Mongolfiera

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La mongolfiera: l'ideale per una vaccanza.

La mongolfiera è un aeromobile che vola quando sta in aria, quando viene parcheggiata è invece un aerostatico. Per sollevarsi utilizza aria calda, più leggera di quella circostante, ottenendo una spinta verso l'alto grazie al noto principio di Archimede, secondo il quale:
«ogni corpo immerso in un fluido (liquido o gas) riceve una spinta dal basso verso l'alto uguale per intensità al peso del volume spostato, ma non può lamentarsi perché ha iniziato lui a spingere».
La mongolfiera, come il resto dei palloni gonfiati, tende quindi a sollevarsi da terra per guardare gli altri dall'alto in basso, risultando nel complesso assai antipatica. Contrariamente ai dirigibili, che possiedono strumenti direzionali propri (motori ed eliche), la mongolfiera si sposta seguendo il percorso imposto dal vento e dalle correnti, ossia a cazzo di cane. L'unica cosa certa è il punto di partenza, per il resto del viaggio si procede a culo, sperando di non atterrare in una palude infestata dai caimani o in un sito di esperimenti nucleari.
Si registrano, oramai ovunque, manifestazioni e gare con mongolfiere. Vi partecipano un'appasionata marmaglia di fanatici e altri che ci si trovano per caso. Tra le più importanti in Italia c'è il Balloons Festival di Ferrara, gigantesco evento turistico che incrementa ogni anno il suo successo e il numero degli equipaggi che finiscono smarriti da qualche parte.

Etimologia[modifica]

Le frecce tricolori sbeffeggiano l'anacronistica invenzione francese.

Sull'origine del termine si sono formulate varie ipotesi, alcune troppo pragmatiche per essere tenute in considerazione e altre penosamente assimilabili alla cazzata sparata tanto per dire.
Secondo lo storico tedesco Hans Waldenbaüer, autore del saggio Venti e spaventi, deriva dal latino "mongolus fierus", riferito a persona di scarso intelletto (ma con piena fiducia in se stesso) che rischia la vita in bravate potenzialmente letali.
Stando invece a quanto afferma Håvard Ødegaard, titolare della cattedra di Dinamica vettoriale dei suicidi nei fiordi presso l'Università di Bergen, proviene da Mongol-fiera (in khalkha mongolo Монгол улс). Questa manifestazione socio-culturale, che si svolge soprattutto nelle regioni occidentali del paese, è famosa per il "нисдэг эмэгтэй" (donna volante), simpatico gioco che consiste nel liberarsi della suocera legandola per i piedi ad un grosso pallone, successivamente riempito di aria calda e liberato dagli ormeggi in un crescendo di festosa euforia.
L'opinione maggiormente diffusa, ma allo stesso tempo la meno affascinante, sostiene che l'origine del termine sia riferita ai fratelli Montgolfier, due perditempo francesi che ne rivendicarono l'invenzione alla fine del '700. Ciò non può essere vero giacché in Francia, come tutti sanno[citazione necessaria], quella di essere dei palloni gonfiati è pratica sicuramente più antica.

Storia[modifica]

I primi palloni ad aria calda compaiono in Cina nel secondo secolo, utilizzati in ambito militare. Tramite le lanterne Kongming (孔明灯) venivano impartiti a distanza gli ordini per l'esercito, ma furono abbandonate dopo la sconfitta subita dal generale Zhuge Liang durante l'assedio a Xi'an. L'ordine era di "prendere con l'ariete la porta a sud" ma una folata di vento portò via qualche lanterna e restò solo "prendere l'ariete a sud". I soldati attaccarono un villaggio di pastori nei pressi della città e si dedicarono allo stupro dei montoni del gregge, finendo per essere sopraffatti alle spalle dai nemici.
Il primo volo con equipaggio avvenne il 19 ottobre 1783 a Parigi, ad opera dei fratelli Joseph Michel e Jacques Étienne Montgolfier. Dopo il volo erano rimasti in due, degli altri non se ne seppe più nulla. L'anno seguente, in Italia, il conte Paolo Andreani volò assieme a due operai che avevano realizzato il pallone, coprendo 6 miglia. Durante il volo raggiunse un'altezza di circa 1500 metri, dopo essersi liberato della zavorra (i due operai). La prima vittima di sesso femminile fu Antonietta Cimolini, che compì numerose ascensioni col marito Giuseppe Silimbani. Durante una di queste, in Argentina nel 1904, morì a seguito di un incidente provocato da un colpo di fulmine: quello avuto dal marito per una biondina tutta curve.

Costruire una mongolfiera[modifica]

Istruzioni per il montaggio.

Occorrente[modifica]

  • Qualcosa di resistente e gonfiabile, non è indispensabile che sia ritardante.
  • Tiranti in acciaio inossidabile, o gomitolo di lana.
  • Una cesta, se ce sta. Se nun ce sta, ce sta bene pure una grossa tinozza.
  • 15 salsicce piccanti.
  • 5 barattoli di fagioli borlotti, oppure messicani.
  • 2 damigiane di Coca-Cola
  • 4 cipolle di Tropea.
  • molto aglio.
  • olio, sale e pepe.

Procedimento[modifica]

  1. Aprire la confezione e superare il tipico e comprensibile momento di sconforto.
  2. Mettere i fagioli in un tegame, aggiungere le salsicce e bucherellarle con la forchetta; tritare finemente le cipolle e l'aglio; irrorare con olio d'oliva, salare e pepare.
  3. Far rosolare le salsicce per bene affinché si sciolga il grasso, mescolando bene per non farle attaccare; portare in tavola ben caldo e divorare il composto.
  4. Bere le due damigiane di Coca Cola, o altra bevanda gassata, e aspettare che si formi la massa gassosa nell'intestino. Prima di passare al punto successivo, accertarsi che sia presente un rumore simile ad un lontano temporale ma proveniente dallo stesso.
  5. Denudarsi ed assumere una posizione "a cagnolino"; posizionare l'involucro gonfiabile dietro le terga ed espellere i gas in eccesso all'interno di esso.
  6. Ormeggiare la cesta al pallone servendosi dei tiranti.

Avvertenza: le uniche controindicazioni da tenere presenti riguardano l'uso di fiamme libere in prossimità della zona lavorativa. Munirsi di estintore.

Campionati mondiali[modifica]

Griglia di arrivo all'ultimo campionato del mondo, disputato in Svervegia.

Note[modifica]

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...

Voci correlate[modifica]