Purga

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In teologia purgare significa purificare l'anima, espiare una colpa. In medicina, invece, la purga è un medicamento che provoca l'evacuazione dell'intestino, una specie di enteroclisma indiretto per via orale.

Significati ed origini del termine

Che lo stesso termine assuma due concetti così diversi si deve ad un fatto storico. Il Vescovo di Tessalonica Certusio scrisse una lunghissima pastorale nella quale ordinava ai religiosi di purgarsi, cioè di purificare la loro anima con digiuni, penitenze e preghiere. Il priore del convento sul monte Tofa, un cessaiuolo convertitosi in tarda età e parecchio semianalfabeta, di tutta la pastorale riuscì a capire solo purificazione e, non capendo il resto, interpetrò la cosa secondo l'esperienza del suo antico mestiere.

Quindi, distribuì ai monaci due litri di olio di ricino a testa, con l'ordine perentorio di ingurgitarlo all'istante. Il convento, putroppo, disponeva di un solo servizio igienico, e così i monaci furono costretti a cacare dappertutto. Dal convento si sollevò un infernale puzza di merda, che scese a valle ed investì con violenza la città di Tessalonica. Questo equivoco fece sì che da allora i termini purgare, purga, purgativo, ecc. assumessero un doppio significato, teologico e cacatorio, e tuttora non è mai chiaro il loro significato quando essi vengono utilizzati nelle esortazioni religiose.