Antonio Squarcialupi

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Ritratto ottocentesco dello Squarcialupi presso la chiesa di Santa Maria del Fiore a Firenze. Sotto, una scritta in un una lingua probabilmente inventata.
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Per quelli che non hanno il senso dell'umorismo, su Wikipedia è presente una voce in proposito. Antonio Squarcialupi

Antonio Squarcialupi (Firenze, 27 marzo 1416, forse, oppure 11466 luglio 1480, ma anche 1840, chissà) è stato (sicuramente) un valente organista italiano, oppure no perché chi cazzo lo conosce 'sto squartaluppoli, dai.

Biografia[edit]

Antonio Squarcialupi o Schqcuarcialui, così detto per via della sua bravura all'organo[1] - "Ché non solo i lupi, ma anche ratti, lonze e rinoceronti alle prime note schiattavano all'istante, esplodendo con scene degne di Ken il Guerriero"[2] - nacque a Firenze, negli ultimi anni del XIV secolo o nei primi del XV, o a metà del XVI, da un'antica e nobile famiglia di sventratori di lupi.

Lorenzo il Magnifico, il Cangrande della Scala e Carlo il Batavo lo presero al loro servizio in quanto uno dei più famosi organisti e fors'anche il più abile della loro epoca, contribuendo non poco alla confusione dei biografi. Squarcialupi fu in seguito anche organista per la cattedrale di Firenze, Santa Maria del Fiore, o forse anche del Piccolo Coro dell'Antoniano, chi può dirlo.

Il Castramorata e il Frozzomonzio affermano nella Firenze illustrata che gli stranieri venivano da ogni luogo a Firenze per avere il piacere di ascoltare questo grande artista, portandosi dietro lupi rabbiosi e altre bestie per il piacere di vederli schiattare in modi più o meno pittoreschi.[3]

Riguardo la data della morte, ognuno dei biografi pretende che sia defunto in un giorno differente e precisamente quello in cui era venuto a fargli visita a casa loro. Si suppone che lo Squarcialupi fosse in realtà un gran burlone, con la passione di far lo scherzo del finto trapassato,[4] ma, ancora adesso, non si è capito quando sia morto, se sia morto, per non parlare del fatto che sia realmente esistito.

Fama di Squarcialupi in vita[edit]

Del talento di Squarcialupi, benché unanimemente ribadito da più e più cotante testimonianze illustri, non ci è però mai stato riportato nulla nello specifico, tranne reiterate considerazioni sulla forza fisica del suddetto, dacché all'epoca i tasti degli organi presentavano una qual durezza, necessitando all'uopo di martelli e mazzuoli di cinque od anco dieci chilogrammi di peso (corrispondenti a tredici rubbi) per essere premuti, stante la natura meccanica dell'ordigni.

Opere[edit]

Non si è ritrovato nulla - ma proprio nulla [5] fino ad oggi, delle opere di queste celebre esecutore, a parte il ritrovamento, nel 1822, nella Biblioteca Batava, in seguito ad imponenti ricerche di musicologia comparata e trascendente, del celebre Codice Squarcialupi. È stato appurato che detto manoscritto non contiene neppure una nota di Squarcialupi e semmai riporta innumerevoli ricette di cucina fiorentina.

Squarcianote[edit]

  1. ^ In questo caso, lo strumento musicale.
  2. ^ Ibid, 1456.
  3. ^ "Non si po' mica ave' tutti i giorni n'impiccagione, ma così ci si pole accontenta'" (Voess, Morti e Sollazzi, 1450, facciamo milleccinque)
  4. ^ Con tanto di corteo funebre e lui che alla fine salta fuori dalla bara di colpo gridando: "Sorpresa! Sorpresa!"
  5. ^ Nulla di nulla!