Barbaricino

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Terrone made in sud.jpg
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Un gruppo di barbaricini posa per questo articolo.
No Wikipedia.png
Per quelli che non hanno il senso dell'umorismo, ci dispiace ma questo articolo non è presente sulla malefica.
Vergogna wiki!
Quote rosso1.png Mì la leppa ched'ho Quote rosso2.png
~ Barbaricino mostra il coltello per impressionare favorevolmente una ragazza di città
Quote rosso1.png Là che ne ezsco la leppa! Quote rosso2.png
~ Barbaricino minaccia di usare il coltello per intimorire il fidanzato della ragazza di città
Quote rosso1.png Nzu, domani non ci zsono che zsalgo in paezse Quote rosso2.png
~ Barbaricino informa l'amico di città che per il fine settimana tornerà a casa del diavoloal suo paese
Quote rosso1.png Babbagia no! Babbagia no Quote rosso2.png
~ Abatantuono urla la sua disperazione per il minacciato trasferimento in Sardegna

Il barbaricino o barbaracino, in lingua locale brabaxinu o barabbaxinu o barabbabbibbaxinu, è un sottoprodotto della più ampia specie umana detta sarda; ne consegue che - anche se non si direbbe - pure i barbaracini sono umani o perlomeno sub-umani.

Per chi non fosse ferrato in etnologia, si dicono barbaricini gli abitanti della Barbagia che, lo dico a beneficio di quelli ferrati in etnologia ma scarsi in geografia, è una regione della Sardegna.


La Barbagia e i barbaricini[modifica]

La genesi[modifica]

Hic sunt barbarachini.

La Barbagia è la regione nel cuore più aspro della Sardegna, famosa per aver dato i natali ai più celebri tra i rapitori registrati nell'Albo professionale.
Essendo particolarmente montagnosa e impervia, godendo di un clima modello Kazakistan gelo d'inverno e forno d'estate, non avendo vie di comunicazione più ampie che strade carraie, essendo in poche parole inacessibile, perfino per l'occhio di Sauron, è chiaro che i suoi abitanti siano perlomeno particolari.
Nei millanta secoli di ininterrotte conquiste straniere della Sardegna, la Barbagia è stata l'unica regione a resistere, un po' per la fierezza del suo popolo, un po' perché nessun invasore è mai stato tanto cretino da volersi accaparrare una terra tanto infida.

L'evoluzione[modifica]

L'ambiente naturale e l'evolversi della storia, hanno fatto sì che i barbaricini sviluppassero un'atavica diffidenza e si richiudessero sempre più in se stessi evitando qualsiasi contatto con le popolazioni al di fuori del proprio territorio. Cominciarono a sposarsi fra cugini e poi tra fratelli, fino a generare figli con la coda di porco[1] e il culo di pelle[citazione necessaria].

Tempi moderni[modifica]

La drammatica situazione invernale in Barbagia.

Trascorsi qualche migliaio di anni soffrendo il rigido inverno e vedendo morire di fame le pecore - unica loro fonte di amore cibo - che non trovavano di che pascolare essendo l'erba bruciata dal gelo, un geniale barbaricino azzardò l'ipotesi che forse oltre le montagne che cingevano la Barbagia, esistevano altre terre emerse con un clima più mite.
Fu organizzata una temeraria spedizione che li condusse, dopo settimane di marcia, nella parte meridionale l'isola, appena a ridosso della costa, dove scoprirono che, o avevano camminato tanto oppure la Barbagia non si trovava in Siberia.

Trovato il Paese del Bengodi, slegarono le mogli[2], caricarono sui muli i pochi averi, i molti figli e i moltissimi coltelli, e si trasferirono in massa nelle zone pre-costiere. Per questa invasione, anni dopo, furono condannati per crimini contro l'umanità dal Tribunale dell'Aia.

Oggi[modifica]

L'invasione barbaricina nel sud dell'isola.

Dopo anni di convivenza, ormai il barbaricino fa parte, con pari dignità, della comunità indigena della Sardegna meridionale. Purtroppo il processo d'integrazione non si è completato, per la loro incapacità di recidere il cordone ombelicale che li lega al paese natio: ogni fine settimana, col sole o con la neve, tutti i barbaricini, dallo spacciatore al dentista, salgono al paese (non avendo granché di nozioni topografiche, andare da sud a nord nella cartina geografica equivale per loro a una scalata) e ne ridiscendono con vagonate di quello che chiamano cibo genuino da consumare durante la settimana entrante:

un quintale di pane fatto in casa che potrebbe durare un anno sempre morbido e fragrante;

Wikiquote.png
«Mìììì, come lo facciamo noi il pane, non ce n'è.»

una tonnellata di salsicce e formaggi;

Wikiquote.png
«Mìììì, come li facciamo noi zsartizzi e cazsi, non ce n'è.»

quattro ettolitri di vino;

Wikiquote.png
«Mìììì, come lo facciamo noi il vino, non ce n'è.»

tre metri cubi di nuovi barbaricinetti nati nella settimana appena trascorsa.

Wikiquote.png
«Mì, come li facciamo noi szor pizzinozso, non ce n'è.»


È chiaro che integrarsi partendo da queste basi è dura.

Il tentativo di integrazione[modifica]

Abbagliato dalla visione del benessere cittadino, il barbaricino ha provato a raggiungerlo per emulazione, ma senza cercare di carpirne il segreto. I risultati coprono l'ampio spettro che va dal ridicolo al tragicomico, dal penoso all'imbarazzante.

Gli errori[modifica]

  • Credere che la macchina nera con la doppia marmitta, otto fanali supplementari, stereo a palla con i bassi al massimo e finestrini aperti sia la chiave per far cadere ai loro piedi le ragazze.
  • Volere a tutti costi mostrare la lunghezza del proprio pene per mettere in soggezione l'interlocutore, nella certezza che dodici centimetri di pisello siano da Guinness dei Primati.
  • Urinare intorno alla casa per marcare il territorio.
  • Andare in giro con il coltello in tasca per fare il figo con le pupe e il duro con i ganzi.
  • Pettinarsi come Totti per apparire moderni.
  • Mettere i pantaloni in fustagno, la camicia bianca con i ghirigori e la giacca di velluto per andare in discoteca.
  • Scopiazzare il gergo urbano giovanile pronunciandolo con la zeta-esse sibilante pastorale.
  • Dire como[3] come intercalare.
  • Ordinare un'Ichnusa[4] grande (da ben 66cc!) e sette bicchieri.
  • Credere che il gioco della morra[5] sia una specialità olimpica.
  • Dire Ci sentiamo su emmesseemmesse palesando l'agghiacciante confusione informatico-tecnologica che alberga le loro menti.
    Non è raro, in città, sentire il rombo di una Golf[6] Mega Maxi Ultra Turbo 48 valvole con cerchioni maggiorati che si avvicina a velocità supersonica annunciandosi alla nostra vista come un albero di Natale che canta a squarciagola canzoni di Marco Carta, vederla inchiodare davanti alla pasticceria più chic, e discenderne cinque barbaricini vestiti con pantaloni in fustagno, camicia bianca con i ghirigori e giacca di velluto, pettinati come Totti, che urinano intorno alla macchina per marcare il parcheggio, confrontano a voce alta le misure dei rispettivi peni, estraggono il coltello ed entrano ordinando un'Ichnusa grande con cinque bicchieri.

Luoghi comuni da sfatare[modifica]

Al massimo si raggiunge questo risultato.

Se è vero che i barbaricini stanno commettendo degli errori sulla via dell'integrazione ed emancipazione, è anche vero che sono vittime di alcuni luoghi comuni infamanti che non avremo alcuna remora a smentire qui di seguito:

  • Non è assolutamente vero che i barbaricini, come scrive Gavino Ledda sul suo Padre padrone, abbiano un debole per il sesso anale con le pecore. È arcinoto che prediligano quello vaginale con la pecora a smorza candela.
  • Finanche in qualche passaggio di questo articolo, abbiamo colpevolmente fatto cenno[7] al nauseabondo odore di formaggio che emanano. I lettori avranno subito fatto 2+2=5 e dedotto che puzzino. Niente di più errato: sono solo diversamente profumati.
  • Che tengano in bassa considerazione le donne, è un altro luogo comune da correggere immediatamente. Le donne hanno tutti i diritti propri degli uomini: possono studiare da avvocato, architetto o medico, possono mettersi in topless e se lo desiderano sfoggiare il nudo integrale, ballare, intraprendere la carriera politica e chi più ne ha più ne metta[citazione necessaria]. L'importante è che lo facciano stando a casa. Legate.

Il consiglio[modifica]

La società multiculturale è segno di progresso e di speranza, ma a un certo punto, quando le differenze sono troppe, non è vergogna tornare da dove siete venuti: chiedere aiuto ai vostri fratelli del sud ai quali avete impestato il territorio sarebbe un errore dalle conseguenze alquanto spiacevoli, alla faccia di chiunque vi venga a dire, con voce soave e l'espressione di uno che abbia passato i tre mesi precedenti a leccare dorsi di rana, che certamente vi daranno una mano.

Curiosità[modifica]

Icona scopa.png
L'abuso della sezione «Curiosità» è consigliato dalle linee guida di Nonciclopedia.

Però è meglio se certe curiosità te le tieni pe' ttìa... o forse ti incuriosisce sapere com'è dormire coi pesci?

  • Spesso tra barbaricini si svolge la gara di virilità tra chi ha il parente che ha fatto più anni di galera. L'ergastolo sancisce il KO tecnico dell'avversario.
  • Lo sfoggio del benessere economico nei confronti dei vicini consiste nella costruzione del balcone più ampio possibile: non è raro vedere appartamenti col balcone che gira tutto intorno. In casi estremi perfino due volte.
  • Non si è mai visto un barbaricino nuotare.
  • Per quanto si lavino e si profumino, si portano dietro un odore di formaggio che si suppone sia ereditario.
  • Le dita diversamente affusolate che immancabilmente hanno i barbaricini consentono loro di pigiare solo tre tasti per volta sui telefonini.
  • Il barbaricino, come il muflone selvatico, guarda qualsiasi estraneo con aria di sfida.
  • Il caminetto in casa è obbligatorio nella cultura barbaricina. La sua bocca deve avere un'apertura minima che consenta di arrostire contemporaneamente due pecore, una vacca, un maiale, sei capretti e un Tirannosaurus Rex.
  • I padri dei barbaricini si chiamavano chi Giuanniccu, chi Bainzu, chi Gavino, i loro figli Gabriel, Maicol e Gecson.
  • Il barbaricino veramente puro non ha sopraciglia, ma sgommate di trattore.

Paesi Barbaricini[modifica]

Orgosolo[modifica]

Orgosolo (oggi Buzzuville)

(Stemma)

"Eo no isho nudda!"

(Motto)

Posizione geografica Non sun cazzos hi ti riguardana!
Anno di fondazione 10.000 a.C.
Abitanti 1897... BANG...1896... BANG....1895...
Etnia principale truzzi
Lingua Orgolesu
Sistema di governo Repubblica Anarchica
Moneta Asso di bastoni
Attività principale Briscola e tressette col morto
Quote rosso1.png Orilha de porhu pinha' Quote rosso2.png
~ Celebre scioglilingua orgolese
Quote rosso1.png Se ci tieni alla vita stai lontano da qui! Quote rosso2.png
~ Scritta su un cartello all'ingresso del paese, crivellato di colpi

Orgosolo (altrimenti detto Betlemme), paese in provincia di Baghdad, è la capitale della Repubblica Autonoma del Supramonte. È un paese tranquillo, ospitale, pronto ad accogliervi a suon di piomb... a braccia aperte[8].

Personaggi famosi[modifica]

  • Attila
  • Gengis Kahn
  • Geronimo
  • Graziano Mesina

Oliena[modifica]

Oliena (oggi Paggiaville)
Teomondo Scrofalo.jpeg

(Stemma)

"Chi non beve Nepente se ne pente!"

(Motto)

Posizione geografica A due ore di cavallo da Nuoro, verso sud, dove vedi volare un corvo, quella è Oliena
Anno di fondazione 14.000.000 di anni fa
Abitanti 187.000.000
Etnia principale truzzi
Lingua Limba olianesa (di origine slava), cinese mandarino, aramaico antico
Sistema di governo Monarchia assoluta
Moneta dollaro olianese
Attività principale Briscola e tressette col morto
Quote rosso1.png Le ragazze di Oliena son tutte porche! Quote rosso2.png
~ Dante Alighieri
Quote rosso1.png Alluttu! Quote rosso2.png
~ Tipico saluto olianese
Quote rosso1.png Ispilìu! Quote rosso2.png
~ Risposta al saluto di prima
Quote rosso1.png Hastihàu. Quote rosso2.png
~ Detto di una persona particolarmente brillante
Quote rosso1.png Ghiòsu. Quote rosso2.png
~ Detto di una persona particolarmente pulita
Quote rosso1.png Bruttu griju! Quote rosso2.png
~ Detto di persona particolarmente carina
Quote rosso1.png Akkìkka! Quote rosso2.png
~ Tipico incitamento olianese
Quote rosso1.png Oddhe'...Oddhe'! Quote rosso2.png
~ Olianese di fronte a qualcosa che non riesce a spiegare razionalmente
Quote rosso1.png Oliena si può riassumere in tre parole: vino, sesso e pastori! Quote rosso2.png
~ Grazia Deledda
Quote rosso1.png Nighe' vohalis sa billella! Quote rosso2.png
~ Olianese a un vucumprà senegalese che cercava di vendere qualcosa a delle ragazze
Quote rosso1.png Bella cagada! Quote rosso2.png
~ Olianese davanti a qualcosa che non è riuscita secondo i suoi piani
Quote rosso1.png Che squallido posto! Quote rosso2.png
~ Tutti su Oliena

Oliena, (venne chiamata così dai suoi fondatori indecisi su che nome darle. Se usciva testa la chiamavano Oliena, se usciva croce la chiamavano Callellopoli. Uscì testa) è un paese sardo? anche se secondo la Oxford University si trova fra il Botswana e la Guinea Bissau, in provincia di Llanfairpwllgwyngyll. Posta a 12 km da Nuoro è stata scelta dalla NATO come bersaglio missilistico per le esercitazioni in caso di guerra nucleare. È gemellata con Los Angeles[9].

Storia[modifica]

300 milioni di anni fa: durante l'Orogenesi Ercinica, in pieno Paleozoico, si formano le più antiche rocce che oggi costituiscono la Sardegna, il cosiddetto "basamento sardo" vabbe'...

Antico Olianese che festeggia la buona riuscita della caccia

Popolata dal 14.000 a.C.da uomini di Neanderthal e da popolazioni di razza negroide (come si può constatare tuttoggi), Oliena venne fondata ai piedi di un monolito bianco azzurrognolo che sembra materializzarsi dal nulla e che gli indigeni chiamano Corrasi.

Dopo il Diluvio Universale, Noè approdò sul Corrasi e piantò il primo vitigno di Nepente di Oliena, la bevanda tipica che dissipa ogni male. Prima del ritiro delle acque, Oliena fu per molto tempo un paese costiero. Nel XVI sec. a.C. la società olianese subì una grave crisi economica, dovuta soprattutto a problemi di sovrappopolazione e di scarsità di risorse ambientali. Il potere passò nelle mani di una nuova classe di guerrieri che istituì il culto dell'"uomo-uccello". Fra gli uccelli che nidificavano nella zona c'era la passera scopaiola che venne scelto come simbolo e a cui era riservato un ruolo importante nelle feste tribali Una di queste prevedeva che tutti gli indigeni, non solo olianesi ma anche quelli provenienti da tutti gli insediamenti dell'interno dell'isola, dovevano raggiungere a nuoto o a bordo di imbarcazioni improvvisate l'isolotto di Ortobene (perché allora era un isolotto) che fronteggiava il villaggio di Oliena; chi trovava per primo l'uovo di passera otteneva che il capo della sua tribù diventasse il Minkrimannu, ossia il sacro "uomo-uccello", simbolo di fertilità. Intanto, essendo un paese costiero, Oliena aveva avviato una fiorente industria basata sul turismo balneare e sulla pesca alle acciughe. Veniva considerata la Miami del Mediterraneo finchè non si ritirarono le acque e divenne un paese dell'entroterra. Il capovillaggio, che aveva speso un capitale per costruire tutti gli impianti per il servizio turistico, esclamò laconico "Merda!" Ma la cosa più grave per gli olianesi fu che a pochi chilometri dal villaggio, nelle terre appena emerse, sorse il villaggio di Dorgali. Durante l'era glaciale venne avviata la costruzione di impianti sciistici che fecero la stessa fine di quelli balneari. L'attenzione degli olianesi si spostò sulla caccia al mammut. Finita l'era glaciale Oliena venne invasa da popolazioni provenienti da oriente, di razza sino-mongolica e tibetana. Introdussero l'allevamento degli ovini, dei caprini, dei bovini e dei suini. La vasta prateria di Lanaitto era popolata da sterminate mandrie di bisonti e cervi megaceros cazzioti, cacciati dalle popolazioni locali per la carne e le pelli. Nel VII secolo a.C. queste mandrie furono sterminate per divertimento da invasori bianchi provenienti dal continente che si erano insediati sulla costa orientale sarda e avevano iniziato a spingersi all'interno. Questi sottomisero gli indigeni, presero loro la terra e li abbrutirono con l'alcol e li sterminarono con nuove malattie. Tuttavia i superstiti si ritirarono nella zona alta del paese, conosciuta oggi come rione di Sant'Idogli[10], e si difesero a colpi di pietra, riuscendo ad allontanare ogni invasore. Ancora oggi, le indomite popolazioni selvagge che abitano a Sant'idogli (proclamata Repubblica Indipendente) allontanano eventuali estranei a sassate e se qualcosa non gli va a genio, o le danno fuoco o la fanno saltare in aria con ordigni artigianali. Nel 1450 a.C. circa il villaggio si era spopolato a causa di una carestia e delle varie invasioni straniere e si era trasferito a Tiscali. Qui sorse una potente civiltà che sviluppò i primi strumenti tecnologici, dotata anche di navicelle spaziali e di potenti armi al plutonio. Questa civiltà si estinse quando venne scoperta la birra Ichnusa. Dopo la guerra di Troia, i profughi troiani giunsero in Sardegna e si rifugiarono in territorio olianese; furono infatti loro, quei gran figli di Troia, a ricreare il villaggio vero e proprio chiamandolo prima Troia II e poi in onore del primo re Iulo col nome di Iuliana, poi diventata Uliana. I figli di Troia ampliarono il paese, costruirono le mura difensive in pietra, e introdussero il cavallo, considerato ancora come animale totemico, nonostante il brutto scherzo di quegli stronzi di achei! Fece scrivere in proposito Re Iulo sugli inviti per le sue nozze con Mintonia II di Dule, che sancirono l'unione dei troiani con le popolazioni locali: "Non si accettano come regalo animali giganti di legno! Balla che non ci facciamo inchiappettare due volte!" Nel 135 a.C. i romani risalirono il Cedrino ed entrarono indisturbati ad Oliena. Indisturbati perché gli si presentò davanti uno spettacolo orrendo: uomini, vecchi, donne e bambini ubriachi fradici come ogni sera. I romani costruirono il ponte di Pappaloppe e importarono ad Oliena il pronome personale ego. I romani non riuscirono mai a penetrare in Sant'Idogli[11][12]. Per diversi secoli non accadde nulla di importante ad Oliena. In pieno Medioevo per difendersi dalle incursioni di Vichinghi e Saraceni, venne costruito un castello in località Su Carmene. Il signore locale aveva il potere di vita e di morte sui suoi cittadini. Praticava il Jus primae noctis e importunava continuamente le floride, pettorute[13] contadine. I cittadini esasperati lo appesero a testa in giù sulle mura del castello e delle sue palle fecero un simpatico gingillo conservato ancora oggi nel museo comunale???[14]. In seguito a una lunga carestia si imparò ad apprezzare la carne di gatto spacciato per coniglio. In periodo di Quaresima non potendo mangiare neanche quella si iniziò a brucare (e fumare) erba. Dopo essere stata invasa più e più volte da diversi giudicati e dai pisani che costruirono la chiesa di Santa Maria e la torre campanaria (storta naturalmente), si ritrovò sotto il dominio spagnolo. Gli spagnoli insegnarono agli olianesi a uccidere i tori, a ballare il flamenco e la parola ventana. Gli olianesi insegnarono alle spagnole... Il signorotto locale continuava a vessare i poveri campesiños e i peones. Tutto questo finchè non arrivò Zorro! Nel seicento i Gesuiti piantarono i primi olivi. L'olio di Oliena divenne famoso nel mondo grazie alle sue proprietà terapeutiche e ai suoi diversi utilizzi: olio per friggere, per condire l'insalata, come carburante vegetale, per le lampade, per untare le murene (emorroidi) etc. Per lungo tempo il paese fu diviso in due parti dal Golathi River[15][16]: Sa Banda Manna (The Big Band) e Sa Banditta (The Small Band) finché la confraternita dei conciatori non costrui un ponte, il Concias Bridge. Nel XV secolo il piccolo villaggio di Locoe ebbe delle incomprensioni con Orgosolo. Per non finire male, gli abitanti di quel paese emigrarono ad Oliena e si insediarono nel rione di Sa Tiria che venne ribattezzato "little Locoe". Gli olianesi disprezzavano quelli di Locoe a causa delle loro misere condizioni. Tuttavia quando un olianese finiva nelle buie stradine di "little Locoe" si ritrovava con la schiena ricoperta di frecce e con un rene di meno. Non si sa come Oliena divenne, insieme alla Sardegna, Sabauda. Nel 1820 due olianesi Giovanni Cau e Lussorio Boi emigrarono in America e diedero inizio all'esplorazione del West; furono i primi Cau - Boi!...[17] Non accadde nulla di nuovo finché non venne invasa dai Tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale perché Hitler si era incazzato con il Tenore Ulianesu perché era considerato migliore del suo.

A guerra finita gli Stati Uniti manifestarono l'intenzione di comprarsi Oliena e di farla diventare il 51 stato americano. Negli anni 50 la valle di Lanaitto venne usata per i test nucleari. Tuttora vi è una base segreta coperta da matte di chessa dove sono custoditi i rottami dell'UFO che vi precipitò nel 1954 e i resti dell'alieno che c'era dentro[18]. Nel 1975 circa Oliena si ingrandì e vennero fondati nuovi quartieri come quello di Mussudorrai nella zona bassa del paese conosciuto da tutti come il bronx olianese, luogo malfamato ritrovo di spacciatori e zona in mano a diverse gang rivali[19]. Nel 2000 venne Oliena venne scelta come campo di battaglia da Majin Bu e Goku. Dopo essere stata completamente distrutta e i suoi cittadini sterminati venne ricostruita e i suoi cittadini fatti resuscitare grazie all'intervento del drago Shenron. Osama Bin Laden si rifugiò nella grotta Corbeddu dal 2008 al 2010.

Nel 2012 il governo italiano convinto che la fine del mondo profetizzata dai Maya sarebbe partita proprio da Oliena, installò una cupola sul paese per evitare ogni rischio. Il 21 dicembre 2012 gli olianesi cercando di placare l'ira degli dei e evitare la fine del mondo tentarono di sacrificare alcuni compaesani. Nel 2013 il governo cinese ha acquistato l'intero paese per 20 yuan. Dal 2004 Oliena è divisa in contrade.

Tradizioni[modifica]

Il carnevale olianese è caratterizzato dalla maschera del Coccotti, che rappresenta un uomo ricoperto di pelo con un enorme, gigantesco fallo eretto, forse una reminiscenza dell'"uomo-uccello". Per il Solstizio d'estate si celebrano ancora usanze celtiche per propiziare la fertilità come quella dell'uomo di vimini. Per lenire il mal di testa essendo stata vietata l'importazione di Aspirina e Momendol, viene ancora effettuata la trapanazione cranica. Gli olianesi amano la caccia, specialmente quella al tapiro di boscaglia e al leone di montagna. Vengono adorate la divinità della montagna, gli spiriti del sottobosco e Bacco il dio del vino. Lo sport preferito degli olianesi è lo spuntinare, il rimpinzarsi di porcetto arrosto, pecora bollita accompagnati da vino e birra fresca. In estate si svolge il Palio di Oliena, dove invece di essere i fantini a cavalcare i cavalli, sono i cavalli a cavalcare i fantini.

Gastronomia e prodotti tipici[modifica]

I prodotti tipici di Oliena sono i beoni, i beoti, il vino, il bourbon, la tequila e la marijuana. Luoghi caratteristici culturali da visitare sono i cilléri (quasi 500.000 secondo le ultime statistiche).

Leggende[modifica]

Lo spiacevole incidente occorso a un gruppo di turisti tedeschi in visita a Lanaitto

Dato il fascino che caratterizza questa zona si capisce come il popolo olianese abbia scelto il Corrasi come simbolo della creazione della Terra e di tutti gli esseri che la abitano e che su esso abbiano intessuto le più belle leggende aborigene. Infatti credono sia popolato da spiriti e dal popobawa che assale i viandanti per portarli nelle caverne e stuprarli. Il monte era anche popolato da giganti che a causa dei loro continui bestemmioni vennero pietrificati da Dio. I boschi della montagna furono più volte teatro di avvistamento del Bigfoot.

Sport[modifica]

In principio ad Oliena nello stadio Arenaglios Arena (perché fino a poco tempo fa era tutto ricoperto di sabbia) si fronteggiavano due squadre di calcio, la Corrasi Football Club e la Junior Soccer. Le domeniche dei derby c'era un clima di guerra civile. La Corrasi rischiò di vincere lo scudetto nel 1972, la Junior arrivò in finale di Champions League col Bayern nel 1976. Poi la Junior cessò di esistere e venne inglobata dalla Corrasi, diventando Corrasi Junior Football Club. Nella squadra di basket Helion Basket esordì Lebron James.

Fauna[modifica]

La fauna caratteristica del Corrasi è caratterizzata dal canguro, dal koala, dal cinghiale mannaro e dal muflone bipede che ogni tanto fa incursione nelle iscras e si porta via quanto c'è!!! Nelle fetide e malariche paludi di Su Gologone abita l'alligatore olianese (Alligator Ulianensis). Inoltre c'è una vata comunità di crotali adamantini occidentali dalla cui pelle si fabbricano i tipici stivali locali.

Sovrani di Oliena[modifica]

Hercules (450 a.C. - 425 a.C.) Iolao (425 a.C. - 389 a.C.) Leonida di 300 (300 a.C. - 270 a.C) Il bandito Corbeddu, (1844-1898) Cìu Lollòi[20], (1900-1910) Ray Misterio, (1968-1970) Bud Spencer & Terence Hill (1977 - 1980) Mister T (1980 - 1989) Sir Zanfranco Zola (1990-?)

Note[modifica]

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ Credevate fosse una fantasia di Garcia Marquez?
  2. ^ solo per farle salire sui muli ai quali le rilegarono immediatamente
  3. ^ Eh?
  4. ^ Disgustosa birra Made in Sardinia da 0.70 € la bottiglia
  5. ^ Antichissimo gioco barbaracino nel quale si fronteggiano da due a sei giocatori che urlano insultandosi. È una specie di pari o dispari giocato a velocità fulminea che risulta incomprensibile ai non adepti
  6. ^ o meglio un Golf. Tutte le macchine, eccetto la Tipo, per i barbaracini sono maschili: un Mercedes, un BMW, un Ferrari, ma anche un Panda, un 127, e via massacrando l'italiano.
  7. ^ In realtà questo è un anacronismo, a meno che non siate giapponesi o scemi, che poi è la stessa cosa, e abbiate cominciato a leggere l'articolo partendo dalle curiosità
  8. ^ Sia chiaro, gli orgolesi se li tratti bene ti trattano bene e ti danno in pasto il maiale; trattali male, fai battutine sui pastori che scopano le pecore ad Orgosolo e ti danno in pasto al maiale!!!
  9. ^ Manzanu!!!
  10. ^ Si chiama Sant'Idogli (San Giorgio), perché si ritiene che proprio lì San Giorgio uccise il drago
  11. ^ Praticamente l'unico straniero che è riuscito ad entrare a Sant'Idogli e ad uscirne con i gioielli di famiglia ancora attaccati al corpo è stato Andrew Zimmern. Non sa quanto ha rischiato!
  12. ^ Comunque da allora non è più lo stesso!
  13. ^ Tettone
  14. ^ Quale museo comunale?
  15. ^ Fiume in cui tuttora gli abitanti si fanno il bagno (nel senso di pulirsi, lavarsi) se non vogliono fare molta strada e andare al Cedrino o alle fonti di Su Gologone
  16. ^ Sia chiaro che gli olianesi usano l'acqua soltanto per lavarsi, e non ne sprecano neanche tanta...
  17. ^ Lo so...Me ne sono reso conto anch'io che è una grandissima stronzata!
  18. ^ Ma non c'era niente di cui stupirsi, perché se vai in giro per il paese, di UFI ne trovi quanti ne vuoi
  19. ^ Gran brutto posto!
  20. ^ Il suo nome è diventato leggenda


Voci Correlate[modifica]