Tresnuraghes

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Tresnuraghes
Tresnuraghes stemma.jpg

(Stemma)

"Non ti inchines meda, chi faghes biere su paneri
(Se ti inchini troppo, esponi le terga al malintenzionato)"

(Motto)

Posizione geografica Selvaggio West
Anno di fondazione Due anni prima della Bibbia
Abitanti 1298 PAM!... PAM!... 1297 1296
Etnia principale Razza ariana[in transito]
Lingua Croat Portogh Boh!
Sistema di governo Democrazia estortiva
Moneta Casu marzu
Attività principale Spianare i nuraghi
Patrono San Marco
Gemellaggio Târgu Cărbunești (Romania)
Porto Alabe è schifato dalle rotte marittime civili, vi approdano solo i lagunari del reggimento San Marco in occasione della festa del patrono.

Tresnuraghes è un comune italiano... scusate un attimo... (ma sei sicuro?... no perché il nome... ok, va bene)... italiano della provincia di Oristano in Sardegna.

Si trova nell'antica regione del Montiferru, al confine con la Culonia e la regione storico-geografica della Planargia, un luogo così impervio che Reinhold Messner perse quasi la vita nel tentativo di raggiungerlo. Fu trovato dal 5º Reggimento Genio Guastatori di stanza a Macomer, stavano effettuando le esercitazioni di sopravvivenza in territorio ostile e lo trovarono in lacrime abbracciato ad un biddaio. La parte più difficile della "Rescue Mission" fu sottrarlo al facinoroso autoctono che, stando alla Carta de Logu del XIV secolo, lo considerava oramai di sua proprietà.

Possiamo dire che: se si esaminano le vicende storiche e culturali, Tresnuraghes appartiene alla Planargia; se ci basassimo invece sulla struttura geomorfologica del territorio, la dovremmo collocare nella steppa kazaka.

Il comune prende il caratteristico nome dall'antica presenza, in corrispondenza del centro abitato odierno, di tre nuraghi. Ovviamente essi costituivano un evidente ostacolo allo sviluppo del piano regolatore, quindi: due sono stati dichiarati "strutture inagibili" e abbattuti, del terzo ne è stata lasciata una piccola traccia perché era contenuto nel giardino pubblico, ma la giunta comunale ha deliberato recentemente di sostituirlo con la giostra dei calcinculo.

« Turista fai da te? No Alpitour?! Ajò! Ajò! Ajò! »
(Tipica battuta degli abitanti di Tresnuraghes rivolta ai turisti finiti lì per sbaglio.)
« Scusate, sapreste indicarmi la strada per Tresnuraghes? »
(Tipica battuta di un abitante di Tresnuraghes che si finge un turista.)

Storia[edit]

Storia antica[edit]

L'invasione degli Ittiti fu stroncata sul nascere dalle antiche (e incazzose) tribù nuragiche.
« Gli abitanti di Tresnuraghes si mostrano subito cordiali ed affabili, almeno quelli bianchi a quattro zampe. »
(Hans-Jürgen Biddau, Meraviglie della Sardegna: Guida illustrata per ciechi, 1964 Ed. Serramanico.)

La rada di Foghe ha sempre rappresentato un punto privilegiato di sbarco per molti invasori, quali i Mori e i pirati. Ciò è testimoniato dalla torre di avvistamento costruita dagli Aragonesi e dalle teste mozzate trovate in una buca appartenenti agli incauti aggressori. L'approdo è comunque calcato da epoche remotissime.

Nel 1200 a.C., l'ultimo re ittita Šuppiluliuma II tentò di conquistare le Baleari per farci le vacanze. Il piano era semplice: prendere Palma di Maiorca e Ibiza ed insediarci due villaggi turistici. Per un errore di calcolo negli approvvigionamenti (dovuto alla passione dell'ammiraglio Hattuŝa Panku per il buzbağ delle proprie vigne) la flotta, giunta a due terzi del viaggio, dovette virare e dirigersi verso la terra più vicina, la Sardegna.

Una famelica orda di ittiti si riversò nell'entroterra per fare razzia di cibo. Come spesso accade: se una cosa inizia male non può che finire peggio. L'antico nome di Tresnuraghes era appunto "Peggio", ed è lì che finirono i tapini.

La temibile cavalleria dei Ciddilitani, una tribù nuragica stanziale attestatasi sulle sponde del Rio Mannu.

Ci sono tre semplici regole da tenere a mente quando si tratta con un indigeno del luogo:

  1. chiedere con estrema gentilezza se vuole privarsi di un bene che lui considera solitamente "mio tesssoro!" (fosse anche la zeppa di legno che evita al tavolo di traballare);
  2. pagare il prezzo che lui ha stabilito, senza tentare di mercanteggiare, cosa che lo indispone perché sottrae tempo alle sue attività preferite (contemplare il suo gregge, la natura, le sue pecore immerse nella natura e la natura esaltata dal suo gregge);
  3. allontanarsi velocemente facendo la riverenza.

L'approccio degli ittiti fu invece furfantesco e sottovalutarono un segnale importante: quando il sardo si toglie "su bonette" e si gratta la fronte, sta per partire la "Testata sarda"[1]. L'invasione ebbe fine, assieme all'impero ittita.

In seguito ci riprovarono i Fenici, che costruirono il borgo marinaro di Porto Alabe quale capisaldo per la loro flotta. Gli isolani li ringraziarono, non avevano la minima idea di come fare un porto decente, e poi li ricacciarono a pedate nel Mediterraneo.

Storia meno antica[edit]

Agli inizi del XX secolo il centro abitato[da verificare] raggiunse la sua massima estensione, grazie al fiorente commercio degli halibut atlantici. In effetti, Porto Alabe era il più comodo ed attrezzato scalo marittimo della Sardegna occidentale, ancora in perfetta efficienza, conservato esattamente come l'avevano lasciato i Fenici.

Dopo soli tre giorni di somaro il pesce raggiungeva Olbia, per essere caricato sui mercantili diretti in continente. Con l'arrivo del motore a scoppio, e in seguito del mulo di ferro fumante, una enorme quantità di quel "sogliolone" invase il mercato italiano e, attraverso Genova, quello europeo.

La stazione FS di Tresnuraghes, da sempre al passo coi tempi (morti).

Nel 1938 Tresnuraghes contava sei milioni e mezzo di abitanti, tutti operanti nel mercato ittico o nel suo indotto, il giro d'affari muoveva una cifra equivalente al PIL della Giamaica. La cosa dava fastidio al principale concorrente nell'importazione di halibut, la Germania.

Adolf Hitler non perse tempo, incontrò segretamente i suoi generali nel Castello di Oberschleißheim, fissando le basi del piano segreto chiamato "Operation verdeckte: Fisch". Basandoci su un documento, custodito nel porta tette fino al 2002 da un'anziana signora di Düsseldorf‎, possiamo riassumerne le fasi salienti.

  • 22 maggio 1939. Adolf Hitler e Benito Mussolini (attraverso i loro ministri degli esteri) firmano il Patto d'Acciaio, il dittatore italiano si interroga a lungo sul perché della cosa, Hitler poteva scegliere chiunque, per quale motivo si era rivolto a lui che, tutto sommato, era una mezza sega?! La risposta è semplice: in questo modo nessuno avrebbe sospettato in seguito dei tedeschi.
  • 1 settembre 1939. La Germania invade la Polonia e inizia la seconda guerra mondiale. Serviva un diversivo e ci cascano tutti come polli;
  • 9 luglio 1943. Dopo quasi quattro anni di guerra, quei perdigiorno degli alleati finalmente sbarcano in Sicilia con l'Operazione Husky. Ora ci sono le condizioni che Hitler aspettava.
  • 26 luglio 1943. Con un imponente impiego di bombardieri B-52 americani (comperati segretamente in Cambogia) la Luftwafer rade al suolo Tresnuraghes, affonda i mercantili ancorati nel porto e distrugge tutta la tratta ferroviaria. La colpa va ovviamente agli sbrigativi metodi di D. Dwight Eisenhower, a questo punto il piano è riuscito e la guerra si può anche perdere.

Storia recente[edit]

Tresnuraghes prima e dopo l'arrivo dei fondi UNESCO. (No, le foto non sono invertite)
« Signor Sindaco sono arrivati i fondi UNESCO per i tre nuraghi. »
(Pier Nico Mereu: Assessore all'Abbatimento Ruderi Disabitati.)
« Benissimo, diamo il via al progetto Tre-tre giù-giù , cominciate da quello più grosso. »
(Il sindaco di Tresnuraghes fornisce importanti dettagli sull'uso delle ruspe.)
Mariassunta Mulas, attuale sindaco di Tresnuraghes, ha imperniato la sua campagna elettorale sulla valorizzazione della cultura e delle tradizioni sarde.

La ricostruzione del centro cittadino iniziò subito dopo la fine della guerra. L'economia era oramai in ginocchio, ma la fiera indole di quegli uomini lasciava ben sperare su un pronto risoll risorg "fortza paris!"

Nel corso degli anni si sono susseguiti numerosi tentativi di riportare il paese agli antichi splendori, puntando molto sul turismo.

  • Turismo balneare. Il progetto prevedeva la distruzione (tramite tritolo) di ventordici chilometri di scogliera, lo sbancamento dei detriti e la successiva collocazione di millemila tonnellate di sabbia bianca finissima proveniente dalle Maldive. Lo sviluppo alberghiero era dato per scontato. L'idea non si concretizzò invece per futili motivi, da un lato perché chiunque venisse dal mare era considerato un pirata saraceno (e di conseguenza affondato a colpi di bombarda), dall'altro perché, in mancanza di un aeroporto, i turisti dovevano essere paracadutati sulla piana di Magomadas.
  • Turismo crocieristico. Il piano era quello di appropriarsi del Mediterraneo occidentale, approfittando della vantaggiosa posizione geografica si potevano praticare forti sconti. L'investimento finanziario richiesto era enorme, il discorso fu allargato ad altri comuni della zona. Alla fine aderirono Tresnuraghes, Oristano e Macomer. La compagnia di navigazione (sfruttandone l'acronimo) si chiamò T.O.M. Cruise. Per reperire i fondi necessari si pensò di rubare la MSC Agonia (operante sulla tratta Orbetello-Hammamet), darle una riverniciata e, in onore dei quattro mori della bandiera sarda, chiamarla la Tom Morello. Dopo tre anni la flotta comprendeva: la Tom Hanks, la Tom Welling, la Tom Bombadil e le due navi gemelle Tom e Jerry. Il marcio venne fuori dopo la spiata di un ex-dipendente, un certo Francesco Schettino, licenziato perché aveva danneggiato la Tom Kaulitz impennando[2].
  • Turismo agreste. "La vera risorsa del territorio è la terra!" Questa la brillante intuizione di Gunnar Arnevåg, esperto economista internazionale di origine norvegese, chiamato a pianificare lo sviluppo di questo settore. I soliti saputelli, avvezzi alla facile critica, obiettarono : "un tizio che passa sei mesi all'anno circondato dai ghiacci, che diavolo può saperne di agriturismo?" La cosa aveva senso e questo incrinò la fiducia riposta nello spilungone biondo. Quando propose di allevare vacche da corsa, al posto delle pecore, l'ala conservatrice approvò la sua lapidazione.
  • Turismo culturale. La presenza di tre importanti nuraghes... Azz! Troppo tardi.

Economia[edit]

La dura giornata di un pescatore di saraghi inizia all'alba, il lunedì si sta davvero di merda.

Abbandonata l'idea impraticabile di sviluppare il turismo, si tornò mestamente a riconsiderare le attività tradizionali, in linea col resto della Sardegna. Principali fonti economiche

Attività Fatturato annuo % popolazione impiegata
Pesca del sarago 1,3 milioni di euro 3 %
Prodotti caseari 18,6 milioni di euro 31 %
Prodotti tessili 45 milioni di euro 26 %
Sequestro di un industriale brianzolo 780 milioni di euro 42 %

Telecom Italia, nel 2006, si è offerta di restaurare la Torre di Columbargia, l'antico avamposto difensivo aragonese versava da tempo in condizioni di abbandono. Questa lodevole iniziativa nascondeva però l'installazione segreta di un ripetitore per telecomunicazioni da millanta GHz che, oltre a soddisfare le nazioni del bacino mediterraneo, garantiva una copertura eccellente dalla Scozia fino all'Uganda. La cosa è venuta fuori sei mesi dopo, quando Radio Kiss Kiss ha spostato le sue frequenze. Per un singolare fenomeno scientifico chiamato "Accavallamento elettromagnetico a spirale convulsa" (o anche "porca troia spegni tutto") si sono verificati dei fatti inattesi. Nel momento in cui il pastore sintonizzava la radiolina portatile su quella frequenza:

  1. le pecore nere divoravano il cane pastore,
  2. si generava una combustione spontanea delle pecore bianche,
  3. i vermi del casu marzu diventavano grossi e feroci come quelli di Tremors.

Le autorità locali ritennero doveroso scusarsi per l'increscioso incidente, la popolazione gli fu riconoscente per questo atto dovuto, poi gettò l'intera giunta comunale sugli scogli di Corona niedda.

Cultura e tradizioni[edit]

L'antica processione per il patrono (San Marco) è stata sostituita di recente con la parata del battaglione San Marco, resta in tema ma "acchiappa de più".

Oltre la già citata Torre di Columbargia, nel resto del territorio comunale ci sono numerosi nuraghi, in genere sotto le villette, altre volte integrati nella struttura stessa, spesso impiegati come cesso di emergenza o legnaia.
Nei pressi della località Foghe è visibile il dolmen chiamato Su Ju Malmuradu, traducibile in italiano con "Il giogo pietrificato": narra la leggenda popolare che un contadino, non avendo smesso di lavorare durante il passaggio della processione di San Marco, fosse stato per questa colpa trasformato in pietra con il suo giogo. Se osserviamo il dolmen, composto come al solito da due pietre di lato e una sopra, si vede chiaramente il contadino e il giogo, ma potrebbe assomigliare anche a:

C'è anche chi ci ha visto l'Arcangelo Gabriele che batte Nonna Papera al gioco dei tappi. Quando c'è la fantasia...

Note[edit]

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ Considerata una delle probabili cause dell'estinzione dei dinosauri
  2. ^ Dopo questa serie di "TOM-cazzate" vi sconsigliamo di proseguire nella lettura, non vorremmo infierire oltre.

Voci correlate[edit]