La traviata
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“ Cuesto Ferdi parla zembre di puttanen. Noi genzurare, ja!”
- Censori austriaci su opere di Giuseppe Verdi
Indice |
[modifica] Storia del titolo dell'Opera
Sono noti i dubbi dell'Autore a proposito del titolo da assegnare a quest'opera. Si dice che avrebbe voluto chiamarla "La Troia" ma vi rinunciò per non creare confusione con un'opera omonima di un certo Omero. Optò allora per "La Trovata" alludendo al fatto che la protagonista la si poteva trovare nei vicoli malfamati, o anche "La Travata", pensando al suo desiderio di impiccarla ad una trave. Il suo editore suggerì "La Trombata", ma non andava perché in orchestrazione non erano previste trombe, solo archi, mentre la Segretaria di produzione, riprendendo l'idea originaria dell'autore, suggerì "La Troiata". L'usciere del Teatro suggerì un più realistico "La Turata", mentre l'addetta ai Servizi Igienici, in consonanza con la sua professione, suggerì "La Cessa". Fu consultato anche il Direttore d'Orchestra, napoletano, che suggerì "A' Bucchina". L'opera fu mandata in tipografia senza titolo ma il tipografo, cercando di leggere sotto le cancellature di tutti i titoli scartati, arrangiò "La Troiata trombata trovata turata." Troppo lungo, ovviamente. Alla fine fu il cappellano del teatro che, avendo studiato il latino, suggerì "traviata", un eufemismo di Troia, intesa non come città ma come troia.
[modifica] Scenografia, sceneggiatura,scene e oscene
Originariamente Verdi voleva fare un'opera realistica, con scene che si svolgevano mentre la protagonista lavorava, ma dopo la prima prova fu tale l'afflusso di persone che volevano vedere le prove (circa 500mila) che Verdi pensò bene di cambiare la scenografia, anche perché il padrone del Teatro temeva che i tappeti e le tapezzerie delle sedie sarebero state irrimediabilmente macchiate di sperma. Inotre la protagonista, per recitare quelle scene, pretendeva, anzicchè un compenso forfettario, una paga a prestazione ed il diritto di fisssare lei stessa, in scena, il compenso di volta in volta, mance escluse. Infine pretendeva l'uso del preservativo in scena, togliedo realismo alla rappresentazione.
[modifica] Storia dell'opera
Venne rappresentata la prima volta solo per i censori austriaci e per il clero, ottenendo uno strepitoso successo. Il clero soprattutto assistè alle scene più realistiche partecipandovi manualmente dalle poltrone del teatro ed incoraggiando i protagonisti maschili a suonare le tromba. La Traviata ebbe grande successo ma spesso ne fu proibita la rappresentazione per motivi di ordine publico. Accadeva, infatti, che durante la rappresentazione i mariti picchiassero le mogli, spesso sorprese a masturbare il vicino di posto: inoltre, nel buio del teatro, si udivano a squarciagola commenti sulle virtù delle mogli altrui e sulle prominenze antennali dei rispettivi mariti. Durante una rappresentazione in Sicilia si verificarono 4 uxoricidi e 3 omicidi in sala al grido di "Bottana! Bottana!" Tuttavia le rappresentazioni erano sempre affollatissime ed i venditori di fazzolettini di carta facevano affari d'oro. L'autore fu denunciato per concorrenza sleale da un sito porno e citato per danni da un bordello che perdeva clienti a causa del fatto che i suoi frequentatori preferivano il teatro. Si ebbero proteste e sommosse quando la poliza imperiale sospese le rappresentazioni. Infine intervenne il Vaticano a condannare una rappresentazione che, perquanto musicalmente molto bella, suscitava libidini di massa e masturbazioni collettive. Purtroppo il tipografo dell'"Osservatore Romano", che aveva assistito a ben 4 rappresentazioni, nel comporre il titolo dell'articolo, invece di scrivere "Via la Traviata!" scrisse "Viva la Troiata!", e l'opera fu dissequestrata. L'ultima famosa rappresentazione dell'opera è avvenuta recentemente per l'interessamento dell'On. Marco Pannella che ha recitato il ruolo della protagonista avendo come comprimaria di boccheggio addirittura il Mago Otelma.
[modifica] Personaggi
- Violetta Valeria, ambiziosa specialista del Boccheggio e donna in carriera;
- Flora Bonduelle, tufera, amica di Violetta e sorella di Riso;
- Anna Bolena, detta Annetta , schiava di Violetta;
- Idris Delmonte, giovine e scapestrato nobilotto innamorato della protagonista;
- L'Uomo del Monte, padre di Idris;
- Altri nobili, schiavi del bordello e appartenenti a Scientology.
[modifica] Trama
[modifica] Atto I
Violetta Qualcosa vuole diventare il primo papa donna. Ad un festino durante la campagna elettorale conosce però il giovane Idris, un negro da corsa fuggito dalle piantagioni di cocomeri killer del padre di Violetta stessa. L'ammore sboccia immediatamente, e i due vengono casualmente lasciati soli, cosicché hanno l'occasione di tromb esprimere i loro sentimenti in santa pace. Dopo il solito duetto smielato, in cui i due si danno appuntamento al Ristorante cinese per il giorno successivo, la candidata Papa (il sostantivo fa così anche al femminile) rimane sola e, nella nota aria "Sempre troia, fui sempre zoccola..." si ripromette di dare una svolta radicale alla sua vita.
Sipario, applausi, e seghe varie.
[modifica] Atto II
La campagna romana, tre mesetti dopo (tre lune secondo il calendario Mohito di Idris). I due amanti, fuggiti dalle feste mondane e dal lusso della vita cittadina, hanno aperto un'onesta attività sulla Via Vigentina, e stanno provando, assieme alle dipendenti, alcuni passi di danza per lo spettacolo della sera ventura (l'aggettivo, non la battona!). Poiché l'attività è stata avviata con tutti i risparmi dei due ggiovani, il locale, chiamato La Trombata, La Troiata, ecc, fino a La Traviata (da qui il nome dell'Opera), si avvia alla bancarotta, e Violetta è costretta a cedere i suoi servizi anteriori, posteriori ed orali ad un magnate della finanza creativa, che si scoprirà essere casualmente e nientepopodimenoché l'uomo del Monte, padre di Idris, che, scoperta la verità, decide impietosito di aiutare il figlio e la nuora con un prestito.
COL CAZZO!!
L'Uomo si oppone fermamente alla relazione dei due, fantasticando di un altro paio di figlie che risulterebbero disonorate da un tale scandalo e così via.
La buona Valeria decide così di rifare un pensierino al titolo di Papa e decide di andarsene.
Dopo l'aria amami Idris se ne torna a casa dall'amica Flora, che la schifa e la getta in una spirale di prostituzione che la conduce fra le braccia del signore delle banane. Idris, ignaro del fatto che l'Uomo del Monte ha detto no, nonché abbastanza incazzato, la segue e rivela a tutti che in realtà Violetta è favorevole ai matrimoni emo e gay, cosa che compromette la sua campagna elettorale e che scandalizza gli invitati, i quali, per vendetta, la immobilizzano ed organizzano un torneo di calci in culo apposta per lei, mentre il
Signore delle Banane, disgustato, se ne va (Cribbio!), lasciando Violetta sola soletta (scusate la rima).
[modifica] Atto III
Come ribadito da Tremonti all'apposito numero verde, "alla fine la baldVacca muoVe di tubeVcolosi, come tutti gli anni", con la disperazione di Idris, che si dedicherà alla predicazione sodomitica.
[modifica] Trasposizioni cinematografiche
Com'è ovvio, un successo di tale portata non poté non suscitare l'interesse di grandi registi ed attori, che fecero letteralmente a gara per assicurarsi l'appalto di un film che avesse come trama la storia della Traviata. Tanto fu l'entusiasmo di tutti, che nessuno fece alcun film, ma piccole parti dell'opera sono oggi rappresentate sui filmati di You Porn.
[modifica] Riferimenti letterari
Il tema della Traviata è stato studiato dal punto di vista filosofico dal filosofo napoletano Raffaele Quagliulo. Nella sua opera omnia Eros ad tergum, il grande filosofo così commenta il valore dell'opera: "...il valore etero di questo lavoro ha suscitato le proteste di alcuni filosofi quali il Bondi, l' Otelma, il D'Alessio che la accusano di essere opera razzista in quanto nessun personaggio della loro categoria vi compare. Ma l'arte sublime del Verdi, attestata anche dalla sua fotografia sull'antica Mille Lire, non poteva dare soddisfazione alla ricchiunamma.
[modifica] Voci correlate
- Prostituzione
- Giuseppe Verdi
- Giuseppe Povia, primo interprete del ruolo di Idris e di Annina (contemporaneamente)
- Teatro Ariston
- Giotto, primo sceneggiatore e regista della messinscena



