Ho voglia di tè

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L'ultimo "capolavoro" del genio di Federico Moccia.
« Ho voglia di te.. »
(Hannibal Lecter a chi ha accettato un suo invito a cena)
« Ho voglia di the! »
(Inglese alle 5 di pomeriggio)
« Un bellissimo libro, un sequel mozzafiato e una storia che ti cambia la vita!!! »
(Truzzo su HvDt)
« Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno... »
(Gesù su coloro che leggono HvDt)

Ho voglia di tè (per me un caffè, grazie) è un film del 1507 tratto dal secondo romanzo del noto scrittore romano Federico Mocciolo, seguito di Tre mesi sopra il cesso.

Il film è stato girato subito dopo la morte dello scrittore (e di cui siamo tutti grati a Dio).

Trama

Ho voglia di te sotto forma di giuocosa commediuola inglese.

La devastante storia di un ragazzo che rischia di rovinarsi la vita per un po' di teina.

Strip (Riccardo Scamorza) è finalmente riuscito a guarire dalla sua diarrea a fischio ma ora soffre di un'inarrestabile infiammazione alla vescica, che gli impedisce tutte le funzioni escretorie. Cerca in tutti i modi nell'arco di questi giorni qualcosa di lassativo ma tutto è inutile.

Il suo urologo di fiducia Antonio Morelli (interpretato dallo stesso Morelli) gli prescrive una cura a base di tè deteinato Estathe. Questo però è stato messo fuori commercio dopo che è stato scoperto che la Ferrero, azienda produttrice della bevanda, ha subito un controllo dei NAS durante il quale è emerso che il tè viene prodotto utilizzando vanillina e olio di fegato di Koala dell'Amazzonia, una tra le specie più protette al mondo.

A questo punto Strip si ritrova a dover compiere un viaggio fino in Amazzonia, per trovare gli ingredenti necessari a produrre da sé la salvifica bevanda. Qui incontrerà Juninha (Laura Chiatti) una ragazza brasiliana che cercherà in tutti i modi di dirgli, senza successo, che i Koala amazzonici sono estinti, comunque si innamorerà lo stesso della ragazza, e alla fine, dalla felicità, riuscirà a guarire anche dall'infiammazione.

Note

Girato pochi mesi dopo la morte di Mocciolo subì numerose polemiche per il tema, dato che il libro era molto più stupido del film. Fu comunque girato di fretta, usci nelle sale dopo 5 giorni di riprese, e nella prima settimana incassò oltre 1 miliardo di euro, quasi più del precedente, in Giappone il film fu un disastro assoluto e alla premiere in quel paese i critici gettarono addosso a lui addirittura pomodori, melenzane e olio di fegato di merluzzo, tuttavia si ebbero nonostante tutto buoni risultati in Cina, dove fu proiettato però VM25. In Italia è VM12.

Tre anni dopo l'uscita nel 1510 vinse due premi Oscar come miglior attore e miglior scena di sesso senza preservativo in seguito riciclati come porta bicchieri (o erano due porta bicchieri riciclati come premi Oscar?).

Stranamente non c'è nient'altro di curioso in questo film, se non che fa cagare, come il precedente. Il cast è sempre il solito, la storia varia di poco e si tratta di due ore di noia mortale, in quelle due ore puoi fare tutto quello che vuoi, puoi magnà, puoi dormire, puoi cacare, ma non vedere questo film.

Nel 1831 fu restaurato, ma scorciato di alcune scene, specie quelle in cui Strip cerca in tutti i modi di cacare, queste scene non furono più proiettate e oggi sono andate perse (ma tra l'altro che ce ne frega?)

Il remake

Nel 1614 fu girato una sorta di remake Ho voglia di tette sempre con Scamorza e Chiatti, per la regia di Federico Bocce (cugino per parte di madre dell'autore del libro). All'epoca non uscì neanche in sala per mancanza di un distributore, e solo nel 2003 è uscito finalmente in DVD, mostrandoci l'immane cacata che era venuta fuori.

Cast completo

Voci correlate

Collegamenti esterni