Gensomaden Saiyuki

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Gensoumaden Saiyuki è il nome di una popolareggiante serie di Kazuya Minekura, una mangaka il cui nome è conosciuto ancora ai meno.

Protagonisti di questa storia sono quattro ragazzi, ognuno con un diverso livello di schizofrenia. Essi viaggiano da 3 anni verso Ovest, senza che siano riusciti ad arrivare dalla Cina in India. Tutta colpa degli scioperi dei mezzi di trasporto. Questi poveri ragazzi, infatti, sono costretti a viaggiare su una panda scoperchiata spacciata per jeep, che si trasforma nei momenti meno adatti in un draghetto spennacchiato.

Protagonisti

  • Genjo Sanzo Houshi

Genjo Sanzo, altrimenti noto come Kouryuu, per gli amici Pelato sanzo, soprannominato Occhi suadenti, alias bonzo corrotto, è un monaco che ha ereditato le tecniche per rendere la sua capigliatura il più impossibile possibile direttamente da Yugi-oh, the king of hairstilyst. Sanzo è seguace del filone di pensiero opportunistico ' Non avere nulla ma sfrutta le cose degli altri ', e bisogna dire che segue alla lettera i precetti di questa teoria. Infatti possiede un pettorale di puro oro (coniato con le statuette di Bhudda che i fedeli portarono al tempio convinti di aiutare Bhudda a pagare i debiti di gioco) , una gold card dal credito illimitato che trasferisce ogni spesa del simpatico monaco direttamente sul conto di tre déi, che in cambio gli hanno chiesto solo di andare in India e staccare la spina dell'Interruttore magico che tiene in vita il grande Toro Gyoumah-ou, fondatore del movimento ' Evitiamo di tagliarci le unghie e usiamo la scusa che siamo demoni ', e tre compagni che, nonostante il monaco sia incline allo sterminio di massa, pendono dalle sue labbra come cagnolini. Oltre a ciò, Sanzo possiede anche una pistola a piombini che lui chiama affettuosamente Shoreiju, causando classici scambi di battutine sarcastiche sul fatto che, tra tanti tipi di fucili, lui abbia scelto proprio una pistola lunga 8 cm e mezzo. Sanzo tuttavia non è uno sprovveduto: sapendo quanto possano essere maliziosi i demoni, ha avuto cura di munirsi di un ventaglio di carta (che assume il minaccioso nome Harisen, arma mortale già dalla pronuncia del nome specie se accompagnata da un sostanzioso pranzo a base di aglio) duro come carta velina, così da dimostrare che anche nella botte piccola ci può essere vino buono.

  • Son Goku

Son Goku è una scimmia rimasta prigioniera sul monte Gojo per 500 anni, a causa di una colpa molto grave. Lo sventurato scimmiotto,infatti, 500 anni prima aveva mangiato il casco di banane dedicato alla dea/dio ermafrodito Kazz...Kanzeonbosatsu, causando le ire della/o dio/dea che non sapeva più con che cosa masturbarsi. Kanzeonbosatsu, allora, aveva deciso di punire lo scimmiotto costringendolo a passare il resto della vita a rimpiazzare il ruolo del casco di banane, ma gli altri dei,spinti da pietà, avevano deciso di rinchiuderlo sul monte. Son Goku utilizza come arma ' un bastone allungabile a dismisura,con due palle attaccate all'estremità ', utilizzando le testuali parole dello scimmiotto. Questa caratteristica fa sì che il 90% dei demoni finga di combattere per il Toro Gyoumah-ou, in realtà avvicinandosi al gruppo del monaco Sanzo solo per provare il mitico bastone allungabile ' a piacer vostro '. Goku, purtroppo, soffre di schizzofrenia: è convinto, infatti di avere un alter-ego cattivo che gli infila sempre un criceto nei pantaloni quando vede uno dei filmetti amatoriali di Gojyo.

  • Cho Hakkai

Ovviamente non poteva mancare l'uomo dai sani valori di origine siciliana, che con la scusa di essere cresciuto in un orfanotrofio, decide di figliare con la propria sorella gemella, Kanna. Kanna, di nome e di fatto a quanto pare, un bel giorno decide di volerlo fare strano e si lascia prender...catturare da un demone-lombrico, dando la colpa alla povera tribù del suddetto, la quale viene brutalmente sterminata a colpi di lupara dallo stesso Cho Gono. Kanna, distrutta dal dolore per essersi spezzata un'unghia durante il salvataggio, decide di togliersi la vita con un taglierino da disegno. Gono, sconvolto dal fatto che la gemella abbia avuto un taglierino dai genitori e lui no, viene colpito da una paralisi facciale che lo costringe a sorridere senza riposo alcuno. Tuttavia Cho Gono è un nome che nessuno ricorda. Il pover'uomo, infatti, ogni volta veniva riconosciuto come il ' fratello della Kanna ', perciò decide di diventare Cho Hakkai. Hakkai soffre di schizofrenia cronica, che provoca in lui accessi di follia. Celebre è infatti la sua tendenza a strapparsi dal lobo dell'orecchio destro tre orecchini di metallo e a correre in tondo urlando 'Sono un demone!' a ripetizione, o almeno fino a quando un'anima pia non decida di rimettergli gli orecchini fingendo di aver paura. L'arma di Cho Hakkai è il Ki, l'energia spirituale che può essere concentrata in una sola parte del corpo. Hakkai spesso la utilizza per la sua paralisi facciale, in modo da attenuare un poco l'innaturale contrazione dei muscoli labiali.

  • Sha Gojyo

È il più grande produttore di film amatoriali, nonché rivale giurato di Rocco Siffredi . La sua caratteristica principale sono appunto i suoi capelli color rosso abbagliante, in grado di stordire momentaneamente la vittima prescelta fino alla fine del video. Gojyo oltretutto ha letteralmente la ehm...passera in testa: allunga le mani su Sanzo, corrompe Son Goku a colpi di dolcetti imbottiti di afrodisiaco e ha una relazione con Hakkai in cui c'è da chiedersi chi sia il sottomesso. Celebre è infatti la sua frase: 'Questa è l'ultima volta che porto a letto un uomo...in genere mi ci faccio portare!'. L'arma di Gojyo è la Shakujo, asta di ferro lunga 2 metri e 15 centimetri dalla lama a padella per crepes. Molti si sono chiesti cosa simboleggino quei 15 centimetri in più,ma Gojyo non si è mai pronunciato in merito.Gojyo ha lavorato anche nel campo della creperia dolce: tutti i suoi famosi video hanno come tema principale i dolci in tutte le salse.

  • Jeep

Animaletto domestico di Hakkai, è la panda scoperchiata spacciata per Jeep a cui si accenava prima. Nonostante ciò, è quello che si fa più il culo là in mezzo, dovendo trasportare a destra e manca due fumatori incalliti che gli sporcano i sedili con la cenere, una scimmia che un giorno si e uno no cerca di infilargli uno spiedo in gola e un tizio alla guida con la paralisi anche alle mani, a giudicare dalle volte in cui il draghetto si è ritrovato a stretto contatto con il tronco di un albero.

  • Kougaiji

Kogaiji è il nemico fisso di turno della storia, figlio di quel Gyumao che non deve essere risvegliato. E già qui uno si chiede come mai non abbiano lasciato anche Kogaiji in quarantena, visto che ogni volta che appare riesce sempre a fare una figura di merda diversa. Ma non è colpa sua: il nostro caro nemico, infatti, soffre di amnesie a breve termine di grave entità, nonché manie di eccessiva autostima, che lo spingono periodicamente ad andare a sfidare il gruppo di Sanzo, convinto di battere tutti e quattro con uno sbadiglio, per poi tornare indietro ogni volta gonfio come una cornamusa. Questa fase delle sue psicopatie ha avuto l'apice quando si è aggiunto anche un istinto sadico/suicida, palesatosi nell'episodio in cui, non contento che Goku ogni volta lo battesse risparmiandogli la vita, ha deciso di mettere in gioco la salvezza del bonzaccio corrotto a cui la scimmia tiene tanto. Idea che nemmeno un gruppo di psicoterapeuti specializzati in manie suicide è riuscita a tutt'oggi a spiegare. Il suo piano, purtroppo, non è andato a buon fine, perché una buona stella ha deciso di risparmiarlo dalla morte, e dopo essere rimasto in coma vegetativo per qualche mese, è tornato con le stesse manie, ma pure rincoglionito, questo perché Nii, durante le cure, ha esagerato con la quantità di morfina rendendolo più rintronato del solito. Nonostante l'aria da duro che vuole mantenere, il nostro buon Kogaiji è un bravo bambino, e ogni sera dice le preghierine sotto una colonna in cima alla quale è posto un bassorilievo della Madonna che lui chiama amichevolmente "mamma", dicendole anche tutti i giorni che la tirerà giù di lì. I suoi amici, che non possono più vederlo in quello stato, si augurano presto che davvero scenda di lì: ovvero che il pezzo di roccia si stacchi finendogli in faccia e ponendo fine alle sue sofferenze. Come molti notano, le sue apparizioni nella storia sono sempre molto distanti l'una dall'altra, e questo è dovuto non solo ai tempi di ripresa tra una tamburata e l'altra, ma anche perché il nostro caro Kogaiji ci tiene molto al suo aspetto, e impiega metà della sua giornata nella manicure (con scarsi risultati), nella cura del corpo (diverse ore al giorno sul lettino abbronzante), nella cura dei capelli (dai! chi c'ha mai creduto che è rosso ruggine naturale!), e nella scelta degli accessori (quali i suoi splendidi orecchini con tanto di fronzoli fru fru che non ho mai visto nemmeno al carnevale di Rio) e dell'abbigiamento (come dimenticare la giacca bianca rubata a Seto Kaiba!).