Chelsea
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| ROSICONE! Che c'è, non ti piace quello che è scritto qui?! Se ti senti ferito nell'orgoglio puoi benissimo andare a piagnucolare dalla mamma oppure gentilmente qui. Qui facciamo dell'ironia su tutto, e se non ti va bene sorridi: presto riceverai un calcio rotante sui denti. |
Il Chelsea è una nuova marca di banca che permette l'elargizione di soldi in cambio di calci alla palla e pincopallini scelti tramite lotteria dei poveri (o presunti tali). Il presidente di questo istituto bancario è Romano Ibrahimovic, parente alla lontana sia di Prodi che di Ibrahimovic; per noti motivi di parentela non lavorano assieme.
[modifica] Capitali posseduti
- €9999999999;
- $400000 (mazzetta del passaggio di Beckham dall'Inghilterra agli Stati Uniti via Siberia);
- 30000 talleri gioviani (risarcimento danni da parte di John Cena per avergli distrutto l'unghia di uno dei suoi gatti);
- 2000 leu (capitale di riserva per regali alle prostitute rumene);
- Infiniti rubli e sterline (fabbricazione legalizzata in casa).
[modifica] I fortunati stipendiati
- Frankie Lampard, noto ex-venditore di lumi da tavolo.
- Peter il ceco, noto portiere che ha riacquistato la vista grazie ai miliardi di Roman Ibrahimovic.
- John Terri, ex-bracciante agricolo, noto mangiatore di terra: difatti, gli avversari puntualmente tornano a casa con fratture multiple perché gli viene a mancare il terreno sotto i piedi.
- Didier Drogba, famoso ricettatore sudafricano talmente fatto che gli basta guardare il pallone per mandarlo in porta.
- Altri fortunati estratti a caso.
[modifica] Ex fortunati
- Giousuè A-maurigno, noto per aver posseduto un ristorante in Italia, ove la sua maleducazione era così proverbiale da averlo portato al fallimento. Tornato in Italia a guida dell'Inter per la sua naturale propensione al fallimento (Mancini stava vincendo troppo).
- Adrian Mutu, noto salice silente, licenziato perché si pippava coca usando come base i genitali della moglie del presidente Roman Ibrahimovich.
- Andrea Se Te Cerco, noto per non trovare una palla in campo perché si annoia a cercarla.


