Valanga di Rigopiano

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«  Una tragedia immane, inaspettata e imprevedibile. »
(Il sindaco di Rigopiano)
Previsioni Rigopiano .jpg
« Cade del bianco con un tonfo lieve. »
(Giovanni Pascoli nella poesia dedicata alla neve.Quando non fa danni. )
« Amò, fa un freddo che si muore. Finisci la sigaretta e torniamo nella spa se vogliamo rimanere vivi... »
(Una coppia ospite dell'albergo.)

La valanga di Rigopiano è stato un evento verificatosi nel gennaio 2017 ma che ha richiesto anni di preparazione tra progetti, ampliamenti, conoscenze e mazzette varie per edificare un albergo là dove era anche sconsigliato fermarsi per fare un selfie. Una slavina, distaccatasi da una cresta posta a ridosso dell'edificio, investe la struttura conquistando la medaglia d'oro come evento catastrofico dell'anno. In anticipo di undici mesi, per giunta.

Statisticamente, infatti, le valanghe fanno danni e morti solo sulle Alpi; dunque costruire un albergo sugli Appennini, sopra detriti di precedenti frane, con a ridosso uno strapiombo di mille metri e nel bel mezzo di un canalone non è stata, secondo alcuni, una scelta scellerata. Di diverso avviso sono 29 persone che hanno perso la capacità di respirare.

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Per quelli che non hanno il senso dell'umorismo, su Wikipedia è presente una voce in proposito. Valanga di Rigopiano

Dinamica[edit]

Montagna innevata.jpg

Nei giorni precedenti la tragedia, l'Appennino centrale era stato interessato da un'ondata di freddo paragonabile solo all'era glaciale di due miliardi di anni fa. A poche ore dal disastro la situazione era chiara: cumuli di neve alti quanto Pippo Baudo, centri abitati isolati e black out elettrico in mezza regione. Nel Rinascimento un panorama simile ci poteva anche stare, d'altronde Pippo Baudo non era ancora nato e l'elettricità ancora non esisteva. Ma soprattutto le cronache dell'epoca non riportano nessun albergo in loco.

La mattina del 17 gennaio viene diramato un allarme valanghe che, in una scala da 1 a 5, raggiunge il livello "scappa", con particolare attenzione alle zone ove sono presenti forti pendii. Contemporaneamente viene anche registrata una scossa tellurica stimata in 5.0 gradi, il che conferma la teoria del cugino di Archimede, secondo la quale una qualsiasi montagna ricoperta di neve instabile, se violentemente scossa, vede scivolare gran parte del manto verso il basso sotterrando tutto quello che trova. Alberghi compresi.

Alle 16:48 circa del giorno successivo, a seguito di altre numerose scosse telluriche, un'enorme valanga di neve mista detriti si stacca dal massiccio del Gran Sasso battendo il record di velocità di discesa libera.[senza fonte]

Eventi post valanga[edit]

Sulla linea del traguardo la slavina impatta sulla struttura alberghiera sorta lì per caso. In quel momento si trovano nell'area dell'hotel 40 persone, 28 ospiti, di cui 4 bambini, 3 cani, 2 gatti delle nevi senza benzina e 12 membri del personale. Il boato precedente la tragedia viene scambiato dai più per un imminente nevicata, un temporale o un rutto, ergo nessuno si preoccupa continuando a guardare pomeriggio cinque. L'allarme viene comunque lanciato tempestivamente:

« - Ospite: Sono all'hotel rigopiano, c'è stata una valanga che ha buttato giù tutto! Correte!!
- Operatore 118: Hahahahahaha buona questa!
- Ma che cazzo ridi??
- Guardi che ci ha appena chiamato la prefettura che è stata contattata dal propietario che è in un altro luogo, e dice che è tutto a posto.
- Ma vaffanculo, va'. »

Dopo alcune incomprensioni la macchina dei soccorsi si mette in moto. I primi ad arrivare, alle 4 del mattino e non senza qualche difficoltà, sono i pompieri con estintori e idranti. A seguire una pattuglia dei carabinieri che non vedendo niente di sospetto fanno marcia indietro, e un mezzo della protezione civile che non aveva trovato parcheggio ad Amatrice.

Le operazioni di salvataggio si svolgono in un ambiente ostile e con temperature rigidissime. Viene anche presa in considerazione l'idea di rimandare il tutto verso maggio ma essendoci (forse) superstiti si decide di spalare a mano l'intero deposito abusivo di neve. Scelta azzeccata perché all'indomani vengono tratte in salvo 11 persone raffreddate.

L'inchiesta[edit]

Dalla cartina si evince quanto siano pericolose hall e cucina.

La magistratura apre un'inchiesta sull'accaduto per accertare le responsabilità inviando numerosi avvisi di garanzia, tutti a caso. La prima dichiarazione per gli organi di informazione parla di un non meglio specificato "errore umano" e rimandano ai giorni seguenti eventuali novità. La seconda dichiarazione corregge il tiro sulla precedente specificando "errore umano di sesso maschile", giusto per dare l'idea di quanto sia efficiente la macchina della giustizia in Italia.

I carabinieri puntano a cercare prove contro i fiocchi di neve, mentre un tizio che passava per caso azzarda l'ipotesi secondo la quale:

« Ho dubbi sull'idoneità della struttura portante dell'albergo che, se non ricordo male, anni fa era solo una baita costruita sulle macerie di una precedente frana del 1936. Verificherei le concessioni edilizie che non dovevano essere rilasciate considerando il rischio valanghe presenti nella zona. »

Le indagini portano alla luce numerosi illeciti edilizi compiuti dai proprietari, ma il colpevole viene individuato nel Gran Sasso con la complicità dei fiocchi di neve. Inoltre, secondo una ricostruzione, non ci sarebbero state vittime se gli ospiti si fossero dedicati all'alcol invece di comportarsi come persone che vogliono passare una settimana di spensieratezza.

Curiosità[edit]