Renato Brunetta

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Renato Brunetta è un politico, cabarettista, psiconano ad honorem e discreto campione di trasformismo[1], ma ottimo distruttore di pubbliche istituzioni perpetrate sotto le mentite spoglie di presunti "cambiamenti innovativi".

Biografia[merdifica facile | merdifica]

Nato dallo sversamento di uranio sulla casa dei sette nani, venne adottato da un venditore di gondole veneziano, e mostrò la sua profonda anormalità studiando greco di nascosto pur di far parte di un liceo classico della zona.[2]

Da secchione di merda diligente studente che era, si diede alla carriera accademica. Purtroppo non ci restò e prese parte ad una categoria ancora peggiore di quella dei professori universitari, quella dei giornalisti.

La carriera politica[merdifica facile | merdifica]

Erano certi della sua liquidazione, ma ai vertici socialisti qualcuno apprezzava le sue uscite distopiche e di estrema palese destra, purché rimanesse fuori anche Brunetta. Al grido di sovverchiamo questa amministrazione, un laureando Renato è stato visto timbrare tesserini non suoi, in cambio di favori del comparto pubblico. Comparto che vista l’efficienza di timbratura, lo nomina supervisore delle scale d’ingresso, poste a fianco della timbratrice stessa; sono anni travagliati per il nostro piccolo uomo: Non usa droghe, non fa uso di alcolici e fa, per risparmiare, sesso con la moglie, previo anticipo dalla banca del seme, della quale ricopre ruoli misti e di revisore contabile; contava spermatozoi ad occhio nudo!

Conseguito il master in vado diritto, è doveroso sconforto, ultima la laurea già conseguita in Economia, con indirizzo: Statistiche da presentare in qualsivoglia ragione, senza fonti ne numeri. Avrebbe avuto il congelamento dei CFU, per via della reiterazione dell’esame in diritto del lavoro, ancora oggi a parlarne, non riesce ad unire lavoro al concetto di diritto. Palesa i suoi dubbi sulla pubblica amministrazione, quando non è impegnato ad insultare l’amministrazione pubblica; un impiegato delle poste lo ha più volte lodato per questo, si scoprirà essere tale Renato Brunetta, cugino omonimo delle poste italiane.

Coi socialisti[merdifica facile | merdifica]

Per quanto sia più noto per il suo sodalizio con il Berlusca, fece una fondamentale gavetta con cui acquisì le abilità di cui fece grande uso dopo. Commentando la situazione degli assenteisti, dirà al capo del partito che gli statali così, dovrebbero tutti restare a casa; capito toma per Roma, il PSI lascerà mezza Italia in Smart-working e l’altra probabilmente c’era già.

Piccoli passi lo separavano dal successo politico, in realtà l’occasione si presentò con i governi Craxi; da tempo infatti era morto di stenti il consigliere economico del PSI. Si presume causa disperato grido di coscienza, avrebbe liquidato Craxy con “magrebino di merda, tornatene in Tunisia!” A 35, ma col cuore di un bambino, trovato in un parco giochi; entra nella storica commissione sul lavoro di Gianni De Michelis, non avendo capito che il suddetto avrebbe chiesto un semplice lavoro su commissione.

Dal 1983 vive ininterrottamente sotto scorta, perché basso e sopra non ci arrivava; per avere espletato le sue opinioni all’allora Ministro del lavoro: “Sti giovani comunisti li metterei ai lavori forzati, catramare aiuole pubbliche in pieno agosto! Per altro, mese di Augusto, noto fascista, ma nel giusto.” Ricevette 2 pallottole, antrace e l’intera pistola, persa per sbaglio con le impronte, in una lettera delle Brigate Rosse.

Dal 1985 al 1989, anno di chiusura per restaurare quel che rimaneva della dicitura URSS dalle stanze e bagni non condivisi; dirige l’OCSE, in seguito alla scomparsa dei comunisti dalla faccia della terra, sentitosi sicuro, fonderà l’European Association of Labour Economist. Associazione di categoria che sputtana gli economisti a lui rivali. Seguitando un peto, si sarebbe smarrito nell’ufficio del direttore generale, il quale, scambiandolo per uno gnomo e più per l’odore, lo avrebbe messo nel giardino della portineria. Ancora oggi è solito intrattenersi con un certo pisolo, prossimo dirigente PA.

Con Berlu[merdifica facile | merdifica]

L'avvicinamento al cavaliere[merdifica facile | merdifica]

È iniziata per gioco, l’amicizia che legherebbe Berlusconi a Brunetta; Silvio avrebbe in effetti chiesto di conoscere quella Brunetta sulla bocca di tutti, capendo come il PSI, Forza Italia gli avrebbe presentato Brunetta, inutile immaginare un Berlusconi che rimette l’arnese nei pantaloni e stringere la mano di un Brunetta lusingato, subito dopo.

Evvai! Sono eurodeputato![merdifica facile | merdifica]

Nel 1999 venne eletto, in seguito a compravendita di gnocca, eurodeputato per Forza Italia, questo perché nella sua biografia, “posto fisso e quando perderlo”; avrebbe espletato che i seggi a Montecitorio sono più alti. Più volte farà sentire la sua voce! E ancora più volte verrà ripreso mentre intento a cercare euro nelle macchinette del caffè del parlamento europeo, com’era avanti! (Sempre nelle fotografie ufficiali).

Sviluppi recenti[merdifica facile | merdifica]

Nominato ministro senza portafoglio per la PA, lo avrebbe rubato di diritto ad un cingolante Cingolani. Sono state ore trepide d'attesa per la consultazione del super-governo a sigla Mario Draghi, il quale informato dell'esistenza di Brunetta, conosciuto alla Banca Centrale Europea, sezione reclami e restituzioni; pare averlo incrociato e per sbaglio, chiesto come la giornata andasse. Da allora è vittima del più feroce stalkeraggio della storia politica, per un semplice come va la giornata, è costretto a vivere anche lui sotto scorta. L'unico modo per liberarsene è stato farlo ministro e sperare che taccia, troppo intento, oltre a fare soufflé, a tagliare i rami secchi, foglie e l'intero tronco, dall'albero della pubblica amministrazione, in cui ha annunciato, sentite sentite, mai viste rivoluzioni e sedicenti cambiamenti!

La fannulosa bambocciona PA[merdifica facile | merdifica]

Note[merdifica facile | merdifica]

  1. ^ vedasi Governo Draghi
  2. ^ paradossalmente,qui c'è del vero