Il mio nome è Nessuno: differenze tra le versioni

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[[Anno]] 1898, un inquietante [[barbone]] che sole farsi chiamare "Nessuno" si imbatte nel pistolero più veloce del West, il leggendario Jack Beauregard, un vecchio rincoglionito che ormai non aspetta altro che la [[morte]]. Nessuno, un po' per pena e un po' per voglia di emergere dalla massa, cercherà in tutti i modi di fargli finire la carriera alla grande con un'ultima, memorabile, impresa: Jack dovrà sconfiggere da solo [[Orgia|il Mucchio Selvaggio]], un'immensa ammucchiata svoltasi durante l'ultimo [[Rave party|Rave]] di primavera.
 
Dopo aver vinto la riluttanza del vecchio, che fino ad allora aveva solamente [[ManualiNonbooks:Sparare sulla Croce Rossa|sparato sulla Croce Rossa]], Nessuno riuscirà finalmente a convincere Jack a uccidere barbaramente un branco di uomini nudi intenti a partecipare al Mucchio Selvaggio, [[Rocco Siffredi]] compreso. Ma non contento il beffardo Nessuno pianificherà a tavolino la morte del vecchio Jack, organizzando per lui una perfetta uscita di scena degna di un grande eroe: un duello all'ultimo sangue. Secondo Nessuno un eroe, per far in modo che le sue gesta finiscano trascritte nei libri di storia, deve assolutamente morire in modo epico; ma questa è solo un gran [[cagata]] che Nessuno racconterà solamente al fine di fottersi tutta la gloria che Jack aveva accumulato durante tutti i suoi anni d'attività di temuto pistolero. Dopo un finto duello tra i due personaggi, organizzato in pieno centro di New Orleans, Beauregard rimarrà "ucciso" lasciando a Nessuno la sua pesante eredità di "[[Batman|Giustiziere]]", oltre che lo stuolo dei suoi nemici accumulati in vita. Contento Nessuno, contenti [[tutti]]. Inoltre, facendo leva sul suo curioso nome, sulla lapide di Beauregard rimane alla storia la scritta: ''"Nessuno è stato più veloce di lui"'', ma anche di questo credo che [[a nessuno importa|importi solamente al nostro Nessuno]]. La storia termina con la bellissima morale della favola dell'[[pene|uccellino]] e della [[merda]], raccontata in precedenza da Nessuno, che Jack trascrive nella lettera finale indirizzata all'irrequieto innominato: ''«Non sempre chi ti mette nella merda lo fa per farti del male e non sempre chi ti tira fuori dalla merda lo fa per farti del bene. Ma soprattutto, quando sei nella merda fino al collo, stai zitto»''. Innegabile verità. Anche perché la merda in bocca non credo abbia un buon sapore.
 
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