San Procopio

Da Nonciclopedia, la pseudo-enciclopedia pseudo-libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Work in progress

S.Procopio

Asceta, filosofo, insigne latinista, vissuto intorno all'anno 1000. Di Lui si conoscono le Meditazioni, un trattato sulla filosofia della purificazione, ed una litania in cui vengono enumerati circa 4.000.000 di Santi cristiani suoi contemporanei. S.Procopio viene studiato dalla Patristica in quanto considerato uno dei Padri della Chiesa.

Vita di S.Procopio

Nacque a Sottopurchiano, nel feudo di Pollena Trocchia, nel napoletano, e fu battezzato col nome di:

Aristide Andrea Alfio Calogero Gastone Giuseppe Giovanni Astolfo Luigi Roderigo Annunziato Carlo Giulio Servillo Maria Sostenuto Graziadeo Socrate Ambrogio Paolo Vincenzo Caio Elio Antonio Pietro Catiello Gabriele Fortunato Diego Salvatore Aniello Platone Ludovico Nicola Elia Berardo Giorgio Ermenegildo Leonardo Napoleone Michele Diogene Alcino Vinicio Federico Aiace Silvio Celeste Marco Luca Goffredo Francesco Massimo Amalio Protagora Fausto Beniamino Mafaldo Isaia Armando Augusto Taddeo Oliviero Marcello Attilio Joel Matteo Omero Emilio Giacomo Cesare Ottavio Acacio Giulio Bernardo Gennaro Aldo Custodio Samuele Luciano Ulisse Alfonso Bartolomeo Lupano Luvino Lusalamo Olivio Zebedeo Enrico Errico Sperandeo Achille Carmelo Ernesto Raffaele Geremia Rosolino Alfredo Ottaviano Ermanno Procolo Venceslao Palmiro, ecc................e, finalmente, Procopio dei Conti di Pollena.

Il prete che lo battezzò svenne per apnea nel dire tutti i suoi nomi.

Per la verità il padre aveva scelto solo il nome Procopio, fece una croce sul calendario, in corrispondenza di un'altro precedente S.Procopio, e disse al servo:"vai dal prete e fagli leggere questo!"; il prete capì invece che il Conte voleva tutti i nomi del Calendario e li copiò tutti sul registro di battesimo. Ci vollero 2 giorni per completare il battesimo e centoquarantaquattro pagine aggiuntive per il certificato di nascita. Dopodichè il Conte di Pollena proibì che nel suo feudo si festeggiassero gli onomastici.


Com'era nella tradizione del suo casato, Procopio fu destinato alle arti militari sotto il comando del Sommacoglia, che difendeva il Papato contro l'Impero. Riportò gravi ferite, tra cui, per un'asciata (colpo d'ascia) ricevuta in combattimento, l'amputazione in toto di pene e testicoli e dell'alluce del piede sinistro. Fu allora che, còlto da crisi mistica, decise di votarsi alla castità ed alla predicazione. Si fece frate, indossò saio e cilicio e si ritirò sulla scogliera di Mergellina, Napoli, per meditare e pregare (e pescare qualche sarago per la cena), Predicò ai pescatori sulle paranze di passaggio, che commentavano i suoi insegnamenti a fischi e pernacchie.

L'apostolato di S.Procopio

La fama della sua santità, la sua vita ascetica, nutrendosi di soli saraghi (lì non si pescava altro), e le sue predicazioni gli valsero il riconoscimento dell'autorità ecclesiastica che lo ordinò Diacono e lo inviò in Terrasanta per convertire i Mussulmani.

Fu fatto prigioniero dai Giannizzeri del Vice-Califfo di Jaffa, Allah Ben Dur, e rimase sei mesi in carcere, dove ai prigionieri si dava da mangiare solo saraghi. Il Califfo, solitamente, faceva castrare i predicatori cristiani e tale sorte sarebbe toccata anche a S.Procopio, ma il boia non trovò nulla da tagliare. Allora S.Procopio predicò al Califfo e lo convertì a mangiare solo saraghi, che non erano vietati dal Corano, e fu liberato.

Il miracolo della melanzana

S.Procopio tornò in Italia, che era in preda ad una grave crisi agricola; le melanzane, che erano la più importante produzione, furono raccolte mosce e flaccide, tanto che non si potevano neppure tagliare. Allora S.Procopio, dopo una notte di preghiera, ordinò che gli si portassero melanzane e ricchioni e mise questi ultimi al lavoro: miracolo ! le melanzane, manipolate dai ricchioni riprendevano forma, consistenza, durezza, ed il raccolto fu salvo. I contadini fecero una grande festa per S.Procopio, con una cena di 500 diverse portate , ma tutte a base di sarago.

S.Procopio predica ai turchi

Papa Callisto XII, avendo avuto sollievo dai suoi calli grazie ad un medico arabo, pensò di convertire i mussulmani, ed inviò tre missionari col compito di predicare agli infedeli: Prosdocimo, Procopio e Pancrazio. Purtroppo Prosdocimo era balbuziente e faceva ridere i turchi, Pancrazio era effeminato e li faceva ridere ancora di più, quindi toccò a S.Procopio predicare. Le Croniche di S.Pancrazio riportano brani di queste predicazioni molto interessanti:

...e foste voi, figli di mignottone e paraculi, a fregarmi l'orologio nella casbah? Ora Dio dice di non rubare, e voi, non soltanto siete formicatori e non vi vergognate di penetrare animali così piccoli, non soltanto puzzate più dei vostri cammelli, ma pure ladri!! un giorno sarete davanti al giudizio di Dio, che è pure incazzatto perchè lo chianate Allah, come se fosse una caramella al latte, ed allora vedremo se non vi faccio sputare fuori l'orologio!!

Più oltre S.Pancrazio riporta la confutazione di S.Procopio contro il precetto mussulmano di astenersi dal mangiare carne di maiale:

..o pezzi di stronzi! ditemi come farete l'amatriciana senza il guanciale di Ariccia! ..e ci pensate al salame? froci come siete dovreste ricercarlo!!

e contro il precetto di non bere alcool:

..vi dico che quel Maometto vi ha coglionato! Lui si faceva arrivare birra e wisky dall'Irlanda e si faceva un martini con l'oliva prima di pranzo!

e contro la poligamia:

..ma lo vedete che siete dei grulli? ma come? quattro mogli ed un solo assegno familiare !?! e poi quattro suocere sulle palle!!

Il miracolo della fonte

Passando per la contrada di Quagliachiatta S. Procopio vide molte donne com secchi e brocche in mano che si disperavano perchè la fonte si era essiccata e non avevano acqua. Le donne bestemmiavano, se la prendevano con quel cornuto del Vescovo che diceva che questa era la volontà di Dio, con la pioggia che mancava, con S.Giuseppe, ecc. Vedendo tanta devozione S.Procopio si commosse, si avvicnò alla fonte ed ordinò il sienzio assoluto. Allora il Santo, ricorrendo ai suoi poteri, cominciò a stimolare la fonte facendo pissi pissi con la voce; poi si interruppe e, guardando il cielo, disse: se mi fai fare un'altra figura di merda, mi faccio mussulmano! e riprese il pissi pissi finchè dalla fonte cominciò a scendere un rivolo d'acqua e poi un getto. L'unico problema del miracolo fu che quell'acqua sapeva stranamente di urina.