Immaginazione

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« Mai sentita nominare! »
« Basta con l'immaginazione! »
(Il tuo pene.)
« Ti aspetto al casello, sfigata! »
(La realtà mentre supera l'immaginazione sulla A4.)
Immaginazione assistita.

L'immaginazione (dal grecano: Figura che si muove ma non esiste oppure dal sanscrito: I tre re Magi partono per Betlemme) è l'unica delle doti umane che permette alla stragrande maggioranza delle persone di sopportare la realtà e in special modo il palinsesto di Rete 4. In antitesi la fascia meno nutrita (in senso numerico) dei benestanti usa l'immaginazione per credere di stare male e di essere infelice. A una striminzita minoranza priva di questa meravigliosa facoltà non resta altro che spartirsi il mondo reale sfruttando l'immaginazione altrui. L'immaginazione è la capacità del cervello di generare allucinazioni senza uso di stupefacenti. Il suo carburante è l'esperienza e, con un numero sufficiente di dati nonché una dose notevole di immaginazione, è possibile sbagliare di poco qualsiasi previsione e di inventare cose che non funzioneranno. L'immaginazione è forza creativa, è potere! Ogni cosa è possibile quando non è reale! Beh, non proprio "ogni": ad esempio, è impossibile immaginare di trombarsi Rosi Bindi. Anche l'immaginazione, come ogni cosa, ha il suo rovescio della racchetta medaglia: può generare terrore, angoscia, malinconia, sonnolenza e un'inspiegabile voglia di Calippo alla ciliegia. La sua manifestazione più pericolosa è l'immaginario collettivo, popolato da terribili divinità, mostri metropolitani, dittatori mentali, minacce immaginarie, spauracchi mediatici e agghiaccianti soap opera. In poche parole l'immaginazione è il potere di dare alla realtà un significato soggettivo: se per te questa è una ghianda, per me potrebbe essere un grissino e per lui un ferro da stiro. La memoria è anch'essa frutto dell'immaginazione. La memoria scevra il ricordo da ogni impurità ed elimina le parti sgradevoli o compromettenti. Per capirci: Bersani fra qualche anno ricorderà di esser stato un grande leader della sinistra.

Storia dell'immaginazione umana[edit]

All'inizio dei tempi l'immaginazione era ad esclusivo appannaggio di Dio che la usò per scopi creativi: sapete com'è, a volte è una vera rottura di coglioni essere l'unica cosa che esiste. I Sumeri, esistiti molto prima di Dio, non avevano molti stimoli e di conseguenza poca immaginazione: il loro massimo era schiacciarsi gli occhi con le dita per vedere i lustrini. I Maya usavano l'immaginazione per preparare scherzi da preti per le genti del futuro. Gli Egizi riuscivano ad immaginare a sole due dimensioni e per giunta solo i profili. Per il 3D si dovette attendere Platone che con un grandissimo sforzo riuscì a immaginare un solido. Verso l'anno 1500 l'immaginismo raggiunse vette impressionanti con Leonardo e Michelangelo, i quali riuscivano ad immaginare persino cose che non erano mai esistite e in alta definizione. Da allora l'uomo cercò di immaginare cose sempre più inimmaginabili, come il teletrasporto, l'invisibilità e la mosca nel prepuzio. Kant fu il primo ad unificare l'immaginazione alla percezione reale, con tutta la fatica che si era fatto per dividerla! Dopo quattro birre e due whisky doppi, Heidegger rimise tutto in discussione dichiarando che dopo di lui sarebbero rimaste solo due cose da immaginare e, andando per esclusione, erano pure cose brutte. Quindi ogni volta che immaginiamo qualcosa possiamo essere praticamente certi che l'ha già immaginata qualcun altro, magari anche più di una volta, e avere un'idea geniale che si rivela di terza o quarta mano è particolarmente frustrante.

Cibo per immaginazione[edit]

I bimbi sono maestri di immaginazione.
« Il segreto della creatività è il saper nascondere le proprie fonti. »
(Albert Einstein, uno che la sapeva lunga.)

Come ci insegna tra le righe il vecchio Albert l'immaginazione non esiste. Essa è solo una rielaborazione di immagini, nozioni e ricordi rimaneggiati dal cervello, un puzzle con miliardi di pezzi attaccabili più o meno come ci pare. Bastano pochi elementi di base: suoni, odori e sensazioni tattili anche appartenenti a esperienze diverse, memoria visiva (film porno) e saremo già in grado di produrre un'esperienza erotica mentale molto realistica con una persona che nella realtà non potremmo nemmeno avvicinare, ad esempio Lois Griffin. Il pericolo maggiore dell'immaginazione è di incappare in una fantasia collettiva, ormai indissolubile meme della cultura mondiale, ovvero l'amore.

La fame è indubbiamente lo stimolo maggiore per l'immaginazione e si suddivide in fame di cibo o fame di fica/pene. Mentre quest'ultima è facilmente appagabile da un po' di immaginazione e qualche carezza, altrettanto non si può dire della prima.

Il substrato perfetto per l'immaginazione è fondamentalmente l'assenza di azione. La condizione necessaria affinché si inneschi il processo è la noia. Lo dimostra il fatto che mentre ci rompiamo il culo al lavoro, l'unica cosa che riusciamo ad immaginare è di andare a casa a non fare un cazzo. Appena riusciamo a soddisfare questa condizione il cervello parte in automatico. A volte anche la mano. Ci avevate mai pensato? Einstein, Leonardo, Dante, Dio, tutta gente che non aveva un cazzo da fare.

La curiosità è un altro fattore determinante nel processo creativo. Perché siamo qui? Come avrà i capezzoli quella tipa? Chi vive dentro al mio frigorifero? Quanti trattori è grande l'universo? Cos'è stato quel rumore? Dove sono le mie mutande? Come sarà il pisello di un megalodonte? Sono alcune delle migliaia di domande che stimolano l'immaginazione e animano l'appetito la fantasia. La fantasia e la creatività sono la capacità di inventare cose che non servono a nulla oppure trovare nuove applicazioni ad oggetti esistenti, come usare cavi elettrici come stendipanni.

L'immaginazione soccombe definitivamente solo tramite una poderosa mazzata sul cranio, può essere però contaminata da agenti esterni e risvegliare ataviche paure. Uno scricchiolio notturno, un'ombra indistinta, una presunta cospirazione alle vostre spalle, un lamento lontano, una sega mentale, un formicolio al braccio sinistro, una testa mozzata che rotola sul tuo letto; elementi come questi inducono l'immaginazione ad alimentare la paura stessa e il conto in banca di fattucchiere e psicologi. Ovunque ci sia un buco di conoscenza o di percezione ecco che l'immaginazione corre a colmarlo di stronzate campate per aria, che però fanno paura uguale, anzi di più.

Aforismi sull'immaginazione[edit]

« Il codardo è uno che prevede il futuro. Il coraggioso è privo d'ogni immaginazione. L'ubriaco se ne fotte di queste stronzate. »
(Charles Bukowski, "Storie di ordinaria follia")
« Quando non si ha immaginazione, morire è poca cosa, quando se ne ha troppa morire è troppo, quando se ne ha così-così morire è così-così. »
(Louis-Ferdinand Céline, "Viaggio al termine della notte")
« L'uomo è in grado di fare ciò che non è in grado d'immaginare e non è in grado di fare ciò che immagina, ma sopratutto non immagina di essere in grado di fare ciò. »
(René Char, "Fogli di Iphnos")
« L'ordine è il piacere della ragione: ma il disordine è la delizia dell'immaginazione. Però i calzini usati mettili in lavatrice. »
(Paul Claudel, "La scarpina di raso")
« Quando l'uomo tenta di immaginare il Paradiso in terra, il risultato immediato è un molto rispettabile inferno a Milano 2. »
(Paul Claudel, "Conversazioni nel Loir-et-Cher")
« Il rimpianto è il vano pascolo di uno spirito disoccupato. Bisogna sopra tutto evitare il rimpianto occupando sempre lo spirito con nuove sensazioni e con nuove immaginazioni. Provate, che so, a farvi un pompino mentre vi gettate da un aereo. »
(Gabriele D'Annunzio, "Il piacere")