo, un rinoceronte e il cofano incidentato di una Fiat 500, guidata da un punkabestia. L'ammasso di carne e ferraglia risultante ha di recente vinto l'ambito riconoscimento di animale più brutto del pianeta, parimerito col chihuahua della vostra vicina e il pipistrello al vapore. I tentativi di salvarlo dall'estinzione sono risultati del tutto inutili: il tapiro è talmente brutto che nessuno vuole adottarlo, nemmeno a distanza.

Per quelli che non hanno il senso dell'umorismo, su Wikipedia è presente una voce in proposito. Tapiro
« È bello come una battuta di Greggio! »
(Chiunque sul tapiro)
« Ero a corto di idee... »
(Madre Natura tenta di giustificarsi)
« Che bel figlio che abbiamo avuto! »
(Mamma maiala a papà elefante)

In virtù di tale innegabile risultato, al tapiro è stata offerta la possibilità di estinguersi in santa pace e senza dover temere l'intervento di Greenpeace.

Aspetto

Associato, a causa dell'aspetto strano, al brontosauro, il tapiro posside solitamente una livrea marrone merda, utilissima per mimetizzarsi in acqua e sfuggire a predatori feroci come il coccodrillo e la zanzara. I più modaioli presentano una striscia centrale più chiara che agghinda guance e collo e può far scambiare un tapiro per una sgommata sull'asfalto (il che non dice che lo sia per forza). La corporatura è sempre tozza, nonostante i tentativi di dimagrimento attuati dandosi alla dieta a zona, alla dieta mediterrana e alla disidratazione forzata.

La lunghezza media si aggira sui due metri e, rapportata all'altezza pari a un metro e al peso di circa 200 chili, fa che del tapiro si possa dire che si fa prima a scavalcarlo che a girarci attorno. Per la stessa ragione l'unica attività praticabile da un tapiro è giocare a "Le belle statuine".

La vista scarsa è rimpiazzata dall'ottimo olfatto che aiuta il tapiro a distinguere la propria coda dalla proboscide.

Vi sono 2 specie:

  • il tapiro dalla gualdrappa, di colore nero con un'enorme chiazza bianca sulla schiena residua di una cacca di piccione aerospaziale;
  • e il tapiro americano, detto anche tapiro afro a causa del suo colore.

Entrambe le specie sono oggi a rischio in quanto minacciate rispettivamente dagli ultrà milanisti e dal Ku Klux Klan. Il tapiro americano non è molto benvisto in Medio Oriente. Esiste una leggenda riguardo a dei misteriosi tapiri d'oro, ma al momento non ci sono prove che esistano, nonostante le numerose testimonianze di persone che dicono di averne ricevuto uno da parte di un tizio dagli occhi obliqui.

Habitat e abitudini

 
Un esemplare di tapiro intento a restare immobile

Dopo aver superato indenne il Pleistocene, le glaciazioni e la scoperta dell'America, il tapiro ha preso a diffondersi ovunque, dal Sudamerica a Milanello.

Preferisce vivere lungo i corsi d'acqua dove, grazie all'abilità nel nuoto, può sfuggire facilmente ai suoi nemici naturali quali puma, giaguari, pantegane e pidocchi. In Sudamerica, specialmente in Colombia e Paraguay, i tapiri vengono addestrati dalla malavita per diventare corrieri della droga, il che spiega l'espressione sveglia da centrosocialoide. Raramente vengono utilizzati dagli indigeni come animali da tiro al posto del pelo di fica oppure come portata principale nelle cene di gala in Amazzonia, al posto dei tucani ripieni. In Cina il tapiro si è rivelato utilissimo per produrre borse, borsette e cinture, salvando così dall'estinzione coccodrilli, leopardi e anguille.

Altrove sono cacciati per sport o uccisi accidentalmente perché scambiati per animali commestibili.

Comportamento e riproduzione

 
Una rarissima immagine di tapiri che tentano di sfuggire all'estinzione

I tapiri sono generalmente individui soli a causa della pessima abitudine di marcare il territorio spruzzando urina su qualunque cosa, compresi i loro simili. Nel caso in cui una femmina e un maschio riescano accidentalmente a incontrarsi, riconoscersi e individuare correttamente i rispettivi organi genitali, l’accoppiamento avverrà solo dopo un'estenuante gara di girotondo, necessaria per potersi reciprocamente annusare gli orifizi, e una serie infinita di mutilazioni corporali fondamentali per esser certi di trovarsi difronte a un proprio simile e non a un porcospino. Dopo appena 13 mesi verrà alla luce un piccolo talmente brutto che la stessa madre deciderà di abbandonarlo al suo destino per tornare ad accoppiarsi, sperando in risultati migliori.

Dediti a un veganesimo strettissimo, questi mammiferi campano brucando esclusivamente quello che gli arriva a portata di proboscide, vista l'innata pigrizia. Essi infatti si muovono così lentamente che non è raro trovare un tapiro morto di noia. Se spaventati però sono in grado di superare in volata la barriera del suono e terrorizzare il nemico mostrandogli gli svariati carie e calli.

Voci correlate