Campionato mondiale di calcio 1986

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Il logo dei mondiali.
Quote rosso1.png Un poco con la cabeza de Maradona y otro poco con la mano de Dios. Quote rosso2.png
~ Maradona la butta in caciara per mascherare il suo gol di mano.

Il campionato mondiale di calcio 1986, noto anche come Messico '86, è stata la tredicesima edizione dei Mondiali di calcio organizzati dalla FIFA. L'evento, che come consuetudine si tiene ogni quattro anni, nel 2018 non ci sarà perché verrà sotituito dalla Tapiro World Cup.
Il Messico divenne il primo Paese ad ospitare due edizioni della manifestazione subentrando al posto della Colombia, che rinunciò all'organizzazione del torneo dopo aver saputo che l'Argentina aveva convocato in extremis Maradona, la cui sola presenza lasciava presagire devastanti ripercussioni sulle esportazioni della principale risorsa economica della nazione.
Si svolse tra il 31 maggio e il 29 giugno 1986, e fu proprio l'Argentina a laurearsi campione del mondo per la seconda volta.
E ultima.

Organizzazione[modifica]

Il peperoncino Pique: mascotte della manifestazione.
"Ce la faremo anche stavolta, l'ho chiesto a Babbo Natale in questa letterina."

Secondo la formula collaudata nel torneo del 1982, vinto dall'Italia, le nazionali partecipanti sono 24. Dalla fase a gironi accedono agli ottavi le prime due classificate, le migliori terze, una a sorpresa e la squadra più fotogenica. Il format dello spettacolo è comunque quello classico:

  • 50% eccellenza sportiva, ruolo affidato come al solito a Brasile, Germania Ovest, Spagna, Argentina e Italia;
  • 30% effetto sorpresa, che prevede l'eliminazione in modo ignominioso di una delle favorite, il Belgio alle semifinali e clamorose cazzate degli arbitri in stile Byron Moreno;
  • 20% comicità, compito affidato a Corea del Sud, Iraq e Canada.

L'edizione viene anche ricordata per alcune novità:

  • il pallone ufficiale (Adidas Azteca Mexico) è il primo fatto con materiali sintetici;
  • è ammessa l'assurdità che la Francia possa battere l'Italia;
  • un attaccante può segnare anche con la mano, a patto di chiamarsi Diego Armando.

La FIFA deve comunque fare i conti con alcune difficoltà organizzative, una su tutte l'irrinunciabile siesta messicana. Le squadre sono costrette a giocare prima di pranzo o nel tardo pomeriggio, le conseguenze per la diretta televisiva europea sono facilmente immaginabili: le partite possono essere seguite solo da licantropi e fancazzisti al rientro dopo una notte in discoteca. In Italia si va a lavorare solo nel pomeriggio, Napoli chiude per ferie.
A questo si aggiunge uno sciame sismico particolarmente intenso in Messico, tanto che gli spettatori allo stadio devono acquistare un biglietto supplementare per il Tagadà. L'evento viene quindi accorciato per precauzione: dopo la fase a gironi, le gare proseguiranno ad eliminazione diretta già dagli ottavi. Per squadre come l'Italia, abituate a fare calcoli, potrebbe essere un problema[citazione necessaria].

Fase a gironi[modifica]

L'attaccante scozzese Charlie Nicholas mentre chiede al suo allenatore quale sia la porta dove deve tirare.
  • Gruppo A: Argentina, Italia, Bulgaria, Corea del Sud.
    • L'Italia è tra le favorite, nonostante l'incredibile botta di culo con la quale ha trionfato nell'edizione precedente. Il CT è ancora Enzo Bearzot, che si affida a tutti i reduci del 1982 ancora privi di deambulatore, al dinamismo a centrocampo di Ancelotti e San Gennaro Di Gennaro, e a tre bomber del calibro di Galderisi, Vialli e Serena. Tutti i gol italiani sono frutto del loro incitamento dalla panchina, ma vengono segnati dal buon vecchio "Spillo" Altobelli, fatta eccezione per l'autogol di un coreano. L'Argentina è prima nel girone, dopo aver asfaltato la Bulgaria e preso a pallonate i musi gialli. L'Italia racimola come al solito[citazione necessaria] un paio di pareggi e se la gioca all'ultima giornata con i coreani. Per fortuna la scorta di culo del mondiale precedente non si è esaurita del tutto, gli Azzurri vincono per 3-2 grazie a Cho Kwang-Rae che insacca all'83' nella propria porta con un mirabile gesto tecnico.
  • Gruppo B: Messico, Paraguay, Belgio e Iraq.
    • Un sorteggio "sospettosamente benevolo" garantisce il primo posto alla squadra di casa; il Paraguay è secondo e il Belgio passa il turno tra le migliori terze, anche perché - per non segnare all'Iraq - bisognerebbe proprio non scendere in campo.
  • Gruppo C: URSS, Francia, Ungheria, Canada.
    • In questo girone si qualificano solo le prime due. L'Ungheria perde 6-0 con la Russia e 3-0 con la Francia, ottenendo solo il titolo di "peggior squadra materasso nei gironi". Le autorità canadesi prendono sportivamente atto della figura di merda e dichiarano illegale il calcio in tutta la nazione: chiunque indossi un paio di scarpini da calcio può essere giustiziato sommariamente, anche dai metronotte.
  • Gruppo D: Brasile, Spagna, Irlanda del Nord, Algeria.
    • Anche in questo girone si qualificano solo le prime due, senza sforzarsi troppo. Irlanda e Algeria si accordano per un pareggio 1-1, escono dal mondiale con un punto a testa in classifica e vanno assieme a spernacchiare i kebabbari iracheni.
  • Gruppo E: Danimarca, Germania Ovest, Uruguay, Scozia.
    • I sudamericani avevano accolto il sorteggio stappando champagne, certi di doversi preoccupare al massimo dei crucchi. I danesi però prendono la perculata sul personale e si imbelviscono[1], tanto che cancellano con un 6-1 il sorriso dalla faccia dei boriosi uruguagi. Poi, sull'onda dell'entusiamo, castigano anche 2-0 i tedeschi e 1-0 gli scozzesi. Per non uscire dal mondiale l'Uruguay scende a patti: regala due cisterne di Macallan millésimé del 1878 agli highlanders e passa comunque il turno tra le "migliori" terze.
  • Gruppo F: Marocco, Inghilterra, Polonia, Portogallo.
    • Girone molto equilibrato, che si decide all'ultima giornata quando - prima della partita - i marocchini irrompono nudi nello spogliatoio dei portoghesi minando la loro sicurezza. Con un perentorio 3-1 il Marocco guadagna il primo posto e il Portogallo viene eliminato.

Ottavi di finale[modifica]

I bulgari Aldonov, Giovannev e Giakomov, attuano uno schema su calcio piazzato.
  • Messico 2 – 0 Bulgaria
    • Si gioca alle 12:00, orario che mette al riparo i padroni di casa dal tipico abbioccone[2] pre-siesta. Gli avversari invece hanno ancora i postumi della sbornia, causata dall'aver festeggiato (con vino e troie) la prima qualificazione agli ottavi della loro storia.
  • Belgio 4 – 3 URSS
    • Si assiste ad un remake della formidabile partita del secolo del '70, quella tra Italia e Germania. Nonostante la tripletta di Bjelanov i sovietici vengono piegati dal Belgio alla fine dei supplementari, grazie al gol di Nicolaas Claesen, detto Nikon perché era solito fermarsi davanti ai fotografi e sbagliare anche i gol più facili.
  • Brasile 4 – 0 Polonia
    • Il sogno dei polacchi si infrange contro la Seleçao, che va a segno con i soliti Sasà, Vavà, Nanà, e Addostà Zazzà.
  • Argentina 1 – 0 Uruguay
    • L'antica rivalità calcistica si concretizza in una partita pregna di furore agonistico, lo testimoniano i due metri cubi di cerotti usati durante l'incontro. Risolve la gara Pedro Pablo Pasculli, sette stagioni col Lecce e una media gol di 7,3 a campionato, più che un attaccante di peso: un peso per la squadra.
Alessandro Altobelli tenta di fermare Michel Platini ricorrendo al taekwondo.
  • Italia 0 – 2 Francia
    • Enzo Bearzot era alla vigilia ottimista, nonostante l'allineamento di 6 pianeti, due scosse di terremoto e un'invasione di locuste nell'albergo che ospita gli azzurri. Diamine, era pur sempre la Francia! Gli stessi calciatori sottovalutano i presagi e ancor peggio la classe di Platini, autore di un gol e dell'avvio all'azione del raddoppio. Il risultato finale preoccupa l'intero Messico: è sicuramente il quarto segno, quello che precede la resurrezione dei morti e l'inizio dell'Apocalisse. Per scongiurarla vengono sacrificate 5 vergini al demone Belfagor.
  • Marocco 0 – 1 Germania Ovest
    • La sorpresa Marocco resiste ai panzer tedeschi fino al minuto 87, quando l'arbitro jugoslavo (ma di probabili origini cieche) concede una punizione al limite per un fallo inesistente. Lothar Matthäus si prende la responsabilità del tiro, il terrore sbianca i volti dei marocchini. Matthäus calcia di potenza, tanto che l'ultimo difensore che ha colpito in barriera ha iniziato inspiegabilmente a parlare 3 lingue asiatiche, nonostante avesse sempre lavorato come pizzaiolo a Reykjavík. Il siluro passa attraverso il prudenziale varco nella barriera e la Germania guadagna i quarti.
  • Inghilterra 3 – 0 Paraguay
    • Come accaduto per i bulgari, anche i calciatori del Paraguay sembrano appagati dall'aver raggiunto i primi ottavi della loro storia, tanto che puntano tutti i soldi che hanno in tasca sull'Inghilterra. Gary Lineker realizza una doppietta e l'assist per il terzo gol, diventando uno dei più forti calciatori inglesi di tutti i tempi. Il terzino Salvador Cabañas invece incassa la vincita e diventa l'uomo più ricco del Paraguay.
  • Danimarca 1 – 5 Spagna
    • La favola danese continua per una mezz'oretta, quando Jesper Olsen segna al 33' su rigore, concesso peraltro per un fallo inesistente. Gli spagnoli la prendono malissimo, in particolare il difensore Andoni Goikoetxea, che si era guadagnato il soprannome "il macellaio di Bilbao" per aver sbriciolato la caviglia di Maradona in Liga. Dopo la terza entrata "intimidatoria" i danesi recepiscono il messaggio e si tengono a prudenziale distanza dall'area avversaria, ossia nella loro metà campo. L'allenatore spagnolo è una vecchia volpe e trova l'espediente giusto: far correre Goikoetxea al fianco di Emilio Butragueño, a sua protezione, come se si stesse giocando a rugby. L'attaccante segna 4 reti e poi, per ringraziare il suo angelo custode, gli concede di battere il rigore del quinto gol.

Quarti di finale[modifica]

Maradona va in schiacciata sotto rete e beffa il portiere inglese.
  • Argentina 2 – 1 Inghilterra
    • L'incontro è senza sussulti per tutto il primo tempo, durante il quale le squadre si temono a vicenda. Al 6' della ripresa, in un goffo tentativo di rinvio, Steve Hodge alza la palla a campanile all'interno dell'area di rigore. Il portiere inglese Peter Shilton esce per fare propria la sfera, forte della sua altezza di 185 cm. Circa 20 cm più in basso si aggira fischiettando Maradona, che salta allungando la mano e deviando la sfera in rete. L'arbitro tunisino Alì Bin Nassèr, soprannominato in seguito Alì Ray Charlès, convalida il gol. Quattro minuti dopo Maradona raddoppia, con quello che è stato definito il Gol del secolo. Il bassotto inizia la sua corsa di 60 metri in 10 secondi, diritto verso la porta inglese. Durante il percorso i suoi dribbling diventano poesia: supera Hoddle, elude Reid, beffa Sansom, irride Butcher, spernacchia Fenwick e alla fine scarta anche il portiere Shilton, per poi depositare in rete il pallone del 2-0. Per le due settimane successive il 96% dei bambini nati a Napoli viene chiamato Diego. Il gol di Gary Lineker serve solo a smuovere la classifica marcatori, l'Argentina accede alle semifinali.
  • Brasile 1 – 1 Francia (3-4 rig.)
    • Contro tutti i pronostici, causando il suicidio del 70% degli allibratori nel mondo, la Francia guadagna le semifinali a spese dei favoriti per la vittoria finale, seppur ai rigori. Dopo essere usciti quattro anni prima con l'Italia, e in questo mondiale con la Francia, tutti i giocatori brasiliani vengono costretti al rientro ad indossare il cilicio e autoflagellarsi sulla spiaggia di Copacabana, osservati in modo severo dal Cristo Redentor.
  • Germania Ovest 0 – 0 Messico (4-1 rig.)
    • La squadra di casa compie il miracolo di arrivare a fine gara sullo 0-0, il ricorso al pioneristico modulo 10-0-0 ha evidentemente dato i suoi frutti. Quando si arriva ai calci di rigore si deve tener conto di due cose: la prima è che sono una lotteria dove può accadere di tutto, la seconda è che i calciatori con i piedi a banana non dovrebbero tirarli. Il Messico è fuori e i crucchi festeggiano.
  • Spagna 1 – 1 Belgio (4-5 rig.)
    • Il Belgio non smette di stupire, dominando le furie rosse con un palleggio raffinato, acceso agonismo e parecchie gomitate allo sterno. Al 35’ va addirittura in vantaggio, grazie al gol di Ceulemans. Nel finale giunge l'insperato pareggio ad opera di Juan Antonio Señor, che segna a 5 minuti dalla fine. Il centrocampista aveva già salvato sulla linea durante la fase a gironi con l'Irlanda del Nord, è il secondo miracolo e quindi viene dichiarato Santo. Diversa la sorte di Eloy Olaya, reo di aver sbagliato il rigore che condanna la Spagna, che verrà incaprettato nella plaza de toros durante una corrida ancora con la maglia rossa addosso.

Semifinali[modifica]

Il modulo adottato dal Belgio in semifinale.
  • Argentina 2 – 0 Belgio
    • Il Belgio si affida allo stesso modulo adottato dal Messico contro la Germania: tutti in difesa e grattata di palle. La speranza è arrivare ai rigori e magari azzeccarli tutti, come già successo contro la Spagna. L'idea potrebbe anche funzionare, se non fosse che Maradona ha fissato un appuntamento col suo spacciatore proprio al termine del 90', andare ai supplementari lo farebbe saltare. L'argentino segna una doppietta e porta la sua squadra in finale, poi corre negli spogliatoi senza nemmeno fermarsi a festeggiare in campo.
  • Francia 0 – 2 Germania Ovest
    • Il demone Belfagor, al quale erano state sacrificate cinque vergini dopo la vittoria della Francia con l'Italia, si rende conto che una di esse era più che altro un "usato garantito". L'incazzatura che ne consegue assume i toni danteschi, tanto che l'essere infernale attua la legge del contrappasso e i krukki battono i mangialumache con lo stesso risultato: 2-0.

Finale 3º posto[modifica]

Finale[modifica]

  • Argentina 3 – 2 Germania Ovest
    • Il CT crucco Franz Beckenbauer decide di affidare marcatura del temutissimo Maradona a Lothar Matthäus, uno dei migliori elementi della Germania, dirottando il lento ma potente Hans-Peter Briegel su Jorge Valdano, definito dalla stampa sportiva "lo Speedy Gonzales della Pampa". El pibe de oro rivive il trauma subito con Claudio Gentile ai mondiali precedenti, praticamente si trova il tedesco appiccicato addosso anche quando fa la doccia durante l'intervallo. Al 23' l'albiceleste passa comunque in vantaggio sugli sviluppi di un calcio di punizione: il portiere Schumacher esce in maniera imprecisa chiamando la palla, quest'ultima se ne frega e lo scavalca in modo beffardo, per poi finire sulla testa del difensore Jose Luis Brown che insacca. È 1-0. Nella ripresa la Germania si sbilancia alla ricerca del pareggio e subisce il raddoppio argentino: su una ripartenza la palla arriva a Valdano, un calciatore talmente veloce che facendo jogging fa scattare gli autovelox e viene assai sfocato sulla foto; quando Briegel viene superato non riesce nemmeno a leggere il nome dietro la maglia dell'avversario, lo scopre solo quando appare sul maxischermo dopo che l'altro ha segnato il 2-0. Beckenbauer si gioca il tutto per tutto, una cifra proibitiva per chiunque. Passa al modulo 3-1-1-1-1-1-1-1 con variante polosvacca, nella quale: i terzini pressano alto, i mediani spingono in basso, le punte sono tornanti e il trequartista diventa un dueterzista e spicci. Praticamente i tedeschi fanno come cazzo gli pare. Questo disorienta i difensori argentini, abituati a punti di riferimento precisi e rigore tattico. La strategia porta i suoi frutti: al 74' accorcia le distanze Karl-Heinz Rummenigge (2-1) e sette minuti dopo arriva il pareggio di Rudi Völler, in quel momento schierato come centromediano metodista mezzapunta di contenimento, ossia si era convinto di essere un difensore argentino e la mette senza volere alle spalle di Almirón. Dopo aver chiesto scusa per quello che credeva un autogol si guarda la maglia, capisce l'equivoco e inizia ad esultare per il 2-2. Mancano 6 minuti alla fine e la palla arriva a Maradona, che se ne disfa in modo frettoloso per non subire lo scarsantanovesimo pestone alle caviglie. Stando al commentatore si è trattato di un assist geniale per Jorge Burruchaga, che corre verso la porta e supera Schumacher in uscita fissando il risultato sul 3-2. L'arbitro brasiliano Romualdo Arppi Filho, imparziale ma non troppo, concede diciassuno minuti di recupero nella speranza di veder capitolare gli antichi rivali. La fortuna non è dalla sua, l'Argentina conquista il suo secondo titolo mondiale.
Maradona felice perché presto potrà tornare dalla sua amata.
Preceduto da:
Italia
1982
Logo FIFA.png
Campione del Mondo
Argentina
1986
Succeduto da:
Germania Ovest
1990

Note[modifica]

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ diventano belve assetate di sangue
  2. ^ grosso stato di sonnolenza


Voci correlate[modifica]