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Due pericolosi individui che frequentano le nevi: l'esaltato con lo snowboard e il principiante con gli sci.

La settimana bianca è il termine comune che identifica la vacanza sui luoghi montani nel periodo freddo, generalmente allo scopo di praticare sport invernali oppure trovare un posto dove stare in santa pace perché non prende il cellulare. Si distingue dalla "settimana in bianco", che è quella in cui hai litigato con il partner, per il fatto che l'unico sport praticabile è quello individuale.
Può essere considerata anche un gioco d'azzardo, perché la possibilità di perdere i soldi senza nemmeno divertirsi è alta. Le cause possono essere molteplici, tra le quali: poca neve, troppa neve, gamba rotta, colpo della strega e figli piccoli.
Secondo una statistica, fatta tre minuti fa in ufficio assieme ai colleghi, il 3,7% dei divorzi vengono scatenati da eventi maturati durante una settimana bianca.
Per molti è un calvario paragonabile solo ad un "giretto" all'IKEA:

« Io sulla neve ce divento matto, c'ho sempre 'n freddo che me caco sotto! »
(Franco Califano in una sua celebre canzone.)

Per altri è la vacanza ideale:

« Ciao Marina, sono la Betty. Dobbiamo assolutamente prenotare a St. Moritz, ho sentito dal mio agente che ci saranno dei principi arabi a sciare. »
(Roberta Petecchioni, aspirante velina-letterina-olgettina.)
« Ciao Abdul, sono Gennaro. Come va la raccolta dei pomodori? Dobbiamo andare a St. Moritz a sciare, ho sentito che si acchiappa topa alla grande, basta dire una cazzata e ci credono. Vestiti bene. »
(Gennaro Bellomo, meccanico a Mergellina.)

Raggiungere la meta

Hotel e impianti di risalita a confronto: il frivolo stile svizzero e quello sobrio polacco.

Una delle cose più irritanti di questo genere di vacanza è arrivare alla meta. Le montagne sono solitamente lontane e "maledettamente in alto". Questo aspetto non impensierisce i fortunati abitanti dell'arco alpino ma, chi più chi meno, colpisce il resto della popolazione nazionale. Quindi, dopo che ti sei scodellato una cifra di chilometri che metà bastavano, arrivi a poca distanza dall'hotel e capita quello per cui ti sei grattato le palle tutto il viaggio: nevica.
Mancavano soli due km e dover mettere le catene ti fa imbufalire, quasi più che vedere la pubblicità dei dementi che gironzolano con una manica rossa. Dopo un momentaneo attacco di panico, dovuto all'incertezza di averle prese, scarichi l'intero bagagliaio per recuperarle.

« Me fermo e le catene nun me sbajo,
so' sempre dietro all'urtimo bagajo! »
(Franco Califano c'è passato! (e pure io))

Fortunatamente hai acquistato l'ultima versione in commercio. Si chiamano "Super Rapid Chain" e il tizio in TV le montava in 7" e 6 decimi a ruota. Ovviamente non ti hanno reso edotto che "il tipo" è un pluripremiato veterano dei box Ferrari e che, persino lui, ha dovuto affrontare sei mesi di corso alle scuole serali per riuscirci. Inutile prendere le istruzioni, sono scritte anche in Futhark e Watusso, ma l'italiano te lo scordi. Dopo aver perso 46 minuti, due dita per congelamento e fissato il nuovo record stagionale di "bestemmie consecutive senza prendere fiato", riparti. Quando arrivi in hotel vieni accolto dall'equipe di animazione e il suo famigerato cocktail di benvenuto (in genere simil-Coca Cola allungata con acqua di cassone). Vorresti cavare gli occhi all'idiota sorridente che hai davanti ma l'indice l'hai perso nel mettere le catene, quindi utilizzi il restante medio per fancularlo.

L'arrivo in albergo

Il maggior pericolo nell'affrontare una vacanza sulla neve: l'offerta speciale.

Una tentazione da non assecondare assolutamente è quella di affidarsi all'offerta speciale. Mio cuggino una volta l'ha fatto, il suo "porca troia" ancora echeggia nell'Alta Badia a distanza di tre anni. La formula "All inclusive" in genere comprende anche un tubetto di vaselina e il modulo per la denuncia ai Carabinieri. Quando te li consegnano assieme alle chiavi realizzi che il peggio deve ancora venire. Le cose a cui ti dovrai adattare:

  • albergo. Ti rincuora il fatto che sulle 5 stelle non hanno barato, stanno tutte su un ingiallito documento esposto tronfiamente in bella vista e firmato da Benito Mussolini in persona. Questa sensazione svanisce entrando in camera, le coperte militari col fascio littorio (di gusto discutibile) sembrano anche parecchio impolverate, ma soprattutto: "che ci stanno a fare tutti quei catini nella stanza?"
  • le piste. Quando ha nevicato (nell'oretta che hai dovuto mettere le catene) c'avevi sperato: "Evvai! Neve fresca, si scierà alla grande". Al mattino la sorpresa è amara, la neve c'è ma non a quella altitudine. Per raggiungerla devi fare due ore a dorso di mulo (da pagare a parte) e poi salire altri 600 metri in cordata. Altrimenti, puoi sempre sciare sulla ghiaia del fiume in secca.
  • le convenzioni. Il negozio convenzionato per il noleggio dell'attrezzatura non è molto fornito, le dodici paia di "sci e scarponi" sono andate via alle prime luci dell'alba. La tua vecchia tuta l'avevi lasciata a casa, contando di comperarla nuova sul posto. La "Boutique del Montanaro di Tonino Cartier & figli" è l'unica nel raggio di 36 km, i prezzi farebbero sbiancare anche il Sultano del Brunei, accettano pagamenti in oro, diamanti e organi.

La neve ci attende

Sciare è uno sport per tutte le tasche, una buona attrezzatura si può anche noleggiare.

Se disponete della vostra attrezzatura ricordatevi di prepararla a dovere, prima di affrontare le discese.

  1. l'abbigliamento. Non deve intralciare i movimenti, deve mantenere il corpo caldo ma senza far sudare, le colorazioni eccessive non sono necessarie, ma aiutano il San Bernardo a localizzarvi più facilmente.
  2. la mascherina. Oggetto assolutamente indispensabile per vari motivi. Il riverbero del sole sulla neve può essere decisamente fastidioso, può farvi mancare la pista e schiantare addosso ad un pilone, oppure (nei casi più gravi) non farvi notare Sasha Grey in tuta attillatissima che vi è appena passata vicino.
  3. gli sci. Se siete patiti dello snowboard andate al punto 4, altrimenti vi servono. Lo sci deve essere preparato secondo il tipo di neve che troverete. Se è ghiacciata vanno affilate le lamine (cosa che torna utile per procurarvi un panino al rifugio), se è fresca si deve applicare la sciolina (una buona alternativa è la vaselina ricevuta all'arrivo, ma tenetene una scorta).
  4. gli scarponi. Su questi è bene fare attenzione. Devono essere: comodi ma aderenti, robusti ma flessibili, alti ma bassi, con almeno 2 ma 4 ganci, preferibilmente ma nemmeno tanto, forse ma chissà e comunque costosissimi.

Finalmente si scia

Mai lasciarsi sedurre dal "fuoripista", è bene attenersi alla mappa per non cacciarsi nei guai.

La regola primaria è non farsi prendere dall'euforia e cercare l'avventura a tutti i costi. Procuratevi una mappa delle piste. Appena riuscite ad aprirla senza sfaldarla (in genere al 7° tentativo), vi accorgete subito che il corso sui Geroglifici della Seconda Dinastia non è stato tempo perso. Le informazioni ci sono, poche ma confuse. La mappa è studiata per applicare la spietata legge della selezione naturale: "I migliori sopravviveranno, per gli altri aspetteremo il disgelo". Le insidie sono in agguato, la montagna può essere ostile in vari modi.

i pericoli del "fuoripista"

Il "fuoripista" è sconsigliato da tutti, quasi vietato, per questo è praticato massivamente. Occorre però essere prudenti:

  • Se avete scelto la bassa stagione per risparmiare (tirchietti che non siete altro), dovete tener presente che le piste sono in genere mantenute con neve artificiale, ovviamente non la troverete al di fuori di esse. Se (per fare i "fichetti") vi siete comperati una mascherina che vi rende praticamente non vedenti, appena avvertite uno sdolcinato odore di ciclamini o la puzza dello sterco di bufala, fermatevi e non cedete al panico, qualcuno prima o poi vi troverà.
  • Anche il periodo di inizio gennaio può essere considerato a rischio, le giornate sono decisamente corte e il lupo inizia la stagione degli accoppiamenti. L'olfatto sopraffino della bestia vi percepirà da circa tre chilometri e fingersi un pupazzo di neve è inutile, almeno finché vi pulsa la giugulare.
  • Un altro animale che si accoppia proprio in quel periodo è Günter Schüler. Lo stupratore seriale altoatesino, conosciuto anche come "triste a chi capita", è ritenuto responsabile di almeno 180 episodi di violenza sulle donne. Alla pubblicazione di questo allarmante dato, le turiste tedesche sono aumentate del 38%.

i pericoli sulle piste

Restare sulle piste non rende comunque immuni da possibili disavventure. Le cause più frequenti:

Alcuni pericoli sulle piste da sci: la segnaletica, la scuola sci, la comitiva di amici e il Vin Brulè.
  • la segnaletica. Non sempre chiara e spesso volutamente ambigua, è una delle cause di incidenti più frequente. Ad ogni inizio pista è presente un dischetto di vari colori che ne stabilisce il grado di difficoltà. Quasi sempre è messo in punti impensabili oppure occultato con frasche. Quindi, senza saperlo, ti puoi ritrovare sul "Canalone Terminator", un luogo così ostile alla vita umana da contendere il quarto posto alla Death Valley.
  • la scuola sci. Normalmente i gruppi al seguito di un maestro non dovrebbero superare le dieci unità. Nel caso dei bambini viene applicata la regola non scritta del "si fa a peso", fino a venti si può arrivare tranquillamente. Questo comporta che, mentre scendi sulla pista, ti trovi un muro inevitabile di giovani mammiferi sci-muniti[1], che procedono nella classica formazione "alla come cazzo ci viene" e capaci di cambiare traiettoria più velocemente di un fotone (caratteristica molto amata dagli studiosi di elettrodinamica quantistica e dai barellieri del nucleo recupero).
  • la comitiva di amici. Questa specie gregaria è molto diffusa e pericolosa, sulle piste da sci può essere quasi letale. Lo scopo di questi ominidi è riuscire a farsi una foto "tutti assieme e parecchio strana" sulle piste, non importa se ciò costituisca potenziale pericolo. Per raggiungere il fine sono disposti a scavare trincee, abbattere alberi e creare ardite piramidi umane che non si vedono nemmeno al Cirque du Soleil.
  • il Vin Brulè. Resistere a un caldo bicchiere di vino aromatizzato, offerto dagli animatori nel bel mezzo del gelido inverno, è impensabile. La domanda che nessuno si pone però dovrebbe essere: "Sono abbastanza robusto da sopportare questo intruglio?". Recenti sperimentazioni sui primati hanno stabilito che in realtà nessuno lo è. L'interazione tra alcol etilico e spezie risulta invalidante per il sistema nervoso centrale e causa: deambulazione scomposta, difficoltà a parlare e delirio[2].

Delinquere in settimana bianca

Se avete un conto da regolare o una suocera di troppo di cui disfarvi, la settimana bianca è il momento ideale. Si colloca al quinto posto della speciale classifica "Occasioni per delinquere" esattamente tra il Carnevale di Rio e l'elezione del nuovo Papa in Vaticano. Tra i reati che trovano terreno fertile proprio in quei luoghi troviamo:

La settimana bianca offre buone occasioni di svago e di commettere crimini.
  1. Uxoricidio. Il candido paesaggio innevato offre le condizioni ideali per l'occultamento del cadavere, l'abito da sposa si confonde benissimo e le eventuali macchie di sangue possono essere assorbite col riso nuziale o, ancora meglio, da un Risotto al Viakal. Prerequisiti: futura moglie ricchissima e orfana, sposarla in inverno, convincerla a scartare le Maldive.
  2. Adulterio. La fauna femminile alpina, seppur occultata da goffi abiti, mostra comunque aspetti gradevoli. La sera, durante gli spettacoli dell'equipe di animazione, è il momento buono per la battuta di caccia. La moglie è solitamente stanca o impegnata ad addormentare i pargoli. Combinato il rendez-vous per l'indomani, si passa all'esecuzione del piano. Occorre saper fingere i sintomi del colpo della strega e, con faccia sofferente, pronunciare la frase: "Vai pure cara, non ti preoccupare per me e divertiti. Ci tenevi tanto!". Questo lascia campo libero per raggiungere l'amante, ma non mette al riparo dalla probabile trombata che la "signora" si farà col maestro di sci.
  3. Pedofilia. Se vedrete avvicinare ai vostri figli un peluche enorme e morbidoso (tipo Pupazzo Gnappo), avvicinatevi in mezzo alla calca e pugnalatelo 5-6 volte (tanto sanguinerà all'interno del camuffamento e la farete franca). Sicuramente il soggetto rientra in uno di questi casi: prete pedofilo (53%), pedofilo laico (29%), animatore pedofilo (15%), animatore laico (percentuale che non raggiunge la soglia prevista per legge, quindi irrilevante).
  4. Truffa. Se volete truffare qualcuno (ad es. un socio in affari) il luogo ideale per farlo è il rifugio alpino. Starete pensando: "pure il gestore del locale è un ladro matricolato, una ciriola e una Fanta dodici euro può considerarsi rapina", ma non divaghiamo. Quindi la domanda è: "Come faccio a convincere il mio socio a vendermi la sua parte della società?", la risposta è semplice: Bombardino. Bevuto il primo diventerà disponibile e sorridente, al secondo tenterà di negoziare in maniera confusa, al terzo vi cederà: la sua quota al vostro prezzo, la macchina nuova, sua moglie come schiava e la madre come badante per l'iguana.

Note

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪? Pazzesco!! Mi dai il numero del tuo fornitore?
  1. ^ Il trattino è messo per non indurre al fraintendimento.
  2. ^ Ma siamo sicuri che Bossi sia stato colpito da ictus?