Salvatore Riina

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Questo articolo tratta di cose e/o persone che non hanno nulla a che fare con la mafia (che non esiste),
quindi in caso notiate qualcuno in giro mentre chiede il pizzo facendosi chiamare Don, tranquilli, è tutto normale.

L'ho detto, l'ho detto, adesso mi puoi togliere quella pistola dal collo ché se no mi lasci il segno?

   Ti rifiuti di leggere? Ti costringiamo noi!?
« Questa è Cosa Nostra! »
(Totò Riina su proprietà privata)
« Sono innociènte Vostro Onòre, lo giuro sulla vostra testa! »
(Totò Riina davanti ai PM)
« Stu cazzu i telecumannu un cancia canali... »
(Riina con in mano un detonatore)


Totò saluta i giornalisti.

Biografia[edit]

Salvatore Riina, noto tra gli ambienti della Caritas e di Amnesty International anche col nomignolo di Totò u'Curtu (per via delle dimensioni del suo pene) è stato un noto filantropo, che ha dedicato tutta la sua vita all'assistenza e alla cura del prossimo diventando attivo membro di organizzazioni umanitarie senza scopo di lucro come Emergency, la ONLUS e Cosa Nostra.

Lavoratore integerrimo, padre esemplare, dinamitardo affettuoso e votato al sacrificio (degli altri), Totò Riina nasce nel 1930 a Corleone, ridente cittadina che ha dato i natali e le Pasque anche ad altri famosi filantropi, tra i quali ricordiamo Bernardo Provenzano, Luciano Liggio e il fantomatico Salvatore La Barbera. Attaccato alla famiglia, inizia a farsi strada tra le brave persone della Sicilia e, tra uno sparo e l'altro, un aiutino ricevuto dal giovane Omino Silvio e il sostegno del noto scheletro parlante Vito Ciancimino, diventa leader dell'organizzazione benefica Cosa Nostra, grazie soprattutto all'aiuto del suo mentore, quel nobiluomo di Luciano Liggio.

Le opere di bene[edit]

Nel 1992 si fa ideatore e promotore, con enorme successo, della campagna umanitaria "Un mafioso per amico", dove si cerca di favorire una proficua collaborazione tra commercianti e Cosa Nostra avendo sempre come fine il bene del prossimo, purché il prossimo sia lui o uno della sua famiglia. Nel 1993 dà il via al progetto "Trenta ore ancora in vita", nato sulla scia di Telethon e destinato alla raccolta fondi per i mafiosi bisognosi d'affetto.


Totò Riina ha distribuito bene a tantissime persone, un bene tangibile, palpabile, di calibro molto grosso. Non tutti possono dire lo stesso.

Tra i principali beneficiari del suo immenso e spassionato altruismo ricordiamo:

  • Pietro Scaglione;
  • Mario Francese;
  • Michele Reina;
  • Boris Giuliano;
  • Cesare Terranova;
  • Piersanti Mattarella;
  • Pio La Torre;
  • Carlo Alberto Dalla Chiesa;
  • Rocco Chinnici;
  • Beppe Montana e Ninni Cassarà;
  • Libero Grassi;
  • Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

I familiari vorrebbero ancora ringraziarlo per l'attenzione particolare dedicata a queste persone ma Totò, sempre schivo e modesto, sa anche mettersi da parte al momento giusto, sa anche isolarsi dal resto del mondo e va detto che da 16 anni a questa parte ci sta riuscendo benissimo.

1991:Totò Riina dona un milione di euro all'Associazione italiana vittime della mafia.

Progetto beatificazione[edit]

Ultimamente sono state avviate le pratiche per la beatificazione di Totò Riina dopo la sua prematura scomparsa avvenuta il 17 novembre 2017. "Possiamo ovviare noi a questo fastidioso inconveniente" - ha dichiarato il direttore del residence dove il noto filantropo si trova in vacanza ma la sua proposta, benché generosa, è stata subito accantonata.

Si è pensato così, visti gli importanti meriti acquisiti sul campo, di farlo Santo anche da vivo ma lui ha dichiarato: "...se mai avessi a divintari santo, vulissi la coppola al posto dell'aurreola..." facendo capire chiaramente che se San Francesco parlava ai lupi, lui vorrebbe continuare a parlare alle lupare.

Persecuzione Giudiziaria[edit]

I 26 ergastoli a cui fu condannato Riina furono soltanto una invenzione cinematografica. Dal 1993 Riina è vissuto serenamente presso un Santuario Francescano fino al 17 novembre 2017, giorno in cui ascese al cielo con tutto il corpo.

Amici[edit]

Video[edit]

'O Sud, o com c'chiam'n allu nord, 'a Terronia

« Se nelle regioni meridionali non ci fosse la criminalità organizzata, come mafia, 'ndrangheta e camorra, probabilmente la disoccupazione sarebbe molto più alta. » (Faber)

Li paesììn: AvellìneBàreBenevientoBrinnisiCaltanissettaCasul di PrincipCasertaCataniaCatantzaruChijtëCusenzaU Fogg'FrusenoneLachil'LecceMatàërëMissìnaNapulePalermuPischèrëPutènzeRaùsaRietiRiggiuRomaSalierno'SerniaTàrdeTèrmSiragusa
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