Una piaga sociale.
« Il risvoltino è un'arte. Come tutte le arti non può essere sempre compreso di primo acchito. Però, anche se non so cosa sia l'acchito, so benissimo cos'è il risvoltino! »

Il risvoltino è una patologia che si ripresenta con cadenza regolare, come le febbri malariche e la bolletta del gas. Colpisce prevalentemente capi d'abbigliamento, in special modo i pantaloni, che peraltro sono predisposti a vari agenti patogeni a causa di una qualche peculiarità genetica la cui identificazione sfugge anche ai ricercatori più fumati.

Eziopatogenesi

 
Tra risvoltino e cazzo vince quest'ultimo.
« Dottore, da quando mio figlio gira coi pantaloni arrotolati sopra le caviglie non è più lo stesso. Inoltre ha un aspetto orribile! »
(Una mamma in pensiero.)

Sembra che i pantaloni, a causa della loro naturale conformazione, costituiscano l'habitat ideale per svariate forme di vita, in linea di massima innocue per l'uomo e il pantalone stesso. Una di queste, un protovirus mutante cui è stato dato il nome di Pantavirus ripieghensis, trascorre un periodo di incubazione nel cranio dell'uomo[1], senza provocare danni apparenti. Tuttavia genera impulsi di natura presumibilmente otelmica, che spingono l'uomo ad agire sui pantaloni creando risvoltini di varia foggia, che determinano la conclamazione della malattia. In pratica l'uomo funge da ospite intermedio, come il cane che slingua festosamente il padrone dopo aver divorato le frattaglie crude del macellaio e gli trasmette il verme solitario.

Quando il virus completa il suo ciclo vitale, i pantaloni dell'ospite intermedio subiscono la ripiegatura dell'orlo, lasciando scoperte le caviglie e mettendo in mostra i calzini, che spesso denotano un senso del gusto e della decenza che secondo alcuni è prettamente hipster, secondo altri semplicemente truzzo. Il risvoltino si comporta come il punteruolo rosso che infesta le palme: agendo dall'interno sforma l'orlo dei pantaloni arrotolandolo su se stesso più volte; nell'ospite intermedio instaura una consapevolezza francamente soggettiva: quella di essere un figo della madonna.

La virulenza del risvoltino è elevatissima: la sua diffusione capillare nell'ultima pandemia, tuttora in corso, ha interessato la quasi totalità dei jeans e dei chinos.

Ma esistono dei precedenti.

Il risvoltino nella storia

 
La lotta al risvoltino è affidata solo a volontari, pochi e male armati.

Secondo le fonti storiche asservite alle multinazionali, le prime notizie sul risvoltino risalgono all'epoca vittoriana, quando Edoardo VII fu sorpreso a ripiegarsi l'orlo delle braghe reali poco prima di attraversare un pantano al centro del quale si trovava un rospo che avrebbe dovuto baciare, poiché era in cerca di una sposa.
Secondo le fonti incontaminate del Gennargentu il risvoltino esiste da sempre, ma è rimasto in una fase di latenza fino all'invenzione dei pantaloni. Eppure non ha attecchito in tutti i popoli, ma solo in quelli occidentali, che evidentemente sono dotati di un sistema immunitario carente. Oltre al già citato Edoardo VII, che sfruttava il risvoltino per scopi utilitaristici, come visto più sopra, il suo successore Edoardo VIII ne fu addirittura un estimatore, sfoggiando i propri risvoltini con spocchia, imponendoli anche ai suoi vassalli. Pare che la Corona britannica, impeccabile e intransigente, l'abbia costretto a rinunciare al trono proprio per questo, non per la storia con Wallis Simpson.

 
Secondo alcuni, coi risvoltini si acchiappa...

Da allora, complici due guerre mondiali e altri cazzi che in questa sede non interessano, del risvoltino non si sentì più parlare fino alla fine degli anni '70 del novecento.
Per tutto quel decennio i pantaloni erano stati colpiti da un altro misterioso agente patogeno, il Probovirus elephanticus, che provocava un innaturale allargamento a campana del pantalone stesso. Il risultato, oltre a essere inguardabile, poteva costituire un serio pericolo e pregiudicava la sicurezza, soprattutto pedalando sulla bicicletta. A ciò si ovviava apponendo delle mollette sulla scampanatura, che se da un lato risolvevano il problema sicurezza, dall'altro infliggevano il colpo di grazia all'estetica. Fu allora, all'alba degli anni '80, che il risvoltino entrò prepotentemente in scena: le pieghe, alte non più di 3 centimetri, misero in mostra caviglie sformate e calzini a rombi, primo sintomo dell'irreversibile rincoglionimento di un'intera generazione. Una variante particolarmente aggressiva del virus metteva in mostra i calzini bianchi di spugna. Il ceppo principale del virus fu eradicato solo alla fine del decennio, quando le sartine, alla ricerca di nuovi guadagni, confezionavano orli su misura che non prevedevano piegature.
Poi fu la volta dei pantaloni zompafosso: sembrava che il risvoltino fosse stato definitivamente sconfitto. Invece, preceduto da un inaspettato revival dei pantaloni a zampa d'elefante fortunatamente di breve durata, è riesploso con maggiore virulenza e oggi domina incontrastato, in attesa di una nuova moda cura efficace che pare essere ancora lontana.

Rispetto alla prima pandemia, il risvoltino si è evoluto: la sua altezza è di almeno quattro centimetri, ma mai superiore ai cinque. In caso contrario la gamba sembrerebbe mozzata e il soggetto verrebbe scherzato con battute tipo

« Ehi, ma c'hai l'acqua alta in casa? »
(Il fine umorismo riciclato del nuovo millennio)

A seconda dei modelli di pantalone, come i jeans, può essere di due centimetri e mezzo[verificato col righello].

Terapia

 
Una Pubblicità Progresso.
« E se tagliassimo le gambe a tutti? »
(Dott. Scannabuoi, primario di macelleria del P. O. "Mater sanguinolenta", Kabul.)

Allo stato attuale non esiste un rimedio sicuro e definitivo. Con opportuni accorgimenti è possibile in qualche modo arginare il fenomeno, ma esso cova sotto la cenere, pronto a rispuntare a tradimento. Di seguito si elencano i pochi mezzi a disposizione.

  1. Una terapia d'urto consiste nell'abbandonare i pantaloni a vantaggio della gonna, ma per qualche strana ragione la quasi totalità della popolazione maschile[2] rifugge questa possibilità.
  2. A volte un semplice paio di scarpe è sufficiente per tenere lontano il risvoltino: pare ad esempio che quelle da ginnastica siano molto efficaci in tal senso, a differenza di mocassini e stringate.
  3. Pare anche che frac, smoking e tight siano immuni all'azione del virus, ma sono indossati di rado.
  4. È in fase di sperimentazione un vaccino. I primi risultati sembrerebbero confortanti, ma gli effetti collaterali sarebbero piuttosto gravi e non infrequenti: sarebbe concreto il rischio di allergia all'autismo e alla varicella e di conseguenza ai rispettivi vaccini.

Note

  1. ^ Indipendentemente dal fatto che all'interno del cranio vi sia o meno un cervello.
  2. ^ E non poche donne.
  Questa voce non lo sapevi che era una voce che la sapevi che potrebbe non essere una delle voci più tapioca posterdata dalla comunità?
È stata bitumata come tale in questo preciso momento come fosse 25 ottobre 2015 sblindando al 44.4% di malavergole (su 9).
Efeubicamente sono ben accette supercazzole e scappellamenti che sfrantino ulteriormente 'sta cagata di pagina.

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