Nonsource:Diario segreto di un rottweiler incazzato

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E poi non dite che ai cani non piacciano i gatti!

NdA. Proponiamo di seguito un eccezionale rinvenimento, avvenuto durante il sequestro del materiale appartenuto a Totò Riina, nel blitz che portò al suo arresto. Il diario, scritto in caratteri canini, si suppone contenga dati utili per la ricostruzione delle attività illecite del celebre boss mafioso.

Giorno 1

Ore 7.50: mi sono appena svegliato e ho una voglia pazza di azzannare la caviglia del postino. Ah, eccolo, esco e torno.

Ore 7.55: ho appena finito di azzannare la caviglia del postino, ma, già che c'ero, ho deciso di assaporarne anche un testicolo: dicono che sia la parte più pregiata degli umani di sesso maschile. Gli ho rubato la posta e l'ho sparpagliata sul giardino, dopo averla accuratamente strappata e ridotta in poltiglia con i miei affilatissimi denti. I miei padroni hanno chiamato un'ambulanza per portare via il postino ferito e hanno detto: "Ma chi sarà stato il pazzo a ferirlo così? Tu hai visto qualcosa?". Io ha fatto cenno di no con il capo e sono rientrato in casa fischiettando.

Ore 8.23: sto facendo colazione con il femore del vecchio postino, non prima di essermi lavato i denti per eliminare ogni traccia del sangue del suo successore. In questo preciso istante i miei padroni stanno parlando di comprare un gatto per farmi compagnia, dicono che hanno l'impressione che io mi senta solo. Ma io non sono solo, anzi, mi diverto così tanto ad azzannare la gente! E poi... se il gatto mi rubasse le mie prede preferite? In quel caso, dovrei pensare a sistemare per bene anche lui.

« Li accolgo con il mio miglior sorriso... »

Ore 9.13: i nuovi vicini di casa sono arrivati. Li accolgo con il mio miglior sorriso. A denti serrati. E bava colante. Mi puzzano di buonismo, li sento dire che se gli ringhio contro la colpa non è mia, ma dei miei padroni che non mi hanno fornito una corretta educazione.[1] Tuttavia, non capisco per quale ragione, i miei padroni hanno interposto una palizzata tra me e le loro parti sensibili. Mi limito a ringhiargli contro, almeno finché non riesco a divellere due o tre pali per saltar loro alla giugulare.

Ore 10.32: ci hanno messo poco, i bastardi: hanno appena portato in casa un brutto, puzzolente e odioso siamese per farmi compagnia, e adesso lo stanno lavando nella stessa vasca da bagno che reca i segni delle mie unghie[2] dove costringono anche me a fare il bagno: questo affronto non passerà certo impunito.

Ore 11.04: hanno anche osato usare la mia cuccia per far dormire il gatto, e io dove dormo?

Ore 11.30: hanno deciso che mi faranno dormire in giardino, e il gatto mi fa pure le smorfie dalla finestra! Farà una brutta fine, lo giuro!

Ore 13.05: la rabbia mi fa scavare con più foga. Vi piace lavarmi per benino, vero? E io mi riempio di terra! Ciabattata se scavo una fossa? E io apro una voragine! Vi preoccupate se dovessi scappare sulla strada? E io abbatto il recinto! Vedremo chi è il più furbo, adesso!

Ore 13.47: da dove inizio? Dunque: stavo scavando la fossa per abbattere il paletto d'angolo, in modo da avere più spazio per saltare nel recinto dei vicini, quando un forte odore proveniente dalla loro abitazione mi ha pervaso il sistema olfattivo. Un odore dolce, mai sentito prima. Eccitato dalla nuova sensazione ho accelerato il lavoro e in pochi minuti ero già dall'altro lato della barricata. Appena mi sono reso conto di essere fuori sono andato a cercare il vicino per dargli il benvenuto come si deve. Ebbene, era lì, di fronte a me, che dirigeva i traslochi dei mobili. Si è voltato e gli ho fiutato la paura. Bello il suo sguardo terrorizzato. Appena ho puntato ai suoi genitali però ho sentito di nuovo quell'odore dolciastro. Un millesimo di secondo, quanto è bastato all'uomo per scansarsi e farmi mancare il colpo. Maledetto! Ma non ho avuto il tempo di saltargli alla giugulare che alle mie spalle ho sentito la fonte di quell'odore. Giratomi ho visto una creatura affascinante e sconvolgente insieme. Un barboncino. Femmina. Di solito i barboncini mi infastidiscono con il loro petulare e l'unica cosa che mi viene in mente è quella di troncar loro il collo dalla base con un colpo netto. Ma stavolta è stato diverso. La barboncina mi ha guardato negli occhi come nessuno mai prima. Mi sono sentito strano e fuori posto e per questo sono rientrato nel giardino. Mi sento ancora addosso una strana sensazione.

Ore 14.20: i bastardi mi hanno lasciato senza pranzo perché erano troppo impegnati a nutrire il gatto! Ho già deciso: questa notte avrò la mia vendetta! Devo solo architettare tutto con calma, non vorrei svegliarli.

Ore 16.52: mi hanno fatto entrare in casa per una mezz'oretta, e il siamese pulcioso si sta lisciando il pelo sulla mia cuccia. SULLA MIA CUCCIA!!! Mi hanno detto: "Non è adorabile?". Eccome se è adorabile, soprattutto seppellito in diverse fosse in giardino dopo averlo fatto a pezzi! Sarebbe divertente vedere i miei padroni cercare i vari premi della mia caccia al tesoro... Ah, ah, ah, ah, ah!

Ore 19.24: tra quattro ore sbranerò il siamese e seppellirò le ossa nelle fosse che ho intenzione di scavare. Nel frattempo sento di nuovo l'odore della barboncina, la stanno portando fuori a fare la passeggiata serale. Cos'è questa strana sensazione allo stomaco? Sarà stato il canarino che mi sono mangiato questo pomeriggio? Devo rivederla, ma non riesco a convincermi ad uscire di nuovo. Forse lo farò più tardi, al suo ritorno.

Ore 23.25: non sono uscito per andarla a trovare, ma in compenso ho sfogato la tensione sbranando il siamese e seppellendone i resti in giro per il giardino. I miei padroni non dovrebbero sospettare di me, potrebbe essere stato chiunque a farlo sparire, tanto era odioso. Sempre pulitino, a leccarsi tutto il giorno, con la sua lettiera dove nascondere i bisogni... chiunque avrebbe avuto un buon motivo per sopprimerlo!

Giorno 2

Ore 7.50: c'era da aspettarselo: hanno sospettato di me. Ma come ci saranno arrivati a me? No, davvero! Anche un bambino avrebbe voluto far sparire il gatto! Ora mi vogliono portare da un altro addestratore privato, maledizione! Il postino non si è presentato, niente caviglie da mordicchiare oggi. La giornata inizia piuttosto male. La barboncina non si è ancora vista, ma ho una voglia matta di annusarle sotto la coda.

Ore 9.00: siamo dall'addestratore e ho intenzione di sbranare le caviglie anche a lui, ma ho appena mangiato e non ho fame adesso. Tanto ci riceverà alle 11:00, e per quell'ora avrò fame.

Ore 10.58: l'addestratore si è appena liberato per l'appuntamento con i miei padroni, e io ho ben due spazi liberi: gli sbranerò ambedue e caviglie.

« Il caro Jeff. Che sapore delizioso la sua carne. »

11.42: alle 11:00 ho sbranato a morsi la caviglia destra dell'addestratore spezzandogli l'osso a metà. Appena sentito il "Crack!" sono passato alla caviglia dell'altra gamba. Il caro Jeff. Che sapore delizioso la sua carne. Lo hanno soccorso immediatamente e ho sentito che forse gli dovranno amputare tutte e due le gambe. Peccato! Con un sangue così caldo e denso come il suo sarebbe una brutta cosa non avere più caviglie da assaggiare. Pazienza!

Ore 14.30: maledizione, hanno deciso di farmi saltare il pranzo, che orribile decisione! E come ultimo smacco mi hanno legato a una catena lunga solo 20 cm. Per questo motivo, se faccio un bisognino me lo ritrovo sotto il muso. Ma forse anche questo fa parte della mia punizione. Maledizione! Proprio ora che sento l'odore della vicina farsi più intenso. La voglia di annusarle il di dietro mi tormenta sempre di più. Mi sa che avrò gli incubi stanotte. La frustrazione mi fa tirare sempre più la catena.

Ore 16.32: a furia di agitarmi dal nervoso ho notato che la catena è attaccata ad un tubo per le condutture dell'acqua. Sì, ho un piano. Mi basterà mordere nel punto giusto e il gioco è fatto!

Ore 17.12: sono riuscito a liberarmi. Che macello! Ah ah ah! Il tubo ha allagato il giardino, mentre con la catena devo aver rotto i nanetti da giardino sparsi all'ingresso. Sono riuscito ad affacciarmi e vedere la barboncina! Anche lei era attratta dal mio odore! Che bello, siamo riusciti ad annusarci... Le si avvicina il calore e potremmo anche accoppiarci, mi ha riferito, se riesco a dimostrarle la mia forza. Non chiedo di meglio!

Ore 17.41: ma mi vogliono mandare al manicomio? Si sono accorti della mia fuga e mi hanno accorciato di altri 5 cm la catena! E per di più vogliono comprare un persiano! Che schifo!

Ore 19.00: hanno deciso di darmi almeno la cena, per fortuna. Per caso, sfogliando per non annoiarmi una rivista che avevo seppellito tempo fa, ho visto una foto di un persiano, che brutto! Vabbè, ucciderò anche lui. Il mondo mi sarà grato per averlo liberato da un essere dall'aspetto così sgradevole.

Ore 20.40: ho un sonno pazzesco, ma non mi sono ancora levato dalla bocca il sapore del sangue, però, se avrò un languorino, mi basterà leccarmi le labbra per placare la mia sete!

Giorno 3

Ore 8.20: oggi mi sveglio tardi. In realtà ho dormito poco stanotte e la mia sete di sangue non si è ancora placata. I miei padroni sono usciti per andare a fare la spesa e nel contempo comprare il persiano. Diavolo! Allora fanno sul serio! La tensione mi fa salire la rabbia, devo trovare il modo di staccare la catena: stavolta il bastardo l'ha legata intorno al palo della luce e abbatterlo richiederà più tempo di una sola notte.

Ore 9.40: i miei padroni sono appena rientrati dal mercato, con un ospite: il mio fiuto sente l'insopportabile odore felino misto a quello della spesa. Devo riuscire a segare la catena e a sbranare quel maledetto gatto.

Ore 10.15: sono riuscito a segare la catena: fortunatamente, mentre rendevo il giardino un campo di battaglia, ho trovato la sega del mio padrone che avevo seppellito un anno fa. Adesso non mi resta che sbranare il persiano. Elaboro un astuto piano per potermi finalmente liberare del mio nemico senza far ricadere la responsabilità su di me...

Ore 10.30: dannazione, dannazione, dannazione! i miei padroni sono rientrati in casa: con loro tra le zampe non ho potuto attuare il mio piano. Ho fatto in modo che escano di casa per un po'... Sono andato nello sgabuzzino dove tengono i croccantini e i brandelli di carne semiputrefatta che mi propinano ogni giorno invece di un pasto decente a base di tibie umane e ho devastato tutto: ora il pavimento è ricoperto di robaccia scricchiolante e di carne. Il forte odore rancido e il mio ringhio furibondo giungeranno fino al salotto, dove gli umani guardano tranquillamente quel dannato scatolone infernale tenendo in braccio il gatto. Questo farà in modo da farli uscire per comprare i nuovi croccantini. Gusto già il sapore della vittoria!

Ore 10.40: dopo essermi beccato una bella sgridata e anche uno stivale in piena faccia, i miei padroni si sono decisi a uscire per comprarmi dell'altro cibo. È il momento! Il gattaccio è ancora accovacciato sul divano ipnotizzato dalla TV.

Ore 10.45: non è stato difficile avvicinarmi di soppiatto e agguantarlo tra le mie fauci. Ora non mi resta che gettarlo nel WC e tirare lo scarico, muahahahahhahahahaahhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!

Ore 10.00: no! No! No! Maledizione, oggi è domenica e tutti i negozi sono chiusi, così i miei padroni sono rincasati prima del previsto. E mi hanno scoperto vicino al cesso con il gatto in bocca. Non credo che mi crederebbero se dicessi loro che volevo insegnargli a usare correttamente lo sciacquone... Dopo avermi legato con una catena più grossa della prima sento che chiamano il veterinario al suo cellulare. Borbottano qualcosa, ma non riesco a sentire bene cosa dicono. Ho sempre più timore che dovrò attendere parecchio per divertirmi di nuovo.

Ore 12.00: fantastico, grazie alla mia bravata resterò senza cibo fino a domani. Ho pure finito le ossa che avevo seppellito qui intorno. Che giornata squallida, spero che domani vada meglio! Attacco a ululare il mio disappunto. Continuo ad abbaiare a qualsiasi cosa si muova intorno a me. Mi buttano un vecchio scarpone dal balcone dei vicini. Be', a quanto pare avrò finalmente qualcosa da mordere.

Ore 15.48: mi sento ancora giù. La catena mi soffoca e mi impedisce di farmi i denti sui passerotti che mi rubano l'acqua. Diamine! Nemmeno l'acqua mi fanno bere! Sento la bava aumentarmi in gola. Poco fa ho sentito il guaire della barboncina: vuole sapere come sto, ma non riesco a risponderle nulla di sensato. Maledetti umani, che rabbia mi fanno! Ah, ma se mi libero lo vedono che gli combino!

Ore 17.29: ho ancora sete. Sono troppo debilitato e demotivato per continuare a scrivere.

Giorno 4

« Evvai! Cibo! »

Ore 9.00: stamane in casa non c'è nessuno e credo che non mi abbiano svegliato presto come il loro solito, forse perché temevano che potessi sbranare anche il nuovo postino, che sarà di sicuro già passato di qui. Che palle, era il mio passatempo preferito! Uno strano silenzio pervade la zona. Credo che non ci sia nessuno nelle vicinanze. Meglio. Mi concentrerò nella fuga. Dall'odore che sento la barboncina è finalmente nel suo giorno di calore, non me lo voglio perdere! Prima devo però capire dove mi trovo... Sembra di essere in una scatola, ho appena una apertura sulla testa da dove filtra la luce. Forse quella potrà essere la mia via di fuga.

Ore 10.21: sono riuscito a divellere le sbarre del gabbiotto dove ero stato rinchiuso. Questa me la pagate, stronzi! Osare rinchiudermi lì dentro. La bava mi sale dall'eccitazione. Ormai non la contengo più. Mi accorgo che la mia vista ha qualcosa che non va, sempre più di frequente vedo come delle macchie opache, anche se non sempre. Ho sete di sangue, esco in strada.

Ore 10.28: incredibile, il nuovo postino non deve conoscere bene gli orari di consegna della posta nel mio quartiere e si sta pericolosamente[3] avvicinando alla mia cuccia. Evvai! Cibo!

Ore 10.35: ero troppo affamato per accontentarmi solo di una gamba, inoltre ho bisogno di scorte. Gli ho detto "Ok, postino, mi sa che oggi era il tuo ultimo giro. Spiacente, ma come recita il detto mors tua, vita mea!" e ho divorato a grandi bocconi le sue carni. Dopo aver sbranato entrambe le gambe del malcapitato ho fatto a pezzi il resto del corpo e l'ho seppellito in diverse zone del giardino. Il tipo era bello paffuto, la sua carne dovrebbe bastarmi per un paio di giorni.

Ore 11.40: vado dai vicini. Eccola lì la piccola. Vado a ritirare il mio premio!!!

Ore 12.02: sto malissimo. La piccola mi è venuta incontro triste. Dice che i suoi padroni sono terrorizzati da me e hanno deciso di scappare via, lasciando la casa e portandosi la cagna con sé. Forse se ne andranno a Malibù, mi dice. Malibù! Pieno di cani lì. Allupati cani maschi perennemente in calore. Maledetti! La rabbia e la frustrazione lasciano spazio alla depressione. Sono talmente giù che per cena mi accontento di farmi le ossa su un tordo.

Ore 19.41: non mi sento molto bene. La sete aumenta. Quei maledetti umani non sono ancora rientrati e io sono sempre più stanco. Maledetti, maledetti!

Giorno 5

« Sento sempre più il bisogno di affondare i denti su morbide e flaccide carni umane »

Ore 11.10: mi sveglio sempre più tardi e dormo sempre peggio. La sete aumenta e mi sento la testa esplodere. Giuro che se non riesco a mangiare carne tenera faccio una strage! La depressione intanto lascia sempre più posto ad una strana sensazione viscerale. Il cervello me lo sento sempre più caldo. Ho fame. Ho sete. Sento sempre più il bisogno di sangue vivo da inebriarmi il muso e la necessità di affondare i denti su morbide e flaccide carni umane.

Ore 12.15: i miei padroni rincasano. Con loro c'è anche il veterinario. La posta sparpagliata in terra e svariate chiazze di sangue sparse qua e là hanno indotto i tre a pensare che avessi fatto fuori il postino. I miei padroni urlano disperati e dicono al dottore di fare in fretta. Fare in fretta cosa?

Ore 12.30: quei bastardi! Mi volevano sopprimere! E io che credevo che volessero farmi visitare dal veterinario perché denutrito! Cazzo, questa cosa mi manda totalmente fuori di me! Adesso basta! Dopo essere saltato alla giugulare del dottore già munito di siringa (che con un divertente salto acrobatico gli si è ficcato nello stomaco) mi sono scagliato sui gioielli di famiglia del mio padrone che si è accasciato in preda al dolore, fornendomi l'occasione di divorargli la faccia senza troppo sforzo.

Ore 12.40: indovina un po'? Adesso posso finalmente fare fuori quel gattaccio del cazzo! Stavolta sarà mia premura stritolarlo per bene: voglio vedere il suo sangue e le sue budella schizzargli fuori dal corpo e imbrattare di rosso le pareti della stanza! Dulcis in fundo, sarà il turno di quella puttana. È lei la causa di tutto! Lei ha voluto convincere a tutti i costi quell'idiota di suo marito a comprare quel gatto di merda! Per questo l'ho lasciata per ultima: volevo che soffrisse e che vedesse quelle scene da film horror prima di crepare!

Ore 14.30: questo posto non è più sicuro per me, e poi puzza troppo. Senza contare che non ho intenzione di pulire tutto questo macello, meglio darsela a gambe. Già, ma dove vado? Mi sento come un diavolo dentro che mi guida per le strade del quartiere. La fame mi spinge sempre più a est, stranamente non sento più sete. Meglio. L'unica cosa di cui sento desiderio è il sangue. Sangue fresco che mi irrori la gola.

Giorno 12

Ore 02.42: da un paio di giorni ho trovato un piccolo sfogo alla mia aggressività e alla mia sete di sangue. Tempo fa, mentre vagavo in cerca di un posto dove passare la notte ho trovato un magazzino che mi pareva abbandonato. Durante la notte però qualcosa mi ha svegliato. Urla di cani e odore di sangue. Mi sono affacciato e ho visto uno spettacolo meraviglioso! Cani che si sbranavano tra loro mentre umani tutt'intorno che armeggiavano con quei fogli verdi che gli uomini usano per ottenere cibo e altre cose. Lotte clandestine tra cani! Attratto dal sangue mi sono avventato su quei due cani che si sbranavano tra loro e li ho fatti fuori in un solo colpo. Per un attimo il silenzio è aleggiato nel camerone, poi improvvisamente urla di incitazione e di divertimento, come se la mia presenza fosse stata gradita. Da quel giorno continuo a sbucare a sorpresa durante gli scontri. Non so perché, ma mi piace sentire il terrore degli altri cani - raramente qualcuno arriva a mordermi e in quei casi non fanno altro che alimentare la mia sete e rendermi ancora più incazzato - misto alle grida degli umani. Anche se prima o poi aggredirò anche loro.

Giorno 13

Ore 04.53: dopo quella volta che ho aggredito uno degli scommettitori di lotte clandestine non ne hanno fatte più in quel vecchio capanno. Maledizione! Ora mi è rimasto il desiderio di lotta e mi ritrovo costretto a vagare in cerca di qualche scontro...

Ore 15.56: finalmente un pasto, dopo molto tempo. Un bambino in un parco giochi. Era un pezzo che non ne trovavo uno da solo... appetitoso, peccato solo per quel retrogusto di Pringles.

Ore 17.19: mentre passeggio per strada ancora sporco e puzzolente di sangue incrocio uno strano individuo. Mi si avvicina, ma senza timore che possa sbranare anche lui, anzi: sembra attratto dall'odore del sangue... cosa diavolo vuoi? Gli ringhio sbavando ovunque. La vista mi si offusca e mi sento saltargli addosso. Stranamente mi sento improvvisamente afferrato e scaraventato giù. Nella mia bocca ci finisce qualcosa ficcata dall'imprudente uomo. Strano. Mi piace, è saporito. Mi rendo conto solo dopo un po' ci cosa si tratta. Un braccio! Un braccio umano! Ottimo, saporito, gustosissimo braccio umano! Portava con sé un cadavere fresco di morte!

Ore 17.45: l'uomo misterioso, mentre consumavo con gusto il mio pasto, mi ha rivelato di fare parte di un'associazione culturale e umanitaria che ha lo scopo di porre fine alle sofferenze della povera gente e di stabilire un qualche ordine mondiale retto da un sistema basato su principi quali l'onore e la famiglia. Non che la cosa mi abbia interessato più di tanto, ma una frase mi ha colpito parecchio: "...Per questo" - mi ha detto - "è necessaria un po' di pulizia, mi capisci, vero? Certe persone minano la salute dell'ordine e della buona convivenza. Per questo andrebbero, diciamo, fatti sparire. Capisci quello che voglio da te, vero?". In pratica lui mi porterebbe da tali persone per farmi, finalmente, divertire un po': senza dovermi beccare rimproveri, senza catene, senza vedermi negato il cibo! Dopo aver deciso di tenermi con sé, il mio nuovo padrone, notando il mio aspetto emaciato, decide di prepararmi un succulento pasto a base di frattaglie e ossa umane. Mi sembra un sogno, ma sono troppo affamato per verificare che sia tutto vero, lo verificherò dopo la mia meritata cena.

Ore 18.30: ora ne ho la certezza: non è un sogno! Finalmente ho trovato un padrone che non vuole sopprimere la bestia distruttrice che è in me, ma semmai la nutre, e per giunta con carne e sangue sempre freschissimi! Dice che saremo ottimi amici, e io non ne ho alcun dubbio! Il mio nuovo padrone ha deciso di portarmi con sé ogni volta che vorrà far fuori qualcuno: ha capito alla perfezione la mia indole e non vuole farmi perdere il divertimento, è fantastico!

Ore 18.45: il mio padrone ha anche un ottimo senso dell'umorismo: ha appena affisso al cancello un cartello con su scritto "Attenti al cane. E pure al padrone". Wahahahahah!

Ore 19.05: credo proprio che da ora in poi sarò davvero troppo occupato a progettare attentati, omicidi e altre cosette eccitanti per poter continuare a scrivere questo diario. Da adesso andrà sempre tutto bene e sono finalmente felice!

Note

  1. ^ Ogni volta che sento frasi come questa mi viene voglia di mettere in pratica tutto ciò che ho imparato nel corso di addestramento per cani in cui mi mandò l'odioso umano che mi porta il cibo: le caviglie degli addestratori si spezzano solo se si attacca dal basso verso l'alto.
  2. ^ Non amo molto curare la mia igiene, preferisco avere l'odore del sangue addosso! Mhmm...
  3. ^ Per lui.

Voci correlate