Scooterista: differenze tra le versioni

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{{restauro|motivo=formattazione, immagini, categorie, insomma, tutto il cucuzzaro|firma=--{{User:Wedhro/firma}} 19:40, 10 giu 2019 (CEST)}}
[[File:Scooter truzzo.jpg|miniatura|Non importa quante piume colorate può infilarsi nel culo. Uno scooterista non sarà mai un pavone]]
Lo scooterista è il detentore/possessore conduttore di [[scooter]].
 
Si distingue dal [[motociclista]]<ref>Si definisce motociclista il detentore/possessore e conduttore di una motocicletta la quale, sia chiaro, non è uno scooter. Si definisce infatti motocicletta tutto ciò che il motociclista ritiene che lo sia.</ref> in quanto, anche se non lo sa, i due mezzi condotti differiscono sostanzialmente e formalmente.
 
Oltre a non sapere questo, lo scooterista ingora un sacco di altre cose, come ad esempio le strisce pedonali, i semafori, le corsie di emergenza, i divieti di sosta e, sopratutto, il fatto di essere scooterista.
 
In un bar a [[Napoli]], sul registratore di cassa c'è scritto, riporto testualmente:
 
''"Avere lo scooter e definirsi motociclisti è un pò come farsi il bidet e credere di aver fatto la doccia".''
 
Tale verso, sintetizza in due righe la differenza, oltre che far incazzare gli scooteristi che vannovolevano asolo pagare un caffè.
 
== Profilo psico/fisico ==
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Assume una curiosa quanto aerodinamica forma a C, con schiena flessa all'inverosimile, e gambe e braccia distese che si protendono in avanti, rispettivamente verso la pedana e il manubrio. Quando impegnato ad evitare altre automobili nel traffico, lo scooterista tira fuori un piede e lo tiene sospeso radente l'asfalto. Cosa lo tira a fare su se fra due chilometri c'è un'automobile e bisogna metterlo a terra per fermarsi?
[[File:Bari - Vigili motociclisti sul Lungomare.jpg|miniatura|Un'immagine non troppo rara degli esiti della conduzione di uno scooter. No, i tizi in divisa non sono amici suoi e nemmeno lo diventeranno|233x233px]]
Se indossa il casocasco (se!), tiene un'accesa conversazione al cellulare infilato all'altezza dell'orecchio, gesticolando come la più curiosa caricatura mafiosa estera. Quando il casco gli pende dal gomito (perchè fa caldo o perchè fa fighi o perchè durante la lunga fase di partenza lo scooterista non ne ha ben compreso l'utilizzo), la conversazione si sposta su Whazzapp, e la mano sinistra è devotamente impegnata a digitare febbrili repliche. Si fotta la leva del freno, tanto al prossimo ostatolo (leggasi automobile) sculetta e scarta di lato.
 
Per lo scooterista, le automobili sono fastidiosi ostacoli da superare con manovre evasive ed elusive, mirate a passare oltre e a confondere chi segue da dietro, il quale resta spiazzato manco si trovasse davanti all'elastico di Ronaldinho. Quando tali manovre gli sono precluse per carenza di spazio o perchè poste in atto da uno scooterista più veloce, il ricorso al clacson non è frutto di una scelta ragionata, ma un semplice ed innato riflesso che emerge nel disperato tentativo di far sparire l'ostacolo o, nei casi più gravi, di aprire il traffico come Mosè fece con il Mar Rosso.
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