Annientamento (film)

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Annientamento (film)
Locandina Annientamento.jpg
A vederle qui sembrano tostissime, invece pare una rimpatriata di Coccinelle
Paese:
Regista: uno che non sta bene
Casa produttrice:
Sceneggiatura:
Anno:
Genere: fantascienza per femministe fattone
Colore:
Suono:
Interpreti e personaggi
* Natalie Portman: Lena la sgualdrena

Annientamento (Annihilation) è un brutto viaggio del 2018 vissuto da un evidente consumatore di LSD e poi messo su pellicola da Alex Garland, che nega seccamente che i due siano la stessa persona.

La pellicola è un adattamento di un romanzo che nessuno ha letto, quindi se viene cambiata interamente la storia senza alcun motivo chi vuoi che se ne accorga.

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Per quelli che non hanno il senso dell'umorismo, su Wikipedia è presente una voce in proposito. Annientamento (film)

Trama[edit]

In un lontano presente in cui i maschi bianchi sono quasi tutti estinti, la professoressa di biologia, soldatessa e un filino mignotta Lena Senzacognome si trova non si sa dove per essere interrogata da gente in tuta anti-qualcosa a proposito di non si sa cosa, e di cosa sarebbe successo a non si sa chi. La sua risposta a tutte le domande è, manco a dirlo, un bel flashback che dura tutto il film, a parte quelle volte in cui Lena tromba con qualcuno in altri flashback.

Lena è in lutto per il marito Kane, scomparso in missione chissà dove (alè!) più o meno un anno prima. Mentre collauda il suo Paint Racer™ su un'incolpevole parete, tanto per dare buca a uno che gli fa il filo, il marito compare all'improvviso con una cartola da spavento, ma lei è troppo commossa per accorgersene. Passata la commozione, parte la trafila di domande tipo "dove sei stato?", "non sai che ero in pensiero?!" o "scommetto che eri con quella troia!!". Lui per tutta risposta si mette a vomitare sangue (tattica tra l'altro consigliatissima a chiunque si trovi in quella situazione).

Durante la corsa in ospedale, l'ambulanza viene fermata dai soliti tizi governativi tutti uguali coi SUV che, come di consueto, rapiscono entrambi senza neanche usare la solita scusa della "sicurezza nazionale". Giunti chissà dove, Lena fa la conoscenza di una donna evidentemente disturbata, manco a dirlo psicologa, dott.ssa Ventress. Finalmente, dopo 15 minuti della peggior puntata di X-Files di sempre, il film inizia a giustificare il suo budget astronomico con i primi effetti speciali: una foresta psichedelica. Wow, soldi ben spesi.

La roba strana prende il nome "Bagliore", e non è assolutamente il solito plagio di Stephen King: chi entra non torna, e siccome all'inizio non erano sicuri hanno continuato a mandare dentro animali, umani, robot, avvocati della Fininvest e altre spregevoli e sacrificabili forme di vita. Al 74° tentativo fallito, decidono che la soluzione è mandare dentro altra gente: 4 scienziate femmine, così almeno risparmiano il 25% di salario.

Le 4 moschettiere più Lena trotterellano per la foresta scoprendo mutazioni niente affatto inquietanti, occupate come sono a disquisire di mariti e figli. Restano un tantino scioccate quando il coccodrillo bianco delle fogne di New York le attacca, non per il fatto che incassa tipo 280 proiettili senza fare una piega, ma perché ha troppi denti. Neanche trovare un video con un tizio dalle budella che si muovono le impressiona a sufficienza da darsela a gambe, anche grazie a Lena che ha la brillante idea di scappare andando nella direzione opposta a quella da cui sono entrate; genialata che sarà premiata con la morte di quella più chiacchierona.

Quando mancano un paio d'ore per arrivare alla meta, un bel faro maledetto come vuole la tradizione, le 4 ritengono che non sia ancora successo un granché quindi fanno l'ennesima pausa in un posto che sembra un'istallazione artistica di Luca Sardella, per niente preoccupante finché un orso zombie non entra dove dormono per giocare a "chi si caga addosso prima" proprio mentre una di loro dava di matto, per poi farsi scannare senza aver combinato un tubo in tutto il film. A questo punto è ora di darci un taglio: la strizzacervelli parte da solo, mentre Lena e quell'altra lì che non s'è manco capito cosa è venuta a fare cazzeggiano per ore, finché quest'ultima decide di diventare una pianta e Lena finalmente si scava dai coglioni.

Lena arriva finalmente al faro, e per farla breve entra in un buco niente affatto preoccupante dove trova la psicologa che dà i numeri e poi si auto-annienta dando vita a uno dei peggiori effetti in computer grafica di quell'anno, che a sua volta genera un clone di Lena fatto di plastilina e Domopak, da cui fugge non prima di aver dato fuoco a tutto, come nel più trito dei film d'azione. Segue una sequela di interrogativi e allusioni e cose a caso facenti funzione di finale.

Accoglienza[edit]

Incassi[edit]

Annihilation ha incassato 43 milioni di dollari a fronte di un costo di più di 50, battuto nelle sale anche dal remake di Geppo il folle fatto con le marionette.

Critica[edit]

La pellicola è osannata dalla critica per il pregnante messaggio che vuole comunicare (anche se nessuno s'azzarda a dire quale sarebbe), e per la coraggiosa scelta di un cast tutto al femminile che sfidi i pregiudizi sulle donne, tipo che non si sanno difendere o che non ne fanno una giusta. Particolarmente apprezzata l'interpretazione dei muschi alieni.

Pubblico[edit]

La reazione degli spettatori è stata variegata, da "credevo fosse un film di fantascienza" a "sono già passati 20 minuti, quando cazzo arrivano le esplosioni?".

Riconoscimenti[edit]

  • 2018 - Chicago B Movies Festival
  • 2018 - People's Choice Awards
    • Candidatura per miglior film involontariamente umoristico
    • Candidatura per la migliore star drammatica alla canottiera vedo-non vedo della chiattona latina
  • 2019 - Critic's Choice Awards
    • Candidatura per il film più uuu che schifo...
  • 2019 - Puzzoni Awards