Neottolemo

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Neottolemo in un selfie dell'epoca

Neottolemo, anche noto come Pirlo, fu il vincitore del secondo torneo internazionale di lancio dell'infante oltre che un noto rapinatore di anziani e, tra le altre cose, un guerriero greco.

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Per quelli che non hanno il senso dell'umorismo, su Wikipedia è presente una voce in proposito. Neottolemo

Storia[edit]

Infanzia[edit]

Neottolemo nacque dal famoso guerriero Achille e da un individuo di sesso e identità sconosciuta (si ipotizza che si possa trattare del fidato amico Patroclo[1]).

La mancanza di una figura paterna e le continue rotture di coglioni del nonno paterno finirono inevitabilmente per influenzare il carattere del fanciullo: all'età di soli sei anni infatti, il pargolo si macchiò del suo primo delitto quando uccise l'asmatico Calogero, bulletto di quartiere di origini pugliesi, sostituendo il contenuto del suo inalatore con sostanze allucinogene usate nei riti orgiastici in onore di Dioniso. Preoccupato dalla violenza del ragazzo, il nonno Peleo lo inviò in un istituto rieducativo per adolescenti, dove rimase fino ai 17 anni.

Il viaggio a Troia[edit]

Dopo la morte del guerriero acheo più valoroso, Achille, colpito da un proiettile vagante, l'esercito Greco si rese conto di avere bisogno di un altro guerriero leggendario. L'impresa di trovare un degno sostituto al defunto venne affibbiata affidata al'astuto Ulisse, galeotto costretto ai lavori forzati dopo l'assassinio di due sacerdotesse dedite al culto di Afrodite tebane. Il guerriero raggiunse l'istituto e grazie alle sue capacità oratorie convinse il preside a lasciar andare Neottolemo.

Sul campo di battaglia il marmocchio ebbe modo di sfogare la sua rabbia interiore e di dare il meglio di sé massacrando nemici e passanti; in particolare suscitò l'inimiciza dell'indovino Eleno, che per levarselo dalle gonadi si inventò una profezia sul momento: per vincere la guerra sarebbe stato necessario portare a Troia l'arco del famoso Ercole, custodito da un vecchio maleodorante sull'isola di Lemno.

Spedizione sull'isola di Lemno[edit]

Per prendere due piccioni con una fava, Eleno consigliò a Ulisse di partire insieme al pluriomicida alla ricerca del fantomatico arco. Quello che i due eroi non sapevano (o meglio, che uno dei due si era dimenticato) era che l'anziano puzzolente della profezia era in realtà il vecchio Filottete. La storia del vecchio è molto tragica: dopo aver infranto la promessa fatta all'amico Ercole prima della sua morte e aver rivelato a tutti il luogo di sepoltura delle sue armi, il fantasma dell'eroe deceduto decise di punirlo in modo appropriato, inchiappettandolo e trasmettendogli una ricca collezione di malattie veneree. Da quel giorno, sul piede di Filottete si era formata una piaga puzzolente, il cui tanfo era impossibile da sopportare. Troppo vecchio per essere usato come arma batteriologica, l'uomo venne abbandonato sull'isola da Ulisse, stanco dell'odore di stalla che aleggiava da troppo tempo nella nave.

Temendo di essere linciato vivo dal matusa, Ulisse ideò un piano perfetto: Neottolemo si sarebbe finto un guerriero a sua volta abbandonato dai Greci e avrebbe approfittato di un momento di debolezza del pensionato per fottergli l'arco e fuggire. E l'avrebbe anche fatta franca se non fosse stato per quel giovane ficcanaso. Il giovane sociopatico infatti, in preda a un momento di compassione, non seppe reggere alla pressione e svelò l'inganno alla moffetta umana. Nonostante ciò, tutto si risolse con un colpo di scena degno delle migliori puntate dei Cesaroni: Eracle scese di nuovo dal cielo e svelò all'omuncolo rinsecchito che andando a Troia sarebbe (ironia della sorte) guarito dalle pene che lo affliggevano, o più nello specifico da quello che lo aveva afflitto in passato. I tre compagni si strinsero le mani e risero allegramente, salpando alla volta di Troia.[2]

Fine della guerra di Troia[edit]

La guerra di Troia terminò in seguito all'astuto stratagemma di Ulisse, che sfruttò le tendenze zoofile del re di Troia, Priamo, per occultare i soldati achei all'interno di un cavallo e farli entrare di nascosto in città. Una volta calata la notte, i guerrieri balzarono fuori dal ventre della bestia di legno e ne approfittarono per fare strage di cittadini inermi.[3] Dopo un paio di donne e qualche bambino, Neottolemo si stufò e decise di voler puntare a bersagli più grandi. Fece irruzione nel palazzo reale e decapitò Priamo[4], ma non prima di aver sterminato la sua intera famiglia davanti ai suoi occhi e avergli pisciato in faccia in segno di superiorità.

Alla fine della guerra di Troia, venne il momento di spartirsi il bottino di guerra: Neottolemo scelse e convinse a diventare sua concubina Andromaca; poi, per una scommessa fatta con Menelao sul rumore prodotto da un bambino che si spiaccica[5], afferrò il figlio della vedova, il neonato Astianatte, e lo scaraventò giù dalla torre. Neottolemo vinse la scommessa e il generale fu costretto a dargli sua figlia Ermione in moglie.

Ritorno in patria[edit]

Tornato a casa con "pochi soldi e molta fregna"[6], Neottolemo visse i primi anni dopo il suo ritorno scopando tutto il giorno, mantenuto dalla pensione del nonno Peleo (ancora misteriosamente in vita). La pacchia finì quando Ermione, offesa dopo essere stata chiamata "Andromaca" durante un rapporto sessuale particolarmente movimentato, mentì al marito dicendo di essere incinta del nono figlio e facendolo fuggire di casa per alcuni giorni. Durante la sua assenza, ne approfittò per cercare di uccidere la concubina, ma fallì grazie al miracoloso intervento di Peleo (sul serio, che cazzo ci fa sto vecchio ancora in giro?!). A questo punto, avendo fatto una figura di merda, Ermione chiamò il suo amante truzzo, un certo Oreste con l'epiteto di "sciupafemmine di Castellammare di Stabia", e si fece portare via a bordo del suo baldo destriero. Per quanto riguarda Neottolemo, egli crepò sulla via del ritorno, ucciso da una folla inferocita dopo essere stato scambiato per Gino Paoli.

Uccisioni confermate[edit]

  • Svariati figli di Priamo, tutti massacrati in modi perversi.
  • Un numero imprecisato di testimoni di Geova.
  • Quattordici barboni accampati al di fuori delle mura di Troia.
  • Cinque escort nigeriane, contemporaneamente.
  • L'intera squadra avversaria in una partita online di Counter-Strike: Global Offensive. Dai replay sembra evidente l'uso di wallhack, ma da Neottolemo non è stata mai lasciata alcuna dichiarazione a riguardo.
  • John Fitzgerald Kennedy

Curiosità[edit]

Voci correlate[edit]

Note[edit]

  1. ^ Che, dopo aver inscenato la sua morte, si sottopose a un'operazione per cambiare sesso.
  2. ^ Questo finale è presente nella tragedia di Sofocle e nella sua rivisitazione a cura di Diego Abatantuono
  3. ^ Attività per cui i Greci sono straordinariamente portati
  4. ^ O, secondo alcune versioni più sobrie, lo colpì fino alla morte con il cadavere di un neonato (e questa non me la sono inventata...giuro)
  5. ^ Secondo Menelao "πλοφ", mentre secondo Neottolemo "σπλατ"
  6. ^ Virgilio, Eneide (Libro IV)