Area (gruppo musicale)

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GENTE CHE SUONA DA DIO

(ma Lui non gli ha mai aperto)
Papa Francesco suona la chitarra con Satana.png
La cometa rossa, musa ispiratrice degli Area, ripresa dalla sonda Nadia Cassini il ventordici magosto 1971.


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Per quelli che non hanno il senso dell'umorismo, su Wikipedia è presente un articolo in proposito. Area (gruppo musicale)
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«Ἄνοιξε χείλι μοι, ἄνοιξε,

γλικά νά τραγουδήσω.
Ἄνοιξε τήν καρδιά.
Κομήτη κλεῖσε
τό στόμα στούς ποιητές.
Κομήτη κλεῖσε τό στόμα καί φύγε.

Ἄνοιξε τά μάτια στνή ἐλευτερία.»
(Area - Testo di Cometa rossa scritto da Demetrio Stratos)
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«Ἄνοιξεεεεεεε χείλι μοι, ἄνοιξεEεEεEε,

γλικά νάάάάάάά τραγουουουουουουουδήήήήήσω.
ἌνοιξεEεEεEε τήν καρδιάάάάά.
Κομήτηηηηηηη κλεῖεῖεῖεῖεῖεῖεῖσε
τό στόμα στούς ποιητέεεεεεες.
Κομήτηηηηηηη κλεῖεῖεῖεῖεῖεῖεῖσε τό στόμα καί φύύύύύγεEεEεEεEεEεEε.

Ἄνοιξεεεεεεε τά μάτιαAαAαAαAα στνή ἐλευEYευEYευEYευEYτερίααααα
(Area - Testo di Cometa rossa cantato da Demetrio Stratos[1])


Gli Area - International POPular Group, detti anche Area per far prima o Base Per Altezza per i precisini, sono[2] un gruppo musicale alla perenne ricerca della propria identità. Durante la loro carriera hanno cercato, senza mai trovarla, la loro dimensione artistica ed esistenziale nel jazz-rock, nella Musica classica, nel folk, nell'hip hop, nell'heavy metal, nel punk, nel pop, nella new age, nella Musica elettronica, nel blues e nella Musica sperimentale. Particolarmente attivi negli anni '70, hanno lasciato un'impronta indelebile sul pavimento del panorama musicale italiano, che non può permettersi una donna delle pulizie, quindi quell'impronta è ancora lì e sembra che sia destinata a restarci per un bel pezzo.

Contesto storico[modifica]

Sul finire degli anni '60 in Italia iniziarono a delinearsi le ideologie e la filosofia che avrebbero condotto, di lì a poco, all'eversione di Stato con la strategia della tensione e all'atmosfera satura di polvere da sparo tipica degli anni di piombo. Gli ambienti artistici in generale e quelli musicali in particolare non erano rimasti con le mani in mano. Se una buona parte di cantanti insisteva con melodie classicheggianti e testi sdolcinati, una minoranza rumorosa e capellona rompeva gli schemi e i timpani con testi impegnati, anche politicamente, e una musica nuova ed incomprensibile. Era nato il Prog Rock italiota. Dovunque nascevano gruppi musicali che si distinguevano per supposta padronanza tecnica e sonorità sicuramente aberranti. Nel caotico guazzabuglio di formazioni più o meno sconclusionate, una sembrava la peggio riuscita di tutte.

Prima degli Area[modifica]

In principio era un semplice perimetro[Posa la bottiglia, gringo!]
Milano, primi anni '70. Sotto un cielo sempre nero[citazione necessaria] si incontrarono alcune persone che avevano risposto ad un'inserzione pubblicata sul Corriere Dei Piccoli a cura di un certo Giulio Capiozzo, primo rullante della Banda musicale Città di Coccaglio". L'inserzione recitava:

Cercasi elementi per la costituzione di un gruppo musicale il cui scopo e fine ultimo sia rappresentato dal superamento dell'individualismo artistico e dalla creazione di una musica totale, di fusione e internazionalità, sì da poter affermare: "Eh, 'sta musica è troppo avanti, la gente non capisce un cazzo". Ovviamente si spera anche di rimediare un po' di gnocca. Sono da escludersi lauti guadagni. Alto rischio di censura e concreta possibilità di denuncia. Contattatemi al numero 02quattroterzipigrecoerretre. È molto probabile che risponda mia mamma, quindi andateci piano con le parolacce, grazie.

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Tra i presenti c'erano Demetrio Stratos, defenestrato dal coro dei pompieri per la sua voce un po' troppo abrasiva, e un torturatore seriale di basso elettrico di nome Patrick Djivas, che dichiarò fin da subito: «Ragazzi, io sono qui per la gnocca. Voi occupatevi pure di tutto il resto»

Line-up[modifica]

Exquisite-kfind.png Non ti basta? C'è anche Demetrio Stratos


Perennemente alla ricerca di nuove fonti di ispirazione, durante i servizi fotografici gli Area si distraevano spesso.

Dopo vari aggiustamenti, la line-up definitiva comprendeva:

  • Demetrio Stratos alla voce. Qualche anno prima, per vincere una gara di karaoke, s'era impiantato una camera d'aria di bicicletta al posto delle corde vocali. Ciò gli consentiva di cantare in modo molto insolito: poteva emettere diplofonie, triplofonie, quadrifonie, pentafonie, petofonie, ruttofonie e poteva anche cantare utilizzando gli ultrasuoni. Vinse la gara, ma i cani del quartiere abbaiarono ininterrottamente per due giorni.
  • Ares Tavolazzi al basso. Patrick Djivas, appurato che la gnocca era appannaggio esclusivo della PFM, mentre gli Area detenevano l'esclusiva dei rasponi, cambiò band subito dopo l'uscita del primo album. Tavolazzi se la cavava bene con qualsiasi strumento che emettesse sonorità gravi, ma non ebbe mai l'occasione di esibirsi con la sirena di un piroscafo, cruccio che lo avrebbe segnato per tutta la vita.
  • Giulio Capiozzo alla batteria e percussioni. Nel caso di Capiozzo il termine "percussioni" andava interpretato alla lettera: ossessionato dalla ricerca esasperata di sonorità sempre nuove e differenti, "percuoteva" non solo la batteria, ma qualsiasi cosa o persona gli capitasse a tiro di bacchetta. Durante le prove, ma anche nei concerti dal vivo, Capiozzo e la sua batteria venivano collocati ad almeno 25 metri di distanza dal resto della band e dal pubblico per questioni di sicurezza.
  • Patrizio Fariselli alle tastiere. Ossessionato dalla ricerca di nuove sonorità al pari di Capiozzo, Fariselli costituiva un'altra mina vagante che avrebbe potuto destabilizzare il gruppo. Ma Stratos e compagni si resero conto che, fischiettandogli all'orecchio la sigla di Carosello, diventava docile come un agnellino, almeno per il tempo necessario a realizzare le basi in studio.
  • Paolo Tofani alla chitarra. Formatosi fin da adolescente nell'oratorio San Gian Battista decollato di Manate sul Labbro, aveva preso lezioni anche da Jimi Hendrix, al termine delle quali aveva disimparato tutti gli accordi, ma in compenso aveva imparato a rollare le canne "a bandiera", forse il primo in Italia.

Discografia degli anni ruggenti (1973-1978)[modifica]

Arbeit macht frei[modifica]

Gli Area al Torneo "Ascella Fetente Parco Lambro '75", immeritatamente secondi classificati alle spalle di un certo Gunther Pagliarulo, detto Scella Pezzata.

Nel 1973 Gli Area sfornarono il loro primo album ma, dopo essersi accorti che i dischi non vanno cotti al forno, furono costretti a ricrearlo. Il titolo, Arbeit macht frei, era una frase che il nonno di Capiozzo ripeteva in continuazione al nipote. Prodotto dalla label Abdominal Cramps, si distingueva per la trattazione di temi politici di una certa pregnanza (viva i rossi abbasso i neri[3]) e non veniva trascurato nemmeno l'impegno sociale, fino a scatenare polemiche con altri musici di quel periodo: litigarono con i membri della PFM che, con la canzone Dolcissima Maria avevano inaugurato lo status di "deluso di sinistra che è giunto alla conclusione che i miti invecchiano e muoiono, ma la figa è sempre la figa e bisogna pur sempre pensare al futuro".

Caution Radiation Area[modifica]

L'anno dopo venne creato il loro secondo album, Caution Radiation Area, i cui temi politici si fecero ancora sentire, ad esempio il titolo dell'album era un riferimento al dittatore portoghese Francisco Franco, poco avvezzo all'uso di sapone, profumo e deodorante: il suo palazzo era pieno di cartelli con quella scritta.

Crac![modifica]

Uscito nel 1975, Crac! può essere considerato il lavoro più commerciale del gruppo: pezzi come L'elefante bianco, La mela di Odessa (1920) e Gioia e rivoluzione ebbero una rapida diffusione e furono remixati per le discoteche dai fratelli La Bionda e da un giovanissimo Claudio Cecchetto. Addirittura si vociferava di una possibile partecipazione degli Area al Festival di Sanremo e qualcuno li accusò perfino di votare Democrazia Cristiana. Del resto, il successo di vendite dell'album li aveva in qualche modo imborghesiti: quando andavano a fare la spesa pagavano regolarmente il conto. Ma occorreva escogitare un modo per recuperare la nomea di capelloni terroristi drogati sovversivi alternativi, e bisognava farlo in fretta.

Are(A)zione[modifica]

Il 1975 non era ancora finito, ma occorreva pubblicare qualcosa con urgenza. Non c'era materiale pronto, ma la soluzione fu presto trovata: un album live, che oltretutto non sarebbe costato fatica, dal momento che le tracce erano già state suonate tempo prima. Così uscì Are(A)zione, un insieme di canzoni registrate dal vivo in diverse esibizioni:

  1. Luglio, agosto, settembre (nero), registrata durante la Sagra del filtrino tenutasi al Parco Sempione, Milano
  2. La mela di Odessa (1920), registrata presso il circolo comunista La porchetta di Stalingrado di Minchiate sul Serio
  3. Cometa rossa, registrata in occasione del Tributo a Dante Di Nanni, durante la Festa dell'Unità di Scraffingiu
  4. Are(A)zione, brano inedito che dà il titolo al disco. Si tratta di quasi un quarto d'ora di sound-check di vari concerti montati al contrario. Nelle intenzioni del gruppo doveva indurre l'ascoltatore a riflettere sulla triste condizione del sottoproletariato urbano; nella realtà provocava esclusivamente un profluvio di bestemmie
  5. L'internazionale, ovvero l'inno dei lavoratori che è stato anche l'inno ufficiale dell'Unione Sovietica tra il 1917 e il 1944. La versione degli Area, ascoltata dal presidente rumeno Nicolae Ceaușescu, indusse quest'ultimo a proibire l'ascolto di tutti i musicisti italiani in Romania, eccezion fatta per Clem Sacco.

Maledetti (maudits)[modifica]

Maledetti (maudits), del 1976, si caratterizza per essere un concept album. Il concept fu appositamente rielaborato da tutti i componenti del gruppo, in modo che ognuno potesse fornire il proprio concetto di concept personale. Di conseguenza, anche l'ascoltatore può elaborare il proprio concept personale. L'utilità di questo esercizio di pensiero non è chiara e non è scritta sulle note di copertina però, al pari del concept, anch'essa può essere elaborata in modo personalizzato.
Durante le sessioni di registrazione del disco Capiozzo e Tavolazzi uscirono dicendo "andiamo a prendere le sigarette, torniamo subito". Sparirono per i sei mesi successivi, prima di essere ritrovati in un centro massaggi cinese durante un blitz della buon costume. Per completare la registrazione dell'album furono ingaggiati due operai della Falk, che conferirono quel tocco industriale che ancora mancava alle sonorità della band.

1978 gli dei se ne vanno, gli arrabbiati restano![modifica]

Dopo i fasti rivoluzionari del 1977 il progressive rock stava attraversando un periodo di crisi, i giovani preferivano il punk e quando sentivano parlare degli Area rispondevano:

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«SE VI PIACCIONO GLI AREA NN CAPITE 1 KAZZO DI MUSICA!!!11!11!!!1!!11! W I SEX PUSTOLS E ANNA OXA KE E' BELLA E BRAVA È SA CANTARE, NON CM QUEI SFIGATI DEGLI AREA KE POI COSA KAZZO CENTRA LA GEOMETRIA CN LA MUSICA BOHHHHH?!?!?!?!?!?!»

La band ci rimase parecchio male, tanto da meditare lo scioglimento. Del resto, già da tempo i membri avevano intrapreso la carriera solista parallelamente a quella di gruppo, ma ci voleva un ultimo colpo di coda, per far capire ai giovani punk che loro conoscevano millemila note musicali e che per fare musica bisognava usarle tutte, non come quel tossico di Sid Vicious o come cazzo si chiamava, che al massimo ne conosceva una e mezza.
Così, dopo aver cambiato casa discografica, mutande e calzini, nel 1978 gli Area pubblicarono l'album 1978 gli dei se ne vanno, gli arrabbiati restano! Come da titolo, si caratterizza per l'elevato tasso di rosik in esso contenuto. Rappresenta l'ultimo grido di rabbia di un gruppo musicale conscio di piacere a pochissimi fanatici del genere, in un'epoca in cui le mode correvano più veloci dei treni[4] e occorreva sapersi reinventare in ogni stagione. Fu un finale inglorioso? Certo che no: al peggio non c'è mai fine.

Discografia degli anni miagolanti (dal 1979 all'altro ieri)[modifica]

2011: gli Area, in formazione rimaneggiata, si ripropongono alla trentaseiesima edizione del Torneo Ascella Fetente. Beffati anche stavolta sul filo di lana da un outsider, il geometra Gian Domenico Mantegazzi di Carate Brianza.

Nel 1979 Demetrio Stratos decise, tra lo sconcerto delle sue groupies, di dedicarsi a tempo pieno alla musica tombale. Nel frattempo il resto del gruppo aveva bisogno di grana: il maggiolone di Fariselli beveva più di un cammello. L'unica via d'uscita, già collaudata con successo anni prima, consisteva nel pubblicare l'ennesimo album live, contenente tracce con Stratos ancora gorgheggiante, cosa che probabilmente avrebbe fatto gridare al miracolo la gente, con conseguente aumento degli introiti.

Event '76[modifica]

Event '76 fu registrato dal vivo nell'aula magna dell'Università Statale di Milano il 27 ottobre del 1976. Prima dell'esibizione, a ciascuno del pubblico fu consegnato un quadratino di LSD. Così, mentre tutti erano convinti di essere a un concerto di Elio e le Storie Tese e gridavano a squarciagola "forza panino!", il gruppo improvvisava una versione interminabile del brano Caos, che dovette essere diviso sulle due facciate del disco. Un'ulteriore accozzaglia di suoni più o meno a caso andò a costituire Event '76, la title-short-track del disco, lunga la miseria di 9 minuti e mezzo o poco più.

Tic & Tac[modifica]

Uscito nel 1980, Tic & Tac è un album quasi esclusivamente strumentale. I pochi inserti vocali sono a cura di Patrizio Fariselli e un passante, cui avevano pestato un callo a tradimento registrandone l'urlo di dolore. Di impostazione prettamente jazzistica, passò completamente inosservato, con pochissime copie vendute. Fu allora che gli Area decisero di prendersi una pausa di riflessione e si trovarono un lavoro vero, che permise loro di campare dignitosamente per un buon quindicennio.

Chernobyl 7991[modifica]

Nel 1997 Capiozzo e Fariselli si reincontrarono in un'osteria. Uno dei due (non è dato sapere chi) domandò all'altro:

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«Perché non facciamo un disco? L'ultimo dischino, dai!»

L'altro avrebbe risposto:

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«Sì, nel 7991! Ma vattene a Chernobyl, va'!»

L'intuizione folgorò entrambi: Chernobyl 7991 fu il titolo della loro ultima fatica. Un visionario panorama attraverso il quale è possibile avvertire tutto il disappunto dell'uomo che, giunto alla fine del millennio, non ha ancora deciso cosa farà da grande e, soprattutto, non ha un abito decente da indossare.
Almeno, questa è l'informazione più attendibile che si può reperire nelle fonti.

Ultimi aggiornamenti[modifica]

  • Ogni tanto, ma proprio ogni tanto, i superstiti del gruppo si riuniscono a suonare insieme. I palchi su cui si esibiscono sono sempre ingombrati, oltre che dalla solita strumentazione, da deambulatori, carrozzelle, fleboclisi, macchine per dialisi e defibrillatori.
  • Dal 23 agosto 2000 Giulio Capiozzo impartisce lezioni di batteria ai cherubini del settimo cielo dantesco. Si dice che guadagni bene. Per le rimpatriate è stato rimpiazzato da Walter Paoli, macellaio di professione.
  • Patrizio Fariselli è tuttora molto attivo in ambito musicale: realizza carillon per neonati, inserendovi le dolci melodie a suo tempo realizzate con gli Area. Si dice che guadagni bene anch'egli.
  • Paolo Tofani suona ancora, non solo la chitarra: ultimamente si serve dei joystick Nintendo collegati al tostapane.
  • Ares Tavolazzi suona ancora adesso il campanello di casa perché spesso dimentica le chiavi.

Note trifoniche[modifica]

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ Per chi non ci credesse, dal minuto 1:48 in poi.
  2. ^ Perché esistono ancora, chi più chi meno.
  3. ^ E niente, i negri stanno sul cazzo a prescindere.
  4. ^ Non che ci volesse molto, per carità.